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AIW: Sul lupo di cengio (savona)

| 2 aprile 2014 | 1 Comment

Sul lupo di cengio (savona): ora c’è la “pistola fumante”!

wildernessDoveva succedere alla luce del sole, ed è successo. Da oggi non ci sono più dubbi sul fatto che il Lupo sia ritornato ad abitare la Val Bormida ed il basso Piemonte.
Non che non ci fossero state altre segnalazioni, ma ora c’è la “pistola fumante”: la carcassa di un bell’esemplare di lupo (sub-adulto e maschio) investito lungo una strada in Comune di Cengio (Savona), nella Val Bormida di Millesimo, a poca distanza dai confini con il Piemonte dove la presenza del Lupo era stata segnalata già più e più volte, ma mai o quasi mai da persone che potessero confermarla con assoluta certezza. Che si tratti di Lupo è certo.
Resta però un dubbio, anzi due: quale sia la sua esatta specificità (Lupo appenninico, ovvero italiano, o Lupo… europeo?) e quale la sua provenienza. Al secondo quesito si può sicuramente rispondere: Piemonte, ovvero Alpi piemontesi, per la semplice ragione che dai confini con la Francia e fino al cebano (Val Tanaro) la presenza del lupo era segnalata da tempo, con avvistamenti anche ravvicinati, da innumerevoli persone: fungaioli, escursionisti, cacciatori, comuni cittadini.
Gli esemplari che hanno formato i primi branchi tra la Francia ed il Piemonte negli ultimi vent’anni sono ovviamente cresciuti e, come il sottoscritto aveva previsto già da molto tempo, i lupi sono infine giunti in Val Bormida; ma non da Est e dagli Appennini, come qualcuno avrebbe desiderato, se non PRETESO, bensì da Ovest e dalla Francia (sebbene in Francia i lupi non fossero più presenti da prima dell’ultima guerra)! E allora ecco che più di una decina di anni fa qualche “manina” ha pensato di provvedere a ripopolare le Alpi a partire dal Mercantour con esemplari prelevati dai (TANTI!) recinti privati presenti in quel Paese (specie nel Sud e Centro), dove si sono riprodotte (e sono ancora presenti) sottospecie provenienti da varie parti del mondo. Perché la scelta del Mercantour? Ovvio, non a caso è la zona che per la densità di prede selvatiche aveva maggiori possibilità di accoglierlo (sebbene poi i lupi, meno fessi dei “lupofili”, si siano dedicati soprattutto alle pecore!).

Ora starà a genetisti ed esperti (si fa per dire!) del DNA a dover stabilire a quale sottospecificità assegnare questa popolazione “alpina” le cui origini genetiche non sono certamente pure, almeno per quanto verificabile dall’esame di foto e filmati risalenti alle prime segnalazioni (poi in gran parte secretati da chi li possiede!). L’esemplare morto a Cengio è decisamente un Lupo.
I dubbi sono solo sulla sottospecificità, perché diversi aspetti della sua morfologia non paiono poterlo assegnare con certezza alla popolazione italiana: mantello assai folto, e così la coda, pelame con tutte le tonalità di colore abbastanza spente, più tipiche dei lupi del Centro Europa. Senza ignorare le dimensioni, già notevoli per un sub-adulto.
Ed è già una fortuna che possa comunque definirsi certamente Lupo, quanto meno europeo (perché la somiglianza fenotipica parrebbe non essere vicina a quella tipica del meridione e centro Italia). Eccolo, quindi, il “lupo qualsiasi pur che ci sia il lupo” che qualcuno desiderava!

Per concludere, ora, se per i naturalisti il problema è stabilire (magari con qualche piccola manipolazione del DNA!) a quale sottospecie assegnarlo, per gli abitanti dell’entroterra savonese il problema è capire se dovranno avere o meno timore di questa presenza sempre più frequente nei loro boschi, e sul chi pagherà i danni che inevitabilmente saranno loro arrecati con la crescita esponenziale dei lupi; anche perché per evitare il loro pagamento le autorità tutte saranno solerti a credere alla balla dei cani inselvatichiti.
E allora ci sarà chi prenderà provvedimenti autonomamente e poi chi griderà al bracconaggio, e, magari, alla necessità di chiudere la caccia. E quindi ad agire in modo tale da favorire la crescita della popolazione (perché a questo serviranno gli “esperti” che ora si dice verranno a monitorare la situazione).
Intanto a pagare non saranno loro, né i “lupofili”, bensì gli allevatori!

Murialdo, 2 Aprile 2014

Franco Zunino
Segretario Generale Associazione Italiana Wilderness

 

 

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Category: Liguria, Lupo, wilderness

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