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Perugia: corso per contenimento del cinghiale

| 29 luglio 2014 | 2 Comments

ATC PERUGIA 2 ORGANIZZA CORSO CONTROLLO-CONTENIMENTO SPECIE CINGHIALE
Luciano Calabresi: puntiamo sulla formazione per una nuova cultura venatoria

cinghiale (Avi News) – Perugia, 29 lug. – L’Ambito territoriale di caccia (Atc) Perugia 2, in collaborazione con il servizio gestione e programmazione faunistica della Provincia di Perugia, ha organizzato e sta attuando il corso per abilitazione e controllo-contenimento della specie cinghiale. “L’iniziativa – ha detto il presidente di Atc Perugia 2, Luciano Calabresi – è stata ritenuta, in maniera unanime, rilevante e lodevole tanto che il mondo venatorio umbro sta rispondendo bene avendo già inviato al nostro ufficio centinaia di richieste di partecipazione alle quali, ci aspettiamo, se ne aggiungeranno altre”.
Il corso rientra nelle finalità dell’Atc Perugia 2 che vedono in primo piano la formazione e ha l’obiettivo di preparare i cacciatori per operare correttamente nel controllo-contenimento della specie cinghiale all’interno del territorio delle Atc, aree protette escluse, nel periodo che fa registrare i maggiori danni alle culture agricole, quello primaverile-estivo, e comunque secondo necessità, nel tentativo di risolvere gli squilibri ecologici e strutturali.
Per provare, inoltre, a ridurre i danni che comportano anche un esborso economico in continuo aumento da parte delle istituzioni.
Destinato ai cacciatori titolari di licenza di caccia, ma anche a chi vuole saperne di più su territorio, ruralità e specie cinghiale, si tiene a Spoleto, nei locali della ex Comunità montana Monti Martani, Serano e Subasio, in un’unica sessione con lezioni della durata di 9 ore, l’ultimo venerdì di ogni mese (con le dovute richieste, in sostituzione il sabato) tranne che ad agosto, e sarà organizzato finché ci saranno richieste.
L’esame per conseguire l’abilitazione si svolge poi il venerdì successivo a quello delle lezioni e prevede un test scritto e una prova orale al superamento dei quali l’aspirante cacciatore al contenimento della specie cinghiale, se non già abilitato da altri corsi, si deve recare al campo di tiro e svolgere una sessione teorica, dedicata alle norme fondamentali per operare in sicurezza, e una prova di tiro per verificare la confidenza del cacciatore con l’arma a canna rigata e dotata di ottica.
“Il cacciatore formato e informato – ha proseguito Calabresi – sarà determinante in quella nuova cultura venatoria che noi, con le nostre poche forze, cerchiamo di promuovere. Questo corso, che esce volutamente dai pur necessari aspetti tecnici per introdurre anche elementi di storia della ruralità e del territorio e di antropologia filosofica e culturale, si pone il fine di una preparazione più ampia”.
“In tale direzione – ha concluso Calabresi – vanno tutti gli altri corsi in itinere e in preparazione, forma, seppur embrionale, di una ‘scuola di caccia’ in cui il protagonista è il territorio e i numerosi portatori di interesse che ne permettono salvaguardia e sviluppo.
All’organizzazione di questo corso e di quello sul corretto trattamento igienico-sanitario delle carni di selvaggina e loro valorizzazione ha contribuito anche l’approvazione del Consiglio provinciale di Perugia del nuovo piano faunistico, avvenuta lo scorso aprile, che prevede la formazione del cacciatore con specifiche azioni”.

Per informazioni sul corso contattare l’Atc Perugia 2: 0742.260108, info@atcperugia2.it.

 

 

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Category: Cinghiale, Umbria

Comments (2)

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  1. franc scrive:

    9 ore di corso mi sembrano pochine per parlare di territorio, ruralità e specie cinghiale visto e considerato che nella zona vi sono tradizioni secolari. Senza contare il fatto che dopo 3/4 ore di lezione gli allievi incominciano ad essere distratti. Si otterrebbero migliori risultati dividendo le lezioni in due giorni con esame incluso. Tanto due giorni gli allievi li devono perdere comunque.

  2. Ferdnando Ratti scrive:

    Come si fà ad abilitare un selecontrollore alla caccia del cinghiale in sole 9 ore di corso ???. Quando le Linee guida per la gestione degli ungulati N° 91/2013 dell’ISPRA, per l’equipollenza di tale abilitazione ne prevede minimo 26 ???.

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