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E se la soluzione fosse a portata di mano?

| 25 marzo 2014 | 12 Comments

ANLC - UmbriaE SE LA SOLUZIONE FOSSE A PORTATA DI MANO?

 Un argomento molto caldo, per certi versi scottante, ma sicuramente importante per il Mondo Venatorio Italiano. Il Progetto ancora in via di sviluppo sull’unica Associazione Venatoria a quanto pare sta prendendo corpo anche se, a mio personalissimo avviso, è iniziato con un unico e primario obbiettivo…quello dell’unica copertura assicurativa obbligatoria.

Se partiamo dal concetto che il cacciatore abbia bisogno di una assicurazione meno costosa, perché la logica suggerirebbe che la Confederazione di più soggetti con un cospicuo numero di soci comporti un potere contrattuale più forte di fronte ad una Compagnia con costi più accettabili, l’incipit della  nuova figura venatoria che sta nascendo parte già zoppa. Non regge nemmeno la scusa, più volte citata in passato, della volontà di far cessare la guerra delle tessere e delle relative coperture che costringe spesso i cacciatori a scegliere ciò che “copre più rischi e costa meno”, in quanto per esperienza personale e diretta, quale dirigente di un Circolo locale, ho toccato con mano quanto i soci non si preoccupano minimamente di quali garanzie obbligatorie e previste per legge offra la polizza che sottoscrivono, ma chiedono notizie solo ed esclusivamente sulle coperture accessorie.

Un nuovo Soggetto dovrebbe avere il dovere, o soprattutto l’obbligo, di ragionare sui contenuti, sul superamento di tutte le problematiche che una fusione di questa portata comporta, sulle condizioni di partecipazione comuni a tutti i soggetti interessati anziché partire dal fondo del progetto. Posso anche comprendere che quanto sopra esposto sia la parte più complessa del progetto, c’è in ballo molto per ogni singolo partecipante: la propria storia, la propria rappresentatività, l’eventuale “rottamazione” di qualche dirigente e così via…

Con l’amico Marco Castellani in occasione dei numerosi incontri avvenuti in seno a Face Italia, abbiamo più volte affrontato il discorso, seppur in modo molto leggero, dell’unica Associazione Venatoria e tutte le volte ho risposto che, personalmente, la soluzione sia più a portata di mano di quanto si pensi. L’esempio lampante di quanto affermo da tempo sono i risultati avuti proprio in questi ultimi tempi, dove la collaborazione nata proprio tra i rispettivi Uffici Tecnici di due Associazioni, FIdC e ANLC, hanno prodotto un memoriale presentato al Tar del Lazio che ha smontato e schiaffeggiato il Mondo Ambientalista, facilitando così la predisposizione di una sentenza storica e lapidaria.

Perché sostengo che la soluzione sia a portata di mano? Semplicemente perché basterebbe trasportare quello che di ottimo si è fatto a livello nazionale con Face Italia e strutturarlo a livello locale, con la nascita di FACE Regionali (il recente esempio del Piemonte è la prima traccia!!!).

Basta con le Consulte regionali o provinciali composte da 5/6 o più Associazioni Venatorie; basta con tutti quei documenti presentati che, se pur diversi, alla fine dicono le stesse cose; basta con le disdicevoli figure talvolta deprimenti che il mondo venatorio è troppo spesso costretto a fare di fronte ad Assessori e Dirigenti pubblici.

Pensiamo un attimo: se a livello locale in occasione delle convocazioni agli incontri nei Palazzi si presentassero anziché un numero x di persone con ognuno una verità in tasca e soluzioni diverse, una Delegazione con un unico documento condiviso e con un’unica sigla (nel rispetto delle proprie identità e della propria storia), secondo voi non si raggiungerebbero risultati migliori?

 

Il ruolo di Face Italia diverrebbe quindi l’unico soggetto a parlare di caccia sia a livello nazionale che a livello locale: l’Associazione Venatoria Unica è nata!!!

Il compito di Face Italia a livello nazionale oltre quello ovvio e scontato di contrastare i problemi Italiani dell’attività venatoria, sarà quello ancor più fondamentale di produrre la documentazione per ogni singola Regione in occasione della stesura dei calendari venatori. Le indicazioni che verranno dal cuore di Face, che ovviamente terrà conto di tutte le tradizioni locali e delle normative regionali, non sarà negoziabile e cioè non ci saranno più quelle ridicole e disgreganti guerre tra Associazioni Venatorie per due giorni di caccia in più ad una specie o, peggio ancora, per la volontà più o meno politica di recepire indicazioni errate che comporterebbero ricorsi ai Tribunali Regionali Amministrativi, con il pericolo di sospensive o annullamento dei calendari stessi.

Un’organizzazione di questo tipo comporterebbe ulteriori benefici perché, ce lo dobbiamo dire amici e lo sappiamo tutti, la guerra delle tessere non si fa sul costo vivo delle stesse, ma viene effettuata con ben altri mezzi: Fagiani, Lepri, Cinghiali, Settori, Distretti, ZRC ecc…

Immaginiamo che da domani le ZRC, vera risorsa per la caccia stanziale, venissero gestite da tutte le Associazioni locali sotto lo pseudonimo di Face e non da un singolo soggetto, immaginiamo che negli Atc anziché trovare posto 5/6 persone con esigenze diverse ci fossero seduti 2/3 portatori di un unico interesse, immaginiamo……

Gli esempi di come potrebbe essere diversa la caccia e la sua gestione potrebbero essere tantissimi, così come i benefici di immagine e di risultati per il Mondo Venatorio. Certo un processo come questo non si fa in due giorni, ma necessita di tempo e di accordi precisi e probabilmente anche di qualche lacrima amara, ma per il sottoscritto questa è la strada maestra più facilmente percorribile in quanto, almeno in parte, è tracciata.

Concludo togliendomi un sassolino che da troppo tempo mi tedia partendo dal dire che una parte di verità su quello che leggo è sacrosanta verità. Sempre più spesso vengono incolpate le Associazioni Venatorie sulle scelte che le Regioni fanno in materia di stesura dei Calendari Venatori e con i conseguenti ricorsi ai Tar che impediscono il regolare svolgimento della stagione venatoria.

Orbene, se come già ho ammesso che un fondo di verità c’è, è bene fare una precisazione: il Mondo Venatorio propone delle soluzioni o dà delle indicazioni agli Assessori, i quali possono o non possono recepire quanto richiesto: la Politica scrive i Calendari Venatori e non le Associazioni!!!

Fino ad oggi non ho mai visto o ascoltato qualcuno che chiedeva l’anticipo della chiusura della stagione venatoria, così come non mi è mai giunta voce che questo o quello avessero preteso l’eliminazione di qualche specie cacciabile o la riduzione dell’arco temporale massimo. Se questi provvedimenti ci sono stati il vero e unico colpevole è da ricercare nella Politica e nei suoi rappresentanti, Politica che ha il compitola di scrivere i Calendari Venatori, redigere i Piani Faunistici, effettuare le VAS e tutto quello che è necessario affinché la caccia venga svolta in maniera regolare.

Il progetto dell’unica Associazione Venatoria con queste mie piccole riflessioni mi auguro prenda un corso più veloce in quanto dopo quasi 5 anni di esperienza collaborativa in Face Italia, ho visto quanto il confronto e il continuo scambio di informazioni può portare a risulti concreti e, soprattutto la locuzione Dividi e Impera sia più veritiero che mai.

Luca Stincardini – ANLC

 

 

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Category: ANLC, Umbria

Comments (12)

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  1. Springer scrive:

    “”…Pensiamo un attimo: se a livello locale in occasione delle convocazioni agli incontri nei Palazzi si presentassero anziché un numero x di persone con ognuno una verità in tasca e soluzioni diverse, una Delegazione con un unico documento condiviso e con un’unica sigla (nel rispetto delle proprie identità e della propria storia), secondo voi non si raggiungerebbero risultati migliori?…””
    ______________________________________________________________
    Questa e’ bella….sono ” solo ” dieci anni che lo chiediamo……   :-D  :wink:
     

  2. Stefano Tacconi scrive:

    In Umbria, quattro anni fa se non erro, è stato costituito il CAVU (la sigla sembra un medicinale) Confederazione Associazioni Venatorie Umbre che, su mia proposta, ha consentito il giusto inserimento di Associazioni non riconosciute (leggi CPA Sport).
    Ogni componente manteneva la propria identità (logo) e autonomia propositiva, ma lo scopo era raggiungere posizioni unitarie e condivise.
    Un buon inizio, alcune riunioni costruttive e poi, su un tema scottante come il calendario venatorio e altre bazzeccole (cinghiale e gestione Z.R.C.) è saltato praticamente tutto.
    Vuoi che ti dica chi ha contribuito a far arenare il progetto di collaborazione?
    Basta un po’ d’immaginazione!!!
     

  3. Alessandro Federighi scrive:

    Quoto 100%,”.”……….

  4. jagher1 scrive:

    Bene Luca…. ma quanti sono come te?…. il problema è li….. quanti Luca ci sono… quanti Emiliani… quanti Alessandri…. e direi anche quanti mcheli??????

  5. igor radere scrive:

    Quindi, io cacciatore, che non mi riconosco sull’idea di caccia di face Italia, ne tantomeno nei programmi di federcaccia o ANCL dovrei sottostare al volere degli altri sperando che tutto vada a buon fine?
    Forse non vi rendete conto, o meglio, non volete ammettere che frá massimo 10/15 anni sará tutto privatizzato e che la caccia cosí come la conosciamo non esisterá più.
    Sig. Stincardini, associazione privata per tutti i cacciatori oppure azzeramento di tutti i vertici associativi e gestione della caccia a tecnici faunistici, istituzione in tutte le regioni di osservatori faunistici, stipulazione di nuovi kc basati su dati reali e non politici, eliminazione degli atc ed istituzione di distretti di caccia sul modello Francese ed abolizione dell’art 842 cc. Modifica dell’art 1 della 157/92.
    Questa la mia idea di caccia del futuro. FACE ITALIA é d’accordo?
     

  6. Federico scrive:

    igor radere se sapremo fare le cose giuste esempio osservatorio regionale in tutte le regioni,segnare gli abbattimenti come si deve,darsi da fare nel proprio atc con catture,censimenti,e cercare in ogni modo di incidere a livello provinciale e regionale la caccia durera’ e migliorera’ per altri 30 anni,e inutile stare a parlare qui ci vuole la buona volonta’ che per primo parte da noi e diamoci da fare per difendere l’842 non per abolirlo cordiali saluti

  7. TONO scrive:

    IGOR SONO PROPRIO LE PERSONE COME TE CHE NON CAPISCONO E ROVINANO TUTTO.
    BRAVO LUCA E’ QUELLO CHE VOGLIANO SAPERE I CACCIATORI E, E’ L’UNICO MODO X CONTARE.

  8. Ferdinando Ratti scrive:

    Vorrei fare un po di cronologia in merito ad un’unica associazione venatorio; nel 1963 anno in cui ebbi la mia prima licenza di caccia, se volevi andare a caccia era obbligatorio essere iscritti alla Federezione Italiana della Caccia, nel 1968 ci fu la scissione di alcuni dirigenti che fondarono con una sentenza di cassazione,che prevedeva la posibilità di fondare le altre associazioni venatorie che conosciamo.A.N.L.C.- A.N.U.U-ENALCACCIA,ARCICACCIA,ITALCACCIA,EPS, con un unica diversità che la Federcaccia faceva parte del CONI e prendeva come diremmo oggi una barca di soldi dallo stato parliamo di qualche Milione di Euro del giorno d’oggi: fino ad una alcune decina di anni fà esisteva il CIAV,(Comitato Italiano Associazione Venatorie) poi fatto morire per le guerre intestine tra le associazioni, perchè qualcuno voleva contare di più perchè aveva più iscritti(sempre la solita storia delle tessere) poi un ministro disse che la caccia non poteva essere considerata sport, ed alla federcaccia vennero tolti i contributi statali del CONI. sul finere degli anni 90 venne fondadato l’ UNAVI(Unione Nzionale Associazioni Venatorie Italiane) a questo organo facevano parte tutte le associazioni venatorie riconosciute dalla legge 157/92. Finalmente avevamo un solo organo che rappresentava davanti al governo tutti i cacciatori, purtroppo anche questo organo ebbe vita breve sempre per la solita storia, io ho più associati perciò devo contare di più di tè. Ora si vule parlare di ricostituire una sola associazione venatoria. E’ pura UTOPIA, ma se quando si sono creati gli ATC(INUTILI) non si è pensato di fare un’unico ATC regionale ma bensì dividere le province stesse in numerosi ATC, anzi per alcuni piccoli RAS locali era meglio crearli ad abito comunale.Attualmente nella mia provincia Como, un’ambito divide i suoi confini con un altro ambito per mezzo della strada statale; taglido a metà diversi paesi costrigendo così i cacciatori ivi residenti a pagare due ambiti per poter cacciare sul territorio del propio comune.Ma perchè questo avere più ambiti più comitati di gestione, significa più rappresentanti che io inserisco, alla faccia delle altri associazioni che magari hanno cacciatpori associati di certo più preparati ma non li possono possono inserire.Con un’unica associazione???. mi sorge un dubbio non è che ci seccede come nel fil il marchese del grillo, dove il compianto Sordi arrestato iu una osteria dove si d’azzardo,veniva rilasciato per il suo titolo si rivolgeva agli altri avventori dicendogli”Io so io e voi non siete un cazzo”. Va bennissimo una polizza unica nazionale, lasciamo comè l’art 842, questo può andare bene in Francia perchè li caccia è un diritto acquisito con la rivoluzione :In italia invece andiamo a caccia per una concessione dello stato, meno male che cè; altrimenti succede che chi è contro la caccia acqusta terrieri per il gusto di vietarci di entrare sul loro terreno, forse non ne abbiamo abbastaza di parchi e zone vietate alla caccia?.uncordiale saluto a tutti quelli che amano l’attività venatoria; qualsiasi la forma di caccia che effettuano. 

  9. Baghy scrive:

    Il problema è proprio il riconoscimento statale, non proprio per il riconoscimento in se stesso ma per la spartizione dei soldi derivanti da esso, vogliono eliminare le province,vogliono tagliare risorse da tutte le parti possibili ed immaginare, i comuni non hanno più soldi per asfaltare le strade, ridipingere le scuole ecc. ecc. togliessero questi rimborsi anche alle aavv. qualcuno mi sa dire cos’ha portato in concreto ai cacciatori questo rimborso? Che si arrangino con le quote associative, qualche aavv lo fa da sempre e problemi non ce ne sono, vedrete che quando non ci saranno interessi economici personali tutti i cacciatori avranno parità di diritti, riconosciuti o non riconosciuti. Baghy

  10. Attila M. scrive:

    Ancora non 
    “è fernut a’ zezzenella” 
    è ancora pregna di latte, finché ci saranno cacciatori che sottoscriveranno la tessera!    
    (dw) (dw) (dw)  

  11. igor radere scrive:

    IGOR SONO PROPRIO LE PERSONE COME TE CHE NON CAPISCONO E ROVINANO TUTTO.—————————————————-
    E già, perchè fino ad ora le associazioni hanno fatto il bene della caccia, sono quelli come me che rovinano il mondo venatorio in italia. Mentre quelli come Lei sono i salvatori della patria solo perchè vogliono l’unione delle associazioni pensando che questo serva a qualcosa. Su di un’altro blog stò dibattendo per lo stesso motivo con altre persone, che vogliono l’unità del mondo venatorio sul modello francese ma non vogliono i distretti di caccia sullo stesso modello preferendo gli atc per non dover pagare di più. Allora, o si fà pace con il cervello oppure suonatevela e godetevela da soli, tanto saranno i numeri degli effettivi cacciatori frà 10/15 anni che risolverà il problema. Quando si sarà ridotti al lumicino associazione unica o no, verrà tutto privatizzato e le associazioni che hanno interessi privati nelle varie aziende si sbellicheranno dalle risate. Contenti voi.

  12. IO scrive:

    Igor ,questo avverrà molto prima di 10-15 anni. Solo chi non vuol vedere,si illude. E’ solo una questione statistica, materia ostica per chi non la mastica abitualmente.

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