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Toscana: CRAVET, soddisfatti per il calendario venatorio

| 17 luglio 2014 | 3 Comments

CinghialiaC.R.A.VE.T. Comitato Regionale Associazioni Venatorie Toscane

I Delegati regionali del C.R.A.VE.T. , vogliono sottolineare con favore la decisione dell’Assessore Salvadori di approvare anche questo anno il calendario venatorio regionale che offre certezza di diritto a tutti gli appassionati cacciatori e volontà di riproporre la caccia in deroga alla specie storno su tutto il territorio regionale, introducendo anche la specie “piccione di città” nel provvedimento di deroga.
Auspichiamo che l’ottimo lavoro svolto dai componenti il Settore Attività Faunistica – Venatoria, sia rispettato su tutto il territorio regionale toscano, sia per quanto riguarda la caccia in deroga allo storno ed al piccione di città, sia per i tempi e le specie indicate sul calendario venatorio regionale.
Calendario che aumenta il prelievo venatorio della specie allodola che specifica, per la specie beccaccia, che sarà la Regione, eventualmente, a sospendere il prelievo in caso di ondata di gelo e che prevede, al suo interno, tutti i periodi di caccia al cinghiale.
“Purtroppo questi ultimi risultano differenziati fra territori delle ex province, da superare in seguito”, in modo tale da avere un quadro preciso dei tempi su tutta la regione.
Troppo spesso, i cacciatori si sono trovati di fronte a regole diverse in ambito provinciale, tali da determinare incertezze e perfino sanzioni per chi non si fosse prodigato a leggere i dieci provvedimenti provinciali, alcuni dei quali con differenze sostanziali.
In questa ottica crediamo fermamente che la materia caccia vada riportata sotto la completa competenza della Regione Toscana, la quale dovrà provvedere e mettere a punto, con il contributo di tutti, nuove normative che verranno poi applicate dai vari “Uffici ex provinciali” ai quali confermiamo il nostro apprezzamento per la professionalità e per la grande mole di lavoro svolto in questi anni, anche se, purtroppo, a volte vittime di scelte politiche locali di puro campanilismo.

I Delegati Regionali C.R.A.VE.T.
Enalcaccia – Liberacaccia – Italcaccia

 

 

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Category: ANLC, Cinghiale, Enalcaccia, Italcaccia, Storni, Toscana

Comments (3)

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  1. Non ci siamo scrive:

    Questa è ganza! il Cravet è la risposta alla CCT.
    E’ sconfortante vedere che la molla che spinge a muoverli non è il tema dell’unità in quanto tale, ma il riposizionamento rispetto ad un’operazione che era nata (e spero mantenga)la volontà della riunificazione di tutti.
    Pur di differenziarsi si aggregano tra loro, smentendo di fatto che non è la ricerca dell’unità il valore più importante da ricercare, bensì la competizione al ribasso.
    Una domanda a questa nuova aggregazione: nel vostro progetto è esplicitamente prevista la costruzione della casa comune dei cacciatori toscani e italiani?
    Se questa non ci fosse, ma, al contrario, si trattasse di un semplice coordinamento che intende mantenere l’esistenza delle singole associazioni, si tratterebbe evidentemente di una visione senza respiro e senza generosità.
    W la caccia.
    W un’unica associazione che sappia battersi con intelligenza e coraggio contro l’animalismo e per la riaffermazione dell’utilità di una nobile attività come quella venatoria.

  2. Ferdinando Ratti scrive:

    Per dovere di cronaca:Fino al 1968 c’era una sola associazione venatoria, se volevi andare a caccia: volente o nolente dovevi essere iscritto alla FIDC.
    Poi grazie ad una sentenza di cassazione che ne dichiarava l’incostituzionalità, sono nate le altre associazioni MENO MALE!!!.
    Adesso vogliamo veramente tornare indietro???.
    Non è forse bastato affossare prima il CIAV, poi l’UNAVI ??? tutto per la mania di grandezza, o di onnipotenza di qualche associazione venatoria!!!
    Io ho cacciato per un lustro obbligatoriamente con una sola associazione venatoria, vi assicuro che era pura DITTATURA; se ti lamentavi della mal gestione della caccia nell’allora Comitato Caccia Provinciale; venivi subito tacciato e bollato come un sovversivo, ed un rompi coglioni.
    Non conta essere una sola associazione, conta invece molto il fine comune delle richieste da fare e mandare ad amministratori e governanti.
    Poi ognuno si tenga pure la maglia o la bandiera che più gli piace.

  3. stefano scrive:

    concordo in pieno !!!!!
    quanti poi saranno ? sì e no 1000 o forse più in toscana ?

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