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ACV: la Regione veneto mette nei guai i migratoristi

| 20 giugno 2014 | 16 Comments

LA REGIONE DEL VENETO METTE NEI GUAI I CACCIATORI MIGRATORISTI

Maria Cristina CarettaLa Giunta regionale del Veneto , con propria delibera n. 500 del 04 aprile 2014, ha stabilito che tutti i cacciatori del Veneto in possesso di richiami vivi per l’esercizio dell’attività venatoria da appostamento (sia fisso che temporaneo) debbano procedere alla dichiarazione dei soggetti detenuti al fine di permettere l’effettuazione del censimento regionale dei richiami vivi.
Con la stessa DGR n. 500 del 04 aprile 2014 la Giunta regionale ha altresì individuato le metodologie per la rilevazione dei dati in ordine alla consistenza del patrimonio dei richiami vivi in disponibilità e del fabbisogno di richiami vivi di cattura per l’esercizio dell’attività venatoria.
Nella stessa DGR n. 500 del 04 aprile 2014 la Giunta regionale ha inserito l’allegato “A” riportante il prospetto della modulistica da utilizzare da parte delle amministrazioni provinciali per la distribuzione ai cacciatori del Veneto.
Nel sopracitato modulo inserito nell’allegato “A” viene però riportata la seguente dicitura :
“Dichiara altresì di essere a conoscenza di poter detenere un massimo complessivo di n. 10 richiami vivi di cattura (scelta di caccia di tipo C) o di 40 richiami vivi di cattura (massimo 10 per specie se scelta di caccia di tipo B). Non esiste limite per i richiami di allevamento.”
Va ricordato che la legge statale n. 157/92,agli artt. 4 e 5, così recita:
Art. 4
Cattura temporanea e inanellamento
4. La cattura per la cessione a fini di richiamo e’ consentita solo per esemplari appartenenti alle seguenti specie: allodola; cesena; tordo sassello; tordo bottaccio; merlo; pavoncella e colombaccio. Gli esemplari appartenenti ad altre specie eventualmente catturati devono essere inanellati ed immediatamente liberati.
Art. 5
Esercizio venatorio da appostamento fisso e richiami vivi
2. Le regioni emanano altresì norme relative alla costituzione e gestione del patrimonio di richiami ivi di cattura appartenenti alle specie di cui all’articolo 4, comma 4, consentendo, ad ogni cacciatore che eserciti l’attività venatoria ai sensi dell’articolo 12, comma 5, lettera b), la detenzione di un numero massimo di dieci unità per ogni specie, fino ad un massimo complessivo di quaranta unità. Per i cacciatori che esercitano l’attività venatoria da appostamento temporaneo con richiami vivi, il patrimonio di cui sopra non potrà superare il numero massimo complessivo di dieci unità.
Va ricordato altresì che la legge regionale del Veneto n. 50/93, all’art. 20 comma 8, così recita:

Art. 20 – Esercizio venatorio da appostamento.
8. Ad ogni cacciatore, che esercita l’attività venatoria da appostamento fisso in via esclusiva, è consentito l’uso di richiami di cattura in un numero massimo di dieci unità per ogni specie, fino ad un massimo complessivo di quaranta unità. Ad ogni cacciatore che esercita l’attività venatoria da appostamento temporaneo con i richiami vivi, il patrimonio di cui sopra non può superare il numero massimo complessivo di dieci unità. Tali limiti non si applicano ai richiami appartenenti alle specie cacciabili provenienti da allevamento.

Come si potrà facilmente evincere dalla comparazione della normativa statale con quella della Regione del Veneto, appare una sostanziale differenza tra quanto previsto dalle due normative. In effetti, mentre la legge statale n. 157/92 stabilisce che non siano detenibili più di dieci unità per singola specie, la legge regionale del Veneto , a cui la legge statale ha demandato il compito di regolamentare l’utilizzo dei richiami vivi, stabilisce che non siano utilizzabili più di dieci richiami vivi di cattura per ogni singola specie, lasciando intendere che un cacciatore possa detenere un numero superiore a dieci richiami vivi di cattura per singola specie ma che non ne possa utilizzare nell’esercizio dell’attività venatoria più di dieci per specie ( per un totale di quaranta unità complessive per chi esercita la caccia da appostamento fisso e dieci unità complessive per chi esercita la caccia da appostamento temporaneo).
Se ne deduce che, seguendo le indicazioni riportate sul modulo dell’allegato “A”, diramato dalla Giunta regionale del Veneto con DGR n. 500 del 04 aprile 2014, il cacciatore in possesso di richiami vivi di cattura dovrebbe dichiarare la detenzione di un numero massimo di dieci unità di richiami vivi di cattura per ogni singola specie, anche se il cacciatore stesso è legalmente entrato in possesso di un numero superiore di richiami vivi di cattura ritirati dagli impianti di cattura gestiti dalle province.

Essendo la dichiarazione di possesso dei richiami vivi una vera e propria autocertificazione (prova ne sia che deve essere allegato al modulo compilato e sottoscritto anche la copia di un documento di identità valido), il cacciatore che compila il modulo si rende responsabile delle sue dichiarazioni ai sensi del D.P.R. n. 445/2000. Ad un possibile controllo da parte degli agenti di vigilanza, il cacciatore che ha dichiarato la detenzione di dieci richiami vivi di cattura, possedendone in realtà un numero superiore, incorrerebbe nel pericolo di essere denunciato per falsa dichiarazione.

Ritenendo inaccettabile che i cacciatori del Veneto siano messi nelle condizioni di esporsi a possibili sanzioni penali solo per aver rispettato la normativa regionale vigente, la nostra Associazione ha chiesto alla Giunta regionale del Veneto l’emanazione di una formale interpretazione autentica prima che scada il termine per la presentazione da parte del cacciatore dell’autocertificazione sulla detenzione dei propri richiami vivi.
A pochi giorni dalla scadenza fissata per la raccolta delle autocertificazioni compilate dai cacciatori, la Regione del veneto non ha ancora emanato la sua circolare interpretativa, lasciando nei guai tutti i cacciatori migratoristi del Veneto.

Maria Cristina Caretta
Presidente Associazione Cacciatori Veneti – Confavi

 

 

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Category: ACV, Veneto

Comments (16)

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  1. Ben scrive:

    “Se ne deduce che, seguendo le indicazioni riportate sul modulo dell’allegato “A”, diramato dalla Giunta regionale del Veneto con DGR n. 500 del 04 aprile 2014, il cacciatore in possesso di richiami vivi di cattura dovrebbe dichiarare la detenzione di un numero massimo di dieci unità di richiami vivi di cattura per ogni singola specie, anche se il cacciatore stesso è legalmente entrato in possesso di un numero superiore di richiami vivi di cattura ritirati dagli impianti di cattura gestiti dalle province.”.
    Qualcosa non quadra, qui a Lucca non saresti mai entrato in possesso di più i 10 uccelli di cattura globalmente parlando (e non per specie..)con l’opzione C, non gli sarebbero stati consegnati.. se qualcuno ha sbagliato, è bene che paghi!!! per farvi capire, ho la B, posso tenere e portare a caccia, di cattura, 10 tordi, 10 merli, 10 sasselli e 10 cesene, se ho la C ne posso detenere massimo 10 complessivamente, di cattura, cioè, se ho 10 tordi, non posso averne altri, nessuno, però mi vieta di avere, ad esempio 3 tordi, 2 merli, 3 sasselli e 2 cesene (totale 10), dipende da quanti te ne ha consegnati la provincia, ma non te ne doveva dare più di 10!!! spero di essere stato chiaro… .

    • Giovanni Roberto Bagnolesi scrive:

      Chiarissimo. Sono d’accordo comunque con la regione Veneto. Abolirei tutti i richiami vivi ed alo loro posto autorizzerei quelli elettronici. Punti di vista!

      • sergio55 scrive:

        sig. Bagnolesi lo pensavo una persona seria educata, che rispetta le caccie altrui, mi sono sbagliato di molto, a già è vero lei caccia in Romania, mi pareva impossibile che fosse il contrario.

      • Ben scrive:

        Se tolgono i richiami vivi e mettono il registratore, non vedo niente di strano, non mi piace solo che viene usato anche ora che non è consentito!!!

        • El Tega scrive:

          Illusi. La guerra ai capannisti, prima per gli appostamenti, ora con i richiami, magari poi ancora con la questione gabbie in relazione alla natura del richiamo è solo un modo per stancare e far smettere una buona fetta di cacciatori; non ne fanno una questione di richiamo vivo o acustico, usano il vivo solo per far presa sulla miope opinione pubblica. Poi toglieranno ancora terreno ai vaganti; poi toglieranno ore alle giornate, aumenteranno distanze dalle case, strade e bandite che nel frattempo saranno più numerose; metterenno in dubbio la legalità dell’uso del cane come ausiliario, e chissà che altro.

  2. Ferdinando Ratti scrive:

    Egregio presidente; un vecchio motto dice “Male non fare Paura non avere”, se i cacciatori dichiarano correttamente quello che realmente detengono, di cosa hanno paura,non vedo come e perchè gl’enti preposti, possano o debbano erogare delle sanzioni.
    Se fra questi cacciatori, poi vi sono persone anziane che non sanno come comportarsi in merito?.
    Mi scusi: ma le associazioni venatorie???, di qualsiasi maglia,colore o bandiera d’appartenenza,
    cosa ci sono a fare!!!!; mi sbaglio o il loro compito specifico è proprio quello di aiutare il cacciatore in questi casi.
    Un cordiale saluto

  3. SERGIO BERLATO scrive:

    Spiegatemi, voi che conoscete bene la legge: nel caso in cui un cacciatore, avendo inizialmente optato per la scelta di caccia in via esclusiva si sensi dell’art. 12 comma 5 lettera b) della 157/92 e successivamente, anche per essere stato ripetutamente oggetto di abusi sessuali per via dei capanni ad uso venatorio, abbia cambiato la propria scelta di caccia dalla lettera b) alla lettera c), cosa se ne deve fare dei richiami di cui è legalmente entrato in possesso se, in base a quello che scrive la Regione del Veneto nella sua modulistica, un cacciatore può dichiarare solo 10 richiami di cattura totali se pratica la caccia da appostaemnto temporaneo? :roll:

  4. sergio55 scrive:

    BEN forse non ai letto bene, la 157 dice, 10 per la scelta C, e 40 per la scelta B, e demanda alle regioni la gestione del patrimonio dei richiami. La regione Vento con la legge regionale 50/ 93 dispone che un cacciatore con la scelta c può utilizzare massimo 10 richiami, ma può detenerne a casa un numero superiore, stessa cosa vale per la scelta B 40 da utilizzare ma detenerne un numero maggiore, il problema sta qui, la regione non ha tenuto conto della legge regionale 50/93, adesso i cacciatori si trovano con più richiami legalmente detenuti ma non possono dichiararli.

    • Ben scrive:

      Per me è un’interpretazione che date voi, scrivendo, la Regione Veneto che uno con la C non ne possa usare più di 10 di cattura, voi capite che ne possa detenere di più??? io non la vedo così… poi rispondo a colui che è passato dalla B alla C come me proprio quando cambiarono il tipo di anelli alla zampa, mi venne fatto scegliere sino a 10 anelli, per gli uccelli che avevo in più, non mi vennero dati, a Lucca… .

  5. SERGIO BERLATO scrive:

    quindi mi confermate che, in Regione Veneto,qualcuno sa leggere e qualcun altro sa scrivere??? :oops: :oops: :oops:

  6. fritz scrive:

    Siamo alle solite, rendetevi conto che è un sistema per far lavorare gente che se no non farebbe nulla, per tirar sù soldi con altri adempimenti che ormai hanno rotto i c….i!!!! E una storia tipo: scrivi nel tesserino quanti capi hai incarnierato e riepiloga a fine anno, che se non riepiloghi ti dò la multa, che poi mi servono i dati per mandarli all’Ispra… Mandarli a chi??? Ma dai…

  7. fritz scrive:

    Se in Italia si semplificassero tutte le leggi e le normative milioni di persone resterebbero a casa, tutto costerebbe meno, i cittadini sarebbero contenti e rispettosi delle regole, le aziende prospererebbero ma inevitabilmente verrebbe alla luce che questi milioni di persone sono inutili a partire dai politici che sono decine di anni che menano il torrone ma non hanno ancora cambiato nulla, rendetevi conto che non ce la facciamo più a continuare così. CAMBIATE CAMBIATE CAMBIATE

    • ampeturc. scrive:

      io ho la scelta C e detengo 17 capi come devo comportarmi, dichiarare il falso non mi sembra corretto oppure cambiare forma di caccia passando alla B?

      • Ben scrive:

        Detieni 17 capi, intendi tutti di cattura??? sennò ne puoi detenere 10 di cattura e quanti ne vuoi di allevamento… se hai un amico con cui cacci insieme e non ha uccelli da richiamo, i 7 li cedi a lui comunicandolo alla Provincia, fate aggiornare le schede ed il “gioco” è fatto… . Che poi non serva cacci con te, se li fa intestare lui e poi ti fai fare il prestito (comodato), ricordati solo che, una mattina di caccia, non puoi andare con più di 10 richiami di cattura, sennò sono guai… . Ciao.

  8. sobri scrive:

    chissà da chi si fa consigliare l’Assessore alla caccia del Veneto? saluti a tutti

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