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Europee: Consigli per il voto

| 12 maggio 2014 | 6 Comments

UEIn Europa, si giocheranno nei prossimi mesi partite importanti su caccia e armi: in particolare, la questione delle deroghe, delle specie esotiche invasive e la ventilata revisione della Direttiva armi. Con possibili ricadute negative sulle legislazioni nazionali: il recente decreto sulla capacità dei caricatori, per esempio, è proprio il recepimento di una direttiva europea del 2008. Anche per questo, le elezioni europee di domenica 25 maggio ci riguardano eccome. È decisivo che a Bruxelles siano eletti parlamentari che, se proprio non stanno dalla nostra parte, almeno ci stiano ad ascoltare. Sono appena state depositate le liste dei candidati, staremo a vedere se, nelle prossime settimane, qualcuno di essi sarà disposto a prendere anche impegni precisi. In campagna elettorale non tutti ritengono che la caccia o le armi siano argomenti… utili.

Io ci provo lo stesso a segnalare candidati. Intanto, uno su tutti assolutamente da non votare al Nord-Est: Andrea Zanoni, eurodeputato uscente Italia dei valori, animalista convinto e presidente di una associazione ambientalista veneta che si è riciclato nel Pd e si è segnalato per un atteggiamento particolarmente oltranzista. Speriamo proprio che non sia rieletto nella circoscrizione Nord-Est, che comprende le tre Venezie e l’Emilia-Romagna. Da evitare anche Movimento 5 stelle e Lista Tsipras che esprimono senza eccezioni posizioni antiarmi e anticaccia.

Berlato e De Castro al Nord-Est

In Veneto è avvenuto un fattaccio proprio recentissimo che riguarda il cacciatore Sergio Berlato, 55 anni, appiedato da Forza Italia all’ultimo momento. «Nonostante quanto assicuratomi dallo stesso Silvio Berlusconi, apprendo di essere stato estromesso dalle liste per due gravi “colpe”», ha dichiarato il tre volte europarlamentare. «La prima è che io sono un cacciatore e, quindi, una persona delle centinaia di migliaia esercitante un’attività non in linea con la svolta animalista del presidente e di Forza Italia. La seconda è perché ho osato denunciare il malaffare nella gestione degli affari pubblici in Veneto». E annuncia: «Io e la splendida comunità umana che mi sta intorno accogliamo l’invito di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale e correremo sotto il loro simbolo». In effetti, Fratelli d’Italia si è pronunciato a favore della ruralità e la sua leader Giorgia Meloni ha dichiarato l’intenzione di impegnarsi per una revisione della legge 157/92.

Nella circoscrizione Nord-Est capolista per Forza Italia resta Elisabetta Gardini, 57 anni, ex conduttrice televisiva, eletta alla camera nel 2006 e al parlamento europeo nel 2008. L’ho vista recentemente al convegno inaugurale di Hunting show proprio con Berlato: ha senz’altro capito la portata del settore e ha conosciuto i problemi che l’affliggono.

Al Nord Est capolista per il Pd è l’ex ministro dell’Agricoltura e presidente della commissione Agricoltura e sviluppo rurale del parlamento europeo, Paolo De Castro, 56 anni, molto vicino a Romano Prodi e alle tematiche venatorie. Sulla recente vicenda dei richiami vivi, De Castro ha fatto gioco di squadra proprio con Berlato, guidando gli altri parlamentari nella difesa dei diritti dei cacciatori, spesso minacciati dai continui attacchi sferrati dagli anticaccia che hanno più volte tentato di cambiare in senso restrittivo le Direttive comunitarie di riferimento. “La bocciatura dell’ennesima iniziativa contro la caccia da parte del parlamento europeo”, è scritto nel comunicato congiunto dei due europarlamentari di opposti schieramenti, “rafforza ancor di più il legame di collaborazione tra i due deputati che, se rieletti, rappresenteranno anche per la prossima legislatura un sicuro baluardo in difesa dei diritti dei cacciatori italiani”.

Poi c’è Giancarlo Scottà, 61 anni, Lega Nord. Sulla vicenda dei richiami vivi anche lui ha preso posizione recentemente: “Troppi sono stati gli attacchi e gli ostacoli che il mondo venatorio ha subito negli ultimi anni. È giunto il momento di andare oltre banali slogan proibizionisti e di agire su basi scientifiche, instaurando quella che può essere definita una collaborazione intelligente”.

Tre al Nord-Ovest

Anche nella circoscrizione Nord-Ovest la situazione sembra discreta. Grazie a due liguri: il leghista Francesco Bruzzone e la democratica Renata Briano. Entrambi hanno difeso le istanze dei cacciatori nella loro vita politica e istituzionale.

La Briano, 50 anni, assessore all’Ambiente e allo sviluppo sostenibile, protezione civile, caccia e pesca della Liguria, si è battuta di fronte all’aggressione dei vari ricorsi a consiglio di Stato e Tar. Bruzzone, cacciatore, capogruppo Lega Nord nel consiglio regionale ligure, è noto alle cronache per le sue battaglie di cacciatore per la difesa delle tradizioni venatorie. Ha recentemente annunciato la sua adesione e partecipazione alla Giornata nazionale dell’orgoglio venatorio che si terrà a Bergamo il 18 maggio: «Per testimoniare il legame e l’importanza che i cacciatori liguri attribuiscono alla caccia, alla cultura e ai valori della ruralità. Temi cari al sottoscritto e a Matteo Salvini. In questo difficile momento, sapremo dimostrare unità e determinazione e come cittadini-cacciatori sapremo alzare la testa e rivendicare il diritto al rispetto e l’orgoglio di appartenere a una categoria che custodisce e tramanda saperi e cultura che la società di oggi pare voler cancellare».

La corsa all’europarlamento non sarà in discesa per William Carmagnola, cacciatore, presente nella lista del Nord-Ovest del partito Io cambio–Maie, presentato come “movimento di partecipazione popolare”, guidato dall’ex esponente leghista Angelo Alessandri e che ha candidato alle Europee Davide Vannoni, l’inventore del metodo Stamina. Carmagnola, 34 anni, propone la detassazione per le figure che svolgono attività di gestione del patrimonio faunistico, anche per i pensionati a basso reddito e la compensazione della tassa regionale per le categorie di cacciatori che si adopereranno in giornate di recupero ambientale; agevolazioni fiscali per l’acquisto di materiali e attrezzature, comprese le armi; soppressione di tutti gli emendamenti che vietano o limitano l’uso di munizioni in piombo; la creazione di figure abilitate al contenimento delle specie “protette”, ma dannose come il lupo; maggior potere decisionale sui calendari e sui piani di gestione da parte di Ca e Atc; limitazione dei poteri delle guardie venatorie volontarie ed ecologiche; riconoscimento dello status di pubblico ufficiale ai selecontrollori nello svolgimento dell’attività; creazione di un protocollo che consenta ai cacciatori la cessione o la vendita di tutti i capi abbattuti. «In un momento di crisi economica come questo, che sta facendo allontanare dalla caccia molte persone», spiega Carmagnola, «credo che questi piccoli passi possano realmente aiutare il popolo dei cacciatori. Un’altra mia volontà è quella di creare un organo ufficiale di vigilanza e controllo costituito dai rappresentanti delle associazioni venatorie da far sedere al tavolo della commissione agricoltura per avere maggior voce in capitolo nelle decisioni che interagiscono con il nostro mondo».

Centro-Sud e Isole

Nella circoscrizione del Centro, Antonio Tajani, 61 anni, eurodeputato dal 1994, vicepresidente della commissione europea, è ancora capolista di Forza Italia: ex ufficiale dell’aeronautica militare, si è sempre interessato di trasporti e industria e, in passato, si è interessato senza pregiudizi di tematiche legate alle armi. Mi è stato segnalato anche Alfredo Pallone, di Fiuggi (Fr), 67 anni, europarlamentare candidato nelle liste del Nuovo centro destra, che sarebbe cacciatore e tiratore. Francesco De Angelis, 56 anni, di Ripi (Fr) è candidato del Pd al Centro: è membro della direzione nazionale del partito, europarlamentare dal 2009, membro della commissione per l’industria, la ricerca e l’energia. Anch’egli vicino al mondo della caccia.

Starebbe dalla nostra parte, candidato del Pd nella circoscrizione Sud, il potentino Gianni Pittella, 56 anni, vice presidente uscente al parlamento europeo. Un altro cacciatore, proveniente dai giovani democratici, è il leccese Stefano Minerva, 28 anni, anch’egli candidato del Pd nella circoscrizione Sud. Vicino alle istanze della caccia e del tiro, infine, anche Giuseppe Marinello, 56 anni di Sciacca (Agrigento), candidato Ncd per la circoscrizione Isole.

I partiti europei

Le elezioni europee del 2014 si terranno in tutti i 28 Stati membri dell’Unione europea tra il 22 e il 25 maggio, come deciso dal consiglio europeo. Saranno le ottave elezioni per il parlamento europeo che si tengono dal 1979 e le prime a cui partecipa anche la Croazia. Per l’Italia, sono 73 i parlamentari da eleggere.

di Massimo Vallini

http://www.armietiro.it

 

 

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Category: Generale, Leggi/Politica

Comments (6)

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  1. fabrizio scrive:

    A mio parere il discorso va rovesciato, altrimenti continueremo a farci prendere per i fondelli, sia come categoria che come cittadini. Mi pare inutile votare un candidato a noi amico o addirittura cacciatore, se poi si trova in un partito politico che lo schiera per carpire i nostri voti per poi usarli contro di noi. In altri termini, noi cacciatori dobbiamo escludere quei partiti che risultano piu’ compromessi con la sucultura animalista…..e -guarda caso- le liste di PD e Forza Italia sono piene di animalisti. Quanto al movimento 5Stelle, di votare quello non se ne deve nemmeno parlare, dati i chiari propositi proibizionisti. Insomma: votare 5Stelle o PD o Forza Italia, per noi cacciatori e’ come spararsi una magnum piombo zero sugli attributi. Restano Lega Nord e Fratelli d’ Italia, fra i cui candidati non ci sono soggetti a noi dichiaratamente ostili, e i cui vertici concordano sulla necessita’ di una riforma della assurda legge 157/92. Io personalmente ho scelto Fratelli d’ Italia, e daro’ la preferenza all’ amico Achille Totaro, da sempre schierato in difesa del mondo rurale e della caccia. Poi ognuno e’ libero di fare come vuole.

  2. Ferdinando Ratti scrive:

    Conosco William Carmagnola personalmente, devo dire che oltre che essere un corretto cacciatore di ungulati è un grande sostenitore della caccia nelle varie forme, senza fare distingui tra una forma e l’altra;io spero che cè la faccia,così che anche noi lombardi avremmo un interlocutore diretto.Inoltre io saprò a chi tirare le orecchie (oppure rompergli un menisco) se non mantiene le promesse fatte. Non conosco invece personalmente la Renata Briano,la conosco solamente tramite la corrispondenza fatta per appianare alcune diatribe di cacciatori lombardi che intendevano cacciare in provincia di Genova,devo dire per onestà di cronaca,di avere trovato una persona molto attenta si alle leggi, ma altrettanto attenta e corretta nel risolvere i problemi venatori dei cacciatori.

  3. Bekea scrive:

    Visto da che pulpito viene la predica, Vallini( direttore di Armi e Tiro ) è un cacciatore e ama la caccia, e negli anni che leggo il suo mensile, ha dimostrato di essere neutrale ed equidistante dal mondo delle AAVV. Quindi è da prendere in considerazione quanto ha scritto in questo editoriale.Anche perchè il nostro mondo non si ferma solo alla fauna cacciabile,ma comprende tante altre attività regolate dalle leggi comunitarie. Speriamo che quanto sopra scritto serva a chi fosse ancora indeciso su come e per chi votare.

  4. Bartoccini Mario scrive:

    Amici Cacciatori, dobbiamo impegnarci allo spasimo per convincere più gente possibile a non disertare il voto!
    L’obiettivo primario è quello di contrastare l’agone dittatoriale/anticaccia del signor Grillo e della sua “truppa”!
    Certo è che il signor Grillo si è posto lo scopo di governare l’Italia “in solitario”, abusando persino delle costrizioni imposte ai suoi “generali”!
    In sostanza, il dimezzamento degli emolumenti ai suoi parlamentari vale per gli altri – per loro – non certo per la sua persona.
    E’ sfacciatamente ingannevole, quando invece con accordi eventuali avrebbe potuto farci risparmiare la metà degli emolumenti dei circa 900 parlamentari.
    A mio avviso non è soltanto un serio pericolo per l’attività venatoria e la cultura onnivora!!!
    Cordialità.  

  5. Ezio scrive:

    In Piemonte il problema enorme non sarà saper chi votare per le europee, in qual caso ci sono la Briano e Bruzzone ma per il governo regionale!! Boh… :roll: :cry:

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