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Campania: Piano Faunistico, le proposte dell’EPS

| 17 luglio 2014 | 6 Comments

Piano faunistico: EPS presenta le sue proposte alle Province

epsL’Ente Produttori Selvaggina, Sezione Regionale Campania, Settore cinofilo-venatorio, a seguito della intervenuta normativa regionale di cui all’art. 10 della L.R. 09 agosto 2012 n. 26 e ss.mm.ii.,

PREMESSO CHE:

Entro il prossimo agosto le province campane devono aggiornare i loro piani faunistici venatori, in attuazione alla delibera di Giunta regionale n. 787 del 21dicembre 2012 avente ad oggetto:“Piano faunistico venatorio regionale per il periodo 2013 – 2023” pubblicata sul B.U.R.C. n. 42 dell’ 1 agosto 2013;

L’EPS ha ritenuto di presentare una proposta alla Provincia di Benevento ed a tutte le Province della Regione Campania, come supporto alla elaborazione dei nuovi Piani faunistici Venatori Provinciali. Tale proposta prende le mosse dagli spunti e dalle riflessioni nate dai confronti sul territorio, tenuti con cacciatori, agricoltori, ambientalisti e istituzioni. L’articolo 10 della L. R. 9 agosto 2012 n.26 e ss.mm.ii, tra l’altro, dispone in merito all’emanazione del documento di indirizzo e coordinamento dei piani faunistici provinciali, che le Province, nel rispetto delle indicazioni in esso contenute, predispongono, modificano o confermano i propri piani faunistico venatori, articolati per ambiti omogenei e basati su attività costanti di rilevazione e di censimento.

“Le Province, entro dodici mesi dall’approvazione del PFVR, nel rispetto delle indicazioni in esso contenute, predispongono, modificano o confermano i propri piani faunistico venatori, articolati per ambiti omogenei e basati su attività costanti di rilevazione e di censimento, previo parere dei rispettivi Comitati tecnico faunistico venatori provinciali CTFVP.”

I piani faunistici provinciali che hanno validità quinquennale, comprendono indicazioni e perimetrazioni dove possono essere istituite, inoltre, zone e relativi periodi per l’addestramento, l’allenamento e le gare dei cani su fauna selvatica naturale senza l’abbattimento del selvatico, di estensione non inferiore a 100 ettari (art. 14 L.R. 26/2012 e s.m.i.) da affidare in gestione.-

Le zone di addestramento e allenamento cani senza abbattimento di fauna selvatica di allevamento non possono avere una superficie inferiore a cento ettari e possono anche essere confinanti con le oasi di protezione naturale o con le zone di ripopolamento e cattura o con i parchi e riserve naturali:

TENUTO CONTO:

Della intervenuta sentenza della Corte Costituzionale n. 303 pubblicata in G.U. il 18-12-2013, nella quale, si afferma che l’attività di addestramento dei cani da caccia interagisce con l’habitat naturale (sentenza n. 44 del 2011), per cui non è consentita l’attività di addestramento dei cani in periodi differenti da quelli stabiliti per l’esercizio dell’attività venatoria «al di fuori della pianificazione faunistico-venatoria prevista dall’art. 10 della legge n. 157 del 1992 e senza le garanzie procedimentali di cui all’art. 18 della medesima legge che costituiscono standard minimi e uniformi di tutela della fauna» (sentenza n. 193 del 2013).

che l’attività di allenamento e addestramento dei cani è assimilabile in tutto e per tutto alla materia della caccia. Il suo svolgimento dovrebbe ritenersi consentito senza limiti di tempo solo nelle zone di addestramento all’uopo istituite dalle amministrazioni ai sensi dell’art. 10, comma 8, lettera e), della legge 11 febbraio 1992, n. 157 (Norme per la protezione della fauna omeoterma e per il prelievo venatorio), secondo cui i piani faunistico-venatori indicano (tra l’altro) «le zone e periodi per l’addestramento, l’allenamento e le gare di cani anche su fauna selvatica naturale».

che l’ ISPRA (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) ha affermato che consentire l’addestramento e l’allenamento dei cani in periodi diversi, «determina un evidente ed indesiderabile fattore di disturbo, in grado di determinare in maniera diretta e indiretta una mortalità aggiuntiva per le popolazioni faunistiche interessate» in quanto si andrebbe a svolgere «durante il periodo riproduttivo degli uccelli e dei mammiferi selvatici (dalla stagione degli accoppiamenti all’indipendenza della prole dalle cure parentali)», e che, pertanto, tale attività non dovrebbe essere consentita prima dell’inizio di settembre, escludendo in ogni caso i mesi che vanno da febbraio ad agosto, come chiarito nei pareri indirizzati alle regioni in merito alle proposte di calendario venatorio.

CONSIDERATO:
che sono numerosi gli appassionati di cinofilia venatoria presenti in Regione Campania, i quali avvertono l’esigenza di avere spazi vitali dove poter liberare i propri ausiliari, e consentire loro quella fase di preparazione necessaria ed indispensabile all’atleta-cane prima di affrontare le fatiche della stagione venatoria; e che pertanto va considerata l’opportunità di consentire al cane da caccia un’adeguata e salutare attività di allenamento prima degli inizi della stagione venatoria, soprattutto dopo un lungo periodo di inattività;

SI PROPONE:

alle Amministrazioni Provinciali della Regione Campania, di valutare la possibilità di adottare ogni più utile ed opportuno provvedimento di legge per predisporre, ai sensi dell’art. 10, della L. R. n. 26/2012 e ss.mm.ii. e di quanto previsto nella Delibera Regionale n. 787 del 21-12-2012, per la individuazione di aree vocate per la istituzione di zone di addestramento e allenamento cani senza abbattimento di fauna selvatica di allevamento anche confinanti con le oasi di protezione naturale o con le zone di ripopolamento e cattura o con i parchi e riserve naturali:

Restiamo fiduciosi

Segreteria Regionale EPS CAMPANIA

 

 

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Category: Campania, EPS

Comments (6)

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  1. Giacomo scrive:

    Tanto per cambiare altro territorio sottratto alla caccia ! Ricordiamo che in provincia di Salerno il territorio ASP di caccia è già al limite massimo dell’impraticabilità per l’arte venatoria, per cui… Comunque ben vengano queste zone di allenamento se sono fatte per andarci tutto l’anno ed in modo da non togliere altro territorio cacciabile. Si potrebbero fare per esempio prendendo territorio nella piana di Sala Consilina nell’ Area Contigua ai parchi, dove ci possono andare tutti i Salernitani. In’oltre secondo me la provincia dovrebbe ripianificare proprio queste aree contigue ai parchi perche sono state scelte occupando interi comuni vietandoli ai non residenti e riducendoli opportunamente. Che dobbiamo dire più ? L’idea ve l’abbiamo data solo che sappiamo già che sono proposte al vento, ormai la caccia la facciamo senza fucile e senza rinnovare, niente tasse e ci divertiamo lo stesso. :mrgreen: :-? Salutiaaamo

  2. luigi da sorrento scrive:

    ….comunque mentre i medici studiano i malati muiono…con ottime possibilita’, in Campania non potremo allenare i cani e potremo farli uscire solo all’ apertura generale del prossimo 21 settembre….
    oww oww (:-p)

  3. luigi scrive:

    Ditemi voi se questa è caccia, anche per quanto riguarda i cani e non solo per quanto riguarda il periodo di allenamento: a caccia aperta e se dio vuole i cani devono uscire solo per tre giorni a settimana e per un periodo limitato di tempo, il quale per chi pratica la caccia di penna in un certo qual modo, pure pure si potrebbe pure accettate ( dalla terza domenica di settembre e fino alla metà di gennaio, quanti sono , 4 mesi? poi dalla metà di gennaio fino al 9 febbraio per recupero di selvaggina, cioè un altro mezzo mese di cui i giorni utili a male pena ne sono una decina ) quindi praticamente il cacciatore tiene i cani per andare si e no 4 mesi e mezzo a caccia all’anno, tenendo in considerazione che in questi 4 mesi e mezzo si può andare al massimo tre giorni a settimana, fatevi voi un po’ il conto; ne vale la pena a possedere un cane o dei cani solo per questo breve tempo e per il cacciatore ne vale la pena andare a caccia? che se ne andassero a fare in c..o, tutti quanti.

  4. Eps scrive:

    Su insistente sollecitazione del Nostro Ente, si accettano esperti cinofili, in quanto cacciatori con buoni cani da caccia, purché iscritti all’ Eps, per una tre giorni di monitoraggi e censimenti (23-24-25 luglio p.v.) ai fini della individuazione di macro aree destinate all’anticipo dell’addestramento e dell’allenamento cani in Provincia di Benevento.
    La Provincia di Benevento avrebbe già individuato 7 macro aree su cui effettuare i dovuti censimenti, per cui ogni associazione potrà fornire 7 cacciatori cinofili………. da poter mettere a disposizione per le operazioni di censimento……
    Sperando che la iniziativa intrapresa, possa essere utile anche alle altre province campane, In attesa di riscontro….Si porgono saluti

  5. luigi da sorrento scrive:

    Questa volta devo fare i complimenti al sign. Venditti perché si e’ mosso nella direzione giusta e nei tempi giusti….non vorrei, pero’ che l’ interpretazione di queste nuove norme portassero a pagare tesserini anche per addestrare i cani…come diceva Andreotti: a pensare male si fa peccato…ma quasi sempre si indovina….

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