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Piemonte: onesta’ intellettuale e credibilita’

| 16 giugno 2014 | 22 Comments

ArcicacciaDesidero ringraziare pubblicamente il presidente, peraltro rappresentante degli agricoltori, NON cacciatore, dell’ATC CN1, i componenti del comitato direttivo di detto istituto, compreso ovviamente il nostro Amico e tesserato Sandro Marengo che ne fa parte, che hanno deliberato, nella serata dell’11 c.m., consentendo la caccia alla selvaggina migratoria, su quel territorio, per tre giorni a scelta del cacciatore.
Sentiti ringraziamenti li esprimo sin d’ora a tutti quegli ATC e CA cuneesi e di tutto il Piemonte, che si orienteranno allo stesso modo, perché avranno dimostrato attenzione e rispetto per la figura del cacciatore, già vessato ed avversato in ogni modo da una moltitudine di soggetti per motivi perlopiù strumentali, ed ancor più dei pochi romantici ”inseguitori di fantasmi” , ovvero i cacciatori migratoristi.
Era stato fin troppo facile prevedere problematiche inerenti l’applicazione dell’articolo, sotto riportato, del calendario venatorio piemontese 2014/2015, così come avevamo subito apertamente espresso per iscritto, un Amico di ANLC e lo scrivente, agli uffici competenti della Regione.

C) il prelievo delle specie migratorie è consentito nei giorni di lunedì, mercoledì, giovedì, sabato e domenica, in ogni A.T.C. e C.A.. I Comitati di gestione possono stabilire, fermo restando il limite complessivo di cui al punto 3.1., le giornate destinate al prelievo o consentire la libera scelta del cacciatore;
D) nel territorio destinato alla caccia riservata a gestione privata, l’attività venatoria è consentita nei giorni di lunedì, mercoledì, giovedì, sabato e domenica. “

La ormai decennale esperienza acquisita in materia di gestione venatoria delle zone in cui vivo, ha infatti evidenziato troppo spesso che la discrezionalità lasciata agli ATC-CA nel regolare la “vita venatoria” dei cacciatori, ha portato soltanto, negli anni, a odiose disparità di trattamento tra cacciatori senza che, nel contempo, determinasse alcun risultato positivo nella gestione faunistico/ambientale.
Evidenziare, poi, l’incongruenza che in territorio “libero” risulti possibile intervenire da parte degli ATC-CA con ulteriori limitazioni sui già, in origine, ristretti tempi di caccia, mentre in quello adibito a “caccia privata” quella facoltà non sussista, è risultato fin troppo semplice, persino imbarazzante, o almeno per come sono fatto io, così è stato.
Chiedersi chi abbia voluto e sostenuto l’articolo in argomento così com’è, può risultare vago, quasi un mistero, anche perché la scorsa stagione, in Piemonte, era possibile cacciare i migratori tre giorni a scelta, e ciò non aveva comportato alcuna criticità. Sapere invece chi in seguito lo ha “fatto proprio”, quell’articolo, oppure no, è apparentemente più chiaro. In merito esistono, infatti, varie discussioni sui social network che delineano i vari punti di vista, con tutte le sfumature del caso.
Si comprende però bene che molti cacciatori, di OGNI associazione venatoria, non accettano più passivamente l’assunto “o mangi questa minestra, o salti la finestra” ma alimentano sulla rete, e non solo li, discussioni animate, interrogativi, critiche più o meno costruttive, a fronte di quelle che paiono semplicemente paure, diffidenze che, anche a mio avviso, risultano anacronistiche ed ingiustificate.
Paure e diffidenze “fumose” che in Piemonte e probabilmente ancor più in provincia di Cuneo, si fa una fatica enorme a relegare definitivamente nel dimenticatoio. Tutto è radicalmente cambiato nel tempo. Le norme, le coltivazioni, i selvatici, i cacciatori, questi ultimi sempre più anziani e sempre di meno, ma alcune convinzioni no, non cambiano, immutate e, pare, immutabili.
Sembrerebbe che, per alcuni, anche a livello politico/istituzionale e pure tra coloro che occupano posti di rilievo nell’associazionismo venatorio, i problemi reali non siano, ad esempio, le casse ultravuote di certi istituti territoriali di gestione faunistico/ambientale, con la conseguente richiesta di quote di accesso agli stessi al limite o persino maggiori di quanto prevedono le normative, ed in seguito utilizzate quasi esclusivamente per mantenere in vita l’apparato burocratico e non investite nella gestione faunistico/ambientale. Oppure la mancanza di trasparenza nella conduzione di parte di vari organismi, che, sempre e solo ad esempio, non rendono pubblico neppure il loro bilancio. A volte diretti con piglio personalistico ed intesi come esercizio di potere e non di servizio, atteggiamento che sfocia persino ed incredibilmente nell’imporre o nel negare ai cacciatori ciò che la Legge gli garantisce!
Così come non parrebbe venir individuato, tra i problemi reali, il considerare alcune specie selvatiche di interesse venatorio sterminabili alla stregua dei peggiori insetti infestanti, le stesse specie che, passati i confini italici, vengono invece apprezzate come importanti risorse e trattate di conseguenza.
cinghiale Qui nel cuneese, al contrario, cacciate, chiedo scusa, contenute, ormai quelle si, o quantomeno il cinghiale, 365 giorni l’anno, ovunque, pertanto anche in territori in cui l’esercizio venatorio è vietato, persino di notte, da cacciatori e/o personale “pubblico” abilitati allo scopo, il tutto certamente ed ovviamente in regola con le normative vigenti ma che, nei termini in cui si è sviluppato ed in cui viene espresso attualmente, qualche spunto di riflessione dovrebbe esprimerlo, quantomeno tra i cacciatori e chi li rappresenta e non sto qui ad elencarne i motivi perché mi parrebbe di offendere l’intelligenza dei più.
Parrebbe proprio che affrontare e risolvere i problemi sopra accennati non rientri nelle priorità di alcuni cacciatori e, ribadisco, quel che sconcerta maggiormente, neppure in gran parte della rappresentanza politico/istituzionale che ha competenza in materia e persino di alcuni cacciatori/gestori/dirigenti venatori.
Che i migratoristi piemontesi, invece, possano fruire di una scelta, logica, persino ovvia stante la tipologia dei selvatici che prediligono cacciare, che oggi possono essere presenti sul territorio e domani no (per questo in precedenza facevo riferimento a “fantasmi”) pare invece una problematica di reale spessore!
E queste ansie si concretizzano nonostante il calendario venatorio piemontese sia stato e sia tuttora tra i più restrittivi d’Italia e forse d’Europa!
Per motivare immotivati timori, si invoca anche il rispetto delle norme italiche ed europee. Ma quali sarebbero state o verrebbero mai infrante?
Ebbene, facendo riferimento alle regioni italiane e soprattutto agli Stati europei quali Spagna, Francia, Croazia, Romania e Grecia, che sono ubicati geograficamente più o meno alla nostra longitudine, dov’è che si apre la caccia alla quaglia a fine settembre così come accade in Piemonte? Cioè, in buona sostanza quando questo selvatico migratore non è quasi più presente sul nostro territorio.
In quale luogo si chiude il prelievo a tordi e cesene la prima decade di gennaio? Impedendo di fatto la caccia alle seconde che giungono nella nostra regione spesso dopo quella data, visti anche i cambiamenti climatici degli ultimi anni.
BeccacciaDove si interrompe la caccia alla beccaccia, con il cane da ferma il 31 dicembre? E dove esiste un limite di carniere, per questa specie, di due capi al giorno per un totale annuale di dieci?
Dove si fa l’apertura al colombaccio ad ottobre? Specie addirittura cacciabile tutto l’anno in alcuni stati nord europei in quanto considerata nociva.
Come e quanto si cacciano gli anatidi in Italia e in Europa in confronto a come e quanto si cacciano in Piemonte?
Più in generale, in quale Stato europeo esistono i giorni di silenzio venatorio? Dove si caccia determinata selvaggina “da piuma”, non solo la tipica alpina ma anche starna e pernice rossa, previo censimenti preventivi sulla consistenza della stessa? Dove vi è una limitazione del prelievo della specie lepre di cinque capi a stagione? In quale luogo esiste un tesserino ove annotare giornate di caccia e capi abbattuti? Ove c’è tanto territorio in cui è vietata, per vari e più o meno giusti ed utili motivi, l’attività venatoria così come in Piemonte ed in Italia? In quale Stato del PIANETA esistono in relazione ad una attività di carattere “hobbistico” (giusto per rendere l’idea e tra virgolette perché so bene che la caccia è molto di più e molto di più complesso che un semplice hobby) tanti organismi pubblici e persino privati incaricati del controllo di chi la pratica?
Dove, in Europa ed anche in gran parte d’Italia, si pagano così come accade in Piemonte, cinquecento euro, o oltre, tra tasse nazionali e regionali, assicurazione e quote di accesso ad un solo ATC (per accedere a più di uno la cifra lievita considerevolmente) per poter cacciare, per pochissimo tempo, carnieri limitatissimi, meteo, salute ed impegni lavorativi permettendo, magari solo selvaggina migratoria?
Atteso quanto sopra, dovremmo dimostrare ancora cosa a chi, del nostro “mondo” o estraneo allo stesso, in relazione alla nostra prudenza, alla nostra attenzione, alla nostra consapevolezza?!
Da pochi mesi è comunque emersa una novità che CI coinvolge e, almeno a mio avviso, anche estremamente positiva se CI attiveremo però tutti insieme, soprattutto NOI dal “basso”, affinché lo diventi veramente.
E’ iniziato infatti in varie regioni e pure in Piemonte, un nuovo corso, anche formalizzato in modi diversi ma avente come comune denominatore l’espressione quanto più unitaria possibile del pensiero e dell’agire dell’associazionismo venatorio. Il mio auspicio è che porti innanzi tutto ad una reale, concreta presa di coscienza collettiva su ciò che ASSOLUTAMENTE non risulta più procrastinabile.
Sappiamo bene quali sono i reali problemi che investono il nostro settore e vanno affrontati subito con competenza ed attenzione dai responsabili dell’associazionismo venatorio, senza attendere lo facciano “altri” come, purtroppo, ogni tanto accade.
Sicuramente i problemi non sono legati al dove, come, cosa e quanto si caccia in Piemonte o in Italia! La legge dello Stato e le norme regionali in materia, forniscono già più che sufficienti e oltremodo prudenti indicazioni ed obblighi in tal senso. Risulta peraltro certificato da autorevoli studi scientifici nazionali e transnazionali, che solo e soltanto la conservazione ed il ripristino degli habitat hanno una valenza positiva sulle varie specie selvatiche, anche non cacciabili o di nessun interesse venatorio e sulla riconquista, ove è venuta meno, di quella biodiversità di cui oggi tanto si parla.
Se malauguratamente gran parte dei vertici dell’associazionismo venatorio intendessero cambiare tutto per, in realtà, non cambiare nulla, rimanendo ancorati ad antiquate e sterili logiche, da riproporre perfino alle componenti politico/istituzionali, spesso già a “noi” disattente quando non proprio ostili “ a prescindere”, avrebbero imboccato un vicolo cieco, a cui seguiranno inevitabili conseguenze il cui esito, al momento, credo non sia del tutto prevedibile.
Oggi, il nostro comparto, deve assolutamente trasformarsi in una grande associazione ambientalista ( quelle animaliste ed anticaccia sono già ben presenti, potenti ed influenti ed il loro operare poco o nulla ha a che fare con la protezione ambientale) convogliando, non esclusivamente ma soprattutto, verso il miglioramento degli habitat le enormi, meravigliose risorse di volontariato, di passione, di competenze, di generosità che ancora ci caratterizzano. Questo rinnovando e/o attivando una gestione faunistico/ambientale di cui si DEVONO PRIORITARIAMENTE far carico gli ATC ed i CA come organismi di gestione faunistico/ambientale operanti sul territorio o, qualora si siano dimostrati o lo siano tuttora, superati e/o non all’altezza del loro prezioso compito, altri istituti idonei, efficienti ed efficaci, che si dovranno pensare e costruire, però, quanto prima!
Rileggo ciò che ho scritto e mi pare al contempo prolisso e paradossalmente poco esaustivo, ma all’improvviso mi sovvengono tre parole che credo possano al meglio sintetizzare il nocciolo della questione, sicuramente ed addirittura non solo di quello inerente la gestione dell’attività venatoria ma dell’operare umano in genere e sono: “ONESTA’ INTELLETTUALE” e “CREDIBILITA’”.
Sono fermamente convinto che se riusciremo, certamente in primis anch’io, quanto prima a far nostri, non dico in toto ma almeno quanto più possibile, i predetti termini, sapremo e potremo ancora operare positivamente per il bene di molto e di molti.
Grazie ed in bocca al lupo a tutti i cacciatori!

Ezio Cardinale
pres. prov. Arcicaccia – Cuneo

 

 

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Category: Arcicaccia, Piemonte

Comments (22)

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  1. Springer scrive:

    Oggi, il nostro comparto, deve assolutamente trasformarsi in una grande associazione ambientalista convogliando, non esclusivamente ma soprattutto, verso il miglioramento degli habitat…

    ___________________________________________________

    E si caro Ezio…..dopo averlo scritto e riscritto qua riferendomi al ” modello americano ” di Duks Unlimited sai che la penso esattamente come te. Questa e’ l’ UNICA strada da percorrere .
    Come sempre…bravo !! :wink:

  2. Ezio scrive:

    “Come sempre…bravo !!”

    Grazie ma non credo saranno tutti d’accordo… :roll: :wink: :-D :-D :-D

    • Springer scrive:

      A lo so bene…a partire dal Presidente del “mio ” ATC ( ma ce ne sono tantissimi altri di ” Presidenti di ATC “) che accantona i soldi dei miglioramenti ambientali perche’ non sa dove farli….
      In Lombardia….in pianura , non sa dove farli….Ma vaffan…brodo va :-D
      Comunque chissenefrega…questa e’ la strada da percorrere e mi fa piacere che un Presidente Provinciale di un’importante A.V. lo dica …lo scriva….e fara’ ( come me ) tutto il possibile per farlo entrare nella testa di ravanello di chi non crede sia un percorso utile ( e improcastinabile ) a noi come cacciatori nella caccia cacciata . A noi cacciatori come immagine .
      Ciao :wink:

  3. Giacomo scrive:

    Con tutto il rispetto per i punti di vista degli altri mi si dica, DOVE ci sono quelli che non sono d’accordo con questa magistrale disamina ? E lo sappiamo tutti caro Ezio dove stanno questi antidemocratici e antiambientalisti ! Consiglierei di leggere questo esame puntuale ed approfondito innanzitutto ai vari presidenti di associazione dal primo all’ultimo. Grande Ezio ! Grazie di esistere. :wink: Salutiamo

  4. alessandro federighi scrive:

    bravo Ezio!!!!!!!!!!!!!!ci fossero persone come te nelle stanze delle “leve del vapore”,saremo tutti più felici,ma sopratutto la fauna,ne trarebbe sicuro beneficio!!!!!!!!!!!adiosu!!!!!!!!!!!! (n) (n) (n) (n)

  5. Ezio scrive:

    L’ormai abolita legge regionale piemontese 70/96 sulla caccia e non solo, prevedeva (art 56) che il comitato di gestione degli atc “predisponsse il programma quinquennale ai fini dell’attribuzione d’incentivi economici ai proprietari e/o conduttori di fondi rustici per i seguenti obbiettivi:
    - la ricostituzione di una presenza faunistica ottimale per il territorio;
    - le coltivazioni per l’alimentazione naturale dei mammiferi e degli uccelli soprattutto nei terreni dismessi da interventi agricoli ai sensi del reg. cee 1094/88 del coniglio del 25 aprile 1988 e successive modificazioni;
    - il ripristino di zone umide e fossati;
    - la differenziazione delle colture;
    la coltivazione di siepi, cespugli, alberi, adatti alla riproduzione della fauna selvatica;
    - la tutela dei nidi e dei nuovi nati di fauna selvatica nonchè dei riproduttori;
    - la collaborazione operativa, ai fini del tabellamento, della difesa preventiva delle coltivazioni passibili di danneggiamento , della pasturazione invernale degli animali in difficoltà , della manutenzione degli apprestamenti di ambientamento della fauna selvatica.”

    Ebbene, mi piacerebbe quanti ed in che misura gli atc e ca piemontesi, a ventanni dalla loro costituzione, hanno ottemperato a questo articolo di Legge.

    Grazie ancora a Giacomo e ad Alessandro ma credetemi, non mi pare di sostenere cose fantasmagoriche.
    E’ pur vero che ormai in questo “sistema” dire e fare cose normali è diventato quasi eoico ma io continuo a valutarmi una persona normale che ha solo il pregio di apprezzare, o almeno cercare di farlo, ciò che è banalmente giusto e non solo conveniente. Ma conveniente solo per qualcuno o qualcosa!!

    Come dice Fiore bisogna iniziare al più presto a fare ciò che è giusto e non ciò che conviene a qualcuno.

    Perchè non essere noi i primi??!!

  6. Marcello Lentini scrive:

    Caro Ezio ho qualche difficolta a trovare aggettivi qualificativi che possano renderti merito ed allora oltre a condividere tutto quanto di bene hanno scritto i colleghi mi limito a dirti Grande, e grazie!! :)

  7. giorgiopiero scrive:

    Caro Ezio,vorrei innanzitutto correggere un tuo commento erroneo-particolarmente grave se fatto da una persona nella tua posizione,presidente provinciale di una associazione venatoria di un certo peso-ovvero che nelle aziende (AFV/AATV) si possa cacciare qualunque selvatico per 5 giorni la settimana.Sai meglio di me (perché uno come te deve conoscere la legge a menadito!)come sia possibile l’abbattimento senza particolari limitazioni (se non economiche!) solo degli animali appartenenti alle specie “incentivate”(=immesse),mentre per tutte le altre la caccia “in riserva” od in terreno “libero” è soggetta esattamente alle stesse limitazioni,di carniere e di giornate.Se poi mi dici che nelle aziende il controllo è più blando (come peraltro anche in “libera”dove le “guardie”sono una presenza evanescente e talvolta mirata a “farsi” Giovanni invece che Matteo o Felice per motivi che di venatorio hanno be poco),posso anche convenirne con te,ma qui ritorniamo alla personale etica del cacciatore,che,come sai,talvolta è “lacunosa” per cui consentire la caccia alla migratoria per 5 giorni vorrebbe dire avere moltissimi che in pratica cacciano tutti e 5 i giorni permessi(la maggioranza dei cacciatori è pensionata,come dimostrano i numeri e quindi disponibile sempre-mogli permettendo!). Per cui lascia che a cavalcare facili populismi sia Grillo e tu attieniti alla tua conclamata “ONESTA’ INTELLETTUALE e “CREDIBILITA’” che appare più in chiusura della tua nota che nel testo.

  8. Ezio scrive:

    Caro Giorgiopiero, nei giorni di lunedì e giovedì sarebbe possibile cacciare in territorio libero solo la selvaggina migratoria. Pertanto chi venisse sorpreso a “fare altro” sarebbe sanzionabile e spero sanzionato. In quanto al significato di “quello che dico” per miei limiti credo di non riuscire ad esprimerlo meglio di come ho fatto. Infine vorrei conoscere chi ha il fisico ed il tempo di cacciare 5 giorni su 5 ed anche l’arroganza visto che il tesserino va segnato in modo indelebile e non lo si può fare per più di 3 giorni a settimana. In quanto al “populismo”, può darsi che io lo sia ma non credo. Piuttosto, mi pare, che il tuo ragionamento sia perfettamente in linea di tutti quelli, anche purtroppo certi legislatori, che non essendo in grado di punire i colpevoli di qualsivoglia illecito, complicano ulteriormente la vita a chi è onesto. E gli esempi da fare sarebbero infiniti, purtroppo! Ricordo ancora con tristezza la maestra di scuola che puniva tutta la classe perchè UNO disturbava. Il mio senso delle cose giuste è diverso, e se questo vuol dire essre populista, allora lo sono.

  9. claudio ge scrive:

    come al solito… bravo Ezio UNICO, onesto, intelettuale e GRANDE cacciatore, rispettoso di tutte le caccie(n)(n) (up)

  10. giorgiopiero scrive:

    Caro Ezio,vedo che hai preso atto senza replicare a quanto ti ho segnalato circa l’attività venatoria nelle AFV/AATV,che peraltro è chiaramente specificata nelle leggi vigenti. Vorrei segnalarti che io ho conosciuto numerosi ultra settantenni che fanno gli accompagnatori in AFV (sia di pianura che di montagna)e sono presenti 5 su 5 giorni,facendo più chilometri dei loro accompagnati in più con fardelli molto più pesanti:la salute di molti di noi cacciatori,forse anche grazie alla nostra sana attività fisica,è sicuramente superiore alla media e quindi il problema dovuto alla fatica,penso sia di scarso peso.Per quanto riguarda poi i controlli per quelli che cacciano otre i termini consentiti,tu pensi veramente che il fatto di dovere annotare la giornata sul tesserino sia un reale deterrente?Quante sono le guardie venatorie realmente presenti sul territorio?Hai presente quali sono le -risibili-ammende relative?Ed infine:se ad un migratorista nel corso della sua attività -ad esempio- del Giovedì sbucano un fagiano o una lepre,secondo te li lascia andare via senza problemi?Se,malgrado tutto, è così, ti invidio perché allora credi anche a Babbo Natale ed alla Befana ed in questo caso ti prego di salutarmeli tanto entrambi quando li incontri! :)
    Per quanto riguarda il tuo “populismo” l’affermazione: “certi legislatori, che non essendo in grado di punire i colpevoli di qualsivoglia illecito, complicano ulteriormente la vita a chi è onesto” ne è una chiara dimostrazione. Visto che i cacciatori -a tuo dire- sanno perfettamente autoregolarsi in tutto e per tutto perché non chiedi a qualche responsabile di ATC quali sono stati i risultati -spesso incredibili-dei riepiloghi annuali della attività (ovvero la sintesi dei tesserini)?Non so dove tu abiti,ma io sono di fronte ad una vasta area pianeggiante e spesso sento colpi di fucile da caccia anche fuori dai tempi e dalle ore previsti per l’attività venatoria. Vedi dunque come la necessità di imporre limiti più severi ed un controllo effettivo -e non solo di facciata- sull’attività dei nostri colleghi sia assolutamente necessaria,se non altro per premiare quei pochi veramente onesti ed ossequienti alle leggi.
    Ad esempio,la caccia alla migratoria potrebbe eventualmente essere estesa agli altri 2 giorni,applicando per questi un sistema simile a quello in uso per la caccia di selezione agli ungulati,con indicazione da parte del migratorista dell’area in cui intende esercitare la sua attività e rendere così molto più effettiva e semplice l’attività di controllo.

    • Ezio scrive:

      “Ed infine:se ad un migratorista nel corso della sua attività -ad esempio- del Giovedì sbucano un fagiano o una lepre,secondo te li lascia andare via senza problemi?Se,malgrado tutto, è così, ti invidio perché allora credi anche a Babbo Natale ed alla Befana ed in questo caso ti prego di salutarmeli tanto entrambi quando li incontri!” ….Lo conosci quel detto che recita che “Chi ha il sospetto ha il difetto??” …. Mi spiace per te comunque che vivi in un mondo arido ed opportunista, il mio è meraviglioso e ricco di persone per bene, alcune talmente per bene che mi mettono a volte in imbarazzo.

  11. Ezio scrive:

    Non so se tu fai parte dell’associazionismo venatorio oppure no, io intendo il mio ruolo come “amico educatore” e non come “il malfidente che vieta”. Circa 20 anni fa, durante una riunione, dissi ai soci dell’allora sezione Federcaccia che presiedevo che se avessero abbattuto 4 fagiani e 2 lepri il primo giorno di caccia sarebbero stati non a norma della legge e pertanto giustamente sanzionabili ma in fondo non avrebbero fatto granchè se non limitarsi il piacere di trovare parte di quei selvatici la prossima uscita. Se invece avessero abbattuto due fagiane, o l’ultima lepre femmina di una zona l’ultimo giorno di caccia sarebbero stati assolutamente a norma di legge ma allo stesso tempo dei CRETINI! Per ovvie ragioni. Insieme ad un gruppo di Amici sono almeno 15 anni che non spariamo più, anche se pressochè inutilmente, alla femmina del fagiano da metà di ottobre in poi, e per far ciò non abbiamo avuto certo bisogno di ottemperare a qualche articoletto di atc o similari! Poi se dobbiamo paragonare l’accompagnatore di una afv di pianura ad un cacciatore di beccacce di collina o montagna mi sa che abbiamo metri diversi per giudicare la caccia. Infine, te lo ripeto ancora e poi chiudo, ciò che volevo dire l’ho detto nello scritto qui pubblicato dall’Amico Daniele. E’ li a disposizione di tutti quelli a cui interessa leggerlo. Ed ognuno si farà giustamente l’opinione che meglio crede.
    Sfido però chiunque a sostenere che ho scritto delle falsità!!
    Se dovessi poi scoprire che per la maggioranza dei cacciatori i problemi della caccia in Italia sono i 3 giorni fissi o a scelta, non solo lascerei immediatamente la scomoda e costosa (per le mie tasche) sedia di pres. prov. di AV ma non verserei più un euro per la caccia italiana.
    Il mondo è ormai diventato piccolo e posti anche molto vicini a noi dove poter cacciare senza essere condizionati da quantità enorme di masturbazioni mentali ce ne sono ancora. Lo dimostra anche la mia licenza di caccia per uno Stato EUROPEO ottenuta con una mail ed una settimana di attesa .

  12. 100cciatore scrive:

    Sto con Ezio e vorrei introdurre una nuova prospettiva per vedere la cosa: è conclamato che in Piemonte il numero dei praticanti l’attività venatoria (come purtroppo nel resto d’Italia) subisce un decremento annuo costante, a causa di vari motivi, che qui vanno ad accentuarsi per la continua situazione d’incertezza che viviamo ormai da anni causa l’assenza di una legge regionale. Dato ciò per assodato, non pensano le associazioni venatorie contrarie al terzo giorno a scelta che sarebbe cosa bella, buona e giusta dare la possibilità a chi per esempio gestisce un esercizio commerciale che lo tiene impegnato tutto il sabato e magari pure la domenica mattina, sotto le feste anche pomeriggio (è il caso di due miei cari amici, ma credo ce ne siano diversi altri in giro per la Regione), di cacciare il lunedì? Tutto ciò in una Regione che, dal 1996 in poi, ha attuato sulla caccia una serie di restrizioni senza pari in tutto il resto della penisola (tra le primissime proprio i giorni fissi) e che ai migratoristi già vieta i richiami vivi e l’appostamento fisso (non saranno stati più di tanto tradizione nostra, ma per dio anche qui non credo vi siano casi analoghi in tutto il resto d’Italia…)? Qui sembra si stia facendo tutto il possibile per disincentivare la passione, invece del contrario come sarebbe logico e giusto aspettarsi da chi si definisce “associazione venatoria”…Ricordiamo sempre, per altro, che come ha già detto Ezio si parla di una percentuale davvero infima di cacciatori piemontesi, il tutto in un contesto in cui la pressione venatoria, proprio per il suddetto decremento di praticanti, va diminuendo di anno in anno. Insomma, un controsenso bello e buono, non saprei come definirlo altrimenti!

  13. 100cciatore scrive:

    mannaggia alla tastiera…ho visto ora che ho sbagliato a firmare il commento precedente…100%cacciatore è il mio nick corretto! :wink:

  14. 100cciatore scrive:

    ah no è un errore del sistema, credo dovuto al % nel nick…va beh, si vede che non piaccio manco a questo sistema, oltre che ad un sacco di altra gente! :roll:

  15. claudio ge scrive:

    Tranquillo che qui piaci a molti,come Ezio, pragmatico e GIUSTO nelle sue disamine… (up)

  16. 100cciatore scrive:

    grazie claudio! ;)

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