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Lazio: Arcicaccia scrive al Presidente della Regione

| 5 agosto 2014 | 15 Comments

Lettera aperta dell’Arci Caccia Lazio al Presidente della Regione
Caro Zingaretti: su caccia, ambiente e fauna avevamo immaginato una regione diversa. Intende cambiare lo stato delle cose?

Arcicaccia“Avevamo Immaginato una regione diversa e avevamo Immaginato che vi fosse una solida speranza di cambiamento su molte delle criticità che hanno allontanato i cittadini dalle istituzioni e dalla politica. Non neghiamo che la strada che si sta percorrendo, anche attraverso atti e scelte coraggiose, comincia a dare risultati significativi. E di questo siamo felici visto che siamo cittadini prima ancora che cacciatori. Però con tutta franchezza il giudizio che attiene alla gestione del territorio, alla regolamentazione della caccia alla tutela del patrimonio faunistico ed ambientale è decisamente negativo ed anzi notiamo una regressione anche rispetto ai democratici rapporti tra istituzioni e rappresentanze che nel programma era segnalato quale punto di forza per garantire, nei luoghi deputati, condivisione e concertazione”: è quanto sostiene Claudio Terribili, presidente dell’Arci Caccia del Lazio in una lettera aperta inviata questa mattina al presidente delle Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

Nella lettera il presidente dell’Arci Caccia del Lazio cita ampi stralci del programma elettorale di Nicola Zingaretti a cominciare dalla definizione degli obiettivi di tutela, conservazione e gestione della fauna selvatica mediante la destinazione differenziata del territorio, dalla necessità di far funzione concretamente gli Ambiti Territoriali di Caccia, dall’esigenza di applicazione del piano faunistico venatorio in sinergia con il sistema delle aree naturali protette anche perché conservazione e gestione non debbono conoscere limiti territoriali in un quadro di valorizzazione delle imprese agricole di qualità e multifunzionali.

Il richiamo del presidente Terribili è anche per il comparto dei miglioramenti ambientali, per il calendario venatorio, per i danni derivanti da una presenza eccessiva della fauna selvatica, per il bracconaggio. Tutti temi presenti con puntualità nel programma elettorale di Nicola Zingaretti che però, sottolinea Terribili, “sono rimasti lettera morta, nei cassetti e nelle buoni intenzioni di allora”.

Per l’Arci Caccia “valorizzare i territori, con la buona gestione, è uno degli assi portanti per affrontare al meglio la crisi che investe il Paese. Il mondo ci invidia il nostro paesaggio e le sue risorse, la cultura e la storia dei nostri borghi, le produzioni delle nostre campagne. La caccia responsabile , con la sua attività di gestione, è parte integrante di un modello di sviluppo sostenibile e attento alla qualità della vita delle persone”.

“La nostra preoccupazione,inoltre,- scrive ancora Claudio Terribili- è acuita dai conflitti aperti nella regione Lazio, e in quasi tutte le altre regioni, attorno ai temi della gestione della fauna selvatica con ricorsi a Tar e Consigli di Stato che hanno inficiato i poteri decisori delle regioni stesse. Indichiamo una iniziativa attraverso la Conferenza Stato Regioni che porti a dare certezze giuridiche al “sistema caccia”. Certezze giuridiche, peraltro, da basare su certezze scientifiche costruite sui dati provenienti dall’Osservatorio Faunistico, la cui attività va sostenuta ed implementata per fronteggiare le nuove esigenze.

In conclusione della lettera Claudio Terribili si rivolge direttamente al presidente Zingaretti confidando in una risposta positiva. Le chiediamo: abbiamo immaginato male? Intende cambiare lo stato delle cose? Il governo regionale vorrà dedicare spazio e tempo a quanto, oggi, decine di migliaia di cittadini le segnalano attraverso questa nostra missiva?

Roma 5 agosto2 014
L’Ufficio Stampa

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Comitato regionale del Lazio
LETTERA APERTA a  Nicola Zingaretti – Presidente Regione Lazio

Caro Presidente,
Le scriviamo per manifestare la delusione e l’amarezza dei nostri soci e dei cacciatori del Lazio per quanto fino ad ora avvenuto sulle politiche ambientali, faunistiche e venatorie della nostra regione. Anche noi, due anni fa, avevamo Immaginato una regione diversa. Lo abbiamo fatto, forti della nostra autonomia, guardando alle spalle i mille disastri succedutisi e riponendo fiducia in un futuro dove, insieme a Lei, abbiamo immaginato che vi fosse una solida speranza di cambiamento su molte di quelle criticità che hanno allontanato i cittadini dalle istituzioni e dalla politica, incapaci, come sono stati, tra mille scandali ed altrettante illegalità, di rispondere agli interessi generali della comunità.
Non neghiamo che la strada che si sta percorrendo, anche attraverso atti e scelte coraggiose, comincia a dare risultati significativi. E di questo siamo felici visto che siamo cittadini prima ancora che cacciatori. Però con tutta franchezza il giudizio che attiene ai nostri argomenti di riferimento è decisamente negativo ed anzi notiamo una regressione anche rispetto ai democratici rapporti tra istituzioni e rappresentanze che nel programma era segnalato quale punto di forza per garantire, nei luoghi deputati, condivisione e concertazione.
D’altronde c’è poco da condividere e concertare se si naviga a vista senza una strategia capace di realizzare quella parte del programma che assumeva la nuova pianificazione faunistica venatoria quale occasione per “definire gli obiettivi di tutela, conservazione e di gestione di ambiente e fauna mediante la destinazione differenziata del territorio nelle percentuali previste dalle attuali leggi regionali e nazionali” od anche sul fatto che “il primo degli obiettivi è far funzionare concretamente gli ATC (Ambiti Territoriali di Caccia), luogo deputato a tradurre le previsioni legislative in fatti compiuti nel rapporto virtuoso che in quella sede, come previsto, dovranno avere i rappresentanti dei cacciatori, degli agricoltori, degli ambientalisti e degli enti locali. L’applicazione del piano faunistico venatorio dovrà trovare sinergie con il sistema delle aree naturali protette anche perché la conservazione e la gestione non debbono conoscere limiti territoriali in un quadro di valorizzazione, anche attraverso le misure europee, dell’impresa agricola di qualità e multifunzionale”.
Senza contare come era scritto nel programma che “il comparto dei miglioramenti ambientali a fini faunistici può divenire una pratica agronomica diffusa e remunerativa. Luogo della condivisione e della concertazione sarà innanzitutto il comitato tecnico faunistico regionale. Il calendario venatorio regionale sarà l’atto amministrativo annuale da approvare entro i termini di legge che sarà definito nel pieno rispetto delle norme nazionali ed europee e in piena adesione delle indicazioni delle linee guida dell’Ispra anche per quanto concerne l’applicazione delle deroghe come previste dalle direttive europee a difesa delle colture agricole. Particolare attenzione sarà riservata alla necessità di contenere i danni derivanti da una presenza eccessiva della fauna selvatica, anche attraverso metodologie di contenimento, che comunque saranno sottoposte alla valutazione della ricerca scientifica. Azioni ferme e determinate saranno svolte per contrastare e reprimere il bracconaggio anche attraverso il coordinamento di tutte le forze, gli enti e le associazioni preposte al controllo”.
Argomenti questi che sono rimasti nei cassetti e nelle buone intenzioni di allora. Eppure dare forza progettuale e normativa a quanto Immaginato avrebbe aiutato la comunità del Lazio (continuiamo a citare gli impegni assunti) a “difendere l’ambiente per valorizzare territori, culture e popolazioni, ricostruire il patrimonio faunistico nel segno della tutela della biodiversità e promuovere il presidio e il lavoro delle imprese agricole di qualità e multifunzionali” nella convinzione che “saranno le coordinate di riferimento e dell’azione della nuova giunta regionale. Lo faremo pensando ad una pratica venatoria sostenibile e responsabile, rispettosa delle indicazioni della scienza e delle leggi nazionali ed europee”.
Valorizzare i territori, con la buona gestione, è per quanto ci riguarda uno degli assi portanti per affrontare al meglio la crisi che investe il Paese. Il mondo ci invidia il nostro paesaggio e le sue risorse, la cultura e la storia dei nostri borghi, le produzioni delle nostre campagne. La caccia responsabile , con la sua attività di gestione, è parte integrante di un modello di sviluppo sostenibile e attento alla qualità della vita delle persone.
Tutto questo è lettera morta. Per questo le scriviamo e lo facciamo pubblicamente per dare peso e rilevanza ai temi trattati. Le chiediamo: abbiamo immaginato male? Intende cambiare lo stato delle cose? Il governo regionale vorrà dedicare spazio e tempo a quanto, oggi, decine di migliaia di cittadini le segnalano attraverso questa nostra missiva? Noi naturalmente speriamo di si.
La nostra preoccupazione,inoltre, è acuita dai conflitti aperti nella regione Lazio, e in quasi tutte le altre regioni, attorno ai temi della gestione della fauna selvatica con ricorsi a Tar e Consigli di Stato che hanno inficiato i poteri decisori delle regioni stesse. Indichiamo una iniziativa attraverso la Conferenza Stato Regioni che porti a dare certezze giuridiche al “sistema caccia”. Certezze giuridiche, peraltro, da basare su certezze scientifiche costruite sui dati provenienti dall’Osservatorio Faunistico, la cui attività va sostenuta ed implementata per fronteggiare le nuove esigenze.
Confidiamo in una sua risposta, pronti ad un confronto se lo riterrà necessario.
Caro presidente grazie per l’attenzione e buon lavoro
Claudio Terribili
Presidente Arci Caccia Lazio
Roma 5 agosto 2014
…….………………..
Arci Caccia
Comitato Regionale del Lazio
L.Go Nino Franchellucci, 65
00155 Roma
Tel. 06 4067413
Fax 06 40800345
arcicaccialazio@arcicaccia.it

 

 

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Category: Arcicaccia, Lazio

Comments (15)

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  1. alessandro pani scrive:

    L’ATC Roma 1 rende obbligatorio il “tesserino d’abbattimento” che deve essere ritirato dagli iscritti per poter esercitare la caccia.Cosa hanno fatto di male costoro per dover sottostare ad altra burocrazia inutile e snervante.L’autodistruzione della caccia in provincia di Roma sta accellerando grazie alla sapiente opera delle Associazioni venatorie.Era meglio tenersi la politica invece di dare spazio a questi improvvisati gestori.Nessuna novità sulla preapertura dalla Regione il che non fà sperare bene.

    • Daniel scrive:

      sull’obbligatorietà del tesserino d’abbattimento non sono d’accordo, anzi è un importante passo in avanti che permetterà, almeno nell’atc RM1 di capire se si sta operando nel modo giusto oppure no….senza tener conto poi del fatto che a livello regionale non viene ancora fatta la lettura ottica dei tesserini…..(almeno da quello che so..)

      • giannirm scrive:

        oww a cosa serve il tesserino del tesserino, quanti ne dovremmo avere? Non l’hanno mai letto ed ora dovrebbero leggere questo degli abbattimenti, forse non ti è chiaro in che Regione siamo?

        • Daniel scrive:

          non è detto che gli errori della regione (mancata lettura dei tesserini) debba ripeterli anche l’ATC RM1, anzi secondo me questo è un giusto passo in avanti verso la tanto famosa ” ricognizione delle risorse faunistiche” recitata dalla 157/92 e mai messa in pratica da molti ATC italiani….in Umbria la regione fortunatamente ha iniziato a leggere i tesserini dalla stagione 2010/11 se no penso che il tesserino d’abbattimento sarebbe stato utilizzato anche da noi…cmq il mio è solo un parere tecnico, fate come vi pare, ma poi non lamentatevi dei vari ricorsi al tar e quant’altro…. 8)

        • alessandro cannas scrive:

          Daniel,la Regione ha messo in campo un nuovo tesserino a lettura ottica diviso x decadi e specie. Ora se l’atc rm1 vuole farlo,puo’ anche farlo,ma il risultato sara solo quello della lettura dei dati regionali,puo’ servire a loro come eventuale statistica interna all’atc…Poi perche’ ricorsi,sulla mancata lettura dei dati di abbattimento?
          Sulle risorse faunistiche magari riferito alla stanziale.I metodi possono e sono anche altri.

        • Daniel scrive:

          Alessandro, il riferimento ai ricorsi era tanto per dire…. (in realtà nascono altri problemi, vedi gg aggiuntive in ottobre e novembre tolte dal calendario laziale), in ogni caso alla luce del nuovo tesserino a lettura ottica, ritiro ciò che ho detto precedentemente; basta e avanza il tesserino regionale se correttamente utilizzato, tuttalpiù il tesserino dell’atc può dare ulteriori info a livello locale, ma deve essere una scelta condivisa dai cacciatori iscritti e non essere vista come un’imposizione…..

        • Alessandro Cannas scrive:

          Sulle giornate aggiuntive tolte sensa un valido motivo ,anzi, secondo ispra se non hai i dati di prelievo non le potresti fare ..SIC!!!…Su questa affermazione ci sarebbe da dire un fiume di parole..Sullo stato di conservazione non serve vedere i dati di quanti prelievi avvengono,basta semplicemente lo stato di conservazione globale della specie,se su questo concetto fondiamo il futuro del prelievo,ti dico togliamo i corvidi….Non li segna nessuno,che vuol dire, non si hanno dati x giustificarne il prelievo? O che non interessa la tipologia di selvatico,o son estinti,togliamo i corvidi NON E’ UN METODO CORRETTO…non deve passare na scemenza del genere,che facciamo si arrivera a fare calendari divisi x tripologia di ambienti?

  2. Mauro Proietti scrive:

    Ho letto solo una riga, di più non ce la faccio. Immagino che per lamentarsi della caccia nel lazio questo signore non sia lo steso che girava per la provincia di Roma raccontando quanto al caccia sarebbe migliorata nel lazio grazie alle tessere arci, oppure a parlare di ripopolamenti e altro…
    Ho mollato quest’anno, credo per sempre, la fidc, con gli altrettanti vecchi volponi che da una vita stanno al comando e non hanno fatto mai nulla di buono per noi. Ma dico, ma non si vergogna di scrivere articoli del genere?

  3. alessandro federighi scrive:

    Pensavo che per le mezze gg fossimo noi in Sardegna gli unici(sic!)detentori di simile precauzione nei confronti della fauna,invece………….. :cry: …….nel Lazio però nn avrei mai pensato……motivazione??? saluti ai colleghi laziali e I.B.A.L. x nuova stagione!!!!!!

  4. Alessandro Cannas scrive:

    E allucinante cio’ che ha scritto…

    • Alessandro Cannas scrive:

      Il calendario venatorio regionale sarà l’atto amministrativo annuale da approvare entro i termini di legge che sarà definito nel pieno rispetto delle norme nazionali ed europee e in piena adesione delle indicazioni delle linee guida dell’Ispra anche per quanto concerne l’applicazione delle deroghe come previste dalle direttive europee a difesa delle colture agricole. :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: A Terri’..ma lo sai realmente cosa dicono le linee guida dell ispra sul calendario? Nelle stesse, ad esempio ,mica fanno accenno alle deroghe…sulla caccia tempi e specie, vuoi tornare indietro? :mrgreen: :mrgreen:

  5. giannirm scrive:

    Mi ricorda un’altro “fenomeno dell’Arcicaccia” romana ormai tramontato, ma almeno quello sapeva scrivere.

  6. Ferdnando Ratti scrive:

    Io mi chiedo!!! perchè l’Arci Caccia reclama ora per l’imposizione del tesserino inserto nel Lazio!!!,quando in Lombardia, il tesserino inserto sia per i C.A che per gli ATC,sono 22 anni che è obbligatorio!!!, perchè non si sono opposti allora al suo utilizzo in Lombardia???.
    Forse perchè faceva comodo così per avere + tessere.

  7. PISTOLA scrive:

    ALESANDRO CANNAS, leggi la risposta dell’ANLC SIENA al presidente dell’ATC18, sei al corrente di quello che è successo a Siena?

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