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Siena: le armi scariche, sono quelle che feriscono di piu’

| 7 agosto 2014 | 19 Comments

LE ARMI SCARICHE….SONO QUELLE CHE FERISCONO DI PIU’!
I cacciatori lo sanno………….

pro-cinghiale SienaSiamo ad Agosto e ancora qui a discutere di danni e cinghiali in esubero, ma di fatti concreti per risolvere il problema, niente di niente……
Le ATC sono in balia delle onde, l’art 37 non è stato ripristinato e la selezione fa ridere anche i polli.
E’ inutile fare giornalate per far colpo sull’opinione pubblica, incolpando le squadre del cinghiale di foraggiamento e il conseguente proliferare della specie .

E’ LA MENZOGNA PIU’ GROSSA CHE SI RACCONTA DA ANNI.

Lo sappiamo benissimo tutti che non è vero, ma serve solo da pretesto per incolpare qualcuno e togliere le responsabilità a chi ha malgestito e sottovalutato, forse volontariamente, il problema.

Non c’è gestione sugli ungulati. Di caprioli, daini e cervi non se ne parla, è come se si fossero estinti e scomparsi nel nulla.
Si pensa solo che la caccia di selezione al cinghiale, sia la manna piovuta dal cielo e risolverà il problema .

Non si comprende quale parte recitano e cosa pretendono gli agricoltori, pare si ribellino ai danni, ma non fanno niente per dar mano ai cacciatori e collaborare con loro……Possibile che accettino lo sfascio degli ATC e passivamente la soppressione dell’Art. 37? Cosa c’è dietro a tutto questo?…..Vogliono forse privatizzare i fondi perché convinti che i cacciatori, pur di sparare a un cinghiale, sono disposti a tirare fuori il soldo di tasca?….Attenzione…si potrebbero fare i conti senza l’oste!!!!….

E con tutto questo marasma la situazione degenera e si criminalizzano e incolpano i cacciatori pretendendo che di tasca loro sovvenzionino gli agricoltori.

A QUESTO GIOCO NON CI STIAMO. NON SIAMO LA CASSA CONTINUA DEGLI AGRICOLTORI. NON SIAMO RESPONSABILI DI NIENTE E NON PAGHIAMO ASSOLUTAMENTE NIENTE, SOPRATTUTTO, SE IL CONTO A NOSTRO CARICO SI FA A SCATOLA CHIUSA.

Il cinghiale, se lo si vuole diminuire e/o eliminare, si caccia nella tradizionale forma della braccata, cani, canai e poste. Non c’è selezione, ne aspetto, ne cane limiere che tenga.
Queste tecniche potranno funzionare, solo quando ci sarà una densità sostenibile. Solo allora potremo parlare di mantenimento della specie. Non ora.
Dateci la possibilità di gestire la specie, togliendo il singolo, le squadrette, i gruppi, la selezione e tutte le altre baggianate che sono state inventate negli anni. Solo squadre e Art. 37 nelle modalità in cui era attuato fino ad ottobre 2013.

Si lamentano tutti inventandosi che le squadre non completano i piani di abbattimento. Gli enti preposti su che basi faranno i piani di gestione della prossima stagione venatoria? I censimenti quest’anno non sono stati fatti.
Ai tavoli di concertazione si aumentano i capi in base al piano della stagione precedente perché i cinghiali sono troppi?

Prima di incolpare le squadre, che gestiscono solo il 30% del territorio, additando il loro operato nel dire che non completano i piani, sarebbe opportuno organizzare censimenti nelle aree vocate alla fine di gennaio, per monitorare quanti cinghiali sono rimasti nella zona assegnata. Verifichiamo una volta per tutte dove si rifugiano i cinghiali e facciamo un censimento serio all’interno delle Oasi, Riserve Naturali, Z.R.C., Z.R.V, AFV, AAV!!!! Dopodiché, possiamo parlare di responsabilità e eventuali risarcimenti dei danni alle colture agricole.
Non c’è mai stata la volontà di farlo perché si svelerebbero verità che contrastano l’attuale pessima politica.

Questo è quello che chiedono gli iscritti delle squadre appartenenti alla PRO CINGHIALE, quell’Associazione CON LE PISTOLE SCARICHE…..

E’ bello veder scritto sui muri della città “CON NOI LA CACCIA CAMBIA MUSICA”…PECCATO…!!!!! LA MUSICA NON CAMBIA….. SE I SUONATORI SONO SEMPRE GLI STESSI!!!!!!

Pro Cinghiale Siena

 

 

 

***

COME RICEVIAMO E COSI’ PUBBLICHIAMO

ATTENZIONE: l’articolo qui riportato è frutto di ricerca ed elaborazione di notizie pubblicate sul web e/o pervenute.
La redazione del sito www.ilcacciatore.com, non necessariamente avalla il pensiero e la validità di quanto pubblicato. Declinando ogni responsabilità su quanto riportato, invitano il lettore a una verifica, presso le fonti accreditate e/o aventi titolo.
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Category: Cinghiale, Toscana

Comments (19)

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  1. MAURO ANLC scrive:

    Verifichiamo una volta per tutte dove si rifugiano i cinghiali e facciamo un censimento serio all’inetrno delle Oasi, Riseve Naturali, Z.R.C., Z.R.V, AFV, AAV!!!! dopodiché possiamo parlare di responsabilità e eventuali risarcimenti dei danni alle colture agricole

    E’ bello veder scritto sui muri della città “CON NOI LA CACCIA CAMBIA MUSICA”…PECCATO LA MUSICA NON CAMBIA….. SE I SUONATORI SONO SEMPRE GLI STESSI!!!!!!

    questi due passaggi li condivido in pieno

    Sempre pronti a qualsiasi confronto, Saluti

  2. masismiliano scrive:

    estrapolo un passaggio……”…Il cinghiale, se lo si vuole diminuire e/o eliminare, si caccia nella tradizionale forma della braccata, cani, canai e poste. Non c’è selezione, ne aspetto, ne cane limiere che tenga…”
    ——————————
    inveire settorialmante certamente non porta a nulla di buono…..
    Cominciamo a farci la guerra tra poveri ?
    Comniciamo a dire cosa si deve e cosa non si deve fare ?
    Pecche e altarini nascosti ?
    Iniziamo a sprom battuto col risultato finale di annientarci ?
    Chi è che vuole eradicare ? Come fate a presentarvi all’opinione pubblica e alla società del 2014 con questi intenti e propositi ?
    Convengo col comunicato sopra sul quel 70% ove NON si può intervenire con nessuna gestione,convengo…..ed è un problema non da poco.Forse la chiave di volta o l’ovo di colombo…..
    E sarebbe da unire forze ed intenti perchè tutto ciò sia cambiato…

    Ma per favore,non sentitevi padroni di verità assolute solo perchè ..è tradizione la braccata !

    Quasi mi vergogno,leggendovi,di appartenere orgogliosamente ad una squadra di cinghiale….auspico che la vostra associazione sia solo una piccola nicchia del meraviglioso pianeta cinghiale.

    con grande rispetto ma divergendo su modi ed idee.

  3. sniper scrive:

    Io sono dell’idea che TUTTI i cacciatori debbano avere pari diritti e pari dignità, qualsiasi forma di caccia pratichino, e da quello che leggo quotidianamente, questo è forse l’aspetto cruciale del problema. Premesso questo, pur appartenendo anch’io ad una squadra come Massimiliano, ed essendo uno strenuo sostenitore delle tradizioni tutte, debbo rilevare ancora una volta come in realtà vi sia una larga fetta di cacciatori che hanno fatto dell’egoismo la loro bandiera. Tutti a difendere il solo proprio orticello,infischiandosene degli altri e delle altre realtà. E’ tutto vero, e soprattutto è reale ed impellente la necessità di ” verificare una volta per tutte dove si rifugiano i cinghiali facendo un censimento serio all’interno delle Oasi, Riseve Naturali, Z.R.C., Z.R.V, AFV, AAV!!!! dopodiché si può parlare di responsabilità e eventuali risarcimenti dei danni alle colture agricole”. Ma è altrettanto vero che non ci si può nascondere dietro ad un dito di fronte al fatto che non passa settimana in cui gli organi preposti ( Forestale e Polizia Provinciale in testa ) non “beccano” con il “secchiello” in mano qualche appartenente ad una squadra intento a governare; a tutti piace andare a caccia e catturare una preda, ma non credo ci si possa trincerare ORA dietro le tradizioni quando si parla di “regole” cambiate ed inefficaci se quelle “nuove regole” introdotte sono state condivise da tutti ( eccetto che da un’associazione Venatoria) in sede di approvazione del Piano Faunistico Venatorio, soprattutto da quegli stessi soggetti che, dopo anni di ” gestione ” ( se così la possiamo chiamare) oggi ne prendono fermamente le distanze, imitando un tal SCHETTINO. Regole, tra l’altro, che in altre parti d’Italia sono in vigore da anni e che possono contribuire, con i necessari correttivi condivisi da TUTTI, a dare un volto nuovo e più etico alla caccia dei giorni nostri, nella quale è giusto che vengano mantenute vive le tradizioni, purchè queste non assurgano a cavallo di Troia necessario ad altre mire.
    Un cordiale saluto a tutti, con il massimo rispetto….

  4. fernando scrive:

    Carissimi procinghialai lo sapete che siete appena un terzo dei cacciatori,e se poi si guarda che tipo di caccia svolgete si contanao a fatica qualche centinaio di cinghialai.

    Per togliere i cinghiali basta ritornare a cacciare il cinghiale come prima dell’ assegnazione delle zone, facendo l’ apertura dal 1° di Ottobre al 31 Dicembre senza riserve personali,anche se riguardo all’ asegnazione delle zone sarebbe da aprire un discorso molto grande inquanto alla sua regolarità, visto che tutte le concessioni pagate dai cacciatori, governativa, regionale, quota ATC sono per tutti uguali,avendo diritto di svolgere tutte le forme di caccia liberamente, come coloro che si definiscono cinghialai, ma poi di fatto svolgono tutti i tipi di caccia senza chiedere il permesso a nessuno,e a volte anche con prepotenza.

    Per diminuire i cinghiali i mesi di Dicembre e Gennaio sarebbero ideali per adoperare l’ ART. 37 in tutte le zone di divieto, se veramente vi sentite cacciatori con la C maiuscola lottiamo tutti insieme per continuare andare a caccia con pari dignità per tutti, per tutte le specie, e togliamo alla politica la possibilità di avere fonti di voti per ricoprire poltrone con persone da accomodare o ” trombati di turno”, ma mettiamoci persone capaci che abbiano la professionalità, e che rispondino in maniera chiara alle esigenze del mondo venatorio, agricolo, ambientale, altrimenti si va a casa come tutti i lavoratori dell’ imprese private di questo paese.

    Inquanto alla proriferare dei cinghiali la baggianata la dice chi sostiene che a governarli si riproducono di meno,è proprio il contrario visto che il cinghiale è un animale che figlia quando appena raggiunge il peso dei 30/35 kg e non per età e per quntità di cibo che riesce a recepire sul territorio.

    Poi vorrei domandarvi a cosa serve governare i cinghiali se i danni ci sono sempre uguali o non di più a secondo di quanto territorio viene coltivato, è sotto gli occhi di tutti, fra poco per contenere i danni abbiamo recintato tutta la Provincia.

    Altra considerazione è quella che un questa situazione tanti cacciatori che non praticano la caccia a gli ungulati smettano,lo sapete che ogni “300 trecento” cacciatori che smettono ce ne sono appena una ” 20 ventina che prendono il portodarmi”?
    Lo sapete cosa vuole dire! che fra pochissimi anni i “500 euro” non basteranno più.

    Voglio anche sottoprvi a una riflessione su aalcuni aspetti:
    1/ La regolarità delle Squadre in tutte le sue funzioni.
    2/ Lo smaltimento di un numero così elevato di carcase, ecc.Potremmo continuare a lungo.

    Meglio fermarci e lottare tutti insieme perche la caccia non sia egoismo ma Passine qella vera.

    Lazzi Fernando

  5. Ferdnando Ratti scrive:

    Caro Fernando noto con piacere che quello che hai scritto è frutto osservazioni fatte sul campo e non all’osteria, perchè di norma al bar sono tutti tecnici faunistici, poi quando vai sul lato pratico noti subito delle forti lacune.
    Sono 20 anni che faccio da istruttore con autorizzazione provinciale e dell’ISPRA, per quei cacciatori che devono sostenere gli esami presso l’amministrazione provinciale, come cacciatore di selezione agli ungulati.
    Come tu giustamente sostieni governare i cinghiali con cibo favorisce la proliferazione della specie in quanto avendo a disposizione più risorse alimentari, le femmine tendono a partorire di più; mentre in caso di scarsità alimentare come è successo nel 2013 nella mia provincia per scarsità di castagne, ghiandle e faggiole,le femmine hanno saltato il calore; questo nel gergo si chiama autoregolamentazione della specie; non lo fanno solo i cinghiali ma tutte le specie viventi.(una femmina che non ha latte tenderà a uccidere i suoi piccoli, l’esempio pratico l’abbiamo nei conigli, chi li alleva sà quello che dico)
    Per quanto riguarda le femmine di cinghiale che a 8 mesi hanno già il primo calore in calore, questo dipende tutto dal fatto che tendenzialmente chi caccia per la ciccia; o vende la carne, sparerà sicuramente ad una femmina di 60/70 kg, non ad un rosso di 20/40 kg: calcolando poi che da tali pesi va tolto il 40/45% di scarto, il calcolo è presto fatto di quantè la carne uno avrà da vendere. Pertanto le femmine giovani tenderanno a prendere il posto delle femmine adulte abbattute(questa tesi non è una mia teoria, ma frutto di ricerche e studi fatti da studiosi di altre nazioni, Francia e Germania in primis).
    Le altre forme di caccia al cinghiale, girata, o di selezione,funzionano tutte benissimo per il contenimento della specie cinghiale,senza interferire o prevaricare come erroneamente si sostiene la braccata.
    In zone con una alta densità di altre specie di ungulati è preferibile, la girata o la selezione alla braccata,questo per non arrecare disturbo alle altre specie di ungulati.
    Dopo che la braccata(o cacciarella) abbia il suo fascino,vuoi per il coinvolgimento di diversi cacciatori,vuoi il fascino della canizza; questo è fuori da ogni dubbio.
    Purtroppo però per onestà; dobbiamo dire che è la forma di caccia, dove si registrano: più cani feriti o morti, più animali colpiti e lasciati andare a morire perchè la convinzione è quella di non averli toccati(il cinghiale è un grande incassatore di colpi, pari o superiore al cervo),più disgrazie per il numero di cacciatori feriti o morti, più litigiosità ed invidia, tra le varie squadre.
    A mio modesto parere non vedo alcun bisogno primario di farsi la guerra fra le varie forme di caccia al cinghiale, con i numeri che abbiamo attualmente sul territorio italiano, se fatte tutte correttamente, cè da divertirsi tutti e non di poco!!!.
    Se invece nella caccia vogliamo far prevalere l’egoismo personale; questo è un’altro paio di maniche.
    un caro saluto.

  6. Massimiliano scrive:

    Verbale di Deliberazione della Giunta Provinciale
    n. 169 – Riunione del 22 Luglio 2014
    Oggetto:
    L.R. 10 giugno 2002 n. 20 e successive modificazioni e/o integrazioni e deliberazione della Giunta Regionale n. 559 del 7 luglio 2014. Determinazioni di competenza della Provincia per la stagione venatoria 2014/2015.
    La Giunta Provinciale si è riunita, nei modi di legge, l’anno Duemilaquattordici, il giorno ventidue del mese di Luglio alle ore 10:40, con l’intervento dei Signori:
    PRESENTE
    ASSENTE
    1.
    BEZZINI Simone
    - Presidente

    2.
    PINCIANI Alessandro
    - Vice Presidente

    3.
    BERNI Gabriele
    - Assessore

    4.
    BETTI Anna Maria
    - Assessore

    5.
    DIONORI Fabio
    - Assessore

    6.
    MACCHIETTI Marco
    - Assessore

    7.
    PELLEGRINI Simonetta
    - Assessore

    8.
    SALETTI Marco
    - Assessore

    9.
    SCARPELLI Tiziano
    - Assessore

    T O T A L E
    5
    4
    Partecipa alla seduta il Segretario Generale Dott. STUFANO TOMMASO

    E)La caccia al CINGHIALE è consentita nel rispetto delle seguenti modalità, zone e periodi:

    E.a) – Il prelievo del cinghiale nel territorio a caccia programmata vocato alla specie cinghiale di cui alla Delib. G.P. n. 149/2014 è consentito esclusivamente nella forma della braccata alle squadre assegnate ai Distretti di gestione dal 1 novembre 2014 al 31 gennaio 2015, secondo i piani di prelievo che saranno approvati con successivo apposito atto.
    Per la stagione venatoria 2014-2015 ogni squadra di caccia al cinghiale potrà effettuare le battute con almeno 25 cacciatori iscritti. Potrà inoltre effettuare battute congiuntamente ad altra squadra purché ciascuna abbia un numero minimo di 18 cacciatori iscritti. Ciascuna squadra deve sempre e comunque fare almeno 20 giornate di caccia all’anno nel territorio assegnato.
    La caccia al cinghiale nelle Aziende Faunistiche Venatorie ricadenti nel territorio vocato è consentita dal 1 novembre 2014 al 31 gennaio 2015, secondo i piani di prelievo redatti dal Servizio Risorse Faunistiche che saranno approvati con successivo apposito atto.

    E.b) – Il prelievo del cinghiale nel territorio a caccia programmata non vocato alla specie cinghiale è consentito in forma singola, anche con l’uso del cane, dal 1 ottobre 2014 al 30 novembre 2014.
    Nello stesso periodo – dal 1 ottobre 2014 al 30 novembre 2014 – e dal 1 gennaio 2015 al 31 gennaio 2015, sono consentiti anche interventi collettivi di prelievo venatorio della specie finalizzati a intensificare il contenimento del cinghiale e limitarne la densità nell’ottica di una maggiore tutela delle produzioni agricole, nel rispetto delle seguenti prescrizioni:
    1) gli ATC devono, con propri specifici atti che ne disciplinino le modalità di esecuzione (comprese le giornate e gli orari), realizzare interventi di controllo numerico della specie con la tradizionale forma della braccata all’interno di aree boscate contigue e/o interconnesse con corridoi ecologici all’area vocata alla specie e cartograficamente individuate, avvalendosi delle squadre assegnate ai Distretti di gestione limitrofi, con un numero minimo di 18 iscritti;
    2) gli ATC devono altresì, con propri specifici atti che ne disciplinino le modalità di esecuzione (comprese le giornate e gli orari), predisporre interventi di controllo venatorio della specie da parte di gruppi di intervento, formati da un minimo di 6 cacciatori abilitati ex art. 95 DPGR 33/R/2011 e iscritti in apposito registro dell’ATC, e in grado di assicurare all’ATC garanzie per quanto concerne i requisiti (es. cani, esperienza, conoscenza del territorio, disciplina, correttezza, ecc.) indispensabili per assicurare l’efficienza e l’efficacia degli interventi stessi. Tali interventi sono realizzati con la braccata in forma ridotta all’interno di aree cespugliose e/o boscose, che l’ATC individua sulla base della frequenza e entità dei danni pregressi e potenziali alle colture e cartograficamente determinate. In casi particolari, legati alla mancata o ridotta collaborazione delle squadre
    di caccia al cinghiale nel realizzare gli interventi di cui al punto 1), ovvero per impossibilità delle squadre per mancanza di ulteriori giornate di caccia, l’ATC dovrà predisporre interventi di controllo venatorio della specie da parte dei gruppi di intervento (come sopra definiti) anche nelle aree boscate contigue e/o interconnesse con corridoi ecologici all’area vocata alla specie e cartograficamente individuate di cui al punto 1).
    Gli ATC devono rendicontare alla Provincia con cadenza mensile gli esiti degli interventi collettivi di controllo eseguiti nell’area non vocata. Entro il 20 dicembre 2014 gli ATC devono inoltre far pervenire alla Provincia lo schema degli interventi di controllo numerico del cinghiale programmati per il mese di gennaio 2015, finalizzato al perseguimento della densità sostenibile tendente a zero e alla riduzione dell’impatto della specie sulle colture.
    La caccia al cinghiale nelle Aziende Faunistiche Venatorie ricadenti nel territorio non vocato è consentita, anche con l’uso del cane, in forma singola e collettiva, dal 1 ottobre 2014 al 30 novembre 2014 e dal 1 gennaio 2015 al 31 gennaio 2015.
    E.c) – Il prelievo venatorio del cinghiale nel territorio ricadente all’interno delle Aziende Agrituristico Venatorie, con esclusione delle aree recintate destinate esclusivamente all’attività venatoria su fauna immessa, che ai soli fini della gestione faunistica e venatoria del cinghiale e solo su richiesta e con accordo scritto con il Direttore Concessionario, entra a far parte del territorio a gestione programmata della caccia di competenza dell’ATC, è consentito nel rispetto delle seguenti prescrizioni.
    Gli ATC devono, con propri specifici atti che ratificano l’accordo scritto con il Direttore Concessionario dell’AAV e ne disciplinino le modalità di esecuzione (comprese le giornate e gli orari), realizzare interventi di controllo venatorio della specie con la tradizionale forma della braccata, nel periodo:
    -nel territorio a caccia programmata delle Aziende Agrituristico Venatorie ricadenti nel territorio vocato: dal 1 novembre 2014 al 31 gennaio 2015, secondo piani di prelievo che saranno redatti e approvati dalla Provincia con specifico atto, avvalendosi delle squadre iscritte ai Distretti limitrofi con un minimo di 18 iscritti, previo accordo tra le stesse;
    -nel territorio a caccia programmata delle Aziende Agrituristico Venatorie ricadenti nel territorio non vocato: dal 1 ottobre 2014 al 30 novembre 2014 e dal 1 gennaio 2015 al 31 gennaio 2015, avvalendosi dei gruppi di intervento, formati da un minimo di 6 cacciatori abilitati ex art. 95 DPGR 33/R/2011 e iscritti in apposito registro dell’ATC;
    E.d) – Nella caccia al cinghiale in forma collettiva in area vocata e non vocata alla specie:
    - tutti i cacciatori devono essere in possesso di uno dei requisiti di cui all’art. 95 del DPGR 33/R/2011;
    - non può essere detenuta munizione spezzata;
    - fermo restando che nella giornata venatoria il cacciatore può esercitare la caccia anche ad altre specie consentite, durante l’esercizio di caccia al cinghiale non potrà abbattere capi di fauna selvatica diversi dal cinghiale;
    - l’accesso alle poste da parte dei cacciatori deve avvenire con fucile scarico;
    - tutti i partecipanti devono obbligatoriamente indossare – dal momento del ritrovo al termine delle azioni di caccia – un indumento ad alta visibilità;
    - i responsabili dei gruppi o delle squadre di caccia dovranno preventivamente segnalare l’area di battuta con idonea cartellonistica posta nelle vie d’accesso alle aree interessate;
    - prima dell’inizio dell’intervento i responsabili dei gruppi o delle squadre di caccia dovranno compilare la lista dei partecipanti;
    - ai cinghiali abbattuti deve essere apposta l’apposita fascetta auricolare fornita dall’ATC;
    - il numero complessivo dei capi abbattuti deve essere comunicato all’ATC entro il 15 febbraio 2015.
    E.e) – di confermare le determinazioni inerenti tempi, zone e modalità per la caccia di selezione al cinghiale di cui alla Deliberazione della Giunta Provinciale n. 149 del 10 giugno 2014;
    2. di stabilire che nel periodo settembre 2014 – gennaio 2015 per la tutela delle produzioni zoo-agro-forestali è consentito realizzare interventi di controllo del cinghiale ai sensi dell’art. 37 LR 3/1994, tenuto conto delle seguenti disposizioni e nel rispetto delle indicazioni tecniche fornite dall’ISPRA e dal Servizio Risorse Faunistiche di questa Provincia:
    - nel territorio cacciabile (AFV, AAV e nel territorio a gestione programmata della caccia (TGPC) vocato e non vocato alla specie): al di fuori del periodo venatorio e dietro specifica segnalazione di danno;
    - negli istituti e strutture a divieto di caccia: durante tutto il periodo;
    ————————————————-
    vi và bene così ? ora tutti zitti ? è Pro-cinghiale ? siete tutti in ferie ?
    Stasera alla riunione in ATC 17 però si scozza un pò le carte su qualche QUESTIONCINA venutasi a creare……….

  7. fernando scrive:

    X Massimiliano non so se se al corrente di quanto stà accadendo oggi in provincia ( riunione politica “, informati dalla tua assozciazione visto che è parte in causa, Mi fermo quì, ma potrei irti altro, magari in un faccia a faccia visto da quanto ho capito che probabilmente ci conosciamo anche, se vuoi dimmi quando.

    Dimenticavo stasera all’ ATC chiedi perchè si è nuovamente chisa la caccia nelle zone binche il 30 di Novembre, mentre si poteva andare tutto Dicembre.Questo è uno dei punti che si capisce chiaramente che il calendario è come un vestito fatto su misura per i cinghialai.

    Un saluto
    Lazzi Fernando

  8. sniper scrive:

    … io aggiungerei anche la delibera per l’ART. 37, dove c’è un’altro ” contentino” caro Massimiliano…. oww -o-

    SETTORE RISORSE FAUNISTICHE ED AREE PROTETTE
    Determinazione dirigenziale
    Raccolta n. 2154 del 08/08/2014
    Oggetto:
    INTERVENTI DI CONTROLLO NUMERICO DEL CINGHIALE AI SENSI DELL’ART. 37 L.R. 3/1994 NEL TERRITORIO NON VOCATO: MODALITA’ OPERATIVE.
    Il Dirigente
    Vista la legge 11 febbraio 1992, n. 157 “Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio” e successive modifiche e integrazioni;
    Vista la legge regionale toscana 12 gennaio 1994, n. 3 di recepimento della suddetta normativa nazionale e s.m.i. e in particolare l’art. 37;
    Visto il “Regolamento di attuazione della legge regionale 12 gennaio 1994, n. 3 (Recepimento della legge 11 febbraio 1992, n. 157 “Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio”) n. 33/R approvato con decreto del Presidente della G.R. in data 26 luglio 2011 e s.m.i.;
    Richiamato il Piano Faunistico Venatorio provinciale (PFVP) 2012-2015, approvato con deliberazione di C.P. n. 68 del 29 luglio 2013, pubblicato sul BURT in data 9.10.2013 a titolo di definitiva esecutività;
    Richiamato il “Programma di controllo del cinghiale in provincia di Siena ai sensi dell’art. 19 L. 157/1992 e dell’art. 37 LRT 3/1994 per il periodo 2012-2015” inviato all’ISPRA in data 11.10.2013 (ATTI: Prot. n. 165541-sd), successivamente integrato con Prot. n. 178547 del 05.11.2013, nel quale sono individuate i metodi idonei per effettuare il controllo numerico del cinghiale;
    Preso atto del parere favorevole espresso dall’ISPRA sul Programma sopra detto, Prot. n. 44176 del 4.11.2013 (ATTI: Prot. n. 178571 del 5.11.2013) e Prot. n. 44506 del 6.11.2013 (ATTI: Prot. n. 180075 del 7.11.2013);
    Richiamata la Delib. GP n. 37 del 18.02.2014 che approva la convenzione per l’attività di recupero, conferimento e cessione di cinghiali abbattuti in regime di controllo tra la Provincia di Siena e la Soc. Coop. La Filiera, che gestisce tramite concessione il mattatoio pubblico di Sinalunga riconosciuto ai sensi Reg. 853/2004CE, stipulata in data 20.02.2014 e registrata nel Repertorio dell’Ente con numero 43 e valida fino al 31 maggio 2014, poi prorogata fino al 31 dicembre 2014 con Delib. GP n. 103 del 27.05.2014 e nota Prot. n. 85209 del 29.05.2014;
    Ritenuto opportuno di attuare il controllo numerico avvalendosi degli Agenti di vigilanza di cui all’art. 51 LR 3/1994 abilitati a coadiutori ai piani di controllo del cinghiale (art. 37 LR 3/1994) in provincia di Siena, a seguito di percorso formativo e conseguente esame di abilitazione secondo uno specifico programma didattico predisposto e concordato allo scopo con ISPRA, come da 1
    SETTORE RISORSE FAUNISTICHE ED AREE PROTETTE
    Determinazione dirigenziale
    Raccolta n. 2154 del 08/08/2014
    documentazione in atti, che operano sotto il coordinamento del Corpo di Polizia Provinciale;
    Vista la legge regionale 6 aprile 2000, n. 56 “Norme per la conservazione e la tutela degli habitat naturali e seminaturali, della flora e della fauna selvatiche” e la LR 12 febbraio 2010 n. 10 “Norme in materia di valutazione ambientale strategica (VAS), di valutazione di impatto ambientale (VIA) e di valutazione di incidenza” e s.m.i.;
    Valutato che le determinazioni contenute nel presente atto sono coerenti con quanto riportato nello Studio di Incidenza e nel Rapporto Ambientale del PFVP 2012-2015, approvati con Delib. CP n. 68 del 29.07.2013, e che non sono necessarie ulteriori prescrizioni e misure di mitigazione;
    Ravvisata la propria competenza a provvedere ai sensi della seguente normativa:
    Art. 4 – comma 2 – del D.Lgs. 30.03.2001, n. 165;
    Art. 107 del D.Lgs 18.08.2000, n. 267;
    Art. 40 dello Statuto dell’Ente;
    Art. 55 del Regolamento sull’Ordinamento Generale degli Uffici e dei Servizi;
    Disposizione del Presidente della Provincia in data 4.3.2010 e Deliberazione GP n. 162 del 30.06.2014;
    Ritenuto di provvedere nel merito;
    DETERMINA
    1) di autorizzare, per le motivazioni dettagliatamente descritte in premessa, interventi di controllo numerico del cinghiale ai sensi dell’art. 37 LR 3/1994, finalizzati alla limitazione e prevenzione dei danni alle colture, nelle aree a divieto di caccia e nelle aree cacciabili (al di fuori del periodo venatorio) nel territorio non vocato dietro specifica segnalazione. Detta richiesta dovrà essere effettuata utilizzando il modulo “Richiesta di intervento per la prevenzione e la limitazione dei danni causati dal cinghiale” disponibile sul sito internet della Provincia (http://www.provincia.siena.it/Aree-tematiche/Risorse-faunistiche/Danni-e-controllo-numerico-della-fauna-selvatica) ed inviata via e-mail all’indirizzo interventi.fauna@provincia.siena.it o via fax al n. 0577-45358;
    2) di avvalersi per la realizzazione degli interventi di controllo numerico del cinghiale degli Agenti di vigilanza di cui all’art. 51 LR 3/1994, abilitati a coadiutori ai piani di controllo del cinghiale (art. 37 LR 3/1994) in provincia di Siena, a seguito di percorso formativo e conseguente esame di abilitazione secondo uno specifico programma didattico predisposto e concordato allo scopo con ISPRA, come da documentazione in atti (c.d. Agenti responsabili);
    3) di dare atto che gli Agenti responsabili operano sotto il coordinamento della Polizia Provinciale;
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    SETTORE RISORSE FAUNISTICHE ED AREE PROTETTE
    Determinazione dirigenziale
    Raccolta n. 2154 del 08/08/2014
    4) di stabilire che tutti gli interventi di abbattimento devono essere preventivamente segnalati al Corpo di Polizia Provinciale tramite il servizio di teleprenotazione n. 800261520 utilizzando gli appositi codici in dotazione all’Agente responsabile;
    5) che gli interventi di controllo possono essere realizzati:
    ALL’ASPETTO
    Gli interventi di controllo sono realizzati da postazione fissa, in posizione di quota topografica rialzata rispetto al presunto bersaglio. È consentito, durante l’intervento, lo spostamento da una postazione di tiro ad un’altra, fermo restando che l’arma durante lo spostamento deve essere mantenuta scarica ed in custodia, solo previo assenso dell’Agente responsabile. Per gli abbattimenti all’aspetto, l’Agente responsabile può avvalersi di massimo cinque operatori abilitati alla caccia in selezione per il cinghiale e iscritti allo specifico Registro provinciale.
    Se l’intervento viene effettuato in forma singola o con un solo collaboratore, nello spostamento da una postazione di tiro ad un’altra l’arma deve essere mantenuta scarica.
    L’abbattimento all’aspetto è consentito tutto l’anno, anche in orario notturno con l’ausilio di sorgenti luminose.
    CON GIRATA CON L’USO DI UN CANE LIMIERE
    Gli interventi in girata con l’uso di un cane limiere possono essere effettuati tutto l’anno con l’esclusione del periodo compreso tra il 1 aprile e il 31 luglio.
    Ad ogni singola azione di girata:
    -deve essere presente un Agente responsabile; lo stesso può anche partecipare attivamente all’intervento;
    -può essere utilizzato un solo cane limiere. Lo stesso deve essere abilitato dall’Ente nazionale della cinofilia italiana (ENCI) in apposite prove di lavoro; tale abilitazione deve essere documentata dallo specifico attestato in possesso del proprietario/conduttore del cane da esibire all’Agente responsabile e ad eventuali organi di controllo;
    -deve essere presente un conduttore. Il cacciatore che conduce il cane durante l’intervento deve essere abilitato come “Conduttore del cane limiere” e deve essere in possesso di apposito documento attestante l’iscrizione al Registro provinciale rilasciato dal Servizio Risorse Faunistiche della Provincia di Siena;
    -possono partecipare un numero massimo di 20 collaboratori. I cacciatori che partecipano alla girata devono essere abilitati con lo specifico corso per il controllo del cinghiale ai sensi dell’art. 37 co. 4 della L.R. 3/1994 (c.d. “vecchio corso art. 37 LR 3/1994”) oppure abilitati alla caccia in selezione per il cinghiale, ed n entrambi in casi in possesso dei requisiti per l’esercizio della caccia al cinghiale di cui all’art. 95 del DPGR 33R/2011;
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    SETTORE RISORSE FAUNISTICHE ED AREE PROTETTE
    Determinazione dirigenziale
    Raccolta n. 2154 del 08/08/2014
    6) di stabilire che, prima dell’inizio di un intervento al quale partecipano dei collaboratori, l’Agente responsabile deve compilare la prima parte della scheda tecnica predisposta dal Servizio Risorse Faunistiche (Scheda n. 1). La compilazione della scheda (seconda parte) deve essere completata al termine dell’intervento; a tal fine è fatto obbligo a ciascun collaboratore di comunicare le informazioni necessarie (n. cinghiali avvistati, n. colpi sparati, n. capi abbattuti) all’agente responsabile prima dell’abbandono del luogo dell’intervento. Tale scheda deve essere trasmessa alla Polizia Provinciale entro 24 ore successive all’intervento;
    7) di stabilire che al momento del recupero deve essere applicato all’orecchio di ogni capo abbattuto idoneo contrassegno inamovibile fornito dalla Provincia. Il numero del contrassegno è il CODICE NUMERICO IDENTIFICATIVO dell’animale. Il contrassegno comprova la liceità del prelievo effettuato e contemporaneamente autorizza l’Agente responsabile alla detenzione e al trasporto del capo;
    8) di stabilire che per ogni cinghiale abbattuto, l’Agente responsabile deve essere attivata la procedura di trattamento della carcassa secondo il Reg. CE 853/2004;
    9) di stabilire che la validità del presente provvedimento termina il 31 dicembre 2014, tenuto conto della possibilità di rinnovo in linea con quanto previsto nel parere ISPRA Prot. n. 44176 del 4.11.2013 (ATTI: Prot. n. 178571 del 5.11.2013) che prevede la possibilità di contenimento della specie durante tutto l’anno al fine di prevenire e limitare i danni alle colture agricole;
    10) di stabilire che tutti gli inadempimenti e le violazioni alle prescrizioni contenute nella presente Disposizione e le violazioni di legge, oltre alle eventuali sanzioni previste dalla normativa vigente, comportano per l’Agente responsabile e per i partecipanti la revoca immediata dell’incarico e la possibilità d’interdizione da successivi e analoghi interventi;
    11) di provvedere con specifici atti, nel rispetto del programma concordato con ISPRA, ad autorizzare interventi di abbattimento ai sensi dell’art. 37 LR 3/1994, dietro specifica richiesta/segnalazione da inoltrare al Servizio Risorse Faunistiche:
    -nelle aree cacciabili (AFV, TGPC, ZRV, AAV) ricadenti in territorio non vocato nel periodo venatorio;
    -nei fondi chiusi ricadenti in area vocata e non vocata;
    -in tutto il territorio con il ricorso eccezionale alla tecnica della braccata quando “… per le particolari caratteristiche ambientali sia ravvisata l’inefficacia delle altre tecniche o per risolvere in tempi brevi eventuali situazioni di emergenza, previo specifico parere favorevole dell’Ispra e previa valutazione di incidenza nei SIR.”;
    -effettuate per altre motivazioni previste all’art. 37 co. 2 della LRT3/1994, diverse dalla tutela delle produzioni agricole e forestali;
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    SETTORE RISORSE FAUNISTICHE ED AREE PROTETTE
    Determinazione dirigenziale
    Raccolta n. 2154 del 08/08/2014
    12) di trasmettere copia del presente provvedimento ai Presidenti dei Comitati di Gestione degli ATC senesi, alle Associazioni agricole e al Corpo di Polizia Provinciale per gli adempimenti di propria competenza.
    Avverso il presente provvedimento è ammesso ricorso giurisdizionale al TAR della Toscana entro 60 giorni dalla data di notificazione, di comunicazione o di piena conoscenza comunque acquisita, oppure, in alternativa ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro 120 giorni dalla data di notificazione, di comunicazione o di piena conoscenza comunque acquisita.
    Il presente provvedimento è immediatamente esecutivo ed è reso pubblico, ai sensi dell’art. 6 del Regolamento per la disciplina del diritto di accesso ai documenti amministrativi e della deliberazione G.P. n. 13 del 20.01.2004, mediante inserimento sul sito internet dell’Amministrazione Provinciale di Siena (www.provincia.siena.it), con procedura automatizzata.
    Il DIRIGENTE SETTORE RISORSE FAUNISTICHE E RISERVE NATURALI
    SIGNORINI SERENA
    Siena 08/08/2014
    IN ORDINE ALLA REGOLARITA’ DELL’ISTRUTTORIA
    Il Responsabile attesta la regolarità e completezza dell’istruttoria
    IL RESPONSABILE
    Siena 08/08/2014
    “Documento informatico firmato digitalmente ai sensi del D.Lgs n. 82/2005 modificato ed integrato dal D.Lgs. n. 235/2010, del D.P.R. n.445/2000 e norme collegate, il quale sostituisce il documento cartaceo e la firma autografa; il documento informatico e’ memorizzato digitalmente ed e’ rintracciabile sul sito della Provincia di 5
    SETTORE RISORSE FAUNISTICHE ED AREE PROTETTE
    Determinazione dirigenziale
    Raccolta n. 2154 del 08/08/2014
    Siena (www.provincia.siena.it)” 6

  9. Massimiliano scrive:

    ..certo che ci conosciamo e ci siam incrociati di corto in auto.

    Io purtroppo stasera alla riunione ATC non sono invitato e quindi non presidierò,pur essendo molto parte in causa per svariati motivi ANCHE POCO PIACEVOLI,per non dire spregevoli.

    Sono venuto al corrente stamani del faccia a faccia ventilato in provincia,tra il presidente ed “altri”…..ma pare sia tutta una bufala tirata fuori dalla sorella associativa . Il pare mi è stato confermato successivamente dalla solita fonte….molto vicina a te.(attività telefoniche frenetiche)

    Ricambio il saluto.

  10. Ferdinando Ratti scrive:

    Cari Massimiliano e Sniper, ho letto attentamente tutto quanto da voi pubblicato, la delibera e la determina,sono entrambe chiarissime.
    Mi sembra che la provincia di Siena abbia agito nei modi previsti dalla Legge.
    Per il contenimento del cinghiale non esclude nessuna forma di caccia; richiede a ragione per chi vuole praticarla solo il possesso dell’attestato di abilitazione per la caccia al cinghiale.
    NON capisco il perchè da parte di chi pratica solo la braccata, accanirsi contro la caccia di selezione e la girata,ed i selecontrollori?.
    Scusate ma non essendo del posto non riesco a capire bene dovè il problema,questo strano comportamento però;fà sorgere un forte dubbio, che anche lì come succede in altre parti d’Italia: sia solo una mera questione di carne!!!.
    un caro saluto

  11. Massimiliano scrive:

    Cari colleghi cacciatori,Sniper e Ferdinando,son semplicemente demoralizzato e profondamente deluso.

    Deluso come migratorista da sempre,deluso come selecontrollore poi,deluso come cinghialaio da ultimo per ordine cronologico….ma sopratutto deluso come persona seria ed obbiettiva.

    Altro per il momento non aggiungo perchè chissà questa volta che mi vien fatto……..

    buona serata

  12. fernando scrive:

    X Ferdinando Ratti, voglio provare a spiegarti quali sono i motivi perchè ci sono contrasti nella determina :

    1/Tutti quelli che negli anni passati gli era stato imposto di prendere l’ ART 37 , oggi si trovano con un pezzo di carta attualmente valido ma messo d’ apparte dalla Regione e Provincia per presentare altri progetti nuovi sempre per fare cassa.
    2/ Tutti sappiamo che con la caccia dei selecontrollori il problema non si risolve, anche se a mio modesto parere sarei d’ accordo adoperarli entrambi, ma un problemino esiste quando si deve adoperare solo la forma con i selecontrollori per i motivi che seguono:

    Tutti coloro che hanno i gli appostamenti a confine con la zona vocata in qualche modo non viene fatta esercitare da pressioni delle squadre.

    Parecchi di loro fanno parte delle squadre.

    Con l’ articolo 37 usato come alla fine di Ottobre dell’ anno passato sarebbe difficile non poter fare gli abbattimenti.

    Inquanto alle ragioni nostra Provincia sarebbe da aprire un capitolo lungho che te come tecnnico potresti capire.

    Per quanto riguarda la carne visto che gli animali abbattuti devono essere controllati si possono dare una parte ai proprietari, una parte a quegli istituti ai quali si possono dare, la storia della carne finirebbe in un momento.

  13. masismiliano scrive:

    ” 2/ Tutti sappiamo che con la caccia dei selecontrollori il problema non si risolve ( (y) ??? dipende dalla finalità che si intende perseguire ) , anche se a mio modesto parere sarei d’ accordo adoperarli entrambi ( (n) ottima ponderata riflessione), ma un problemino esiste quando si deve adoperare solo la forma con i selecontrollori per i motivi che seguono ( (up) al momento ciò non esiste e mai esisterà ):
    —————————————————
    Ieri sera ho sentito dei discorsi da parte di un componenente del consiglio di una squadra di cinghialai (tra l’altro bravissima persona a cui ripongo stima e rispetto) che avevano dell’incredibile ….da non credere alle parole che sentivo !
    Mordendomi la lingua per non controbattere (io pure facico parte di una squadra di cinghiale) mi son pizzicato per capire se sognavo od ero sveglio e presente …………ero sveglissimo !!!

    sempre di più basito e stupefatto da tutto ciò……

    buon ferragosto a tutti

  14. Ferdnando Ratti scrive:

    Caro Fernando e Masimiliano, vi voglio spiegare come funziona da noi la caccia al cinghiale.
    In provincia di Como, gli agricoltori proprietari terrieri provvisti di licenza di caccia, e abilitazione al cinghiale, possono abbattere gli animali che creano danni su propri terreni, questi però una volta abbattuti devono essere consegnati alle celle del centro di controllo del C.A.
    Poi il comitato di gestione del C.A, provvederà alla vendita della bestia,ed utilizzare i soldi ricavati che andranno a risarcire i danni agli agricoltori; a questi però resta il previlegio di avere la priorità nell’acquisto della bestia abbattuta.(€ 3.50 al Kg con la pelle,completamente eviscerata,priva di testa)
    Da noi sono diversi anni che viene effettuato il selecontrollo sui cinghiali che si avvicinano ad orti e coltivazioni e creano danni,onestamente devo dire che funziona,di contro è legato alle uscite che fanno i selecontrollori,nella caccia di selezione che va per periodi e comincia nei primi giorni di Giugno per un determinato periodo è previsto il posto fisso, poi viene ammessa anche la cerca,invece per la braccata e la girata è aperta dal 1 Ottobre al 10 Febbraio, la scelta della data dei 2 mesi di caccia, viene effettuata dalle squadre.
    Solo nel C.A”Penisola Lariana” è permessa la braccata,oltre alla caccia con il limiere e la caccia di selezione,anche qui devo dirvi sinceramente che li cè un pò di astio tra quelli della braccata e le altre forme di caccia al cinghiale.
    Mentre negli altri 2 C.A,Alpi e Prealpi Comasche, essendo confinanti con la Svizzera,per regolamento provinciale sulla caccia agli ungulati,prevede solo la battuta e la selezione,questo per non mandare Cervi,Caprioli e Camosci, ai cugini del Canton Ticino, che aspettano solo che le bestie passino il confine per abbatterli.
    La provincia di Lecco invece prevede solo la caccia di selezione,nel C.A “Penisola Lariana” nella porzione di territorio di loro competenza;inoltre ha imposto a chi vuole effettuare la caccia di selezione al cinghiale, deve essere in possesso dell’attestato di cacciatore abilitato alla caccia di tutti gli altri ungulati,mentre negli altri 2 C.A, anche se la specie è presente in buon numero; la caccia al cinghiale NON è ammessa,gli abbattimenti e le catture con le gabbie, lo possono fare solo gli agenti della polizia provinciale.
    Come vedete siamo in Italia.
    un caro saluto

  15. fernando scrive:

    x Ferdinando la verità è nell’ ultimo rigo del tuo commento. Ora ti farò fare una risata ma condividerai con me. Ho due cuccioli di tre mesi, non a caso li ho chiamati, uno Renzi uno Schiettino in ricordo dei disastri causati in questo decennio, il secondo perchè ha affondato una nave, il primo perchè sta facendo sprofondare una nazione.

    Un caro saluto

  16. Ferdinando Ratti scrive:

    X Fernando: Per Schettino gli hanno fatto fare il professore spiegando agli allievi cosè il panico.
    Per Renzi speriamo proprio di no,altrimenti non ci resta che piangere.
    Auguri per i tuoi cuccioli
    Un caro saluto

  17. Ferdinando Ratti scrive:

    Massimiliano anchio sono Deluso, Demoralizzato,Incazzato; per quanto avviene nel mondo venatorio,ma sino a che avrò fiato NON demorderò e continuerò a combattere contro tutti e tutto; per la nostra grande ed unica passione che ci accomuna(LA CACCIA).
    Un caro saluto

  18. sniper scrive:

    E’ incredibile come certa gente, per l’egoismo di volere tutto LORO (dw) (:n) , alla fine rischiano di non far prendere nulla a NESSUNO! (y)
    Come già detto in precedenza, sono appartenente ad una squadra anch’io, ma questo non mi impedisce di rendermi conto di essere un uomo libero e soprattutto ” privilegiato” (n) ( non per essere appartenente ad una squadra, sia ben chiaro!) a poter andare a caccia liberamente e spendendo solo 50 Euro l’anno di iscrizione all’ATC (up) , con i quali posso cacciare selvaggina stanziale, migratoria, cinghiale, selezione etc etc….
    Con soli 50 Euro, volendo limitare il discorso alla sola caccia di selezione o al cinghiale, un cacciatore può portare a casa quintali di “ciccia” ogni anno…. (:i) E invito chiunque a smentire questa verità!! Forse chi predica a sproposito non sa che in tutto il resto d’Europa, per non dire del mondo, la selvaggina costa e anche cara ( un porchetto di 40 Kg in germania anche 200/300€ tanto per fare un esempio!) Per questo dico che sono/siamo dei privilegiati, ma, pur essendo il discorso ben più lungo ed articolato, soprattutto alla luce della crisi economica che attanaglia lo stato e tutte le sue istituzioni, semplicemente aggiungo che a mio modesto parere, così facendo, invece che ottenere qualcosa, si rischia che la selvaggina, DA PATRIMONIO INDISPONIBILE DELLO STATO ( non ce lo dimentichiamo!!) diventi di proprietà del proprietario del terreno…. Poi a quello che vede sfumare quintali di grano o d’uva ogni anno senza beccare un centesimo da nessuno, vai a raccontarglielo che le squadre vogliono il loro territorio assegnato e soprattutto fare come gli pare e piace….
    Meditate gente, meditate….!!
    Un cordiale saluto a tutti, sempre con il massimo rispetto verso le opinioni altrui, dalle quali però, mi sento libero di dissentire…..

  19. Ferdinando Ratti scrive:

    Sniper beato te,che ai un ATC che con soli €50, ti permette di cacciare tutto quello che vuoi.
    Ti spiego come funziona la cosa da noi a Como: nel C.A “Penisola Lariana” il mio; per la sola caccia al Cinghiale,la quota base è di € 159,se vuoi farlo da solo in selezione devi aggiungere altri € 49 alla quota base;ti assegnano 2 capi all’anno, poi per ogni capo successivo al secondo paghi € 10 al capo.
    Invece per chi vuole praticare oltre alla caccia alla stanziale ripopolabile e migratoria € 110 di quota base, se invece caccia la lepre e la migratoria € 150 di quota base; poi se è iscritto ad una squadra che pratica la braccata e vuole cacciare il cinghiale, deve fare una ulteriore integrazione di € 49 della quota base.
    Chi invece fà la caccia di selezione all’ungulato la quota base è di € 160, con l’assegnazione di 2 capi, tra Capriolo e Muflone, se poi vuole fare anche il Cinghiale deve integrare la quota base di € 49.
    Da tenere presente inoltre che tutti i cacciatori che cacciano la stanziale nel C.A, sono obbligati ad effettuare 2 giornate di recupero ambientale, se non le effettuano devono pagare € 70 come sanzione per non averle effettuate;chi invece pratica la caccia di selezione, deve partecipare obbligatoriamente anche a 3 censimenti, pena la non ammissione alla caccia di selezione.
    Tieni presente che la quota base va versata al C.A, entro il 31 Marzo, se versi dopo tale data,per legge della regione Lombardia, paghi la mora che va dal 20 al 40% a secondo della data che fai il versamento massimo però entro la data del 31 Maggio,oltre tale data sei escluso.(questo vale per i residenti)
    Mentre per i foranei se non versano la quota base entro il 31 Marzo vengono esclusi dalla caccia nel C.A.
    un caro saluto

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