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acl: a caccia come i francesi

| 8 agosto 2014 | 14 Comments

VOGLIAMO ANDARE A CACCIA COME I CUGINI FRANCESI !

aclOgni qualvolta si tratta la materia venatoria in termini peggiorativi si evoca l’Europa e la legge Comunitaria per continuare una politica venatoria recessiva. Si evocano messe in mora e sanzioni e procedure varie spesso promosse da Europarlamentari Italiani, non ultima quella annunciata da un esponente del Movimento 5 Stelle. Italiani che di fatto invocano misure verso il proprio paese, un bel record ! Di fronte alla recente apertura in Francia di numerose specie cacciabili, alcune in deroga c’è da chiedersi se i Francesi siano extracomunitari o se invece siedano a pieno titolo come padri fondatori dell’Unione Europea. Poiché tra i padri fondatori vi è anche l’Italia qualcuno ci dovrebbe spiegare come sia possibile questa diversità di trattamento.
Senza entrare nei dettagli e per essere concreti chiediamo al Nostro Paese di allinearsi alla Francia nella materia venatoria e, se necessario, fare fronte comune insieme ad altri paesi come la Spagna, di fronte alla lobby ambientalista. Sarebbe quindi opportuno che i nostri Parlamentari europei si rapportassero con i cugini Transalpini e si facessero spiegare, con un po’ di umiltà e rispetto, quali fossero gli strumenti idonei per far valere le rispettive tradizioni in materia venatoria.
La vicenda delle caccie tradizionali ed in deroga rappresentano un esempio eclatante e significativo. In passato delegazioni Regionali si sono recate in Europa per ottenere qualcosa di concreto e se ne sono ritornate con la chiusura dei roccoli entro il 2017. Ci è giunta voce che una delegazione di Regione Lombardia capeggiata dall’Assessore con delega alla caccia abbia intenzione di recarsi in “pellegrinaggio” a Bruxelles,per la metà di settembre, non sappiamo bene a far cosa e con quali obiettivi e scopi. Se sono quelli di andare dai soliti personaggi e Funzionari di cui conosciamo bene il pensiero, diciamo subito e fermamente di non spendere i soldi della trasferta e starsene a casa. Se invece l’intenzione è quella di porre le basi per un’audizione alla Commissione in presenza del Presidente della stessa allora le cose cambiano.
Vogliamo però sin da ora richiedere che qualsiasi delegazione si rechi in Europa debba essere supportata e accompagnata da un pull, un gruppo di esperti qualificati in materia indicati dalle Associazioni venatorie. Solo così avremmo la garanzia di avviare un confronto con l’Europa vedendo affiancate le forze politiche regionali supportate dagli Europarlamentari eletti anche con il voto dei cacciatori nell’esporre le nostre sacrosante ragioni come quelle di mantenere in vita un’attività plurisecolare come quella rappresentata dalle nostre cattedrali verdi: i roccoli , un patrimonio di tradizione e di storia che non può essere cancellato né barattato o oggetto di scambio con nessuna altra cosa al mondo.
Questo deve essere un monito che giunga chiaro e forte a chi governa Regione Lombardia.

LA PRESIDENZA DI A.C.L. BRESCIA 08 AGOSTO 2014

 

 

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Category: ACL, Lombardia

Comments (14)

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  1. Ferdnando Ratti scrive:

    Il 28 Giugno u.s. in occasione del manifestazione Cacciatori e Pescatori in festa organizzata da noi cacciatori ,erano presenti alcuni cittadini e cacciatori di FOUR cittadina Francese vicino a Lione,per il gemellaggio con il mio Comune.
    In quella occasione, come cacciatori locali e associazione venatoria,abbiamo fatto un gemellaggio tra cacciatori dei dei due paesi.
    Spiegando a loro come era la nostra legge sulla caccia, le varie regole, le forme di caccia, le specie cacciabili, i periodi, ei i vari balzelli, che noi cacciatori in Italia siamo costretti a rispettare e pagare.
    Questi sono rimasti allibiti come se io venivo dalla Luna; più volte mi hanno detto,ma non siamo tutti in Europa!!!, ma la legge Europea non vale per tutti i cacciatori Europei.
    La mia risposta è stata; si è vero che siamo in Europa ma la legge Europea evidentemente, non vale per tutti gli stati.
    Sapete qual’è stata la loro risposta?,cambiate da subito i parlamentari che mandate a rappresentarvi a Strasburgo.
    Per noi Francesi i nostri rappresentati mandati al parlamento Europeo, devono fare gli interessi dei cacciatori, altrimenti a casa.

  2. Nico scrive:

    Noi l’occasione x mandare i rappresentanti dei cacciatori in Europa l’abbiamo avuta, come l’occasione per mandare nostri presidenti nazionali al parlamento a Roma…le abbiamo sprecate tutte! Inutile star qui a lamentarci o prendere lezioni dai francesi…loro sanno cosa fare x difendere le loro tradizioni…noi no!

  3. Ferdnando Ratti scrive:

    Nico guarda che questa volta i cacciatori Italiani hanno fatto come i cugini Francesi; mandando a casa i parlamentari Europei che aveva fatto il loro di interesse, non quello dei cacciatori.
    Forse questa volta hanno visto giusto.
    cordiali saluti

    • Nico scrive:

      Non so a chi tu ti riferisca ma abbiamo mandato a casa personaggi che in 20 anni, almeno in Veneto (e poi in Europa), ci hanno fatto andare a caccia dignitosamente…ma soprattutto MOLTI caccatori hanno deciso di votare quel partito composto da anticaccia e hanno mandato in Europa 15 zanoni…se questo per te è fare il bene della caccia…..

  4. Ferdinando Ratti scrive:

    Nico io alle ultime elezioni Europee, ho visto solo politici che saltavano come cavallette da una cadrega all’altra(POLTRONA)pur di conservarla; sarà stato per i previlegi che avevano, o per lo stipendio????? questo non lo sò.
    Poi che Zanoni&C; NON erano da mandare in Europa, sono pienamente d’accordo con te.
    un caro saluto

  5. Nico scrive:

    Caro Ferdinando, ma secondo te(io parlo a proposito di un solo europarlamentare, e avrai già capito chi è!), è uscito di sua spontanea volontà da FI o è stato fatto fuori con la ragione della svolta animalista del partito(quando sappiamo benissimo che il vero motivo è che Sergio Berlato è stato l’UNICO politico ad avere il coraggio di denunciare il malaffare in veneto)?

  6. Luciano scrive:

    Caro Ferdinando e Nico condivido in toto le Vostre riflessioni per gli argomenti trattati,in modo particolare il riferimento ai cacciatori francesi.Ho preso la mia prima licenza di caccia all’età di 16 anni con la firma del mio genitore.In quel lontano periodo era in vigore il Testo Unico sulla caccia che ci permetteva non soltanto di cacciare in tuttal’Italia,senza alcun balzello o altro,ma con un calendario venatorio molto più ampio dell’attuale,tipo quello attuale Francese e Spagnolo.Nel corso degli anni sono nate molte associazioni venatorie politicizzate,perchè quello era l’unico compito che si prefiggevano e si prefiggono ancora oggi.Ciascuna associazione a portato avanti negli anni a seguire la loro politica venatoria e non gli interessi di Noi cacciatori.E così siamo arrivati alla modifica del Testo Unico sulla caccia con l’approvazione della Legge 157 con tutte le conseguenze che oggi stiamo pagando.La Legge 157,in pratica,è nata e proposta dalla Amministrazione regionale Toscana,il colore politico di allora come oggi è inutile che ve lo dica.Io ho fatto per un decennio,molto lontano,parlo del 1976 in avanti,il dirigente di un associazione venatoria.Prima come Presidente della locale Sezione cacciatori poi a livello provinciale in seguito a livello Regionale.Ho impiegato tutto quel tempo per capire che avevo gettato al vento dieci anni del mio tempo libero sottratto alla famiglia e alla mia grande passione,la caccia.Tempo sprecato perché mi trovavo,puntualmente,nelle molteplici riunioni a tutti i livelli a fare la guerra con i mulini a vento.Non siamo stati capaci noi cacciatori italiani ad imporre nella stesura della nuova Legge la permanenza delle cacce tradizionali, cosa che invece è ben riuscita a Francesi e Spagnoli,pur essendo anche loro nella Comunità Europea.E questo ve lo posso confermare dal vero perché sono circa 25 anni che vado a caccia in quei Paesi.Scusatemi se mi sono dilungato troppo,potrei continuare per molto ancora,ma avremo altre occasioni per scambiare le Nostre opinioni.Io sono toscano,Provincia di Lucca.

  7. renato scrive:

    Mi dica sig. Nico cosa ha fatto Berlato per la caccia in Italia da parlamentare Europeo me ne dica solo una. E poi
    è stata F.I. a non volerlo come europarlamentare e non che sia uscito di sua spontanea volontà . Secodo me Berlato in politica non ha più niente da dire .

  8. ghibli scrive:

    ragazzi è inutile finchè rimaniamo a convincerci solo sui nostri siti e non partiremo all’attacco della controinformazione sui quotidiani data dagli animalisti rimarremo al punto di partenza

    in questi giorni finalmente ho visto alcuni di noi attaccare le ideologie animaltalebane sui blog della D’Amico ma siamo in pochi bisognerebbe che ognuno di voi incominciasse a rispondere con dati inconfutabili alle balle degli nazionaltalebani, come hanno fatto FabrizioM Mauro Antonio e Gianni
    ma non solo su Repubblica ma anche sui giornali locali ci vuole il contributo di tutti visto che chi dovrebbe difenderci (leggasi AA.VV) è totalmente assente e i politici valuterebbero 2 volte di sposare la causa animalsita (vedi Dudu)

  9. dardo scrive:

    credo che si debba partire dalle aavv a cambiare presidenti e direttivi, levare i matusalemme e metterci giovani cacciatori con il sangue nelle vene ed una voglia di lottare, che non scendano a patti con i partiti e sopratutto che cacciano in italia, sarebbe già un gran salto, altro chè vedere cartelli pubblicitari che invitano al tesseramento, con il logo che riporta si cambia musica! ma i suonatori sono gli stessi…!!! si deve cambiare quelli altro che musica!

    • Luciano scrive:

      Caro Ghibli e Dardo le Vostre riflessioni non fanno una piega.Il problema è che il sistema ambientalista gode di una protezione dei media non indifferente.Se poi si aggiunge una disponibilità economica in loro possesso di tutto rispetto,il gioco è fatto.Le nostre aa.vv spendono il ricavato economico per mantenere il loro apparato amministrativo e pubblicità varie per strappare una tessera in più a scapito di altre aa.vv.Non riescono,o ancora peggio,non vogliono trovarsi in collisione con gli ambientalisti,tranne che in qualche sporadica situazione.Abbiamo un canale su Skaj che però a mio modesto parere non viene usato come si deve ed inoltre visto il suo alto costo non tutti,di questi tempi,se lo possono permettere.In riferimento a quanto esprime Dardo è perfettamente corretto,ma anche in questo caso per le nomine che contano la decisione sul nome viene presa altrove,le assemblee per le varie elezioni sono preventivamente preparate ad hoc.L’Assemblea dei soci viene semplicemente usata per l’alzata di mani.Pertanto togliere i “Matusa”dalle poltrone,che attualmente non producono niente per la caccia,diviene un’operazione quasi impossibile.Quindi se vogliamo un alternativa a questo modo di essere,dobbiamo iniziare dalla base e cioè dalle Sezioni.Lo so che non dico niente di nuovo,ma dobbiamo metterci in testa che l’unica strada percorribile è questa, per andare verso un cambiamento totale dei Nostri dirigenti che in taluni casi fanno veramente del male alla Nostra passione o sport che si voglia dire.Non abbiamo ancora capito e questo è grave,che i Nostri unici interlocutori sono e rimangono per il futuro,se vogliamo un futuro migliore per la caccia,coloro che coltivano la terra.E’ con loro che dobbiamo stringere un patto di ferro,magari concedendo qualche cosa in più in una eventuale revisione della legge 157 a loro beneficio.Dobbiamo coinvolgerli a pieno titolo nella gestione del territorio e quindi della fauna.E’ perfettamente inutile che gli ATC perseguano la politica del fagiano pronta caccia immessi nel territorio a metà Agosto.Il 16 Settembre trà volpi a quattro zampe e a due zampe,complice poi la sciolta dei cani,seppure giusta,ma non su quel tipo di selvaggina,in quella data non rimane niente da cacciare per gli appassionati di quel tipo di caccia.In altri paesi Europei,dove la licenza di caccia,per un anno,costa € 13 e l’assicurazione per responsabilità civile verso terzi,per un anno costa € 21,non funziona come da noi.Adesso vi porgo i più distinti saluti e continieremo il nostro colloquio in altra occasione.

  10. Ferdnando Ratti scrive:

    Caro Luciano la mia prima licenza di caccia a 17 anni risale a Novemnbre 1963, con la firma falsa di mio padre fatta dalla buonanima di mia madre.
    Come ho già sostenuto altre volte allora si cacciava con il beato T.U; vi era una sola legge con valenza nazionale,le norme erano tutte più semplici e chiare da capire.
    Nel 1967 aimè venne la legge 899,nel 1977 la 968,infine nel 1992 la 157,da cacciatore ho visto queste leggi sempre più peggiorative per tutti noi.
    Poi con il passaggio dei poteri di legiferazione sulla caccia dallo stato alle regioni,siamo andati di male in peggio.
    Con una regione come la mia la Lombardia,dove negli anni 80 governate dalle giunte rosso/verdi che pur di stare a galla,con il solo scopo di togliere terreno alla caccia, ci hanno riempiti di parchi!!!,(NON ne funziona uno)
    Sono stato presidente di sezione comunale per due mandati,quindi eletto presidente provinciale nel 1982,carica che ricopro senza interruzioni ancora oggi; come dici tu rubando tempo al sonno, alla famiglia,ed alle volte al lavoro,rimettendoci anche dei soldi di tasca propria, creando però un ottimo rapporto personale e associativo con le amministrazioni provinciali di Como e Lecco,cosa che altre associazioni venatorie non hanno.
    Fortunatamente ho trovato una moglie che capiva la mia passione,(anche se alle volte a ragione brontola) altrimenti sai quante volte mi sarei ritrovato per la caccia con le valigie fuori dalla porta
    In passato, ed attualmente; o fatto e faccio ancora, battaglie ed esposti per la salvaguardia della caccia in tutte le sue forme,facendo anche il pompiere dove è necessario.
    Nella vita ho visto personaggi che miravano alla poltrona provenienti da associazioni venatorie, quindi cacciatori,facevano mille promesse poi una volta diventati politici(Senatori o Deputati) hanno fatto più danni loro alla caccia che Attila; per mia fortuna sono un conservatore e quando contesto qualcosa carta canta.
    Oggi l’unico mio rammarico e quello di vedere pochissimi giovani cacciatori che si interessano della gestione associativa della caccia; vuoi perchè non cè più il territorio, vuoi perchè li hanno obbligati a cacciare in riserve ATC fortemente voluti da alcune associazioni venatorie; perchè centri di potere e di tessere,con fagiani e starne pronta caccia; che a dire che fanno schifo è puro eufemismo.
    Anche se oramai sono collocato tra gli anziani come età, nello nello spirito resto e rimarrò sempre un contestatore (forse solo un pò più saggio)che dice sempre quello che pensa senza tanti problemi anche nella mia associazione.
    Un caro saluto

  11. luigi da sorrento scrive:

    Anch’io ho preso la licenza a 16 anni con le firme di assenso…e, adesso che sto frequentando i siti dei beccacciai…ho preso coscienza che la differenza con i cacciatori francesi sta….nei cacciatori italiani. In Francia se un beccacciaio vede un collega che fa la posta lo denuncia, una volta prese le beccacce consentite va a casa, a febbraio va a beccacce rispettando i tempi e limiti di carnieri…il problema grosso e’, come dice un mio amico beccacciaio,il “bagagliaio” culturale…

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