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Umbria: Fidc, calendario positivo, ma…

| 13 giugno 2014 | 29 Comments

Calendario venatorio, per Federcaccia Umbra è positivo, ma…
Bene i tempi per turdidi, beccaccia e stanziale
Quaglia, cinghiale in forma singola e coturnice sono aspetti da rivedere in meglio

FEDERCACCIAAbbiamo letto il calendario venatorio regionale per la stagione 2014-15. Occorre premettere che, ovviamente, non esiste il calendario venatorio perfetto, in grado di accontentare la totalità dei cacciatori.
Si tratta di una sintesi operata ogni anno dalla Regione, per garantire che la stagione si svolga senza intoppi o ricorsi e, al contempo, per accontentare le varie esigenze nel rispetto dei parametri tecnico-scientifici. In tal senso era stato prodotto anche un documento unitario a firma di tutte le associazioni venatorie regionali, che si facevano interpreti delle principali richieste provenienti dalla base dei cacciatori umbri.
Ciò premesso, riteniamo quello prodotto dalla Regione un buon calendario venatorio, che in maniera equilibrata accoglie molte delle nostre richieste, anche se in parte ridotte. Ad esempio, ci riteniamo soddisfatti dei tempi stabiliti dal calendario per la caccia alla beccaccia, ai turdidi e a tutta la selvaggina stanziale, inclusi gli ungulati. Riguardo la preapertura, inoltre, dalle iniziali due mezze giornate disposte nella bozza siamo arrivati ad una giornata intera (il primo settembre) e due mezze giornate, il 7 e il 14.
Oltretutto, cosa che non avveniva ormai da anni, abbiamo recuperato la quaglia in preapertura, con la mezza giornata del 14 settembre durante la quale sarà possibile cacciare questo piccolo galliforme, oggetto di interesse in moltissimi territori. La riteniamo una conquista, anche se ci sembra a dir poco impraticabile pretendere che si cacci solo sulle stoppie, e non anche sui prati o prati sommitali. Chiediamo pertanto alla Regine di rivedere in tal senso il calendario, anche per evitare una pioggia di sanzioni.
Altro aspetto sul quale non ci troviamo concordi è quello relativo alla caccia al cinghiale in forma singola. Infatti, il calendario individua le giornate fisse di giovedì, sabato e domenica per le battute collettive, ma lascia mano libera agli appassionati della caccia individuale al cinghiale, consentendo loro di insidiarlo anche di lunedì e mercoledì. Ciò rappresenta un elemento di discriminazione, di violazione della legge regionale 14/94 laddove – al comma 4 dell’articolo 32 – prescrive di “evitare, per quanto possibile, la contemporaneità dell’esercizio della caccia al cinghiale con l’esercizio di altri tipi di attività venatoria” e, infine, un elemento di scarsa sicurezza per tutti gli altri cacciatori e fruitori dei boschi, poiché con queste regole sarà possibile imbattersi ogni giorno in cacciatori armati di munizioni intere. Chiediamo pertanto che anche la caccia al cinghiale in forma singola rispetti i giorni fissi di giovedì, sabato e domenica, e che la Regione modifichi anche in tal senso, con urgenza, il regolamento regionale per la caccia al cinghiale.
Altra richiesta non accettata è quella del reinserimento nel calendario venatorio della coturnice previa, ovviamente, presentazione di un piano di gestione tecnico, daanni promesso ma mai presentato dalla Regione. La nostra richiesta muove dalla volontà di consentire ai cacciatori umbri, appassionati di questo nobile selvatico, di poterlo gestire anche in Umbria e, inoltre, diessere finalmente in regola quando si recano a caccia nelle altre regioni, in quanto queste consentono la coturnice ai soli cacciatori provenienti da regioni nelle quali questa caccia è ammessa.
Poiché, infine, l’assessore regionale dovrà stipulare quanto prima accordi di reciprocità con le regioni confinanti, chiediamo che tale norma restrittiva – e a nostro avviso anticostituzionale – venga abolita.

Perugia, 13 giugno 2014
Ufficio Stampa Federcaccia Umbra

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Category: Federcaccia, Umbria

Comments (29)

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  1. Lazy Dog scrive:

    Non esiste un calendario venatorio perfetto ma questo è il peggior calendario venatorio degli ultimi 40 anni.
    Che la quaglia il 14 settembre sia una conquista fa semplicemente ridere. Dove sono le quaglie e le stoppie al 14 settembre. Per non parlare del fatto che dopo due giornate alle tortore quasi tutti i cacciatori andranno a quaglie. Già immagino quello che succederà.

    • Daniel scrive:

      Lazy Dog ma in che mondo vive 8-O 8-O , forse non in Italia, perchè quello dell’Umbria per il momento, è il miglior calendario venatorio in circolazione, per quanto riguarda la Quaglia potrebbero essere senz’altro apportate delle migliorie, non tanto sui tempi di caccia, (al massimo si potrebbe anticipare la preapertura della stessa all’ 11 settembre) quanto alle modalità di gestione durante quella giornata di preapertura…

  2. aldo peruzzi scrive:

    Chi sarà(saranno?)che ha ispirato cotanta meraviglia di calendario venatorio?
    Dal prossimo anno probabilmente ci faranno marcare, come in fabbrica, il cartellino all’inizio e alla fine della mezza giornata venatoria!
    Conquista una mezza giornata alla quaglia, da cacciare solo sulle stoppie il 14 settembre?
    Ma vergognatevi!!! :twisted:

  3. Matra scrive:

    è un ottimo calendario,non vi lamentate sempre,siete stucchevoli,ringraziate il buon Dio e se ne siete capaci andate a caccia

  4. diego baccarelli scrive:

    D’accordo poteva essere migliore ma, per favore, diamo un’occhiata in giro e poi giudichiamo. Nelle altre Regioni se lo sognano un calendario così.

    • jagher1 scrive:

      si rispetto alle altre regioni forse non il più brutto…. e sappiamo anche chi si è prodigato perchè tale non fosse….. Solo che per essere ottimo bisogna che i soliti faccendieri non fossero sempre accontenti e vadano a caccia già dal primo di settembre nelle riservine…..

      • segugio scrive:

        battaglia persa quella delle riservine….l’elite dei cacciatori potrà cacciare polli colorati sin dal 1 settembre e poi rivedere in televisione le lo grandi performance venatorie…..

    • Lazy Dog scrive:

      Rispetto la sua opinione Sig. Baccarelli ma dipende dai punti di vista.
      Se per il cacciatore la cosa più importante è quanto si va a caccia posso essere anche d’ accordo. Se invece è importante come ci si va e che opportunità o soddisfazioni si hanno quando ci si va allora il discorso andrebbe impostato in maniera completamente differente.
      Saluti

    • gullit scrive:

      sono d’accordo con Baccarelli; e poi è sempre meglio questo calendario che quello di Frate Indovino.

  5. diego baccarelli scrive:

    Lazy Dog,concordo con le sue considerazioni, purtroppo però, considerati i tempi, non vedo come sia possibile realizzare in concreto ciò che noi desideriamo in materia di opportunità e di soddisfazioni, quelle stesse soddisfazioni che, ai miei tempi, non dovevano fare i conti con i vincoli, i divieti e i condizionamenti che ci vengono imposti dalle Leggi di oggi, ma che ci facevano sentire uomini liberi e felici di amare la caccia e la natura. Oggi,purtroppo,le norme che regolano l’esercizio venatorio non sono altro che il frutto di una CULTURA URBANA animalambientalista che nulla ha a che vedere con la nostra CULTURA RURALE e con le nostre antiche tradizioni e noi, per primi, ne paghiamo le conseguenze anche rischiando di non andare a caccia in conseguenza dei ricorsi che puntualmente vengono avanzati dai nostri nemici per la sospensione dei calendari venatori che, in qualche modo, avessero a superare i vincoli imposti dalle Leggi nazionali ed europee. Per cui, caro Lazy, almeno per ora, cerchiamo di prendere per buono quello che ci passa il convento che, guardandoci intorno, non è poi tanto male! Anzi……
    Cordialmente.
    diego

  6. Maxx scrive:

    Secondo me e un buon calendario: io sono convinto che se riuniamo 100 cacciatori non riescono a farlo perche ogniuno vorrebbe il calendario per le proprie esiggenze. (n)

    • Maurizio Famoso scrive:

      Infatti il problema è proprio questo. Il calendario andrebbe fatto su basi scientifiche non a seconda di come uno si alza la mattina.

  7. Sergio Gunnella scrive:

    Guardare troppo fisso verso il dito, si rischia di non definire in toto i lineamenti accattivanti della luna…Sveglia ragazzi! La guerra è finita! Adesso che la provincia di Terni è stata cassata, come lo chiamiamo l’ Ambito ternano di ‘dimensioni sub-provinciali’? E xché, non ostante il ‘deserto dei tartari’ prodotto fino a oggi, questo ATC costa il doppio di quelli targati Perugia? Non mi resta che confidare nelle decisioni improcrastinabili della Corte dei Conti interrogata da una requisitoria in proposito che lascia ben sperare…Intanto, quelli che continuano a regalare ai ‘sapienti’ i loro danari, s’ ingollino ancora una volta e anche x quest’ anno la purga sotto forma di ‘calendario NON venatorio’! Ai cacciatori che guardano e non vedono – a quanto pare – l’ intestino sgombro fa perfino comodo. Nel frattempo, in attesa di tempi migliori, l’ Agrifauna ha chiuso baracca e qualche testa pare debba saltare dal collo da un momento all’ altro. Sono tre anni che i miei soldi non li vedono più. Vedi mai che il digiuno prolungato porti a miti consigli…Sempre che i leccaculo di sempre non si accontentino di andare a ‘caccia a micchi!’ come si dice da queste parti. Contenti loro…Il calendario di quest’ anno certamente li aiuta. Eccome se li aiuta!
    Sergio Gunnella

  8. Pietro Pirredda - Arzachena (Sardegna) scrive:

    Cito da questo articolo:”….. Poiché, infine, l’assessore regionale dovrà stipulare quanto prima accordi di reciprocità con le regioni confinanti, chiediamo che tale norma restrittiva – e a nostro avviso anticostituzionale – venga abolita….”!
    In realtà la reciprocità sarebbe da abolire perchè cozza col principio di salvaguardia dell’ambiente. Sull’impedire a cacciatori fuori regione di accere non vi è nessuna incostituzionalità proprio per il principio da me anzidetto in quanto vi sono sentenze della Corte Costituzionale in tal senso.
    Si ricordi infatti che andare a caccia non è un princio sancito dalla Costituzione in quanto per praticarla si deve essere in possesso di una Concessione Governativa – Porto d’armi uso caccia.
    Sarei contento se in futuro si impedisse per legge attraverso la modifica dell’obrobio 157/92 tale possibilità ( UNITAMENTE ALL’ABOLIZIONE DELLE AZIENDE _ ATC) a cacciatori di frequentare regioni non di residenza per praticare la caccia fuori dagli istituti privati (AFV-ATV).
    Saluti

  9. Bartoccini Mario scrive:

    Le Associazioni venatorie, a mio avviso, dovrebbero anteporre a qualsiasi operazione politico/dormiente, la veridicità del consenso elettorale avuto al referendum del ’90. E venne l’Apertura a stanziale e migratoria alla prima domenica di settembre.
    ANCHE GLI ANIMALI DI RIPOPOLAMENTO ERANO “MATURI” E NON “PULCINI”! E noi lavoravamo nelle ZRC per onorare la selvaticità! Lavoravamo gratis! Rifiutando ogni rimborso! Per ben 15 anni!
    Chi è stato che ha rotto quel “giocattolo” d’Apertura?
    Chi sono coloro che si adagiano sulle buffonate della politica che ci prende puntualmente in giro? Chinando la testa di fronte al farfugliare dell’Osservatorio Faunistico Regionale?
    Quell’Apertura si che preveniva la caccia dei “quattro furbacchiotti” che ora sollazzano imprecando di aver sbagliato.
    Alla FIDC chiedo: quante saranno le “stoppie” praticabili? In quanti saremo su quelle “stoppie”? Quanti giorni prima ci dovremo alzare per conquistare un “posto al sole”? Dove potremo acquistare giubbotti antipallini ed “elmetti”?
    Spero proprio nella grande responsabilità dei cinofili!
    Cordialità.

  10. Giacomo scrive:

    A me sembra che la quaglia sia un selvatico impossibile all’estinzione in quanto si può riprodurre in cattività in allevamento. Ecco, io penso che uno studio su questo punto di vista potrebbe essere iniziato dai vari dottori dell’ufficio avifauna migratoria Fidc e dai vari scienziati universitari addetti allo scopo. La domanda che io pongo è questa : puo una quaglia o centinaia di quaglie immesse in libero territorio da piccole ( capaci di autoalimentarsi ) passare allo stato naturale e diventare selvatica effettuando una migrazione normale nei due periodi ? :wink: Salutiamo

    • Maurizio Famoso scrive:

      @Giacomo
      Per quanto ne so da fonti “ufficiose” la quaglia immessa in territorio libero in un determinato periodo regge bene la stagione venatoria ma non può compiere migrazioni. I tecnici ritengono che la sua immissione sia una pratica sconsigliabile perchè andrebbe a inquinare geneticamente le popolazioni selvatiche.
      Saluti, Maurizio

      • Giacomo scrive:

        Caro Maurizio, quale studio è stato fatto per dire che la quaglia immessa andrebbe ad inquinare le popolazioni selvatiche ? Allora si dovrebbero chiudere tutti i quagliodromi perchè per i padellari che ci sono le quaglie che si salvano (e sono molte) inquinerebbero quelle selvatiche ! Io insisto, visto che adesso abbiamo una tecnologia a disposizione come i GPS di usare questo attrezzo per seguire alcune quaglie di allevamento immesse in territorio libero per studiare tutto quello che si può, per avere delle effettive notizie pratiche ( e non teoriche) sui movimenti di queste quaglie. Hai visto mai che queste potrebbero prendere anche loro la strada della migrazione nei due periodi assieme alle altre dette selvatiche ? O forse non si può fare per ragioni…. :mrgreen: :wink: Salutiamo

        • Maurizio Famoso scrive:

          Caro Giacomo, riporto solo il “sentito dire”. Mi sembra che se ne parlò tanto tempo fà sulla mailing list del cacciatore. Per il resto sono d’ accordo con te. Caccia e scienza devono andare di pari passo. In ogni caso anche se non facesse la migrazione in questi tempi di vacche magre potrebbe essere un’ ottima risorsa.
          Saluti, Maurizio

        • Daniel scrive:

          Giacomo, ci stiamo lavorando da qualche mese riprendendo gli studi fatti in Sicilia dalla Ripartizione Faunistica di Palermo e dall’Istituto Zooprofilattico…ma penso che per avere qualcosa in mano da proporre alle amministrazioni ci vorranno almeno un paio d’anni, cmq l’Ufficio Avifauna Migratoria e la settoriale della Fidc Ucim non sono ferme su questo fronte… di più non posso dirti.. :wink:

  11. CLAUDIO TORTOIOLI scrive:

    Più avanti dedicherò più tempo, una notizia ci da l’amico

    Sergio, l’agrifauna è saltata, fondamentale l’impegno di tanti come te Sergio per scoprire le malefatte dell’ A.T.C.3., dimmi ma questo era il baraccone voluto dal ex presidente ove venivano passaggi vari?
    Voglio ricordare che la vera forza della caccia popolare è stata ed è il volontariato, noi che lo organizziamo in forma diffusa sappiamo la passione che molti cacciatori e agricoltori hanno e sopratutto il valore economico di questo lavoro, tu Mario ne sai qualcosa vero?
    Sul calendario: quale peso quello dei gruppi spontanei che dedicano tempo passione, conoscenza, risorse.
    Forse è colpa nostra che non riusciamo nella sintesi ed unitariamente dare un peso specifico e politico al nostro lavoro o meglio ” missione”.
    Certamente l’apertura unica il primo di settembre è la cosa che tantissimi vogliamo, ma credo che dopo anni che veniamo puntualmente sconfitti, dovremmo cercare vie nuove e diverse per ottenerla, o no?
    Le bricioline di questo calendario riescono ad abbonire alcuni, ma se non arriva altro e mi riferisco almeno alla deroga sul fringuello le licenze resteranno in terreno negativo e le associazioni venatorie l’anno prossimo dovranno alzare il tiro.
    Poi prossimamente ci sono le elezioni regionali, ci facciamo fregare ancora con le solite promesse o facciamo tutti insieme qualcosa di serio?
    Ora è tardi mi fermo qui, ma tornerò puntualmente sul calendario, burocrazia e non solo.
    Claudio Tortoioli ASSOCIAZIONE VENATORIA AMBIENTALE NATA LIBERA PERUGIA

  12. Bartoccini Mario scrive:

    Alle prossime elezioni regionali?
    LA RIVOLTA DEI FORCONI!
    Per cacciare dagli uffici della Regione, ma soprattutto dalle poltrone della Regione, coloro che hanno mortificato le grandi potenzialità “ecosostenibili” dell’Umbria! Renzi docet???

    In merito all’immissione di animali allevati in cattività, per intenderci nelle voliere e nelle gabbie, releghiamoli alle ZAC e alle AATV.

    Personalmente sono certo, ma fatti e risultati lo dimostrano insieme agli Scienziati, che detti animali trasmetto patologie e parassitosi, compromettendo definitivamente la selvaticità dei “superstiti”.

    Noi del Club da sempre, ci siamo battuti per dare titoli e potenzialità alle Zone Ripopolamento Irradiamento e Cattura, nella certa convinzione di esaltare il valore biologico della SELVATICITA’.
    Cordialità.

  13. Giacomo scrive:

    Certo che non si può pensare di allevare le quaglie in gabbia prima di immetterle sul territorio per sperimentare, cosa assurda ! dopo un periodo di allevamento nel momento in cui incominciano a mangiare da sole ( quindi ancora piccole) si possono immettere sul territorio ben coperto di erbe e stoppie per alimentazione naturale e lunghe voliere. Solo quando sono cresciute e volano tipo jet potrebbero essere immesse sul territorio per dare inizio alla sperimentazione con alcune munite di GPS. Visto che da noi la quaglia è morta perchè impossibile cacciarla perchè non darsi da fare per porre rimedio cercando di ripopolare. Non ho mai sentito di esperimenti scientifici fatti in questa direzione, se esistono che si incominci a vedere se a quei tempi esisteva il GPS per un controllo inconfutabile come si può fare adesso. Salutiamo

    • Daniel scrive:

      PS. per Giacomo, nel mio precedente commento mi riferivo all’allevamento di Quaglie selvatiche e non certo di giapponesi…. :wink:

      • Giacomo scrive:

        Meglio ancora Daniele sesono quelle selvatiche ! Se non ti dispiace in seguito facci sapere qualcosa di come procedete in Fidc per questa sperimentazione che ritengo possa salvare capre e cavoli. Nel ringraziarti dell’informazione in merito, salutiamo ! :wink:

  14. Bartoccini Mario scrive:

    Carissimi Cacciatori, mi preme di ricordare che molti allevatori di quaglie in Italia, riescono a trovare quaglie maschio selvatiche (quindi catturate) che poi immettono nei parchetti riproduttivi.
    Cioè nel gruppetto di femmine che fanno le uova.
    Questa prassi è in “voga” ormai da tanti anni in Italia.
    Cordialità.

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