Scarica l'opuscolo Sicurezza a Caccia

AIW: ultime follie sull’orso marsicano

| 22 aprile 2014 | 1 Comment

ultime follie sull’orso marsicano
Con solite proposte prive di logica e senso pratico

wildernessE’ morto un orso lo scorso mese di marzo. Ora ci vengono a dire che la morte è stata causata dalla tubercolosi bovina. Peccato che nessun animale del bestiame brado che da qualche anno pascola da quelle parti ne sia attualmente infetto, visto che è tutto sotto stretto controllo veterinario (sebbene sembrerebbe che vi siano stati casi in passato), ma, non solo, senza una ragione logico-scientifa che ci spieghi come sia possibile che l’orso sia potuto morire di una malattia che è sì tipica del bestiame, ma che di per sé non dovrebbe essere mortale per animali predatori se non associata ad altri fattori. E allora, perché questo scandalismo? Chi si vuole colpire? A quale provvedimento si vuole giungere?
E perché a fronte dei tanti veri e reali problemi dell’Orso marsicano, se ne inventano sempre di nuovi pur di non voler riconoscere quelli reali, ed ormai storici, che hanno spinto gli orsi a vivere ormai prevalentemente fuori dal Parco? Chissà perché, questa storia ricorda tanto quelle che a volte i politici fanno circolare quando vogliono stornare l’attenzione dell’opinione pubblica da problemi per loro spinosi o per giustificare provvedimenti che si vogliono prendere sotto pressione mediatica senza troppo riflettere sulla loro reale necessità od utilità.
Il problema dell’orso marsicano è ormai sempre più in mano a gente che si fa passare per competente, ma che segue solo logiche ambientalistiche mirate spesso ad altri obiettivi, quali la chiusura di sempre più territori alla caccia, ad ampliare sempre i più i parchi, e ad istituirne sempre di nuovi, ed a porre vincoli d’ogni genere all’attività venatoria, quando non per crearsi posti di impiego o anche semplicemente per notorietà personale. E grave è il fatto che anche le autorità politiche, chiaramente incompetenti e disinformate in materie ambientali, non sapendo che fare per salvare l’orso, sotto pressione dell’opinione pubblica diano retta alle proposte più strampalate pur di non dover toccare argomenti spinosi quali il turismo, la ripresa dell’attività agricola e, guarda caso, il sostegno alle attività pastorali ed il blocco ai tanti progetti che minano l’habitat dell’orso.
Che l’orso abbia contratto la tubercolosi bovina nessuno lo mette in dubbio: fino a prova contraria la tubercolosi bovina la possono contrarre anche gli uomini. Da mettere in dubbio è il fatto che sia stata questa malattia a portare alla morte l’orso. Contrarre una malattia non significa sempre morire della stessa, specie se non è mortale di per sé.
Siamo certi che non sia solo una concomitanza di eventi, per cui l’animale aveva sì contratto la tubercolosi, ma perché debilitato per altre ragioni (pare che sia così che solitamente si contrae questa malattia), per cui la morte potrebbe essere stata causata da una serie di concause, comprese quelle naturali (es. il deperimento fisico, magari per scarsità di cibo: l’animale era appena uscito dal letargo, forse anche anzitempo e magari proprio perché in autunno non aveva potuto rifocillarsi come avrebbe dovuto, cosa che avrebbe favorito la tubercolosi!), per cui, eliminando il rischio di tubercolosi allontanando i bovini come qualcuno ha richiesto, non si risolve affatto il problema della moria di orsi, moria legata alla loro sempre maggiore fuga dall’area protetta alla ricerca di quiete e di cibo (e solo così rischiando di essere investiti lungo le strade ed autostrade!).
Sarebbe un gravissimo errore se per la segnalazione della tubercolosi bovina, anziché portare ad un maggiore e più severo controllo veterinario sugli animali domestici che pascolano nella zona dell’orso, si giungesse alla proibizione del pascolo nell’area dell’orso! Non si ci si dimentichi che proprio il pascolo, sia bovino, che equino, sia ovino che caprino è il maggior apporto di proteine carnee all’alimentazione di orsi, lupi, aquile reale, avvoltoi, volpi ed altri animali predatori che vivono nel’area del Parco d’Abruzzo. O si vuole mantenere lupi, orsi ed avvoltoio con carnai, al pari di un zoo all’aria aperta (come in qualche caso già si fa!)? Senza ignorare l’importanza del pascolo come maggiore fattore per il mantenimento della biodiversità del Parco, quella biodiversità che è notoriamente di origine antropica (si pensi alle splendide radure nelle faggete, chiaro effetto di millenni di pastorizia ovina, bovina ed equina).

Murialdo, 2 Aprile 2014

Franco Zunino
Segretario Generale Associazione Italiana Wilderness

 

 

***

COME RICEVIAMO E COSI’ PUBBLICHIAMO

ATTENZIONE: l’articolo qui riportato è frutto di ricerca ed elaborazione di notizie pubblicate sul web e/o pervenute.
La redazione del sito www.ilcacciatore.com, non necessariamente avalla il pensiero e la validità di quanto pubblicato. Declinando ogni responsabilità su quanto riportato, invitano il lettore a una verifica, presso le fonti accreditate e/o aventi titolo.
***

 

Tags: ,

Category: Abruzzo, wilderness

Comments (1)

Trackback URL | Comments RSS Feed

  1. fiore scrive:

    Fatevi ascoltareeeeee!!

Leave a Reply


+ 9 = 18

oww :wink: :twisted: :roll: :oops: :mrgreen: :lol: :idea: :evil: :cry: :arrow: :?: :-| :-x :-o :-P :-D :-? :) :( :!: 8-O 8) -o- (y) (up) (n) (f) (dw) (:n) (:i) (:-p)


Nota Bene: E' nostra intenzione dare ampio spazio a un libero confronto purche' rispettoso della persona e delle altrui opinioni. La redazione si riserva pertanto il diritto di non pubblicare commenti volgari, offensivi o lesivi o che non siano in tema con l'argomento trattato. Inoltre i commenti inviati, con il solo scopo di provocare, offendere o anche semplicemente dileggiare la caccia e i cacciatori, verrano cancellati d'ufficio. E' fatto divieto inoltre divulgare (all'interno dei commenti) email, articoli, etc. senza disporre dell'esplicito consenso dell'autore.


Avviso: LEGGERE ATTENTAMENTE
Ciascun partecipante si assume la piena responsabilita' penale e civile derivante dal contenuto illecito dei propri commenti e da ogni danno che possa essere lamentato da terzi in relazione alla pubblicazione degli stessi. La redazione del sito www.ilcacciatore.com si riserva il diritto di rivelare l'IP dell'autore di un commento e tutte le altre informazioni possedute in caso di richiesta da parte delle autorita' competenti, nell'ambito di indagini od accertamenti di routine o straordinari. La redazione del sito www.ilcacciatore.com non puo' in alcun modo essere ritenuta responsabile per il contenuto dei messaggi inviati dagli utenti e si riserva il diritto di cancellare e/o editare discrezionalmente e senza preavviso qualsiasi messaggio sia ritenuto inopportuno o non conforme allo spirito del sito senza tuttavia assumere alcun obbligo al riguardo.