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Sicilia, cosa bolle in pentola

| 16 agosto 2014 | 2 Comments

sicilia1A quindici giorni dall’apertura della stagione venatoria sono in molti a chiederci quali sono le novità di quest’anno. È vero che gli ambiti subprovinciali saranno unificati ? E ancòra, è vero che in ogni ambito saranno ammessi più cacciatori ? È vero che sarà possibile cacciare nelle isole minori ? Qui di seguito Vi raccontiamo cosa “bolle in pentola”.
Il decreto che unifica gli AA.TT.CC. di ogni provincia, pronto da tempo, è fermo per un cavillo burocratico, ma presto dovrebbe essere firmato dall’Assessore.
Il problema che si pone, visto che siamo ormai a ridosso dell’apertura, è il seguente: l’amministrazione avrà il tempo di informare i Comuni degli effetti che l’unificazione degli AA.TT.CC. comporterà ? Le Ripartizioni avranno il tempo di rifare le graduatorie degli ammessi stante che la superficie, e quindi gli indici di densità venatoria, subiranno notevoli modifiche ? E ancòra, il nuovo indice massimo di densità venatoria che consentirà l’accesso in ogni AA.TT.CC. di un numero di cacciatori pari all’incirca al doppio di quello attuale, sarà possibile applicarlo subito ? Ecco, sono queste le domande che lasciano forti perplessità. Sarà meglio aspettare che vengano distribuiti i tesserini e subito dopo operare le modifiche, oppure ciò non è necessario e, quindi, si potrà partire subito ? Non abbiamo in questo momento la risposta all’interrogativo, ma certamente sarete informati prima possibile.

La seconda domanda è di più facile soluzione, nel senso che, una volta stabilito l’indice massimo di densità venatoria (cosa già fatta, visto che anche questo decreto è pronto e fermo per un cavillo), le Ripartizioni dovrebbero semplicemente integrare la graduatoria in atto con tutti quei soggetti non ammessi e che troverebbero spazio grazie ai nuovi indici, fermo restando che la graduatoria in atto sarebbe immediatamente utilizzabile.
Più complessa è la situazione nelle isole minori.
Ciò che possiamo dirvi è che da tempo è pronta, e già circola negli ambienti di caccia, una delibera di Giunta di Governo frutto dei nostri suggerimenti e di pochi altri che modificherebbe l’attuale Piano Faunistico Venatorio 2013/18 e che, se approvata, potrebbe risolvere l’annosa questione di quei cacciatori isolani che in un nostro precedente articolo abbiamo definito “figli di un Dio minore”.
Qui l’uso del condizionale e d’obbligo, poiché i ricorsi degli ambientalisti non si faranno attendere, e non dimentichiamo che è sempre quel T.A.R. Palermo, tanto vicino a Legambiente & c., ad essere chiamato a pronunciarsi sulla complessa questione giuridica che si prospetterebbe al suo vaglio.
Si badi bene che non sono solo gli isolani a godere delle modifiche al Piano Faunistico Venatorio, ma anche i cacciatori della “piana di Gela” vedrebbero aboliti i divieti di caccia nelle aree esterne alle Z.P.S., i cacciatori del Messinese e, in genere, i cacciatori tutti ne avrebbero un giusto ritorno.

Corre l’obbligo, infine, ringraziare tutti quei Deputati regionali di schieramento trasversale che hanno sollecitato la sensibilità dell’Assessore, Avv. Reale, e hanno reso possibile la stesura di quei provvedimenti che, se approvati, potrebbero rappresentare in tema di caccia la differenza, stavolta in positivo, tra la Sicilia e le altre Regioni italiane. Un sincero grazie va, pertanto, agli On.li Luca Sammartino, Paolo Ruggirello, Roberto Clemente, Nino Germanà solo per citare quelli in prima linea, e un sincero grazie va, altresì, al Deputato “grillino” Angela Foti che con competenza e, soprattuto, in maniera laica, sta tentando di spiegare ai suoi colleghi dei danni ambientali cagionati dai suidi all’interno delle aree protette e, in particolare, sta tentando di spiegare agli intransigenti del suo gruppo che la sterile ideologia non giova a nessuno.

Viagrande, il 15 agosto 2014
Dott. Giovanni Di Giunta

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Category: Sicilia

Comments (2)

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  1. Ferdinando Ratti scrive:

    Finalmente una buona notizia per i cacciatori.
    Hanno abolito i centri di potere e tessere, di alcune asociazioni venatorie.

  2. Pietro Pirredda da Arzachena (Sardegna) scrive:

    La Sicilia come la Sardegna vanta alcune peculiarità che non sono presenti nella Penisola Italica. Sarebbe ora quindi che anche in Sicilia si abolissero gli ATC, carrozzoni sorti per posizionare spesso politici trombati a cui elargire stipendi (comei parchi nazionali gardacaso con legge nata nello stesso periodo) .
    Gli ATC in più in certe zone hanno sancito la fine di specie autoctone (Starna) per via dell’eccessiva pressione venatoria. Contestualmente si è favorito lo sviluppo di aziende venditrici di pollame (pronta caccia) .
    In più si sono create divisioni tra cacciatori, creando corsi di specializzazione di dubbio valore al fine di far pagare molto di più ai cacciatori, pubblicizzando al contempo il turismo venatorio!
    In certe zone si è voluto favorire l’aumento delle specie di ungulati per “la ciccia” a discapito della caccia alla migratoria, di recente tartassata da ricorsi al TAR. In questo è stata palese l’opera di Prestigiacomo /Brambilla che ha dato potere ad un istituto (ISPRA) che non ha e non vuole dare dei dati scientificamente certi per la stesura dei calendari venatori.
    Cacciatori siciliani, sveglia!

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