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Operazione verita’ su estremismo animalista

| 21 luglio 2014 | 8 Comments

Senato. Con i “Richiami” l’occasione per iniziare l’operazione verità sull’estremismo animalista italiano
In questa ore il Senato decide su un’antica tradizione e sull’uso dei “richiami vivi” per l’attività venatoria in Italia. L’occasione per dimostrare che ragione, sostenibilità e “regole” contano più di ideologia e mistificazione

Anuu_Arci_FidcLa Camera dei Deputati l’11 giugno aveva già provveduto ad aggiornare la legislazione in materia di richiami, migliore rispetto ad alcune in vigore in altri Paesi europei. Nel testo, votato a grande maggioranza, si prevedeva la possibilità di utilizzare rigorose deroghe e l’uso di specifiche “reti” selettive e non lesive del benessere animale, tanto da essere quelle utilizzate dagli ornitologi di tutto il mondo. La caccia con le reti, che tutt’altra cosa rispetto all’argomento di cui si sta trattando, è attività già vietata da anni in Italia, grazie all’intesa raggiunta con l’accordo tra ambientalisti, agricoltori e cacciatori nella stesura delle norme. Così non è in altri Paesi.
I cacciatori italiani hanno già sollecitato le Istituzioni a raccogliere le indicazioni – quelle oggettive e di merito – utili a superare le “procedure d’infrazione”. Siamo stufi, però, e lo sono gli italiani, di forzature ideologiche, di ingerenze strumentali ed anche del “doppio pesismo” grazie al quale, le connivenze di interessi tra dirigenti, commissari e funzionari delle Associazioni animaliste è finalizzata a “perseguitarela cultura venatoria italiana. Si tace così, ad esempio, sulle modalità, sui tempi, sulle specie offerte ai cacciatori di altri Paesi, anche se molto meno esemplari. A chi giova?
In questi giorni si è attivata una spontanea mobilitazione di cittadini nelle Regioni, portata avanti senza l’aiuto di testate giornalistiche e di “radio di Stato”, sempre al servizio invece della giornalista di turno, nota “crociata” anticaccia, che grazie ai suoi privilegi può permettersi di dare “del deficiente ai politici che non la pensano come lei.
È questa l’obiettività? O è piuttosto un altro esempio della lobby animalista fondamentalista, che può permettersi organizzazioni attrezzate per il “bombardamento” e la moltiplicazione delle mail sul Parlamento?
Di contro, con noi, guardandosi negli occhi, “riconoscendosi”, si sono ritrovate tante persone nelle nostre comuni Assemblee.
Non viviamo angosciati dai numeri, non abbiamo contato le persone una per una, ma tante adesioni sono arrivate telefonicamente, su carta, in formato elettronico, con a fianco scritto operaio, medico, avvocato, pensionato, agricoltore… Ad oggi stimiamo oltre 70.000 adesioni “vere nei soli ultimi giorni. Bravi e normali cittadini, donne e uomini veri che si sono parlati e che vorrebbero avere il piacere di guardare negli occhi quei “senatori” che si arrogano il diritto di criminalizzarli, di emettere sentenze etiche e lezioni di vita.
Le Associazioni Venatorie italiane si augurano che questa volta il Governo e il Parlamento stiano dalla parte degli interessi generali e reali del Paese, riconoscendo quelli di “facciata” di quanti, sull’animalismo – oneroso per gli altri – si sono dati le migliori condizioni della propria sopravvivenza.
Speriamo che anche in Italia si affermi un ambientalismo che metta al bando l’estremismo e guardi con attenzione anche al proprio stile di vita prima di chiedere di “giustiziare” quanti la pensano diversamente.

Ufficio Stampa Federcaccia, Arci Caccia e Anuu Migratoristi

Roma, 21 luglio 2014

 

 

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Comments (8)

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  1. *Antonio scrive:

    C’è poco da fare, commettiamo sempre lo stesso errore: proviamo continuamente a spiegare le nostre ragioni dell’andare a caccia, sempre convinti che “dall’altra parte” ci siano interlocutori con le idee poco chiare in materia di caccia e annessi.
    Sarebbe il caso di smetterla di prenderci in giro, tra di noi cacciatori ci sono uomini sbagliati al posto giusto che a stento sanno leggere (a scrivere ne fanno a meno) e che continuano a dare suggerimenti banali a chi ne sa ancora meno e che, a sua volta, null’altro fa se non “ragliare”.
    Sarebbe il caso che qualcuno di noi (meglio capace) cominci a cambiare “modulo”, nella certezza che soprattutto i politici ( si,pure i Senatori)hanno tutta la convenienza possibile ed immaginabile ad essere CONTRARI ALLA CACCIA…e sanno benissimo con chi hanno a che fare.
    Il nemico andrebbe combattuto quantomeno ad armi pari, guarda caso, noi insistiamo sempre con “l’arco e le frecce sempre più spuntati”.
    Tra di noi c’è gente che “a stento sa zappare e si atteggia a guidare il trattore”.
    Quelli che insistono a guidare i trattori sarebbe il caso che “scendessero”…cari signori: “la benzina è finita”.
    Se non lo avete ancora capito, a ragione Igor…deve morire Sansone con tutti i Filistei e…buonanotte. dall’isola d’Ischia *Cacciatore a vita.

  2. luigi da sorrento scrive:

    (n) (n) (n) (:n)

  3. Pino scrive:

    Semmai ci vorrebbe OPERAZIONE VERITA’ per quanto realmente successo e CONCORDATO durante l’incontro tra i firmatari e il Min. Galletti e i suoi funzionari.
    Perchè qui tutti a ciurlare nel manico senza ralmente dire come è apparso il “famigerato decreto” che ora ci ritroviamo sul groppone sotto forma dell’art. 16 inserito nel D.L. 91. :roll:

  4. peppol@ scrive:

    Bravo Pino

  5. Giacomo scrive:

    Speriamo che anche in Italia si affermi un ambientalismo
    ——————————————————
    “SPERIAMO” ! Adesso siete uniti, avete una forza maggiore e ancora si vive con la speranza ? Ma dite un po : dopo tutta questa bella analisi fatta mettendo bene in evidenza tutto, state pensando o no a spendere soldi per far conoscere a tutti cosa è l’ambientalismo venatorio e che cosa è la caccia ? Altrimenti, mi sembra tutto inutile ritiriamoci e non se ne parla più, o forse SPERIAMO che l’agonia duri a lungo ! Con profondo rammarico, salutiaaamo !

  6. Pietro Pirredda - Arzachena (Sardegna) scrive:

    Invece di intervenire sull’intero quadro normativo della 157 queste AA.VV. discutono solo di richiami…
    Si dovrebbe iniziare invece con un ddl che tralaltro prevede la cancellazione della parola ATC o comprensorio dalla gestione che ogni regione deve attuare sulla propria selvaggina….

  7. Giottolo scrive:

    Essendo vietati i richiami e non fanno parte della tradizione sarda allora non se ne deve parlare o lasciare che le cose vadano a finire con ulteriori restrizioni?
    Ecco un altro fenomeno…

  8. peppol@ scrive:

    In Sardegna non mi risulta esistano ATC o comprensori

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