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Ravenna: Regolamento capanni,fare bene e presto

| 13 marzo 2014 | 1 Comment

Ravenna – Regolamento capanni, Matteucci:”Faremo tesoro della discussione di ieri. Ora fare bene e presto”

capanno_cacciaSi è svolta ieri la seduta congiunta delle commissioni consiliari 1 (Affari istituzionali, partecipazione e sicurezza) 3 (Assetto del territorio) 4 (Ambiente, parchi, litorale) per discutere la petizione “Richiesta relativa al piano di salvaguardia dei capanni da pesca e da caccia”. Le commissioni 3 e 4 hanno poi esaminato le osservazioni pervenute in merito al Regolamento capanni da pesca e da caccia adottato dal consiglio comunale il 17 febbraio 2013. Presenti alle sedute numerosi capannisti. «I capanni da pesca e da caccia fanno parte della storia, del paesaggio e della cultura di Ravenna.
I capanni fanno parte della vita quotidiana di migliaia di famiglie ravennati. È una “materia sensibile”» – dichiara in proposito il Sindaco di Ravenna Fabrizio Matteucci.

«In genere – prosegue Matteucci – i politici di fronte a materie sensibili e complicatissime da regolare come questa, se possono, stanno con le mani in mano. Noi potevamo, ma abbiamo deciso la strada della responsabilità.

Le nostre valli, i nostri ambienti naturali sono di una bellezza straordinaria. La presenza, per me irrinunciabile, dei capanni ne esprime la tradizione umana ed è testimonianza viva della storia di Ravenna, dalla più antica a quella più recente.

È per questi motivi che abbiamo, con quel po’ di coraggio che richiede un assunzione di responsabilità, deciso di adottare un nuovo regolamento. Questo regolamento ha, nelle nostre intenzioni, un primo obiettivo: quello di una sempre maggiore compatibilità fra ambiente e presenza dell’uomo. Compatibilità misurata con il metro del 2014 e degli anni a venire.

Vuol dire ripulire le nostre valli e i nostri fiumi da tutti i materiali non “compatibili”.

Vuol dire offrire ai “capannisti” certezze sulla regolarità dei loro capanni e sulle concessioni, per poi poter procedere agli interventi necessari per la riqualificazione».

Spiea poi il Sindaco: «La bozza di regolamento ha subito critiche dai due versanti opposti: perché è troppo “fiscale” o perchè, all’opposto, troppo stile “sanatoria”.

Le linee del regolamento, che hanno come parte integrante la responsabilizzazione dei “capannisti”, sono state apprezzate anche dal dottor Benini che mercoledì ha presentato i contenuti della petizione di fronte a un grande e giustamente interessatissimo pubblico.

La discussione di mercoledì pomeriggio sulla petizione, ha dato modo di approfondire la tematica molto complessa sul recupero possibile dei capanni.

Già l’attuale bozza di regolamento cerca di mantenere in essere tutti i capanni che in qualche modo dimostrano di avere un “titolo” legittimante l’esistenza: titolo edilizio e/o valido atto di concessione idraulico o d’uso dell’area rilasciato dagli Enti pubblici competenti, sulle zone di pertinenza, alla data del 26.02.1991.

È mia opinione che la discussione nelle commissioni congiunte, che hanno il compito di esaminare le osservazioni al regolamento adottato, individui una soluzione per consentire di mantenere in essere anche quei capanni cosiddetti “storici” in grado di dimostrare la loro presenza prima dei vincoli edilizi o paesaggistici messi in atto dalle leggi sull’edilizia. Insomma, cercheremo di fare tesoro, in un quadro di legittimità giuridica, della bella discussione di mercoledì.

Concludo dicendo che cercheremo di fare bene, ma anche di fare presto.

È possibile e, secondo me, necessario fare gli ulteriori approfondimenti e confronti senza che si renda necessario il rinvio dell’approvazione del nuovo regolamento.

Fare presto per riuscire a rendere finalmente protagonisti della difesa, della valorizzazione e della riqualificazione di questi ambienti di una bellezza inestimabile, insieme al Comune, i capannisti e tutti i cittadini che frequentano, rispettano, amano e vogliono migliorare questi nostri tesori naturali».

http://ravennanotizie.it

 

 

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Category: Emilia Romagna

Comments (1)

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  1. Maurizio scrive:

    È per questi motivi che abbiamo, con quel po’ di coraggio che richiede un assunzione di responsabilità, deciso di adottare un nuovo regolamento. Questo regolamento ha, nelle nostre intenzioni, un primo obiettivo: quello di una sempre maggiore compatibilità fra ambiente e presenza dell’uomo. Compatibilità misurata con il metro del 2014 e degli anni a venire.
    Vuol dire ripulire le nostre valli e i nostri fiumi da tutti i materiali non “compatibili”.
    Vuol dire offrire ai “capannisti” certezze sulla regolarità dei loro capanni e sulle concessioni, per poi poter procedere agli interventi necessari per la riqualificazione».
     
    Ma stare fermi mai? Il vecchio proverbio di non destare il cane che dorme è sempre valido. I fiumi e le valli non sono sporchi dell’eventuale lamiera o cemento di cui sono fatti i capanni…… per tradizione significa che ci possono essere capanni che anno 30-50 e più anni, quindi senza SCIA-DIA e permessi vari.
    Così state sollevando un polverone che fa alimentare ancora di più il fuoco dell’anticaccia a cui sempre più frequentemente vi piegate.

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