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Ass.Venatorie: Richiami vivi, massima disponibilita’

| 12 giugno 2014 | 6 Comments

merlo gabbiaRICHIAMI VIVI: MASSIMA DISPONIBILITÀ ALLA COLLABORAZIONE DA PARTE DELLE ASSOCIAZIONI VENATORIE NAZIONALI

Facendo seguito alle richieste formulate e alle lettere inviate da ultimo in data 5 giugno u.s. alla Presidenza del Consiglio, agli Onorevoli Ministri interessati e alla Commissione Europea, i vertici delle Associazioni Venatorie Nazionali riconosciute,Federcaccia, Enalcaccia, ArciCaccia, Liberacaccia, ANUUMigratoristi, hanno avuto modo di rappresentare in data 10 giugno al Ministero dell’Ambiente il punto di vista del mondo venatorio in relazione alla vicenda dei richiami vivi e delle autorizzazioni in deroga di cui all’articolo 15 della Comunitaria, manifestando l’interesse a modifiche atte a consentire la massima chiarezza nella formulazione e nella applicazione della normativa esistente.

Sulla materia in questione, la Camera dei Deputati ha approvato in data di ieri il seguente emendamento:
“3. L’attività di cattura per l’inanellamento e per la cessione a fini di richiamo può essere svolta esclusivamente da impianti della cui autorizzazione siano titolari le province e che siano gestiti da personale qualificato e valutato idoneo dall’Istituto nazionale per la fauna selvatica. L’autorizzazione alla gestione di tali impianti è concessa dalle regioni “nel rispetto delle condizioni e delle modalità previste all’articolo 19-bis” su parere dell’Istituto nazionale per la fauna selvatica [oggi Ispra], il quale svolge altresì compiti di controllo e di certificazione dell’attività svolta dagli impianti stessi e ne determina il periodo di attività.”

Le Associazioni Venatorie hanno dichiarato la più ampia collegiale disponibilità a contribuire nel corso dell’iter parlamentare ad ogni utile apporto per le finalità sopraindicate.

Roma, 12 giugno 2014 –

Federcaccia, Enalcaccia, Arci Caccia, Liberacaccia, ANUUMigratoristi

 

 

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Comments (6)

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  1. fiore scrive:

    non dico mica tanto ma un pò d’informazione reale non farebbe male all’opinione pubblica…

  2. Marco.c scrive:

    Siamo alle solite…quando c’è di mezzo l’ISPPRA possiamo stare più che tranquilli sul fatto che tale pratica sarà certamente impraticabile. Poi il governo continua ad assegnare alle province compiti che non dovrebbe più svolgere….altra presa per i fondelli. Questi governatori vogliono solo che i rappresentanti delle province non siano più eletti dal popolo ma decisi dagli schieramenti politici….peggio del peggio….

  3. Terfiro scrive:

    Penso che ogni tanto, al posto delle solite futili polemiche, un po di riconoscenza e qualche ringraziamento per quanto le associazioni tutte, si sono adoperate in questo difficilissimo momento con le istituzioni,non guasterebbe. Sarebbe anche un segno di maturità e aiuto morale. Soltanto grazie al loro operato di mediazione e convincimento, la caccia ha vinto una battaglie che se persa non è da immaginare il danno che avrebbe provocato.
    Domandatevi cosa avete fatto voi per evitare il peggio e poi con onestà intellettuale riflettete.
    Troppo semplice fare soltanto critica negativa.

    saluti

  4. peppol@ scrive:

    A me risulta che le cose sono andate diversamente, il grande burattinaio della caccia in ItaGGGlia sarebbe meglio che vada a sbroffare al suo roccolo.

    • Maurizio scrive:

      Esatto, se non era per l’intervento di poche appassionate persone, qualche solone delle AAVV ci avrebbero fatto andare a caccia con pesanti limitazioni.

  5. fritz scrive:

    Le associazioni venatorie così come gli ambiti di caccia così come le provincie così come le regioni le comunità montane alpine collinari pianeggianti marine così come l’ispra così come l’enpa così come i partiti dei pensionati dei nullafacenti dei superlavoranti dei precari delle massaie del ricambio generazionale e della continuità del enricostaisereno e del consorziochedinuovononhanulla e di quelli che vedono ma non parlano di quelli che parlano ma non sanno di quelli a centostelle ci siamo rotti i c……ni A CASA TUTTI

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