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Piemonte: Cacciatori contro lo sterminio dei caprioli

| 22 aprile 2014 | 6 Comments

I caprioli sono da sterminare
Ma i cacciatori si oppongono

cartello_caprioloL’allarme è lanciato dagli stessi cacciatori del territorio, in merito alla delibera approvata pochi giorni fa dal comitato di gestione dell’Atc2 –- sud del Tanaro (Ambito territoriale caccia), riunitosi presso la sede di Nizza. Martedì il comitato di gestione ha deliberato il piano di prelievo della specie capriolo per la stagione venatoria 2014/15, che sarà poi presentato alla Regione: dal consueto 30 –35%, il piano prevede l’abbattimento del 95% dei capi censiti.

«E’ semplicemente follia –- interviene Carlo Cattaneo, castagnolese e cacciatore storico (è anche assessore del Comune) –- In altre realtà il capriolo viene considerato una risorsa, mentre da noi è un nocivo da abbattere: non è che tutta questa operazione rientra in una campagna elettorale al fine di cercare consensi nel mondo agricolo, sterminando i caprioli?
Mi auguro di no, perché credo ancora in un sistema dove la caccia di selezione non vuol dire distruzione, ma contenimento, dove il cacciatore ne fa parte attiva senza disturbare un equilibrio, già per altro precario, per motivi non sicuramente legati alla caccia, ma all’uso spropositato ad esempio di prodotti chimici e diserbanti, in un ambiente fortemente destinato a monocoltura vite e nocciolo».

E Cattaneo lancia anche un appello: «Il piano è passato con 9 voti a favore e 8 contrari: e i voti contrari sono venuti dalle associazioni venatorie e ambientaliste. Questo è emblematico della posizione dei cacciatori.
Consiglierei al comitato di gestione dell’Atc di sedersi attorno ad un tavolo e di riconsiderare tale proposta, prendendo in considerazione seriamente la caccia di selezione e valutarla per quello che una regione come il Piemonte, fortemente europeista, si merita al pari di altre nazioni, dove la cultura venatoria va in sintonia con la natura, il mondo agricolo in simbiosi, per quello che è possibile, con l’ambiente esterno».

m.m.t.

http://www.lanuovaprovincia.it

 

 

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Category: Capriolo, Piemonte

Comments (6)

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  1. Ferdnando Ratti scrive:

    Concordo Pienamente il pensiero, di chi a votato contro ad un piano di prelievo fatto da un genio? Ammesso che il capriolo, in quel territorio abbia superato pienamente la densità biotica e, quella agroforestale?.Basta riportarlo nei parametri. Come? con la caccia di selezione, asegnando a pagamento ai cacciatori abilitati, capi in più, (vi sono cacciatori abilitati al prelievo del capriolo; che pagano alcune centinaia di euro, agli Atc di altre regioni, che permettono il prelievo a pagamento). Con i soldi incassati si potrebbero pagare i danni agli agricoltori. Come fanno nei paesi dell’Est Europeo. Noi italiani invece NO!, abbiamo una risorsa che basta saperla gestire bene, potrebbe essere un modo molto economico per pagare i danni. Trovo inoltre strano che in quell’A.T.C il capriolo fà più paura del diavolo. sono curioso di sapere invece se???, Corvidi, Piccioni, e altra selvaggina cacciabile e NON, SONO IMMUNI DA DANNI, ALLE COLTURE AGRICOLE. Aggiungo poi, se qualche politico, pensa di fare campagna elettorale con questi argomenti? da parte mia dò un consiglio spassionato CAMBI MESTIERE. un saluti a tutti i cacciatori piemontesi

  2. Giacomo scrive:

    Io invece mi domando : se il capriolo è in sovrannumero perchè darlo ai soli cacciatori selezionatori facendoli pagare ulteriore gabella e non dare la possibilità anche al cacciatore singolo e non selezionatore ? Se un selvatico in super abbondanza tale da danneggiare l’agricoltura deve essere cacciato da tutti selezionatori e non i soldi agli agricoltori per i danni ci fanno male alla tasca o non l’avete capito ? Siamo sempre alle solite ! Non bastano le varie tasse che paghiamo tutti per cacciare, bisogna sempre allungare il brodo per i soliti noti.    :twisted:   Salutiaaamo 

  3. franc scrive:

    Ma la proposta del piano di prelievo da voi non deve mica ottenere anche il parere favorevole dell’ISPRA?

    • Ezio scrive:

      Infatti Franc questa proposta mi sa tanto di una delle tante che sono emerse negli anni per dare un cintentino…a parole….agli agricoltori.
      Chissà perchè nessuno propone mai che buona parte delle risorse ECONOMICHE che derivano o deriverebbero dall’abbattimento degli ungulati venga destinato agli agricoltori o quantomeno ad opere di interesse agricolo.

  4. claudio ge scrive:

    concordo pienamente il post di Giacomo… anzi io non ci tirerei più, cosi verrei poi sentire gli “amici” agricoltori cosa ne pensano.. :mrgreen:

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