Toscana: Come cambia la caccia agli ungulati

| 26 maggio 2014 | 4 Comments

In data del 5 maggio scorso, la Regione Toscana ha approvato una delibera che ridisegna la caccia agli ungulati, istituendo delle aree ad alta criticità, all’interno delle quali verranno attuate delle azioni particolari di contenimento degli ungulati “problematici”

Da qesto link: http://www301.regione.toscana.it è possibile leggere e scaricare tutto il materiale desiderato (delibera e cartina)

per comodità riportiamo qui sotto l’allegato 11:

ungulatiAllegato 11
Indirizzi per la gestione faunistico venatoria degli ungulati in Toscana
Stagione venatoria 20142015

Premessa
In Toscana la presenza di specie ungulate è così diffusa e numericamente elevata da costituire un serio rischio per il mantenimento dell’equilibrio naturale del territorio, una vera criticità per la biodiversità con pericolo per la conservazione di specie vegetali e animali, alcune anche particolarmente protette.
Su tutto il territorio regionale sono stimati circa 200.000 caprioli, altrettanti cinghiali, 8.000 daini e 4.000 cervi, praticamente siamo la regione europea con la massima presenza di queste specie, dovuta anche alla particolare conformazione del territorio, coperto da boschi e foreste per oltre il 50%, nonché dalla qualità ambientale particolarmente favorevole per la fauna e in particolare per i gli ungulati.
Certamente numeri così elevati pongono anche seri problemi di gestione, vista la loro capacità di causare danni alle coltivazioni e incidenti stradali, questi ultimi in costante aumento.
In particolare il capriolo appare in continua crescita numerica, passando dai 100.000 capi del 2004, censiti nei soli distretti di caccia, quindi escludendo parchi, aree protette e altri istituti faunistici, ai 160.396 del 2012.
Di fronte ad una situazione di questo tipo, descritta nel dettaglio attraverso i dati dell’Osservatorio regionale, sono necessarie scelte responsabili e condivise da parte della Pubblica Amministrazione per recuperare l’equilibrio del territorio e non compromettere ulteriormente l’ambiente toscano.
Occorre essere consapevoli del fatto che il fenomeno dell’incremento degli ungulati, presente in tutti i paesi europei, in Italia risente di una normativa nazionale, la legge 157/1992 che, pur valida sotto molti aspetti, non considera adeguatamente questa tipologia di fauna in quanto all’epoca poco diffusa e di scarso interesse venatorio.
Di seguito alcuni dati significativi su stime e abbattimenti in Toscana:
Stime complessive (solo distretti e AFV) delle diverse specie di ungulati presenti in Toscana dal 2008 al 2012
Anno capriolo cervo daino muflone Totale
2008 144.586 3.996 7.814 2.543 158.939
2009 162.528 4.427 8.268 2.613 177.836
2010 161.416 4.364 9.277 2.742 177.799
2011 163.336 4.181 8.425 3.100 179.042
2012 160.396 3.419 7.744 2.109 173.668
Per quanto riguarda la specie cinghiale si ritiene che la stima sia equivalente al doppio degli abbattimenti del periodo, quindi stima cinghiale 2012 = circa 165.000 capi.
Quindi il carico di ungulati stimato per il 2012 ammonta a circa 400.000 capi.
Abbattimenti complessivi effettuati nei distretti, nelle AFV e in controllo (art. 37) delle diverse specie di ungulati presenti in Toscana dal 2008 al 2012
Anno capriolo cervo cinghiale daino muflone
2008 17.494 413 86.003 1.882 330
2009 20.341 533 71.521 2.164 334
2010 22.804 630 74.721 2.071 237
2011 24.253 697 92.656 2.171 318
2012 16.315 613 81.946 1.713 506
I danni alle colture agricole causati dalla fauna sono in aumento negli ultimi anni, anche se non si sono ancora raggiunti i livelli economici di danno del 2008.
PROVINCIA 2008 2009 2010 2011 2012
Arezzo 257.963 221.265 357.915 258.500 131.318
Firenze 409.141 323.476 267.215 217.386 379.764
Grosseto 313.085 159.192 235.648 305.777 365.928
Livorno 124.850 45.957 43.178 138.161 128.648
Lucca 127.011 87.916 139.657 115.769 144.845
Massa Carrara 104.512 104.699 76.546 81.753 83.537
Pisa 217.230 70.565 54.321 88.285 202.203
Pistoia 115.623 79.982 86.233 122.150 83.905
Prato 34.856 13.595 8.654 10.852 11.466
Siena 560.158 401.723 351.237 353.841 419.000
Totale 2.264.429 1.508.370 1.620.604 1.692.474 1.950.615
Importante è poi verificare il totale danni da cinghiale e la relazione degli stessi rispetto al totale dei danni da fauna selvatica.

Nel 2012 i danni da cinghiale rappresentano il 60,98% dei danni totali.

Nel 2012 i danni da ungulati in genere rappresentano l’88,19% dei danni totali liquidati.

Un intervento normativo a livello nazionale potrebbe veramente dare risposte ai tanti problemi determinati dalla suddetta situazione faunistica e di conseguenza sanare il conflitto con l’agricoltura.

Nelle more dalla tanto auspicata modifica della legge 157/1992 o di un provvedimento normativo ad hoc per i grandi erbivori selvatici, è intenzione della Regione Toscana intervenire subito per una gestione faunistico venatoria che tuteli concretamente l’agricoltura e l’equilibrio ambientale del territorio.

Oltre a coordinare l’ordinaria programmazione faunistico venatoria del territorio collaborando con le Amministrazioni provinciali competenti, stiamo lavorando ad un progetto per attivare tutte le forme di caccia previste nei confronti delle specie ungulate in maniera sinergica e organizzata dagli ATC. Il progetto riguarda principalmente zone caratterizzate da coltivazioni particolarmente sensibili o caratterizzate da infrastrutture antropiche rilevanti e precisamente individuate sul territorio in base a criteri oggettivi in modo da eliminare o ridurre drasticamente l’impatto delle specie con l’economia agricola presente e le altre attività antropiche.

Gestione venatoria degli ungulati nelle aree problematiche della Regione Toscana
Stagione venatoria 2014/2015

Individuazione delle aree problematiche
Sono state individuate le aree problematiche in applicazione delle “Linee Guida per la gestione degli Ungulati” pubblicate da ISPRA nel settembre 2013, quindi le “aree nelle quali l’agricoltura è fortemente indirizzata verso coltivazioni particolarmente sensibili” e “quelle caratterizzate da una elevata presenza di infrastrutture antropiche” in cui è desiderabile mantenere le popolazioni di ungulati ad una densità estremamente contenuta (densità obiettivo tendente a zero).
Ciascuna area problematica è stata individuata precisamente a livello cartografico prendendo in considerazione principalmente i seguenti criteri:
- danni alle colture registrati negli ultimi anni e georeferenziati,
- uso del suolo,
- rete viaria,
- infrastrutture antropiche
- colture agricole e aree protette.
Per ciascuna area problematica sono indicati gli ettari complessivi, i territori comunali coinvolti, le colture presenti e le altre caratteristiche ambientali ed antropiche caratterizzanti la zona.
Per ciascuna area problematica è stata indicata la specie o le specie la cui presenza costituisce elemento di criticità.
Sono state individuate complessivamente 42 aree problematiche in tutta la Toscana: 470.982 ettari complessivi corrispondenti a circa il 23% del territorio regionale.

Suddivisione delle aree problematiche a livello provinciale:
Arezzo – 5 aree problematiche con criticità cinghiale per una superficie complessiva di 105.504 ettari
Firenze – 2 aree problematiche, una con criticità cinghiale, capriolo e daino e l’atra con criticità capriolo, per una superficie complessiva di 110.997 ettari
Grosseto – 7 aree problematiche con criticità cinghiale per una superficie complessiva di 48.749 ettari
Livorno – 3 aree problematiche con criticità cinghiale per una superficie complessiva di 46.083 ettari
Lucca – 7 aree problematiche con criticità cinghiale per una superficie complessiva di 30.192 ettari Massa Carrara – 4 aree problematiche con criticità cinghiale per una superficie complessiva di 5.032 ettari
Pisa – 2 aree problematiche con criticità cinghiale per una superficie complessiva di 4.394 ettari Pistoia – 4 aree problematiche con criticità cinghiale ed altri cervidi per una superficie complessiva di 29.855 ettari
Siena – 8 aree problematiche con criticità cinghiale ed altri cervidi per una superficie complessiva di 90.176 ettari

Gestione faunistico venatoria delle aree problematiche
Nelle aree problematiche della Toscana in cui la specie critica è rappresentata dal cinghiale saranno avviate le seguenti strategie venatorie:
- caccia di selezione organizzata dagli ATC:
o cacciatori di cinghiale abilitati alla caccia di selezione per la specie medesima, iscritti alle squadre operanti nei distretti delle zone confinanti,
o agricoltori abilitati alla caccia di selezione al cinghiale sui terreni agricoli di proprietà o in conduzione.
- caccia in battuta a partire dal 1° ottobre.

In considerazione del periodo in cui iniziano le semine primaverili, tra cui il mais e il girasole, si indica la seguente tempistica per gli abbattimenti in selezione:

CINGHIALE
1 aprile – 31 gennaio (maschi tutte le classi di età, femmine tutte le classi si età con esclusione delle femmine adulte con piccoli)
1 settembre – 31 gennaio (femmine adulte con piccoli)
Nelle aree problematiche della Toscana in cui la specie critica è rappresentata dal capriolo e dagli altri cervidi:
- caccia di selezione organizzata dagli ATC:
o cacciatori abilitati alla caccia di selezione per le specie di riferimento,
o agricoltori abilitati alla caccia di selezione terreni agricoli di proprietà o in conduzione.

Condizioni per un corretto percorso gestionale del Capriolo:
1) accertamento di un rilevante livello di danni, anche su base temporale (ultimi 3-4 anni) differenziate per specie e tipo di coltura danneggiata con i relativi dati cartografici,
2) applicazione di misure di prevenzione (recinti elettrici, dissuasione olfattiva, prodotti a base organica dissuasori con irrorazioni aprile/maggio) a scala di istituto, cioè con una proporzione significativa delle aziende e dei campi che abbiano adottato misure opportune. Opportuna verifica da parte della provincia competente della corretta applicazione e manutenzione dei sistemi di prevenzione,
3) potenziamento dell’attività venatoria nelle aree non critiche con i normali tempi e tecniche delle linee guida tendente al completamento dei piani di abbattimento. Inoltre, sempre nel territorio venabile, i piani andranno modulati in funzione degli obiettivi generali di contenimento dei danni, basati su obiettivi di densità predefiniti e compatibili con la vicinanza alle aree critiche e con la natura del territorio. Dovrà essere anche prevista una modulazione a livello locale: in aziende specifiche, particolarmente vulnerabili perché contornate da habitat idonei, potranno essere realizzati abbattimenti tali anche da determinare densità prossime allo zero.

Qualora sussistano i suddetti presupposti sarà possibile:
1. adottare la seguente tempistica per gli abbattimenti in selezione:
CAPRIOLO
1 gennaio – 15 marzo (maschi e femmine di tutte le classi di età)
1 giugno – 15 luglio (maschi adulti e giovani)
15 agosto – 30 settembre (maschi adulti e giovani)

2. autorizzare abbattimenti in regime di controllo negli istituti non venabili e nei soli vigneti e arboreti da frutto all’interno delle aree problematiche entro maggio 2014, previo monitoraggio dei danni e delle popolazioni.
La caccia di selezione nelle aree problematiche dovrà essere esercitata da punti fissi di sparo con adeguati sistemi di prenotazione della giornata di caccia che agevolino le operazioni di controllo e verifica delle attività venatorie effettivamente svolte nonché dei risultati conseguiti.
Ciascun punto di sparo dovrà essere adeguatamente segnalato sul territorio per motivi di sicurezza pubblica.
Se al termine della stagione venatoria non sarà raggiunto l’obiettivo dell’eliminazione o drastica riduzione dell’impatto delle specie sulle colture o sulle infrastrutture presenti, la Provincia dovrà prevedere nel piano annuale di gestione e prelievo adeguati “oneri” ai sensi del comma 4 dell’articolo 90 del dpgr 33/r/2011 e adeguati “contributi” ai sensi del comma 5 di cui al medesimo articolo 90.
Si ricorda che il piano di gestione e prelievo di cui all’articolo 90 del dpgr 33/r/2011 è parte integrante e sostanziale del piano annuale di gestione di cui all’articolo 9 della l.r. 3/1994 dove al comma 4 si specifica che il mancato raggiungimento degli obiettivi programmati può comportare una riduzione del trasferimento delle risorse assegnate.

http://www301.regione.toscana.it

 

Tags: , , , , , , ,

Category: .In Evidenza, Toscana

Comments (4)

Trackback URL | Comments RSS Feed

  1. guy scrive:

    …..e io sparo…………… :mrgreen:

    • Renato scrive:

      :twisted: La contraddizione è che rispetto all’anno scorso possiamo esercitare la selezione ai caprioli per tre giorni la settimana, contro i cinque degli anni passati!
      Disse il contadino : sarà che me la medichi……

  2. fabrizio scrive:

    se prima non aboliamo 135 inutili parchi regionali e almeno la meta’ dei 25 parchi nazionali, restano solo parole in liberta’…….il territorio o lo gestisci nel suo complesso o non gestisci un bel nulla. prima di tutto va abolita o riformata in senso piu’ razionale la sciagurata legge 394/1991,ispirata molto piu’ da propositi di puro clientelismo politico, che dall’ intento di tutelare la natura e la fauna.

  3. guy scrive:

    lasciamo la gestione del territorio ai selecontrollori abilitati ed alla polizia provinciale mi sembra una giusta scelta di qualita’venatoria

Leave a Reply


4 + = 8

oww :wink: :twisted: :roll: :oops: :mrgreen: :lol: :idea: :evil: :cry: :arrow: :?: :-| :-x :-o :-P :-D :-? :) :( :!: 8-O 8) -o- (y) (up) (n) (f) (dw) (:n) (:i) (:-p)


Nota Bene: E' nostra intenzione dare ampio spazio a un libero confronto purche' rispettoso della persona e delle altrui opinioni. La redazione si riserva pertanto il diritto di non pubblicare commenti volgari, offensivi o lesivi o che non siano in tema con l'argomento trattato. Inoltre i commenti inviati, con il solo scopo di provocare, offendere o anche semplicemente dileggiare la caccia e i cacciatori, verrano cancellati d'ufficio. E' fatto divieto inoltre divulgare (all'interno dei commenti) email, articoli, etc. senza disporre dell'esplicito consenso dell'autore.


Avviso: LEGGERE ATTENTAMENTE
Ciascun partecipante si assume la piena responsabilita' penale e civile derivante dal contenuto illecito dei propri commenti e da ogni danno che possa essere lamentato da terzi in relazione alla pubblicazione degli stessi. La redazione del sito www.ilcacciatore.com si riserva il diritto di rivelare l'IP dell'autore di un commento e tutte le altre informazioni possedute in caso di richiesta da parte delle autorita' competenti, nell'ambito di indagini od accertamenti di routine o straordinari. La redazione del sito www.ilcacciatore.com non puo' in alcun modo essere ritenuta responsabile per il contenuto dei messaggi inviati dagli utenti e si riserva il diritto di cancellare e/o editare discrezionalmente e senza preavviso qualsiasi messaggio sia ritenuto inopportuno o non conforme allo spirito del sito senza tuttavia assumere alcun obbligo al riguardo.