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Tuscia: Faremo valere i nostri diritti

| 8 aprile 2014 | 1 Comment

I cacciatori della Tuscia: “Faremo valere i nostri diritti, rispetteranno la nostra passione”

cacciatore tramontoVITERBO – Grande partecipazione alla seconda riunione organizzata dai cacciatori della Tuscia presso i campi da calcetto del Salamaro.

Sabato pomeriggio oltre 250 persone si sono incontrate per confrontarsi e dare vita a quella che inizialmente sembrava solo una chimera, oggi sempre più una realtà: la creazione di un movimento spontaneo, privo di qualsiasi influenza dall’alto, che sappia tutelare gli interessi dei cacciatori, le loro tradizioni, permettendogli di coltivare la loro grande passione.

“Ci aspettavamo qualche contatto da parte delle associazioni – hanno spiegato i promotori della riunione – invece non ci ha considerato nessuno, non ci stanno dando credito ma noi procederemo per la nostra strada. Vogliamo riunire tutta la provincia di Viterbo, tutti i paesi e lotteremo affinché il numero di aderenti ci permetta di avere un peso importante”.

“I cacciatori della Tuscia” non hanno secondi fini, nessuno dovrà entrare a far parte di questo nuovo movimento con l’intento di poter sistemare l’amico di turno, come spesso accade non solo nel mondo venatorio. “Nulla di tutto questo – hanno proseguito gli organizzatori -, non devono esistere interessi particolari, nessuno deve dare niente, è solo un modo per radunarci tutti sotto un’unica campana, quando ci presenteremo presso gli uffici preposti ci dovranno rispettare, aprire le porte, faremo valere i nostri diritti, andremo a caccia tranquilli. Il progetto sta iniziando ad interessare anche ai ‘piani alti’, ci sono persone che si sono dette disponibili senza chiedere qualcosa in cambio, sono pronte a fornirci tutta la documentazione necessaria, a rispondere alle nostre richieste”.

Due sono le priorità: sistemare la situazione in Regione con l’approvazione del piano faunistico venatorio, al momento mancano ancora due Province, poi si potrà iniziare un processo di studio per capire cosa va cambiato per soddisfare i bisogni dei cacciatori; il rispetto da parte di tutti verso questa passione.

“Abbiamo già toccato il fondo, più in basso di così non possiamo andare, i presupposti ci sono tutti – hanno detto ancora i promotori -. Non vi promettiamo cose impensabili, è un processo che va iniziato e per completarsi impiegherà diversi anni, ma riusciremo a far capire a chi comanda che siamo stufi, vogliamo il giusto peso, la giusta parola, sentiranno la nostra presenza, per questo dobbiamo essere in tanti rimanendo uniti, cercando di rafforzarci”.

Ad oggi esistono diverse associazioni venatorie riconosciute a livello nazionale, ma i cacciatori riunitisi a Viterbo sono stanchi, hanno deciso di alzare la voce non solo perché queste continuano a farsi la guerra tra loro, ma anche e soprattutto perché non si sentono più supportati, come se nessuno si stia impegnando seriamente per risolvere i molteplici problemi che attanagliano il mondo venatorio.

“Il malcontento che ormai da anni serpeggia tra chi ama questa passione a causa degli attacchi continui dagli animalisti e da alcuni politici, che trova sponda nel mancato supporto delle associazioni esistenti, sempre più impegnate a far quadrare i conti che a combattere i troppi nemici della caccia, è ormai diffuso. L’intento è quello di restituire la giusta dignità alla categoria, difendendone gli interessi.

Massimo rispetto per la legalità, per tutti – hanno detto ancora gli organizzatori -. Sarà questa la spina dorsale della nostra associazione, dobbiamo poterci guardare in faccia, insieme. Da lunedì sarà attiva una email. Abbiamo un avvocato cacciatore che ci segue e fornirà appoggio legale. Inoltre stiamo lavorando sul discorso assicurativo per avere un buon prodotto, nuovo e che offra qualcosa in più ad un prezzo competitivo. Sarà tutto chiaro, trasparente. Ora realizzeremo anche un logo, cercheremo di fare in modo che ogni singolo cacciatore abbia un feedback costante. Abbiamo avuto anche un incontro piacevole con la Coldiretti, ci hanno dato completa disponibilità e appoggio, senza chiedere niente”.

La paura è che come già avvenuto lo scorso anno eventuali ricorsi al Tar possano bloccare di nuovo tutto. “Vogliamo parlare del nuovo piano faunistico in elaborazione che vuole interdire ulteriori zone ai cacciatori, senza tener conto di quelle esistenti e non utilizzate per il loro scopo. Vogliamo parlare del calendario venatorio regionale sospeso per il quale nessuno, e ripetiamo nessuno, ha fatto nulla di concreto”. La strada è ardua e in salita, ma “I cacciatori della Tuscia” hanno le idee chiare: “Insieme possiamo farcela!”.

Marco D’Angelo

http://www.ontuscia.it

 

 

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Category: Lazio

Comments (1)

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  1. Alessandro.Cannas scrive:

    Mi lascia perplesso l’ultima affermazione…Non e’ vero che nessuno non ha fatto nulla per il calendario venatorio..Oggi si ha una sentenza letteralmente lapidaria,che se saputa usare, non si avra piu’ nulla da temere.
     

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