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Umbria: Arcicaccia, inserire la girata per il cinghiale

| 28 maggio 2014 | 7 Comments

Arci Caccia Umbria. Per la caccia al cinghiale inserire la girata e rimuovere inutili esclusività

ArcicacciaL’ Arci Caccia dell’Umbria, ormai da tempo, ha presentato, come richiesto dall’assessore regionale Fernanda cecchini, le sue valutazioni ed alcune proposte di modifica alla bozza di regolamento di caccia al cinghiale. Le polemiche di questi giorni ed illazioni fuori luogo ci spingono a puntualizzare di nuovo la posizione dell’associazione in modo tale che cacciatori ed agricoltori possano farsi una idea compiuta.

La nostra proposta prevede la caccia in braccata, in singolo e la girata.

Per quanto riguarda la girata riteniamo utile istituire un registro dei gruppi presso ciascun Atc, con le modalità di iscrizione previste per le squadre. I gruppi potranno essere costituti da un minino di tre ad un massimo di sei cacciatori con possibilità di ospitare altri due cacciatori purché abilitati e nel rispetto del tetto massimo. Inoltre per i gruppi è previsto un contributo economico stabilito dall’Atc, come per l’iscrizione delle squadre, la scelta del comprensorio, le distanze di attività tra i diversi gruppi, l’utilizzo di un solo cane limiere e l’ampiezza massima delle zona (tabellata), nella quale svolgere la girata che è prevista nei giorni stabiliti dal calendario venatorio per la caccia in braccata. Inoltre la proposta prevede delle norme di sicurezza (giacche alta visibilità, tabelle e distintivi, utilizzo radio), l’iscrizione esclusiva ad un solo gruppo e lo svolgimento della girata solo nel territorio a caccia programmata non settorializzato e non assegnato alle squadre (25% della zona vocata non settorializzata).

Per quanto riguarda la caccia in braccata, abbiamo definito il criterio di assegnazione dei settori, dettagliando i punteggi. Tale sistema ha la forza di assegnare con merito e premialità i settori alle squadre che partecipano alla gestione e allo stesso tempo garantisce anche rispetto della tradizione e delle dimensioni della squadra.

Abbiamo richiesto la possibilità che gli Atc possano avere un margine di flessibilità rispetto alla perentorietà del numero minino di partecipanti (venti) delle squadre che esercitano la caccia in braccata.

La nostra proposta interviene anche sulla caccia al cinghiale effettuata in forma individuale.

In questo caso può essere effettuata solo all’aspetto, con canna rigata munita di ottica di puntamento e arco esclusivamente nel territorio a caccia programmata non settorializzato. Misure particolare sono previste per l’utilizzo dell’arco.

Infine per la forma singola da appostamento, cosi come proposta, appare eccessivamente limitante la previsione del calendario venatorio che prevede l’esclusività nella giornata venatoria per la caccia al cinghiale, essendo caccia d’appostamento sia con arco che con arma a canna rigata essendo essa una “caccia crepuscolare”.

Abbiamo proposto che la caccia al cinghiale in ogni forma prevista (braccata, singolo d’appostamento) deve essere esercitata nei stessi giorni previsti dal calendario venatorio

“Abbiamo presentato una proposta che guarda al futuro e alla gestione della specie, cercando di dare a tutti il diritto di esercitare la caccia al cinghiale nelle forma che ognuno di noi riterrà più appropriata, dichiara Emanuele Bennati, presidente regionale dell’Arci Caccia dell’Umbria. La proposta fornisce uno strumento di gestione del territorio, individuando per ciascuna zona sia essa vocata o non vocata un soggetto che potrà esercitare un controllo sulla specie andando incontro anche alle esigenze degli agricoltori che continuano a denunciare danni alle colture agricole . Inoltre il rischio che la gestione del cinghiale diventi esclusività delle squadre le espone al rischio di dover sostenere anche l’indennizzo dei danni, come prevede il regolamento attuale.”

Ritengo al quanto scorretto divulgare informazioni distorte che continuano ad alimentare polemiche nel mondo venatorio, quando chi divulga certe informazioni ha ritenuto opportuno come sempre, non presentare nessuna proposta e non prendere nessuna decisione. Certo è che la nostra proposta non metterà tutti d’accordo ma abbiamo saputo assumerci le nostre responsabilità, senza sguazzare nel torbido per meri interessi di tessera, prosegue il presidente Bennati. E’ ora di dire basta a questi atteggiamenti poco costruttivi che danneggiano solo il mondo della cacci; abbiamo bisogno di responsabilità e di guardare al futuro perché la caccia ha bisogno di certezze. Mi voglio rivolgere anche all’Assessore Fernanda Cecchini. Abbiamo tutti il dovere di mettere la parola fine alla modifica del regolamento che ora mai dura da circa due anni; questa vicenda ha monopolizzato la discussione, distogliendo l’attenzione dalla gestione del territorio, dell’ambiente e dalle altre forme di caccia che vivono una crisi profonda dovuta ad una mancanza di programmazione di interventi gestionali in grado di rispondere alle esigenze degli agricoltori, dei cacciatori, ma anche degli ambientalisti.

L’ufficio Stampa
Comitato Regionale Arci Caccia Umbria

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Category: Arcicaccia, Cinghiale, Umbria

Comments (7)

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  1. Pietro Pirredda - Arzachena (Sardegna) scrive:

    Scandaloso, voi di Arci caccia volete settorizzare tutto e fare regolamenti su regolamenti al fine di cosa? Trovare nuove tasse da far pagare in base a che caccia ognuno sceglie di praticare?
    Sinceramente ritengo che siate voi ed un’altra AA.VV che remate contro corrente a discapito dei cacciatori e della caccia.
    Con questo vostro modo di fare (parere personale) e pensare state portando questa attività alla rovina!

    • Emanuele scrive:

      Caro Pietro vero è che non siamo noi che governi amo la caccia noi ci limitiamo a fare proposte, condivisibili o meno.
      Il fatto è che in Umbria i settori già esistono e non permettono a tutti di praticare la caccia al cinghiale nella forma che preferisce

      • Pietro Pirredda - Arzachena (Sardegna) scrive:

        Emanuele, la caccia dovrebbe essere vista con gli occhi del cacciatore non con quelli del Cuminista o del Brambillista o Dudùista che sia.
        Come Associazione siete (parere personale) più vicini a legambiente e lipu che alla salvaguardia dei valori della caccia.
        Non che Forza Italia, PD e Cinquestelle siano megllio di voi ma nella vostra sigla vi è la parola “caccia” e dovreste salvaguardarla e cercare di migliorarla anzi che inventare nuovi paletti creando contestualmente nuove divisioni.

  2. franc scrive:

    Caccia con il limiere in 3 persone?
    Uno per forza a seguire il cane alla lunga e due soli cacciatori alle poste?
    MI sembra in questo caso che non ci siano le idee chiare sulla sicurezza. I due alle poste per coprire maggior territorio verranno messi in punti strategici con tiri anche lunghi. Ma in tre soli come fanno ad essere sicuri, che nella zona da loro prescelta x la girata, non vi siano anche altre persone che frequentano il bosco?

  3. Sergio Gunnella scrive:

    Nessuno parla più di modificare una legge, la 157/92, ormai ultraventennale. Il bello è che alcuni dei suoi postulati, pur se vetusti, come dimostra la nota dell’ ufficio stampa dell’ Arcicaccia, non sono mai stati applicati. Tuttavia essi continuano impunemente a essere ‘interpretati’ con il solo scopo di raccogliere consensi partitocratici. E così, i dettami del Titolo V della Costituzione vanno a ramengo, e con essi l’ etica e la stessa sicurezza. Si inventano regolamenti e regolamentini per il proprio orto e per dare un ‘aiutino’ al proprio bilancio famigliare o… per giustificare la spesa del Pik-Up comprato proprio per la bisogna. Il peso della ciccia – si sa – ha un suo valore… Invenzioni elaborate e travisate da una L. regionale, quella dell’ Umbria, che non solo non conosce la differenza che corre fra il sostantivo ‘controllo’ e quello di ‘contenimento’, ma sfora impunemente i dettami del ‘Documento di omogeneità e congruenza’ edito per legge da un Istituto pagato da tutti gli italiani e voluto dalla riforma del 1992. Qualcuno lo ha mai letto? Guardate ‘compagni della caccia’ (come usate chiamarvi fra di voi), che stò documento non è mica roba che si mangia, sapete? E’ la follia, amici, credete a me. Così come è pura follia non disporre, dopo 22 anni, di uno straccio di ‘Carta delle vocazioni faunistiche regionali’. Ma forse sto parlando da solo. E per non essere preso per matto, chiudo qui la trasmissione.
    Sergio Gunnella

  4. Bartoccini Mario scrive:

    Ma, dico io, è possibile che l’ARCI CACCIA non ha altro da fare?
    Per esempio? FAR FUNZIONARE LE ZONE RIPOPOLAMENTO IRRADIAMENTO E CATTURA!
    Per esempio? PROPORRE LA “GIRATA” PER CAPRIOLO E DAINO!
    Per esempio? PREMIARE LE SQUADRE CINGHIALISTI E I CACCIATORI DI SELEZIONE QUANDO ABBATTONO LA VOLPE!
    Per esempio? INVOCARE IL CONTROLLO DELLE AFV (riserve di caccia)PER FAR RISPETTARE I PRESUPPOSTI IN CONCESSIONE!
    Per esempio? LOTTARE CON NOI DEL CLUB PER RIATTIVARE IL DIVIETO DI CACCIA ALLA MIGRATORIA NELLE “RISERVE PRIVATE”!
    Mi fermo, ricordando in ogni modo che la selvaggina stanziale, prima dell’avvento degli ATC, si cacciava tutto l’anno lungo le tabelle! E le “tabelle” non erano poste lungo le strade, così come volle il presidente ATC Perugia n. 1.
    Cordialità.

  5. Pietro Pirredda - Arzachena (Sardegna) scrive:

    In tutti i discorsi, convegni e incontri di caccia si pensa alla ciccia derivante dai mammiferi oggetto di caccia in battuta, girata o selezione a discapito della caccia in generale.

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