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Toscana: Ungulati, la Regione non deve stare a guardare

| 5 agosto 2014 | 3 Comments

ungulatiUNGULATI – Gambetta Vianna (PT/Ncd): “Sì a richieste agricoltori e sindaci, ma interventi mirati sotto l’occhio di guardie venatorie”

«L’allarme che arriva dai territori è sempre più forte. La Regione non deve stare a guardare, ma deve intervenire al più presto prima che cominci a dilagare l’illegalità e il bracconaggio».
A dichiararlo è il capogruppo di Più Toscana/Nuovo Centrodestra in Regione, Antonio Gambetta Vianna, che commenta la lettera dei sindaci del Chianti fiorentino e senese all’Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambrientale (Ispra).

Secondo l’esponente del Nuovo Centrodestra, che è membro della II commissione “Agricoltura”, «la situazione in Toscana è giunta veramente al collasso. Da una parte abbiamo i predatori che attaccano gli allevamenti, dall’altra gli ungulati che devastano le aziende agricole. La Regione Toscana deve prendere la situazione in mano e predisporre interventi mirati seri e duraturi.
Nel caso degli ungulati, prima che ci si dia al bracconaggio e alla giustizia fai da te, sarebbe bene che venisse esteso il periodo di caccia di selezione sotto lo stretto controllo delle guardie venatorie.
Eviterei di dare carta bianca a tutti perché altrimenti si rischierebbe di ritrovarci a far fronte a veri e propri abusi – conclude Gambetta Vianna –, ma bisogna incentivare interventi mirati sotto l’occhio vigile delle guardie».

 

 

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Category: Capriolo, Cinghiale, Toscana

Comments (3)

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  1. PISTOLA scrive:

    Bravo VIANNA, FALLO CAPIRE A QUELLI DELLA FEDER E ACRCI.

  2. cialluk scrive:

    La situazione cinghiali ha una sola via di uscita ed è quella di cacciare sia nelle zrc e non per ultimo nei parchi,”feudo” dei verdi e degli ambientalisti. Arci e fidc ATC 17-18-19 SI che pur essendo presenti anche a maggioranza nei comitati di gestione degli stessi atc non hanno mai avuto il coraggio o la determinazione ad imporre tali soluzioni e non hanno tenuto in giusta considerazione insieme alla provincia l’uscita degli agricoltori dal far parte dei comitati di gestione degli stessi atc. Chi ne ha scapitato è l’agricoltore e tutto sommato non ci dobbiamo diomenticare che andiamo a caccia nel terreno degli altri cioè degli stessi agricoltori.
    Un saluto ai veri cacciatori.

  3. Ferdnando Ratti scrive:

    Il problema ungulati non è solo italiano ma anche di altre nazioni come Francia, Svizzera, Germania, Austria,per citare alcune nazioni dove la caccia di selezione agli ungulati; viene praticata con soddisfazione da cacciatori, con il beneplacito degli agricoltori da oltre un secolo.
    L’unica differenza? è che loro si sono dati delle regole di gestione che se noi le proporremmo in italia, i media e le televisioni del EX cav;ai cacciatori farebbero fare la fine di Gesù.(COME MINIMO)
    La caccia agli ungulati guardate che sarà la caccia del futuro,spiego il perchè:
    l’abbandono del territorio da parte degli agricoltori specialmente quelli che operavano nelle zone montane ed appenniniche, pratica non più redditizia; hanno favorito l’incremento del bosco e di conseguanza l’habitat per tutte le specie di ungulati.
    Il bosco dal 1945 ad oggi è aumentato del’800%, vedetevi qualche pubblicazione dell’ISPRA in merito all’incremento degli ungulati in Italia dagli anni 50 in poi, vedrete che ciò che vi dico non è proprio fantascienza.
    I pro:
    1°-le ex province in questi anni e per il futuro, non hanno speso o spenderanno un centesimo per i ripopolamenti(NON NECESSITANO)
    2°- hanno un solo problema! quello di gestire il cacciatore chi farà la caccia di selezione, ed incassare la quota di partecipazione.(VA’ SOLO GESTITA BENE)
    I contro:
    1°-Il pagamento dei danni causati dagli ungulati, agli agricoltori e gli incidenti stradali; nelle altre nazioni, onde evitare incidenti,hanno creato ponti e sottopassi per ungulati, i danni all’agricoltura invece pagati con le quote di accesso al prelievo dell’ungulato.
    2°- la conseguenza di un aumento degli ungulati,purtroppo ha creato anche l’aumento dei predatori(leggasi: Lupo, Orso, Lince,ove presenti)
    Per il problema danni e predatori, dovremmo prendere esempio da quelle nazioni che sono anni che li gestiscono, se un ungulato crea seri danni; va abbattuto,senza remore di sorta, idem dicasi per i predatori.
    Siamo o NON siamo in Europa; vogliamo applicare una buona volta le leggi della comunità Europea!!!.
    Nella mia provincia Como, da un calcolo fatto in 3 comprensori alpini,dai numeri di capi di ungulati abbattuti(Cervi,Camosci,Caprioli,Cinghiali,Mufloni)ed i cacciatori che hanno esercitato tutte le forme di caccia: nell’annata venatoria 2013/2014 per un totale di cacciatori residenti e non pari a 3900; in tutta la provincia per la statistica è toccato 1 capo di ungulato per ogni cacciatore.

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