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Lecco – Fidc: i dubbi sul piano faunistico

| 14 aprile 2014 | 2 Comments

Lecco: Piano faunistico venatorio provinciale, tutti i dubbi dei cacciatori
Dalla riduzione del numero di capanni sul monte di Brianza, alla definizione dei valichi alpini, senza dimenticare la questione dei cinghiale che pure non fa parte del documento.

FedercacciaDura presa di posizione da parte dell’assemblea provinciale lecchese di Federcaccia contro lo bozza del nuovo Piano faunistico venatorio provinciale in corso di approvazione. Il documento, giunto al termine della fase delle osservazioni, dopo un iter durato 7 anni attende ora di essere discusso e approvato in Consiglio provinciale.

Due i punti critici sottolineati dal presidente provinciale della Federazione italiana della Caccia Lecco, Giuseppe Aldeghi: la riduzione del numero di capanni sul monte di Brianza e la definizione dei valichi alpini e della tipologia di caccia permessa su di essi.

Nel mirino dei cacciatori lecchesi – da quanto si apprende – sarebbero finiti i tecnici del settore faunistico della Provincia che, per ridurre il numero dei capanni come previsto dalla normativa europea, avrebbero proposto il trapasso del capanno solo tra padre e figlio. Clima infuocato dunque durante l’assemblea, alla quale era presente anche l’assessore provinciale alla Caccia, Carlo Signorelli.

Intanto tra i consiglieri provinciali ci sarebbe chi preferirebbe evitare di approvare il Piano faunistico venatorio, rimandando la scelta alla prossima amministrazione. Diversa invece la posizione ufficiale della maggioranza, trattandosi di uno strumento atteso da 7 anni ed inserito nel programma elettorale della allora coalizione Pdl-Lega Nord.

Sempre a proposito di caccia, torna nuovamente d’attualità il tema della diffusione incontrollata dei cinghiali nella zona della Valvarrone e dell’alto Lario. Anche su questo punto i cacciatori hanno le idee chiare: “i cinghiali ormai si spingono fino alla case, cosa si vuol attendere? Un morto? serve una apertura della caccia ad hoc come fatto in passato per i cervi”.

Diversa la strategia invece scelta dall’assessore Signorelli e dal settore Caccia e ambiente della Provincia che, dopo il confronto con due noti esperti del settore Luca Pedrotti e Andrea Marsan, così commentava: «l’apertura della caccia al cinghiale sarebbe un grave errore mentre, bisogna cercare di aumentare gabbie e chiusini e investire nella protezione delle coltivazioni agricole e dei terreni a maggior valenza paesaggistica attraverso recinzioni elettrificate».

http://www.resegoneonline.it

 

 

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Category: Federcaccia, Lombardia

Comments (2)

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  1. Maurizio scrive:

    ….Nel mirino dei cacciatori lecchesi – da quanto si apprende – sarebbero finiti i tecnici del settore faunistico della Provincia che, per ridurre il numero dei capanni come previsto dalla normativa europea, avrebbero proposto il trapasso del capanno solo tra padre e figlio….
    Su questo punto c’è una sentenza del TAR che valuta la pre-esistenza del capanno in quanto struttura, nei casi di cambio di proprietà.
    …investire nella protezione delle coltivazioni agricole e dei terreni a maggior valenza paesaggistica attraverso recinzioni elettrificate».
    Le spese a carico di chi?
     

  2. Ferdinando Ratti scrive:

    La data dell’incontro con le aasociazioni venatorie per lapprovazione finale del piano faunistico è stata spostata a data ancora da decidere.come associazione quando mi troverò per l’approvazione finale deciderò se bocciarlo o approvarlo. Per quanto riguarda i CINGHIALI; la provincia di Lecco deve capire che è una guerra persa, il sottoscritto lo ha già comunicato verbalmente ai vari dirigenti. se questi poi pensano ancora di tenere sotto controllo o eradicare il suide con trappole, recinti ed ammennicoli vari è pura utopia.Quando nelle province confinanti come Como,Sondrio e Bergamo, dove ai loro confini vi sono nuclei di Cinghiali in espansione. L’unico sistema per tenere sotto controllo il Cinghiale è la CACCIA nelle varie forme, come fanno Como e Varese, va solo Gestito Bene (non fanno forse più danni  piccioni e corvidi ???). L’unico sistema valido per eradicarlo totalmente sarebbe quello di immettere il virus della peste suina!!!.Ricordandoci però che in zona vi sono anche maiali domestici, (non so se il gioco varrebbe la candela???)

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