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interrogazione parlamentare nei riguardi dell’Ispra

| 30 giugno 2014 | 6 Comments

Interrogazione parlamentare presentata dall’On. Stefano Borghesi a sostegno di una battaglia di legittima difesa nei confronti di un ente (ISPRA ex. infs) che da un decennio ormai si esime dal fare quello per cui è preposto per legge.

Bassolini Marco
Responsabile Nazionale Caccia Lega Nord Lega Lombarda

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INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE
On. BORGHESI Al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.
Per sapere,

On. Stefano Borghesi

On. Stefano Borghesi

Premesso che:
l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ex INFS) ha come compito, tra gli altri, quello di determinare annualmente la piccola quantità per le specie da poter prelevare in deroga ai sensi della direttiva 2009/147/CE, come previsto dall’articolo 19-bis, comma 3, della legge 157 del 1992. («la designazione della piccola quantità per deroghe adottate ai sensi dell’articolo 9, paragrafo 1, lettera c), della direttiva 2009/147/CE è determinata, annualmente, a livello nazionale, dall’ISPRA»);
l’Ispra (ex INFS) dal 2005 dichiara costantemente di non essere in grado di fornire i dati richiesti nonostante la Commissione europea, il 19 dicembre 2005, in una nota firmata dal responsabile unità Nicholas Hanley dichiara: «è responsabilità dello Stato Membro determinare le piccole quantità sulla base delle migliori informazioni possibili. Metodi alternativi, anche supportati da solide argomentazioni scientifiche, potrebbero dunque essere accettati»; è del tutto evidente, ad avviso dell’interrogante, quanto l’istituto ISPRA (ente pubblico) sia del tutto inefficiente considerato che diversi istituti regionali ed europei predispongono annualmente dati certificati sulle stesse tematiche;
l’articolo 4, comma 3, della legge 11 febbraio 1992, n. 157, dispone che l’attività di cattura per l’inanellamento e la cessione a fini di richiamo può essere svolta esclusivamente da impianti della cui autorizzazione siano titolari le province e che siano gestiti da personale qualificato e valutato idoneo dall’ISPRA;
l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ex INFS) ha il compito di organizzare gli esami per l’abilitazione degli operatori agli impianti di cattura, ma dal 2001 non provvede in tal senso nonostante istituti provinciali da anni ne facciano legittimamente richiesta per esigenze di ricambio generazionale e soprattutto per garantire il prosieguo di un’arte ultra centenaria che fa parte di una tradizione culturale identitaria storica da tutelare e tramandare;
rientra nelle competenze istituzionali dell’Istituto «esprimere i pareri tecnico-scientifici richiesti dalle regioni» (cfr. articolo 7, comma 3, della legge n. 157 del 1992);
la mancata ottemperanza alle istanze dal 2005 per le sopracitate inaccettabili ed ingiustificabili motivazioni è ormai diventato intollerabile quando si tratta di adempiere un preciso obbligo di legge;
qualora l’ISPRA avesse in dotazione i dati non aggiornati o non fosse in grado di stabilire la piccola quantità per evadere le richieste regionali sul prelievo in deroga, l’Istituto dovrebbe avvalersi di dati aggiornati (ad esempio, BIrds in Europe, II, Bird Life INternational) come specificato dalla Commissione europea in data 19 dicembre 2005;
rientra nelle competenze istituzionali di ISPRA svolgere ed organizzare gli esami di idoneità agli aspiranti candidati alla gestione degli impianti di cattura ed i compiti di controllo e di certificazione dell’attività svolta dagli impianti come previsto dalla legge n. 157 del 1992, articolo 4, comma 3;
la mancata doverosa organizzazione di detti esami nei confronti di cittadini legittimati che ne facciano richiesta non può trovare nessuna giustificazione;
l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale costa ai cittadini italiani ben oltre i cento milioni di euro e dispone di oltre mille dipendenti –:
se il Ministro sia a conoscenza delle situazioni sopra descritte e, in caso affermativo, se e in che modo intenda intervenire al fine di consentire l’applicazione delle norme previste dalla legge n. 157 del 1992 e sbloccare la situazione di stallo in cui versano le regioni e gli aspiranti candidati alla gestione degli impianti di cattura;
come intenda intervenire, per quanto di competenza, in relazione alle mancanze di Ispra per risolvere il problema di quella che all’interrogante appare incapacità ed inefficienza dall’ente stesso a svolgere i compiti e le funzioni che le competono, in particolare il rilascio dei dati che certifichino la piccola quantità per dare modo di autorizzare legittimamente il regime di deroga ai sensi dell’articolo 9, paragrafo 1, lettera c), della direttiva 2009/147/CE, oltre alla organizzazione degli esami di abilitazione agli aspiranti candidati alle gestione degli impianti di cattura;
se non sia opportuno, in ordine alla condivisibile richiesta dei cittadini di ridurre la spesa pubblica e gli enti poco virtuosi ed inefficaci, valutare di assumere iniziative per la soppressione dell’ISPRA, considerando la possibilità di delegare agli osservatori regionali o alle università riconosciute di provata professionalità e competenza le funzioni ed i compiti in capo oggi all’istituto;
se intenda valutare eventuali responsabilità e pregiudizi che negli anni siano derivati dalle scelte dell’Istituto. (5-03039)

Roma, 20 giugno ’14

 

 

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Category: Leggi/Politica, Lombardia

Comments (6)

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  1. begallo scrive:

    dal 2005 ? Embè ? Ci vuole tempo per elaborare i dati, non è una cosa da poco, specialmente con i computer…..stranamente nessuno propone una Class Action contro questo istituto, chissà perchè…1000 dipendenti, non son pochi , forse non sono ben organizzati,ma sicuramente saranno ben organizzati con i sindacati….. forse hanno altro da fare, strano che nella spending review non si parli di codesto istituto…..forse è di interesse strategico….mah….speriamo che il Signor Nessuno di turno si accorga che c’èqualcosa che non funziona…meglio tardi che mai…

  2. giannirm scrive:

    @Begallo L’Ispra exInfs sono una parte di dipendenti, credo meno di un centinaio, il resto dei dipendenti sono ripartiti da Ispra exIcram (istituto di ricerca sul Mare) e Ispra ExAnpa (Agenzia nazionale per l’ambiente)che si occupano di altro, quindi è errato parlare di 1000 dipendenti per la sola Ispra exInfs.
    Il problema vero è che non sono liberi di lavorare superpartes al loro interno ci sono animalisti e sono sempre animalisti coloro che premono su questo Istituto, bisogna che l’Infs(Ispra) ritorni ad essere un’organismo della Presidenza del Consiglio com’era prima dell’avvento al Ministero Ambiente di Pecoraro Scanio che lo volle sotto di sè.

  3. begallo scrive:

    I.S.P.R.A. – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale non erogando in gran parte servizi e dati di sua pertinenza esclusiva, non ha più ragione di esistere, gravando sul bilancio dello Stato e del Ministero dell’Ambiente da cui I.S.P.R.A dipende. I.S.P.R.A. ha un bilancio di oltre 100 milioni di euro e più di mille dipendenti con dirigenti ben retribuiti. Dalla disamina della situazione pregressa ed in essere emergono le numerose carenze dell’Istituto (ex I.N.F.S.) in ordine

  4. Luigi da Sorrento scrive:

    L’ INSPRA e’ talmente infarcita di ambientalisti, che si rifiuta anche di accodarsi a gente che il monitoraggio delle beccacce lo fa sul serio, e parlo della FANBPO,che ha stabilito, a ragion veduta, che la beccaccia e’ una specie stabile….per l’INSPRA e’ sempre in preoccupante diminuizione…per quale motivo e su quali dati si basano?
    Secondo loro al sud la quaglia si dovrebbe cacciare dal 1 ottobre…e noi paghiamo….
    …e nessuna associazione chiede di vedere, nero su bianco, gli pseudomonitoraggi che porterebbero a tali convinzioni….e noi paghiamo…

  5. gianni scrive:

    Questo è lo specchio dell’Italia.E non si vergognano.

  6. walter scrive:

    Tutto giusto…..pur non interessandomi io di politica e con la serenita di dirlo in un momento in cui non ci sono elezioni in vista e quindi non potendo essere accusato di propaganda….credo sia altrettanto onesto riconoscere che allora ci sono ancora alcune parti politiche (poche) che sono dalla parte dei cacciatori!
    Magari ricordiamocene la prossima volta che ci chiedono di esprimere le nostre preferenze invece che dire in maniera qualunquistica che sono tutti contro di noi….

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