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Umbria: Aica contro le affermazioni di Granocchia

| 8 agosto 2014 | 4 Comments

aicaAbbiamo letto con vivo stupore le dichiarazioni, rilasciate a mezzo stampa, dell’ex consigliere provinciale di Perugia delegato alla caccia Franco Granocchia, relativamente al provvedimento regionale con il quale si consente la caccia con l’arco anche in Umbria.
Ci fa davvero specie il fatto che Granocchia dimostri tutta la sua ignoranza riguardo le varie leggi nazionali che, nel tempo, hanno regolato e regolano l’attività venatoria in Italia. Se Granocchia le conoscesse, saprebbe che quella con l’arco è una forma di caccia consentita in Italia da 50 anni a questa parte.
E’ inoltre molto strano, a nostro avviso, questo suo improvviso interessamento nei confronti di una tipologia di caccia che possiamo definire “di nicchia”, specialmente se lo si mette in relazione con la sua pressoché totale inattività, ai tempi del mandato in Provincia, nei confronti di così tanti temi che riguardano la stragrande maggioranza dei cacciatori, quali il controllo delle specie opportuniste, le zone di rispetto, il piano faunistico provinciale e altro.
Forse Granocchia, che oggi si schiera al fianco della Lav nella raccolta firme contro la caccia con l’arco, negli ultimi cinque anni era già impegnato con la stessa Lega antivivisezione… Questo spiegherebbe tutto, a cominciare dal suo non aver fatto nulla per la caccia quando ne aveva diritto, dovere e autorità.

Peraltro, giova ricordare che lo stesso Istituto per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), nelle sue “linee guida alla gestione degli ungulati”, annovera l’arco tra i mezzi di caccia utili alla gestione, e che pertanto l’efficacia di questo strumento non può essere messa in discussione da opinioni personali e tecnicamente incompetenti.
E ancora: Granocchia parla di bracconaggio, per di più notturno, accomunandolo al prelievo selettivo con l’arco, L’Associazione italiana cacciatori d’arco, settoriale di Federcaccia, fa notare come tutto ciò sia altamente lesivo dell’immagine del cacciatore in generale, oltreché poco rispettoso del principio legislativo stesso, poiché il bracconaggio oltre a essere un reato, è notoriamente praticato con armi da fuoco – tipica la carabina kipplauf calibro 22, poco rumorosa – o la balestra, strumenti totalmente differenti dall’arco.
Quest’ultimo, invece, proprio perché poco rumoroso viene già utilizzato in molte situazioni nelle quali lo sparo non è opportuno, per esempio i vigneti oppure nei pressi di case di periferia collinare, luoghi molto frequentati dagli ungulati ma impossibili da gestire con l’arma da fuoco.
A supporto di quanto affermiamo, da anni mostriamo agli amministratori pubblici materiale tecnico-divulgativo, utilizzato anche nelle docenze, dove l’assieme di dati tecnico-balistici certi e filmati eloquenti realizzati a caccia, dimostra l’assoluta efficacia dello strumento e, al contempo, la totale faziosità e inconsistenza delle contestazioni avanzate da chi è contrario per puro principio.
Aica e Federcaccia sono a disposizione di chiunque voglia prendere in esame il materiale.

Luigi Farinelli
Referente AICA
Regione Umbria

Perugia, 8 Agosto 2014
Ufficio Stampa Federcaccia Umbra

 

 

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Category: Federcaccia, Umbria

Comments (4)

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  1. Bartoccini Mario scrive:

    Vivi complimenti alla Vs. Associazione!
    Sia per quanto riguarda la lotta contro i tabù, sia per quanto riguarda l’inefficienza operativa del signor Franco Granocchia nella veste di DELEGATO PROVINCIALE ALLA CACCIA (Provincia di Perugia). Così come tante volte aveva promesso in assemblee pubbliche organizzate dal Club “Le Torri” ed in tante riunioni dello stesso.
    E’ la vecchia e consunta politica trasformista che abbiamo il dovere di sconfiggere!
    Cordialità.

  2. Bartoccini Mario scrive:

    Alla LAV chiedete di pubblicare i propri bilanci, considerato che godono di consistenti contributi pubblici!
    Visto che per la maggior parte le associazioni animaliste – inventate alla rinfusa – puntano agli affari, sia attraverso contributi pubblici, sia attraverso donazioni ed offerte varie!
    Altro che amore per gli animali!

  3. Ferdnando Ratti scrive:

    Il motto delle associazioni animaliste è il denaro non puzza, l’importante che a loro arrivi tanto dalle varie donazioni fatte dai cittadini, oltre che i contributi dello stato.
    Queste non pubblicheranno mai e poi mai i loro bilanci.
    Inoltre mi chiedo ma la provincia di Perugia,possibile che non aveva una persona più competente dell’assessore Granochia; a cui assegnare la delega sulla caccia!!!.

  4. CLAUDIO TORTOIOLI scrive:

    Copia incolla dei due post di Batrtoccini, Granocchia questo: il salto nel buglio.

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