Scarica l'opuscolo Sicurezza a Caccia

AIW: Parchi, polemiche tra ambientalisti

| 25 luglio 2014 | 8 Comments

wildernessDocumento Stampa

DA SAN ROSSORE AL GARGANO
Una polemica istruttiva sui Parchi… tra ambientalisti

DA UNA E-MAIL DIFFUSA TRA AMBIENTALISTI
(il cui autore è reso anonimo per questione di privacy)

Riporto di seguito una notizia clamorosa pubblicata sul sito del Parco Nazionale del Gargano (http://www.parcogargano.gov.it/servizi/notizie/notizie_fase02.aspx?ID=2456). Ma il Ministero non vigila almeno sulle cose fondamentali che dovrebbero fare i parchi? Game Fair, organizzato dal Comitato nazionale caccia e natura (sic!) coinvolge un bacino potenziale di 57.000 visitatori (sono previsti oltre 100 eventi in 3 giorni). Il tutto in area parco, IBAN, attiguamente ad un SIC e con la benedizione del Presidente del Parco. A voi le tristi conclusioni ed eventuali azioni presso il Ministero.

Notizia pubblicata in data : martedì 24 giugno 2014

Questa mattina il Presidente Stefano Pecorella ha incontrato l’Amministrazione comunale di Vico del Gargano e gli organizzatori di “Game Fair”, la più la più grande festa campestre italiana, che si svolgerà nel fine settimana del 6 e 7 settenbre 2014 nello splendido scenario di baia Calenella. L’area si trova a metà strada tra San Menaio (la marina di Vico del Gargano) e Peschici, note località turistiche del Gargano. L’edizione pugliese ricalcherà lo schema tradizionale del Game Fair: una festa campestre per gli appassionati e le loro famiglie. Saranno presenti tutte le realtà che hanno caratterizzato in questi 25 anni la manifestazione: dalle tradizione venatorie alla cinofilia, dai cavalli ai percorsi enogastronomici, dal tiro a volo a tutte le discipline del tiro sportivo. Il tutto sulla riva dallo splendido mare del Gargano. Nato in Inghilterra nel 1950 a cura della “Country Landowners Association”, un’organizzazione di gentiluomini di campagna, con prevalenza di proprietari terrieri, intendeva in questo modo valorizzare quel tipo di cultura e tradizione, tra l’altro procurando di riunire periodicamente tutti gli amanti della caccia, dei cani, dei cavalli, della pesca e della vita in campagna. Una sorta di festa delle tradizione venatorie e rurali in chiave aristocratica. Da allora la Manifestazione ha cambiato aspetto e contenuti (anche nella stessa Inghilterra). Attualmente la Manifestazione si è estesa dall’Inghilterra in Francia, Spagna, Stati Uniti e Italia. Nel nostro Paese arriva per ultima, ma trovando il terreno ideale per essere rivisitata in una veste nuova, con l’inserimento di elementi e tratti che sono propri della cultura e della tradizione che fanno riferimento alla vita rurale italiana.

INTERVENTO DI FULCO PRATESI

Oramai è sempre più un’alluvione di m….a sui Parchi. Non si sa più cosa inventare per mercificare e banalizzare i nostri più preziosi patrimoni. Aspettiamoci altre porcate.
Ma questa supera anche gli scout a San Rossore!
E’ importante che tutte le associazioni ambientaliste, oggi riunite per contrastare le modifiche peggiorative dalla Legge sulle Aree Protette, si esprimano fortemente contro questa ennesima porcheria.
Altro che”gentiluomini di campagna” di cui al comunicato! Quelli che festeggerebbero all’interno del Parco del Gargano sono gli stessi che difendono la caccia ai piccoli uccelli, la vergogna degli uccellini da richiamo, le deroghe illegali ai calendari venatori, che diffondono i cinghiali distruggendo l’altra fauna, che entrano impuniti dei terreni altrui (grazie all’infame art, 842 de Codice Civile), che uccidono illegalmente quaglie con i richiami elettronici, che riempiono di uccelli sparati i Centri di Recupero Fauna selvatica, che si battono per poter nuovamente sparare a uccelli protetti dalla UE, dal fringuello alla peppola, dal combattente alla pittima.
Diamoci una mossa. Ma subito.

Fulco Pratesi

INTERVENTO DI FRANCO ZUNINO

Questa volta io non sono d’accordo, perché il parallelo è solo apparente, in quanto basato su di un presupposto errato: la presenza del vincolo di “Parco Nazionale” e non già un reale valore ambientale che lo dovrebbe giustificare. San Rossore è una proprietà dello Stato che, anche per questo, merita e meritava di essere dichiarata area protetta in toto, anche per il suo valore storico. L’area del Parco Nazionale del Gargano che potrebbe essere interessata al Game Fair è solo “legalmente” (e forse neanche tutta) inserita in un Parco con un atto d’imperio essendo in gran parte (se non tutta!) di proprietà privata, ma non meritava di esservi inserita. E’ questa una delle zone che secondo me e secondo l’associazione che rappresento, potrebbe e dovrebbe essere estromessa dal Parco in una politica di spendign review che riduca le spese dei Parchi ma anche ripristini diritti inalienabili e democratici di proprietà che il Parco non ha mai acquisito; e ciò perché quell’area, se ha un innegabile valore paesaggistico (e magari anche naturalistico in qualche modesta parte), non possiede quel valore che un Parco Nazionale dovrebbe tutelare. Tali aree vanno protette solo per il loro aspetto paesaggistico; e per farlo non serve un Parco: nel caso in questione è come aver sparato ad un allodola con un cannone, mettendola sul piano venatorio che la proposta del Game Fai ispira!
In Italia i Parchi Nazionali si difendono prima di tutto limitando la loro estensione ai territori che veramente meritano di esserlo e possibilmente acquistando (o acquisendo) i terreni che meritano una tutela, ed il promontorio del Gargano lo merita, ma strettamente limitata al cuore del promontorio ed a tratti della sua sottostante costiera: tutto il resto, campagne e paesi, strade ed altre urbanizzazioni andrebbero estromesse dal Parco. E’ anche facendo così che si “pacificheranno” i nostri Parchi e li si farà amare e difendere anche da chi vi abita (che è poi la cosa più importante, se vogliamo che i vincoli siano rispettati). E i Parchi Nazionali del Meridione italiano sono un esempio di mega parchi politicizzati, ovvero mega proprio per meri interessi più politici che non ambientali (più sono grandi più incassano!).
Quindi, giusta la critica alla mercificazione che si sta facendo dei nostri Parchi, con autorità più sensibili al business che non alla protezione della Natura, ma non si faccia credere che i luoghi dell’ipotizzato Game Fair sia “Natura”, quando è in realtà solo “territorio impropriamente vincolato” e campagna agreste di quel mondo rurale che proprio il Game Fair rappresenta. E, quindi, forse la ragione sta più dalla loro parte che non dalla nostra. Ci si rivolga al classico “giudice a Berlino” e si abbia il coraggio di chiedere al Ministero dell’Ambiente di estromettere dal Parco quel territorio per palese inopportunità di averlo dichiarato Parco Nazionale!

Franco Zunino

NUOVO INTERVENTO DI FULCO PRATESI

Non credo vi possano essere paragoni tra i danni interessanti un Parco Regionale ( la Tenuta di San Rossore è stata donata dal Presidente Scalfaro alla Regione che ne è oggi proprietaria) e un Parco Nazionale, che è la più alta forma di tutela che la Nazione e l’Europa prevedano.
In secondo luogo, un convegno, anche se pletorico oltremisura, di un’associazione che ha tra i suoi fini anche la difesa della natura (ricordo ancora la Promessa dei Giovani Esploratori) è cosa ben diversa da un altrettanto affollato evento filovenatorio patrocinato dal Comitato Nazionale Caccia e Natura, dall’Associazione Armi di Confindustria, dalla rivista Armi e Tiro e da altri enti dichiaratamente contrari ad ogni forma di difesa della natura: basti pensare all’opposizione contro qualsiasi proposta di tutela territoriale che escluda le doppiette, alla lotta per la difesa della caccia ai piccoli uccelli, alla lobby in Parlamento contro il divieto di cattura degli uccelli da richiamo, alle manovre per ottenere leggi regionali tese ad ampliare la lista delle specie cacciabili e una stagione di caccia già esageratamente lunga. E infine la storica opposizione del mondo venatorio all’azione giuridica e politica tesa al’abolizione dell’articolo 842 del Codice Civile, che (cosa unica al mondo) autorizza ai soli cacciatori l’accesso ai terreni altrui.
Sono dell’avviso che la levata di scudi, da me sottoscritta e sostenuta contro l’assemblea Agesci nel Parco regionale Migliarino-San Rossore, dovrebbe essere ancor più energicamente rivolta contro questo nuovo inaccettabile aggressione a uno dei più bei Parchi Nazionali d’Italia. Con buona pace di Wilderness Italia.

Fulco Pratesi

NUOVO INTERVENTO DI FRANCO ZUNINO

Non si tratta di sigle (Parco Regionale o Parco Nazionale), ma di vincoli da essi rappresentati, e della proprietà dei suoli: un Parco VERO è solo quello che ha la disponibilità pubblica dei suoli. Gli altri sono solo vincoli imposti d’autorità ed assolutamente non democratici (ancorché avallati dall’Europa!).
TUTTI i suoli dei Parchi ed altre aree protette degli USA (la nazione “madre” dell’Idea) appartengono alla Federazione o agli Stati. E se un Parco viene istituito su suoli privati, le leggi prevedono: uno, lo stanziamento immediato dei soldi per acquistare i terreni; due, il diritto di prelazione qualora il proprietario desideri vendere i terreni; tre, la garanzia di proprietà ed utilizzo delle risorse a chi li possiede, salvo, ma solo in alcuni casi, il rispetto di norme urbanistiche.
Quello che è diverso, è il DOVE si tengono i raduni: e il DOVE va inteso come territorio che abbia una valenza naturalistica, altrimenti il fatto che vi sia su di esso una sigla imposta per legge (“Parco”, appunto) non significa nulla dal punto di vista della conservazione del bene Natura.
In molti, se non in quasi tutti, i Parchi del mondo esiste una qualche possibilità di praticarvi la caccia; specie quando sono le stesse popolazioni faunistiche a richiederlo per eccesso di crescita e per impatto negativo su altre specie o risorse naturali.
Da discutere, e su questo posso essere d’accordo, è il fatto del diritto dei cacciatori ad entrare nelle proprietà private. Ma ricordo che questo scaturisce dal fatto dell’eccessiva frazionalità delle proprietà terriere, per cui un divieto di accesso ai cacciatori impedirebbe il diritto di praticare la caccia a quei cittadini che lo desiderano e che pagano una tassa per farlo.
Noi sosterremo la battaglia per San Rossore, ma non quella per il Parco del Gargano, del quale chiediamo una riduzione della sua estensione, così come per tutti gli altri Parchi Nazionali del Meridione; cosa che è già stata fatta almeno per il Parco del Cilento. Senza per questo sostenere una distruzione dei valori ambientali dei territori esclusi, ma richiedendo per essi solo forme diverse di tutela che rispettino i diritti democratici e liberali dei proprietari dei suoli. Con buona pace del WWF Italia, che purtroppo, grazie alla politica italiana, continuerà la sua politica di sostegno ai vincoli impositivi sulle aree protette (quindi mantenendo vive quelle diatribe che per alcuni Parchi storici durano ormai da 100 anni!).

Franco Zunino

Murialdo, 25 Luglio 2014 Franco Zunino

Segretario Generale Associazione Italiana Wilderness

Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale (ONLUS) – Codice Fiscale: 90003070662 – Segreteria Generale:
Via Bonetti 71 . 17013 Murialdo (Savona) – Tel. 019.53545 – Cell. 338.4775072 – wilderness.italia@alice.it

 

 

***

COME RICEVIAMO E COSI’ PUBBLICHIAMO

ATTENZIONE: l’articolo qui riportato è frutto di ricerca ed elaborazione di notizie pubblicate sul web e/o pervenute.
La redazione del sito www.ilcacciatore.com, non necessariamente avalla il pensiero e la validità di quanto pubblicato. Declinando ogni responsabilità su quanto riportato, invitano il lettore a una verifica, presso le fonti accreditate e/o aventi titolo.
***

 

Tags:

Category: wilderness

Comments (8)

Trackback URL | Comments RSS Feed

  1. peppol@ scrive:

    Bravo Zunino… l altro ama i Parchi, specie quello dove ha intascato parecchi soldi e per cui e stato condannato…dovrebbe avere solo la decenza di tacere.

    • Gerardo scrive:

      Buon Ggiorno a voi tutti; certo che i parchi nazionali sono importantissimi per il nostro ho i nostri territori nel mondo per cercare di salvaguardare la nostra flora e la NOSTRA fauna tra tutto in un modo molto più consistente nei confronti del normale territorio tutto questo comporta molto molto lavoro impegno con morto personale che giornalmente si dedica questa gestione dei del Parco Nazionale anche per quanto riguarda i problemi sulla fauna selvatica che abbiamo tipo Cinghiali Caprioli Cervi e tutto il resto quello che io sto vedendo dall’Estero che lavoro è vivo e sono un gestore di un territorio su flora e fauna selvatica posso vedere che l’Italiamoltissimi di questi parchi nazionali ma non vengono gestiti bene anzi malissimo i motivi sono tantissimi: il motivo primo è che non sia competenza del settore non è gente che è specializzata su questi settori che conosce la Biologia sia della Selvaggina,conpetenza Forestale Tecnica ,Scientifica,ma si fidano di qualche Istituto che io non faccio il nome e pureper la flora, per quanto riguarda tutti questi problemi che si sono creati nel resto degli ultimi diciamo 10, 15 anni tipo i Cinghiali Cervi e Caprioli che in tutta L’ Italia devastano i territori e le culture quelli che i contadini giustamente seminano nelle loro terrale vengono distrutti e coinvolti da queste specie ,quello che si è cercato di fare ti creare anche nei parchi Nazionali la caccia al cinghiale ;ma attenzione quanto in un territorio se vuole fare il metodo della caccia bisogna prendere le cose sul serio e farlo in un certo modo altrimenti i risultati che vengono sono quelli che noi abbiamo adesso in confronti è come noi andiamo incontro a questa situazione con questi ungulat,poi la Biologia degli animali bisogna intenderla,se si va a rompere il sistema Biologico delle specie non sia un risultato positivo ma tutto l’opposto si a un risultato negativo e risultati li abbiamo vediamo i cervi del Cansiglio i caprioli in Toscana i cinghiali nel sud e tutto il resto vediamo che i danni aumentano ,lo Stato Itli no paga circa Centinaia di Migliaia di Euro in un Anno di dannicausat8 dagli ungulati soltanto in per una Regione figuriamocinon mi meraviglio in tutta L’Italia a quanto ammontano i danni, il nostro Paese non vi e capace secondo me a gestire o t ovare una soluzione alla questione , sono circa tre anni che mi occupo di queste cose e cerco di dare una mano in Italia a risolvere tanti problemi ma purtroppo a quanto ho visto e ho capito non si accettano non si vuole la collaborazione tra persone esterne per risolvere questo problema i motivi sono tanti Politici , il nostro Paese a affidato L’incarico di tutelare e controllare tutte le Aree protette,Parchi Nazinali ,oasi di protezione etc al Corpo Forestale ( ATC) Controllo Territoriale Ambientale eseguiti dal Corpo Forestle (CTA) , i veri problemi del territorio quali sono dove sono e come vanno trattati il Corpo Forestale non ha una risposta , fin quando non si cambierà questo sistema i parchi nazionali e non i parchi nazionali anche i territori della provincia della regione e tutto il resto non si arriverà mai a un traguardo a cui magari dalle persone come noi va si attende già da anni è nel confronto anche della flora e della fauna rispettata gestita bene e tutto quantoio mi sono impegnato e m Regione Provincia però non vedo risultati positivi perché come detto non si ha voglia di cambiare.Buon lavoro.

  2. Giacomo scrive:

    Quello che è diverso, è il DOVE si tengono i raduni: e il DOVE va inteso come territorio che abbia una valenza naturalistica, altrimenti il fatto che vi sia su di esso una sigla imposta per legge (“Parco”, appunto) non significa nulla dal punto di vista della conservazione del bene Natura.
    —————————————————–
    Guai a non sostenere quel territorio che abbia valenza naturalistica stimata scientificamente, ma guai anche a sostenere inutilmente quei territori dove la valenza naturalistica è uguale a zero carbonella. Io da cacciatore naturalista come lo sono attualmente tutti i cacciatori Italiani, sono pronto a difende un territorio dove c’è flora rara o dove ci sono animali in estinzione sia da penna che da pelo, perché questo è il vero scopo di un parco nazionale per cui viene istituito. Solo che da come viene affermato dal valente naturalista Zunino i parchi italiani, sia regionali che nazionali non rispettano tale forma di protezione, a mio parere e mi posso anche sbagliare , come per esempio, le vaste estensioni di uliveti e territorio montano con le stesse caratteristiche di altri parchi regionali e nazionali quindi doppioni nella stessa regione, dove non c’è una benché minima ragione di proteggere ! Cosa si deve proteggere negli uliveti a bassa quota e nelle pianure estese di un parco coltivate a grano, girasole , granturco etc. E cosa si deve proteggere se in un parco ci sono migliaia di cinghiali super protetti che fanno danno alle stesse agricolture che niente hanno a che vedere con un parco perché già gestione privata entro il parco stesso, serve solo a spese ad ulteriri spese. Non vedo poi in molti parchi gli sparti anti incendio montani per evitare che si ripetono annualmente come inevitabilmente succede. Che si nominino dei professori universitari in ogni regione che possano scientificamente evidenziare quelle aree dove è evidente la protezione e si tolga tutto quel territorio parco sia nazionale che regionele che non serve a tale scopo. Si riducono così spese di Euro che servono sicuramente agli ospedali che proprio in questi giorni in Campania lavorano a orario ridotto per mancanza di fondi (sentito da TV locali)
    , alle scuole, ed agli anziani che sono attualmente costretti a vivere rovistando nei cassonetti della spazzatura, ai milioni di giovani senza lavoro ed ai disoccupati in cassa integrazione. Ce ne sarebbe da discutere ma mi fermo quì perche sicuramente altri colledi di passione hanno da dire la loro. Salutiaaamo

  3. Giacomo scrive:

    Noi sosterremo la battaglia per San Rossore, ma non quella per il Parco del Gargano, del quale chiediamo una riduzione della sua estensione, così come per tutti gli altri Parchi Nazionali del Meridione; cosa che è già stata fatta almeno per il Parco del Cilento.
    ——————————————————-
    Premesso che sul territorio della Regione sono già presenti 14 parchi regionali, 2 Parchi nazionali, una molteplicità di oasi di protezione, di riserve naturali e di altri istituti di protezione.
    Caro Zunino, quale parte del parco del Cilento è stata già ridotta, a me risulta piuttosto che è stata ampliata dal punto di vista venatorio in quanto da due anni ad oggi hanno fatto valere la legge 394/91 sui parchi vietando le aree contigue ai cacciatori non residenti. Hanno avuto il coraggio di dividere la provincia di Salerno in due parti, chi può cacciare in tutta la provincia ( residente in aree contigue) e chi in un solo ATC SA 1. Altro che restrizione. Salutiamo

  4. ugo.delgiudice scrive:

    cari signori, io nel parco nazionale del Gargano ci vivo. esso è semplicemente funzionale alle poltrone che concede ed i soldi che elargisce di stipendio. ad altro non serve. per poter aumentare le dimensioni del parco,sono state in esso inserite intere zone coltivate ad ulivo; questo comporta la sistematica violazione delle leggi inerenti l’introduzione di veleni. ad oggi, il parco è forse proprietario del 10 % del terreno su cui ricade. ha difatto bloccato diverse attività, ma non protegge nulla, dove si vuol cementificare, frega nulla a nessuno. anzi, con buona pace del parco, la zona acquitrinosa di molinella, è diventata un proliferare di ville e villette. questo si traduce in : tu non puoi cacciare lungo il corso d’acqua, perchè è parco, ma se vuoi seppellire tutto sotto un bel riempimento ed annesso cemento,accomodati. stessa sorte toccata al pantanello, ormai quartiere dormitorio, dove tra liquefazione del suolo, rischio idrogeologico e via discorrendo,si è deciso di distruggere quella che sarebbe stata un’oasi ben + interessante di lago salso.

    • Giacomo scrive:

      Caro Ugo la tua precisa testimonianza con nomi e cognome dei luoghi secondo me rispecchia un po quello che succede in moltissimi parchi alla fine fatti solo per vietare la caccia. Ma questi abusi di costruzioni sugli acquitrini che sono la casa degli uccelli acquatici, i quali non solo hanno bisogno dell’acqua, ma nello stesso tempo hanno bisogno delle sponde fangose dei laghetti che ospitano canneti dove questi selvatici cercano rifugio, non dovrebbero assolutamente essere toccati nemmeno se fossero in zona libera. Sono le istituzioni innanzitutto che quando si deve prendere provvedimenti per limitare maggiormente la caccia addirittura si muovono in tempi record, quando invece si tratta di abusi contro l’ambiente si va con calma e per cortesia ! Come si fa a non vedere poi, proprio in un parco !! Dove tutto dovrebbe essere vietato per difendere la natura e ben guardato, si permette addirittura di eliminare oasi naturali acquitrinose. Mah !… Sarà. Salutiamo

  5. luigi da sorrento scrive:

    Una testimonianza sul parco della Val d’Agri….un parco che mostra un andamento topografico strano…per lasciare i vuoti dove si trovano i pozzi di estrazione di petrolio gia’ costruiti e vuoti dove si andranno a costruire, con annesse strade per camions che in parecchie zone attraversano boschi e pinete secolari…nel parco e nelle immediate vicinanze, vedi Calvello, Viggiano, Marsicovetere…In questi giorni ho saputo che l’ avv, Filippo Rautiis ha intentato un ricorso contro questo Parco, in perfetta solitudine…complimenti a Lui…e dubbi sulle varie associazioni che nulla hanno fatto….
    Anche a me non risulta di riperimetrazioni del parco del cilento…. oww oww (:n)

  6. Gerardo scrive:

    e vero non e cosa loro a gestire i parchi e tutto un DISASTRO sanno gestirsi solo lo stipendio , (y) (f) (:-p) anche il Corpo Forestale che dovrebbe preoccuparsi cosa fa? .lasciate perdere la mela e tutta marcia ormai non ne parliamo.saluti da Gerardo

Leave a Reply


1 + 1 =

oww :wink: :twisted: :roll: :oops: :mrgreen: :lol: :idea: :evil: :cry: :arrow: :?: :-| :-x :-o :-P :-D :-? :) :( :!: 8-O 8) -o- (y) (up) (n) (f) (dw) (:n) (:i) (:-p)


Nota Bene: E' nostra intenzione dare ampio spazio a un libero confronto purche' rispettoso della persona e delle altrui opinioni. La redazione si riserva pertanto il diritto di non pubblicare commenti volgari, offensivi o lesivi o che non siano in tema con l'argomento trattato. Inoltre i commenti inviati, con il solo scopo di provocare, offendere o anche semplicemente dileggiare la caccia e i cacciatori, verrano cancellati d'ufficio. E' fatto divieto inoltre divulgare (all'interno dei commenti) email, articoli, etc. senza disporre dell'esplicito consenso dell'autore.


Avviso: LEGGERE ATTENTAMENTE
Ciascun partecipante si assume la piena responsabilita' penale e civile derivante dal contenuto illecito dei propri commenti e da ogni danno che possa essere lamentato da terzi in relazione alla pubblicazione degli stessi. La redazione del sito www.ilcacciatore.com si riserva il diritto di rivelare l'IP dell'autore di un commento e tutte le altre informazioni possedute in caso di richiesta da parte delle autorita' competenti, nell'ambito di indagini od accertamenti di routine o straordinari. La redazione del sito www.ilcacciatore.com non puo' in alcun modo essere ritenuta responsabile per il contenuto dei messaggi inviati dagli utenti e si riserva il diritto di cancellare e/o editare discrezionalmente e senza preavviso qualsiasi messaggio sia ritenuto inopportuno o non conforme allo spirito del sito senza tuttavia assumere alcun obbligo al riguardo.