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Abruzzo: Il Parco paga i danni dei cinghiali

| 2 aprile 2014 | 4 Comments

Il Parco paga i danni dei cinghiali
È la prima sentenza di una class action avviata in autunno da Confagricoltura

DanniSULMONA I cinghiali gli avevano distrutto tutto il raccolto, provocando un danno notevole al bilancio della sua azienda agricola, e di riflesso, a quello della sua famiglia. Ora il Parco regionale Velino Sirente dovrà rimborsare l’agricoltore della somma di 7.475 euro, oltre al risarcimento per le spese di lite fissate in altri 1.950 euro. L’ha deciso il giudice monocratico del Tribunale civile di Sulmona, Massimo Marasca, che ha accolto il ricorso di A.C., agricoltore di Castelvecchio Subequo, che si era rivolto alla magistratura alla fine di un lungo braccio di ferro con il parco che aveva liquidato solo la metà della somma equivalente al danno. L’iter per ottenere i risarcimenti per gli agricoltori è sempre costellato di ostacoli e alla fine, ammesso che si riesca a ottenere qualcosa, i soldi che rientrano in cassa non ripagano mai, realmente, dei danni subiti. La sentenza risale allo scorso 11 marzo. A rappresentare l’agricoltore è stato l’avvocato della Confagricoltura dell’Aquila, Gianfranco Salutari.

L’azione legale era stata intrapresa lo scorso autunno da oltre 100 agricoltori e allevatori associati a Confagricoltura, nei confronti della Provincia e della Regione, per ottenere il pagamento dei danni causati dalla fauna selvatica. Una vera e propria class action, sostenuta dai legali della Confagricoltura, nata a seguito di infuocate assemblee che si sono svolte in diverse località della provincia (Magliano, Scurcola, Celano, Castelvecchio Subequo e Sulmona), tutte accomunate dallo stesso destino: subire i danni arrecati dalla cosidetta «fauna selvatica», non cacciabile, tra l’altro, per via della presenza di aree protette.

«Gli agricoltori e gli allevatori sono stufi delle tante chiacchiere e delle modalità con le quali si affronta il problema del prelievo venatorio: da una parte il mondo ambientalista che alimenta la visione metropolitana della gestione della fauna selvatica – spiega Confagricoltura – dall’altra i cacciatori che, esasperati dalle rigide norme sulla caccia utilizzano i terreni agricoli come se fossero propri anche a spregio delle coltivazioni in atto. Nel mezzo ci sono i produttori agricoli che, non si capisce per quale motivo, sono costretti a subire danni senza che qualcuno paghi». Ai danni dei cinghaili, infatti, spesso si sommano anche quelli prodotti dai cacciatori che li inseguono, autorizzati a varcare i confini della proprietà privata.

«Abbiamo detto basta – spiega il presidente di Confagricoltura L’Aquila, Fabrizio Lobene – e dichiarato lotta dura al fenomeno. La sentenza del Tribunale di Sulmona dimostra la bontà dell’azione di tutela sindacale portata avanti dalla nostra organizzazione e ci fa ben sperare sulla possibilità di ricondurre alla ragionevolezza le associazioni ambientaliste e quelle venatorie che bloccano, di fatto, qualunque riforma che tenga conto degli interessi degli imprenditori agricoli». Il giudice Marasca ha stabilito un punto di principio importante, che difficilmente si potrà ignorare in materia di rimborsi. «I danni prodotti dalla fauna selvatica, e quindi da animali che soddisfano il godimento dell’intera comunità – scrive il giudice – costituiscono un evento naturale di cui la comunità intera deve farsi carico». Confagricoltura suggerisce ad agricoltori e allevatori di presentare le richieste di risarcimento alla Provincia o agli Enti Parco ma contestualmente chiamare in giudizio direttamente questi Enti chiedendo il risarcimento dei danni ex art 2043 del Codice civile. «Siamo stufi di inutili prese in giro – afferma Vinicio Blasetti presidente della sezione zootecnica provinciale di Confagricoltura – quest’anno la Regione ha impegnato in bilancio la somma complessiva di 500.000 euro, assolutamente insufficiente visto che solo nella provincia dell’Aquila i danni ammontano a qualche milione di euro».

Angela Baglioni

http://www.iltempo.it

 

 

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Category: Abruzzo, Cinghiale

Comments (4)

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  1. dardo scrive:

    era ora finalmente! che paghino i danni questi protettori di tutto e tutti! i cacciatori diminuiscono, ed ora in poi mi sa che i danni andranno sul peso della collettività, bene così avanti tutta!

  2. Springer scrive:

    “”…ci fa ben sperare sulla possibilità di ricondurre alla ragionevolezza le associazioni ambientaliste e quelle venatorie che bloccano, di fatto, qualunque riforma che tenga conto degli interessi degli imprenditori agricoli»…””
    _____________________________________________________________
    Se questo e’ quello che pensano di noi gli ” amici ” agricoltori…..prepariamo il portafoglio perche’ la prossima volta tocca a noi…. :wink:

  3. Pietro Pirredda - Arzachena (Sardegna) scrive:

    ….e pur qualcosa si muove…

  4. Ferdinando Ratti scrive:

    Ultimamente ero presente nella commissione provinciale per il rimborso dei danni creati dalla fauna selvatica nell’anno 2013, la mia provincia Como; ha pagato €44.624,05 di danni, suddivisi in 3 Comprensoi Alpini di Caccia e 2 Ambiti Teritoriali di caccia, con un esborso da parte dei cacciatori del 10% della somma totale.Ebbene sul totale della somma solo €20.112,05 erano stati creati dalla selvaggina cacciabile, mentre € 24.512,00 di danni, erano stati creati da piccioni e corvidi, nei 3 C.A i danni creati da Cinghiali ammontano a € 14.218,16, Cervi € 3.391,18,Caprioli € 936,00, mentre nei 2 A.T.C, Piccioni € 18.266,00, Corvidi 6.246,00, Conigli € 430,00, come vedete i danni maggiori provengono da selvaggina non cacciabile. Pensate che quando ex assessore alla caccia Mario Colombo alcuni anni fà, dopo un corso con relativo esame provinciale, aveva abilitato un gruppo di cacciatori ad abbattere i piccioni dove questi arrecavano danni, finì su tutti i telegiornali, preso di mira da pseudo comici televisivi, tanto che sospese la delibera. Ora anche da noi nella riserva naturale del Piano di Spagna,(creata per il solito scopo vietare la caccia) i Cervi e Cinghiali, cominciano a creare diversi danni all’agricoltura, oltre a numerosi incidenti stradali.l’ente gestore vorrebbe che gli vengano rimborsati dall’ente provincia, i danni che questi creano; come vedete prima fanno di tutto per non mandarci a caccia, poi però quando i danni ci sono dobbiamo essere noi a pagarli, o concorrere a pagarli, la risposta della commissione è stata un secco NO. Che i danni se li dovevano pagare loro (creando la riserva ambientale; avevano vuluto la bicicletta che adesso pedalino) un cordiale saluto a tutti

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