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Lega Nord: Maroni convochi gli Stati generali della caccia

| 18 luglio 2014 | 3 Comments

Caccia – Lettera al Governatore
Fabio Rolfi: “Appello a Maroni perché convochi gli Stati generali della caccia”

Il vice capogruppo della Lega Nord ha mandato in data odierna una lettera rivolta al Governatore Roberto Maroni sulle problematiche relative al tema della caccia.

LEGA_LOMBARDIA“Ho voluto scrivere questa lettera – spiega Fabio Rolfi – per fare un appello al Governatore della Lombardia, Roberto Maroni, a nome dei tanti cittadini-cacciatori lombardi, perché la Regione si faccia carico di organizzare gli Stati generali della caccia, ossia un momento di confronto e analisi fra tutti i portatori di interesse e il mondo istituzionale lombardo, in primis gli europarlamentari che dovranno farsi portatori delle istanze dei cacciatori da portare all’attenzione dell’Unione europea, per ottenere quell’indispensabile processo di revisione delle attuali interpretazioni sulle norme in materia di attività venatoria.

Ad oggi infatti l’applicazione delle direttive da parte dei funzionari comunitari risulta essere fortemente discriminante nei confronti del cacciatori lombardi e la situazione di incertezza generale sta determinando il concreto rischio di un drastico e irrecuperabile ridimensionamento del mondo venatorio, che avrà certamente conseguenze nocive sia sul piano economico dell’occupazione che su quello tradizionale e sociale. La richiesta dei cacciatori lombardi è quella di poter continuare a praticare la caccia tradizionale alla piccola migratoria, riconoscendo con forza il valore storico, ambientale, culturale e identitario, ad oggi compromesso da direttive miopi e irrispettose delle peculiarità del territorio della Lombardia, salvaguardando anche strutture di interesse paesaggistico come i roccoli.

A prescindere dalla volontà regionale infatti, il più grande ostacolo viene rappresentato proprio dalle interpretazioni restrittive della legge che i funzionari comunitari, probabilmente male informati, continuano a fare sulla la pratica della caccia a certe specie di cui, fra l’altro, la deroga è concessa in altri territori dell’Unione. Quello che chiedono i cacciatori della nostra Regione è quindi la cessazione delle discriminazioni e un trattamento più equo nei loro confronti.

Auspico che le richieste contenute in questa lettera – conclude Fabio Rolfi – possano trovare accoglimento ed essere il punto di partenza per unire le forze e fare quella massa critica indispensabile per portare sul tavolo di Bruxelles le legittime istanze del mondo venatorio lombardo.”

Ufficio Stampa
Milano, 18 luglio 2014

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Preg.mo On.
Roberto Maroni
Governatore
Regione Lombardia
Piazza Città di Lombardia, l
20124 Milano

Milano, 18 luglio 2014

Oggetto:richiesta di convocazione degli Stati Generali sulla caccia
Pregiatissimo Governatore,
nel ringraziarti per la disponibilità dimostrata nei confronti del mondo venatorio, mi sento in dovere di richiamare nuovamente la tua attenzione in merito alla corretta applicazione regionale delle disposizioni comunitarie e nazionali in materia di cacce tradizionali e di prelievo in deroga.
Come già sottolineato dalle Associazioni venatorie, l’attuale situazione di incertezza sta determinando il concreto rischio di un drastico ed irrecuperabile ridimensionamento del mondo venatorio lombardo, con drammatiche conseguenze sul piano sociale, occupazionale, economico e ambientale.
Le tradizioni venatorie locali, infatti, sono un patrimonio indiscusso di valori e di usanze che da sempre caratterizzano il tessuto sociale della nostra popolazione e mantenerle vive significa far conoscere etramandare alle generazioni che verranno tutte le risorse che hanno consentito lo sviluppo della nostra terra.
Ciò che chiedono i cittadini-cacciatori lombardi è semplicemente la possibilità di poter continuare a praticare la caccia tradizionale alla piccola migratoria riconoscendo con forza il valore storico, culturale e identitario del popolo lombardo, nel pieno rispetto delle direttive comunitarie, facendo sì che vengano accantonati estremismi e preconcetti nei confronti del mondo venatorio che, ben lungi dall’essere un problema, rappresenta invece una grande risorsa per la collettività.
Purtroppo, a prescinderedalla volontà regionale e dall’inerzia mostrata dalle istituzioni nazionali, rimane comunque il grande ostacolo rappresentato dalla Commissione europea, la quale, probabilmente non adeguatamente informata, seguita a frapporre la propria posizione ostativa verso la pratica della caccia a specie non cacciabili ma prelevabili in deroga purchè in piccola quantità e in regime di rigido controllo. Prova ne sono le diverse deroghe concesse ad altri Paesi europei e che sono in grado di documentare in maniera specifica.
Infatti, la caccia non è bandita dalla Direttiva 2009/147/CE, ma semmai disciplinata così da garantire la conservazione di tutte le specie di uccelli viventi naturalmente allo stato selvatico nel territorio europeo degli Stati membri e comunque valutata con altre esigenze come quelle di ordine economico e ricreativo.
Medesimo discorso possiamo fare per lacattura di uccelli selvatici per la cessione a fini di richiamo. Nel 2012 furono presi specifici accordi con la Commissione Ambiente UE, prevedendo un piano quinquennale di riduzione progressivadel numero di richiami vivi catturabili in Lombardia, fino alla loro completa sostituzione con uccelli provenienti da allevamento. L’esito di questa vicenda sarà, di fatto, la chiusura definitiva di una pratica secolare legata ai roccoli, che la Regione Lombardia deve invece tutelare e difendere, anche per la testimonianza che rappresentano essendo vere e proprie opere d’arte, capolavori del genio creativo umano, artistico e naturalistico tipico del nostro territorio rurale.
Tutto ciò premesso, al fine di favorire l’aggregazione di una massa critica che possa portare le istanze dei cacciatori lombardi in Europa con una forza tale da avere almeno una chance di vittoria, riterrei opportuno che da Regione Lombardia arrivasse un segnale chiaro ed inequivocabile alle istituzioni comunitarie, e per questo motivo ti chiedo, a nome dei tanti cacciatori che si sono rivolti al sottoscritto, di impegnarti personalmente ad organizzare, in tempi brevi, gli Stati generali lombardi sulla caccia, ossia un momento di confronto e analisi fra tutti i portatori di interesse e il mondo istituzionale lombardo, in primis gli europarlamentari eletti nel territorio regionale, che dovranno essere direttamente coinvolti nel processo di revisione delle norme UE, ovvero di una loro più favorevole interpretazione.
Certo del tuo pronto e autorevole impegno, ti saluto cordialmente.

Fabio Rolfi

 

 

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Category: Leggi/Politica, Lombardia

Comments (3)

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  1. stefano scrive:

    La lettera è ben scritta. Ha importanti tematiche ben sviluppate.
    Il problema è sempre lo stesso : la caccia non interessa più a nessuno, siamo un numero sempre decrescente di pensionati e basta….
    prima ci tolgono di torno, meglio è per loro……
    tristemente saluto,
    stefano da Siena

  2. gianni scrive:

    SPERIAMO CHE QUALCUNO SI MUOVI.

  3. cele scrive:

    Bene fa il Consigliere Rolfi a preoccuparsi, molti smetteranno e il loro voto non sarà più condizionato!

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