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Editoriale: La nostra passione merita di piu’

| 7 luglio 2014 | 1 Comment

sentieri di caccia luglio 2014A mano a mano che passano gli anni e che la mia passione per la caccia assume connotati sempre più chiari e precisi, mi rendo conto di quanto questa incommensurabile passione abbia influenzato in modo davvero importante tutta la mia vita, nel bene e nel male. Ho la fortuna di aver trasmesso a mio figlio, ora diciottenne, questo profondo amore per la natura e per la caccia, senza mai aver minimamente forzato le sue scelte, anzi. E quando siamo su in quota, seduti uno a fianco all’altro ad attendere l’alba, dopo un paio d’ore di salita e riesco ad averlo vicino a me, spalla contro spalla, coperti da un unico scampolo di loden, la mia felicità è così grande e intensa che puntualmente qualche lacrima riga le mie guance.

E in quell’oretta che anticipa il momento di mettere mano ai binocoli, un pensiero va sempre a mio padre, maestro di caccia e di vita, rivedendolo ridere di gusto insieme a mio nonno Vojko, in qualche Koca (casa di caccia) spersa fra le montagne slovene. Ogni stagione ha i suoi frutti ed effettivamente quando in questi momenti conseguo il risultato di non farmi travolgere dalle ondate di malinconia, riuscendo a mantenere un minimo di razionalità, mi rendo conto della fortuna che ho avuto ad avere un padre mentore, con una spiccata rigidità comportamentale quando entravamo in punta di piedi, per andare a pesca o a caccia, nella natura, che altro non era che la necessità di farmi comprendere l’importanza del rispetto per l’ambiente dove ci muovevamo e della conservazione.

È chiaro che quando le albe o i tramonti passati in natura sono pochini, diventa difficile anteporre la conservazione, l’osservazione attenta e silenziosa, all’adrenalina provocata dallo sparo.

Per diversi anni, appena “licenziato”, per me era oggetto di puntiglio venire giù con un capo, mio o del cacciatore che accompagnavo. Ma per fortuna gli anni passano e molti spigoli caratteriali vengono limati dal tempo.

Certo, continuo ad andare a caccia per prendere e quando sono su cerco di sfruttare tutte le mie conoscenze derivanti dall’esperienza per aver ragione dello spirito di conservazione degli animali e cerco di fare di tutto, arrivando al limite dello sfinimento, per ottenere il risultato che mi sono prefissato. Con la carabina o con i cani, a camosci o a forcelli o in qualche seria Afv a fagiani e starne nulla cambia: pestare fango e battere calanchi dalla mattina alla sera.

Una cosa è sostanzialmente cambiata nel mio modo di intendere la caccia: non sopporto più il mordi e fuggi, le cose fatte tutte di fretta “perché ho un maschio di cervo da prendere in quel CA e quattro caprioli nel tal Atc, quindi non posso sciupare più di una giornata per prendere una capra in questo CA, altrimenti non posso più uscire con i cani…” Questa, a qualsiasi animale venga rivolta, non è più caccia, ma una frenesia venatoria che dovrebbe essere scomparsa dopo qualche anno di pratica. Badate bene, mi ripeto, non si tratta di un calo di passione, anzi: si tratta di gustarsi fino in fondo ogni attimo passato a caccia, con la calma come compagna, non con la fretta e la frenesia. La caccia “mordi e fuggi” non mi interessa più e non credo giovi alla nostra nuova figura di gestori.

Già sento nell’aria le critiche del tipo “certo, lui fa in fretta a pensarla così, è sempre a caccia da qualche parte!” È vero, io vado molto a caccia, per piacere e qualche volta solo per lavoro, ma gli animali che contano davvero per me sono quelli presi sulle “mie” montagne, senza nessuno che mi cammina davanti… Io credo sia davvero necessario comprendere quale enorme privilegio sia per noi poter andare a caccia, infilarsi nella natura vestendo i panni del predatore, evitando di accoppiare sempre la parola caccia allo sparo; la nostra passione merita di più.

M.C. di Danilo Liboi & C., Sentieri di Caccia luglio 2014

 

 

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Category: Libri/Riviste

Comments (1)

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  1. Diego scrive:

    Certo aboliamo pure la parola “sparo” dal vocabolario…rabbrividisco quando leggo queste elucubrazioni.

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