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Libertà di pensiero

| 17 marzo 2014 | 6 Comments

Libertà di pensiero
Sentieri di Caccia di marzo 2014

Giacomo Cretti“Non condivido la tua idea, ma darei la vita perché tu la possa esprimere”. Insieme a tanti uomini di buona volontà ho fatto di questa frase di Voltaire la mia regola di vita, a volte soffrendo, perché le idee dell’altro mi sembravano sbagliate. Mi sono applicato alla regola della ragione degli altri, e sono cresciuto all’ombra della libertà di pensiero, pensando che nella diversità c’è ricchezza. Ma al tempo stesso ho lottato contro gli abusi e la prepotenza, contro la prevaricazione e la dittatura di pensiero e non per questo mi sento migliore. La caccia mi ha insegnato le regole della natura della quale tutti siamo figli. Ho imparato ad amarla, rispettarla e qualche volta, senza presunzione, ad aiutarla, con la selezione.
Queste regole di vita le condivido con tanti amici cacciatori, uomini veri, cresciuti nella complessa semplicità del ritmo delle stagioni. Gente a volte sanguigna, mai prepotente e spesso infantile. Certamente tra noi c’è qualche mela marcia, che tutti ci affrettiamo a riportare all’ordine o nella peggiore delle ipotesi a isolare.
Per carità non significa farsi giustizia da soli, perché la caccia è un’emozione e una passione, che hai o non hai. E chi si crede cacciatore senza provare questi sentimenti nel rispetto, non lo è, punto! Al contrario Hitler era animalista. Milioni di persone morivano nei lager e lui, nella sua follia, si preoccupava di far sopprimere dolcemente la sua lupa Blondi, un attimo prima di suicidarsi nel bunker con Eva Braun. In un momento tremendo per l’intera umanità, il fuhrer si preoccupava del suo cane, ancor prima che della sua gente.
Alcuni giorni fa ho letto un comunicato di un’associazione animalista che attaccava uno spot di una casa automobilistica svedese, che ha per protagonista il giocatore Zlatan Ibrahimovic. Fatevelo dire da uno che se ne intende: lo spot è montato bene, utilizza immagini di grande suggestione supportate da una tema musicale che ne esalta il ritmo. Ibrahimovic insegue una preda, un’emozione o una ragione di vita e quando la raggiunge non spara perché è già sua.
Così come la ricerca, o se preferite la caccia, è uno stato mentale e non importa quale sia l’oggetto della ricerca, perché se l’hai dentro di te non hai sempre bisogno di prenderla. Gli animalisti hanno attaccato lo spot perché mostra un cacciatore buono, o meglio, normale. Un uomo che vive la famiglia, lo sport e la passione con la stessa intensità. Ma questo non può star bene a chi si prodiga per dare un’immagine negativa dell’avversario. Il nemico non può essere buono e basta! Guai a chi si permette di affermare il contrario, anche se ciò che afferma è nel suo diritto di uomo libero. La casa automobilistica svedese non può avere una sua opinione, conta solo la loro, alla faccia della democrazia. I cacciatori devono sparire, forse morire, e chi li difende, o semplicemente li mostra, deve essere boicottato.
sentieri-di-caccia-marzo-2014-220x300Se la buttiamo sullo scherzo, possiamo prevedere che le prossime battaglie animaliste saranno improntate al divieto del termine “cacciatorino” per il salame, alla chiusura dei ristoranti “Il cacciatore” e infine a una petizione affinché venga considerata malata di mente la nonna di Cappuccetto Rosso per aver espresso gratitudine nei confronti del cacciatore che l’ha salvata dal lupo. Se al contrario vogliamo restare seri, ci dobbiamo ricordare che Adolf Hitler era animalista e che milioni di anime belle non la pensavano come lui.

Giacomo Cretti, Sentieri di Caccia marzo 2014

Category: Libri/Riviste

Comments (6)

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  1. Ghibli scrive:

    Giacomo stupende parole le tue
    bisogna però portarle di fronte all’opinione pubblica e non solo nel nostro sito.
    gli animalisti estremisti non li convinceremo mai sono dei talebani ideologicamente inquadrati , ma la maggioranza della gente ha solo il loro punto di vista ed è ora che invece il nostro pensiero in maniera ottimale sia più conosciuto

  2. Renzo scrive:

    Il nostro pensiero, non necessariamente quello di chi imbraccia il fucile, ma quello della stragrande maggioranza delle persone che abitano questo bistrattato pianeta, non è propriamente quello di chi attacca una casa automobilistica perche riproduce l’immagine di libertà nella caccia, soprattutto libertà di abbassare l’arma perche la preda sarebbe stata raggiunta comunque , anche solo con l’immaginazione dello sparo. La mentalità delle persone che ogni giorno per poter vivere hanno necessità di nutrimento, è ben distante, se non addirittura intollerante o traboccante di pensieri di scherno, verso questi personaggi che hanno fatto religione della loro inutilità come esseri umani. Forse, dico forse, se ne parla troppo, alimentando ancor più la loro flebile ragion d’essere.  

  3. Ezio scrive:

    Bravo Giacomo Cretti!!

  4. sergio scrive:

    Ottimo ed eccellente!
    Ora vediamo se riesce a farlo apparire su testate giornalistiche che non siano di settore, perche’ noi queste cose che Lei ha espresso cosi’ magnificamente le sappiamo bene, ed anche chi pensa di non averle, ce le ha nel suo inconscio, se si tratta di un cacciatore, gli e’ sufficente fermarsi un attimo e cercarle dentro di se, per trovarle.
    Facciamo pubblicare su testate giornalistiche non di settore, altrimenti rimarranno parole al vento, belle parole, ma gettate al vento.
    Un caro saluto.

  5. sergio scrive:

    Il silenzio piu’ assoluto, ho ascoltato in questo post.

    • Ezio scrive:

      E cosa si doveva aggiungere? Hai detto benissimo. Purtroppo fin che ce la cantiamo e suoniamo tra di noi è bello e giusto ma serve a poco.

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