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Armi bresciane: Boom di vendite…. all’estero

| 24 marzo 2014 | 0 Comments

Armi bresciane, fiorente il mercato in Nord Africa
Boom di vendite in Kuwait, Egitto e Libano: export che vale 316 milioni

cacciatore fucileL’export delle armi della provincia di Brescia vale 316 milioni di euro nel 2013. E’ quanto afferma l’Osservatorio permanente sulle armi leggere (Opal) di Brescia in base al report annuale prodotto da Istat sul mercato italiano delle armi. Il dato segna una flessione dallo scorso anno (- 1%), vero record delle esportazioni di armi bresciane nel mondo, con 319 milioni di euro di vendita. Quest’anno il comparto si mantiene grazie al boom di esportazioni in Africa (+36,2%) e Medio Oriente (+22,8%).

Boom di vendite in Kuwait (+286%), Egitto e Libano

L’Egitto e’ il terzo Paese africano per numero di esportazioni: 3,9 milioni di euro, +119% rispetto a un anno fa. Nell’agosto scorso, su richiesta di Opal, l’ex ministro degli Esteri Emma Bonino aveva deciso di sospendere la vendita di armi verso questo Paese. Ma il blocco e’ gia’ solo un ricordo. Ancora piu’ consistente l’aumento dell’export in direzione Kenya, che cresce di 298 punti. Clamorosa anche la classifica mediorientale. Dopo Emirati arabi uniti e Israele, Paesi saldamente al comando nella classifica dei compratori regionali di armi bresciane, crescono Kuwait (+286%, per 4 milioni di euro di spesa) e soprattutto il Libano, con 2,1 milioni di euro di acquisti (+72,1% rispetto al 2012) nonostante sia sottoposto a misure di embargo per le armi. I cali piu’ importanti, segnalati da Opal, riguardano Messico e India, quest’ultima a seguito delle recenti restrizioni. «Nonostante le reiterate rimostranze dei produttori bresciani di armi che per mesi si sono lamentati di presunti nuovi gravami burocratici tanto da chiedere di snellire la normativa, le esportazioni di armi dalla nostra provincia non sembrano affatto in crisi e anzi trovano nuovi acquirenti nelle zone dove le tensioni e i conflitti sono piu’ frequenti», dichiara Piergiulio Biatta, presidente di Opal. Ne e’ una conferma il caso Stati Uniti, Paese che piu’ di tutti compra armi made in Brescia. Questo nonostante 109 nuove leggi promulgate ad un anno dalla strage del Connecticut. Solo un terzo, ha rivelato il New York times in un’inchiesta segnalata da Opal, e’ riuscito effettivamente a restringere la vendita di armi.

Mercato florido anche in Turchia

Altro Paese che si conferma grande acquirente delle armi bresciane e’ la Turchia con 24 milioni di euro tra armi e munizioni. Un dato in diminuzione rispetto ai 36,5 milioni del 2012. Opal denuncia la mancanza di chiarezza dei report di Istat rispetto a quelli di altri istituti di ricerca statistica internazionali. Cosi’ si esprime Carlo Tombola, coordinatore scientifico dell’osservatorio: «Le cifre fornite dall’Istat rendono quanto mai difficile comprendere non solo la tipologia, ma soprattutto gli effettivi destinatari: si tratta, infatti, di armi e munizioni destinate sia alle forze armate che ai corpi di polizia e di sicurezza, sia per la difesa personale sia di tipo sportivo e per la caccia fino al collezionismo. Non e’ piu’ accettabile ed e’ controproducente che l’Italia in questo settore, di cui e’ uno tra i leader mondiali, mantenga zone d’ombra e opacita’: la Germania e la Svizzera che annoverano produzioni ed esportazioni altrettanto rilevanti pubblicano dei rapporti governativi ben piu’ dettagliati e chiari».

http://brescia.corriere.it

 

 

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Category: Armi e Munizioni

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