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la Reg. Umbria mortifica le aspettative dei cacciatori

| 26 maggio 2014 | 5 Comments

club Le TorriIl calendario venatorio “preadottato” dalle Regione Umbria mortifica le aspettative dei cacciatori e l’economia regionale.

La Giunta Regionale dell’Umbria, con candida prosopopea ha reso noto che “la giornata di preapertura sarà divisa in due mezze giornate”. Si tratta, nel caso, dell’apertura della caccia in Regione che di fatto anno scorso avvenne il 1° di settembre per l’intera giornata. Ma l’anno precedente furono due giornate e gli anni ancora precedenti intere giornate a specie stanziali e migratorie.
Insolita tempestività nella pubblicazione, quasi una “chicca”,il calendario venatorio 2014/15, che per i cacciatori umbri e le persone di cultura onnivora, assumel’aspetto dell’ alone di un rigurgito animalista. In sostanza: un matrimonio da consumare a metà!
Siamo indignati come non mai, perché anche quest’anno la Giunta Regionale ha tarpato le legittime aspettative di coloro che pagano la tassa venatoria più esosa d’Europa, mortificando un diritto codificato dalla consuetudine e dalla scienza, laddove al 1° di settembre di ogni anno, la migrazione di tortore e quaglie è praticamente agli sgoccioli.
Tassa ancor più sconcertante se si considera che le stesse specie – tortora e quaglia – sono cacciate in tutti i Paesi del centro Europa già dal 15 agosto. Data che si ricorda puntuale a memora d’uomo.
In sostanza, ancora una volta, i frutti esponenziali della selvaggina che si è riprodotta sul nostro territorio ed è in fase di migrazione accelerata, viene lasciata migrare nei luoghi di svernamento, procurando di fatto un danno economico per la Regione, che corrisponde a circa 30.000 capi tra tortore e quaglie non incarnierate.
La Giunta Regionale non può aver dimenticato il risultato referendario del ’90 e il conseguente consenso dimostrato dai cittadini dell’Umbria per l’attività venatoria e la fruizione dell’ambiente, come non può dimenticare il gran valore biologico della selvaggina nel momento in cui la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità, lancia l’allarme delle resistenza dei batteri agli antibiotici usati a iosa negli allevamenti. Sia negli allevamenti da carne, sia negli allevamenti di pesce.
Mario Bartoccini – Portavoce del Club Cacciatori “Le Torri”.

 

 

 

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Category: Club le Torri, Umbria

Comments (5)

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  1. Marco scrive:

    Da cacciatore questo mi sembra un messaggio delirante, la caccia non è solo predazione e depauperamento delle risorse del territorio…frasi come queste fanno schifo a me figurarsi a un non cacciatore,”procurando di fatto un danno economico per la Regione, che corrisponde a circa 30.000 capi tra tortore e quaglie non incarnierate.” figurarsi a chi della caccia a già una cattiva opinione, NON SI VA A CACCIA PER LA CICCIA!!! Se c’è ancora qualcuno cosi affamato di ciccia, risparmi i soldi della licenza e ci si compri un bel maiale!!!

  2. Giacomo scrive:

    Ogni tanto viene fuori anche il parsimonioso aiutante in campo di chi vuole risparmiare per il proprio interesse. Se non ci si preoccupa della ciccia ne tantomeno dell’esplicare la propria passione praticamente con l’azione di caccia e non con il solo pensiero di prenderti un po di aria fresca allora io mi chiedo : cosa c’entra la caccia ! Fatti una passeggiata per i campi magari cogliendo margherite o a usare il fucile per reggerti impiedi, così risparmi anche le tasse e tutte le altre spese (che non sono poche)e nello stesso tempo con la selvaggina che lasci (ammesso che la ciccia ti fa schifo anche mangiarla) fai un favore a chi ci tiene portare anche il selvatico a casa per gustarne l’insuperabile ciccia, oltre alla soddisfazione di sapersi procurare il selvatico con le proprie forze. Spero di essermi spiegato ! Oltretutto non vorrei lasciarla al tipo che poi va a riempirsi il frigo altrove con quello che non ci fanno cacciare i nostri cari politici, o forse ancora non lo si è capito ! :wink: Salutiaaamo

    • Picchio scrive:

      Giacomo lascia perdere, è tempo perso, è grazie a questi saggi che finirà la caccia e ancor peggio finirà la giustizia, finirà la libertà.

  3. Bartoccini Mario scrive:

    In vernacolo perugino … l’consiglio del babo tal fiolo:
    “Cocc’mio, arcordte quel c’t’dico! Si nun vol diventà ‘mbeccille del tutto … ne scrive tante coglionerie!
    Cordialità.

  4. Bartoccini Mario scrive:

    Abbiamo il dovere di ringraziare la Direttrice del Corriere dell’Umbria, che ieri, in prima pagina d’apertura titolava:
    “Caccia, no alla preapertura a metà”.
    L’articolo riportava l’opinione di Libera Caccia e quasi per intero il testo del Club come sopra pubblicato.
    In merito alla “ciccia” (vedi signor Marco), è bene tener presente che paghiamo le tasse venatorie per prelevare la miglior ricchezza naturale. Cioè autenticamente “ciccia”
    d’evidente apporto economico per la società italiana che, è bene ricordarlo, importa il 50% del fabbisogno alimentare.E’ sbagliato, disinformante e pretestuoso, considerare l’attività venatoria un vizio emotivo!
    Cordialità.

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