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l’Aquila: cinghiali, agricoltori contro la Provincia

| 23 maggio 2014 | 0 Comments

Danni dei cinghiali, Confagricoltura contro i funzionari della Provincia dell’Aquila
Il direttore Fabrizi: “Gli allevatori e gli agricoltori non hanno speranze, ora anche i funzionari della Provincia remano contro l’attività di selecontrollo degli ungulati”

cinghiale L’AQUILA. «Gli allevatori e gli agricoltori dell’Aquila non hanno speranze, ora anche i funzionari della Provincia dell’Aquila remano contro l’attività di selecontrollo degli ungulati» esordisce così Stefano Fabrizi, direttore di Confagricoltura L’Aquila. «La Provincia, infatti, con una nota inviata alla Regione» continua «asserisce che la stessa non può autorizzare l’attività di contenimento della fauna selvatica nei periodi in cui la caccia è vietata. La diatriba tra uffici regionali e dirigenti provinciali ha preso il sopravvento anche nei confronti degli amministratori eletti. Per questo Confagricoltura L’Aquila ha incontrato questa mattina il presidente della provincia Del Corvo che ha assicurato il suo personale impegno ad attivare immediatamente la polizia provinciale per il necessario coordinamento delle squadre dei cacciatori muniti di autorizzazione, del resto, fatto negli anni passati».

«Può fare difetto il buon senso» aggiunge Fabrizi «ma l’ignoranza delle norme da parte di funzionari pubblici e dirigenti, lautamente pagati, è un lusso che non possiamo più permetterci, peggio ancora la difesa d’ufficio di politici in campagna elettorale che da una parte difendono i giusti diritti dei cacciatori, mentre dall’altra chiedono voti a un mondo agricolo che, non solo non gode delle stesse attenzioni, ma è costretto a subire provvedimenti privi di qualunque fondamento giuridico».

Confagricoltura L’Aquila ricorda, a coloro che definisce “solerti servitori della provincia”, che la legge regionale 10/2004 sulla caccia prevede, all’articolo 44, che le provincie possano attivare l’intervento dei selecontrollori. Rammenta, inoltre, che il 24 marzo, in presenza dei rappresentanti di tutte le prefetture abruzzesi, le quattro province hanno riportato le esperienze positive condotte in passato e che per la corrente annualità i piani sono già pronti ed approvati. A Chieti si inizierà il 1° giugno. «Ma se non basta la legge» fanno sapere ancora dall’associazione di categoria «dovrebbe essere la memoria ad aiutare a fare scelte consapevoli: il buon senso ci dice che se il selecontrollo deve rispettare il periodo di caccia autorizzato, a cosa servirebbe visto che in quel periodo si può cacciare. Inoltre se il piano di abbattimento, che alla provincia dell’Aquila scade nel luglio 2014, deve essere approvato dall’Ispra, ci chiediamo se la procedura non sia proprio prevista per dare regole certe al di fuori del periodo di caccia. Con la memoria, poi, si va indietro negli anni ed emerge che nella nostra provincia il controllo selettivo degli ungulati è stato sempre praticato dal 1988 e sempre quando la caccia era chiusa».

«E allora, senza nessun rimpianto» concludono «prendiamo atto della volontà di chiudere le provincie, la scarsa competenza di alcuni burocrati non è stata indifferente a decretarne l’estinzione. Il Licenziamento degli incompetenti sarebbe la giusta ricompensa ai cittadini-contribuenti-utenti che sono francamente stufi di pagare le tasse per servizi che non vengono resi».

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Category: Abruzzo, Cinghiale

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