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Umbria: Confronto sul prossimo calendario venatorio

| 4 marzo 2014 | 3 Comments

cinghiale A breve confronto su bozza nuovo calendario venatorio e sulla proposta di modifica del regolamento per il prelievo dei cinghiali

L’Assessore regionale alle politiche venatorie Fernanda Cecchini ha fatto il punto sulla stagione venatoria da poco conclusa sottolineando come, “grazie ad un lavoro accurato e sostanziato da numerosi riscontri scientifici, gli uffici regionali abbiano consentito la predisposizione di un calendario venatorio con periodi di prelievo tra i più ampi riscontrati a livello nazionale“.
Un passaggio, questo, particolarmente apprezzato dalle associazioni che hanno espressamente richiesto il mantenimento di un’analoga struttura anche per la prossima stagione venatoria. Nel merito della predisposizione del nuovo calendario, l’assessore Cecchini ha confermato l’impegno di aprire un confronto entro breve tempo, prendendo anche in considerazione le proposte di modifica avanzate, riguardanti in particolare l’introduzione della coturnice e la possibilità di prelevare la quaglia in preapertura.
In merito alla revisione del regolamento per la caccia al cinghiale, l’assessore regionale ha fatto il punto della situazione delle proposte inviate dalle varie associazioni venatorie, esprimendo la volontà di produrre un documento di sintesi che raccolga le modifiche maggiormente condivise, su cui verrà richiesto un parere della Consulta.
I punti prioritari su cui si deve cercare una necessaria convergenza, ha detto, sono le procedure di assegnazione dei settori e l’ampliamento delle modalità di prelievo venatorio della specie, oltre ad un più preciso e puntuale piano di gestione che consenta un’effettiva limitazione dei danni causati all’agricoltura.
L’assessore Cecchini ha poi riferito all’assemblea l’intenzione della Giunta regionale di adoperarsi, nell’ambito della Commissione Agricoltura della Conferenza Stato-Regioni, per verificare congiuntamente con le altre Regioni interessate la possibilità di una applicazione delle deroghe al prelievo venatorio previste dalla direttiva comunitaria.

http://www.terninrete.it

 

 

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Category: Cinghiale, Umbria

Comments (3)

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  1. tortoioli claudio scrive:

    LO RIPETIAMO DAL 2006, APERTURA LA PRIMA DI SETTEMBRE STANZIALE E MIGRATORIA, CON PRELIEVO ANCHE LA SECONDA DOMENICA, RECUPERO DI ALCUNE GIORNATE A SETTEMBRE, E PRIMA DECADE DI FEBBRAIO.
    DAL PRIMO GENNAIO PRELIEVO DELLA BECCACCIA ANCHE LUNGO I FIUMI.
    STORNO IN CALENDARIO E DEROGA PER FRINGUELLO DA OTTOBRE A DICEMBRE,
    IN SINTESI QUESTE SONO LE RICHIESTE DELL’ASSOCIAZIONE VENATORIA AMBIENTALE NATA LIBERA PERUGIA.

    • maurizio franchi scrive:

      Buonasera!
      Nel regolamento di caccia al cinghiale inserirei l’apertura al 1 novembre e la chiusura al 31 gennaio.
      Censimenti e piano di abbattimento! 
      ……e tante altre cosette……

  2. Bartoccini Mario scrive:

    Il Club “Le Torri” nacque con l’intento di contrastare le restrizioni che volavano di bocca in bocca tra gli animalisti che si arricchivano con la gestione dei canili; radicali intenti a contrastare l’aspetto emozionale e coinvolgente dell’attività venatoria per esaltare gli aspetti demenziali delle “droghe”; politici cosiddetti di sinistra portatori di ipotesi esistenziali di “genere” tendenti a negare i valori della famiglia e dell’identità sessuale; economisti esperti in aleatorie speculazioni finanziarie che rinnegavano il valore economico della selvaggina cacciata; insegnati oziosi e privi di cultura storica intenti a stravolgere il rapporto uomo/animale; autorità politiche di levatura nazionale legati alle poltrone dei salotti radical/scicche; dirigenti d’importanti partiti politici di radice rurale ed operaia intenti a consolidare referendum per privatizzare la caccia; associazione agricola/latifondista intenta a screditare il valore dell’articolo 842 del C.C. (funzione sociale della proprietà); squallidi galoppini di partito intenti a rinnegare la cultura del realismo genealogico; groviglio d’insulsi, intenti a programmare referendum carichi d’odio e di prospettive sconvolgenti.       
    Da quel dì urliamo nelle piazze ed in ogni luogo: non un giorno in meno di caccia! … non una specie in meno da cacciare!
    Rinnoviamo, perciò, l’invito a reclamare il rispetto che ci proviene dal referendum del ’90! Ove soltanto il 20% dei cittadini umbri si manifestò per la privatizzazione della caccia e per l’abolizione dell’842!
    Dal 1° settembre, quindi, apertura della caccia a “stanziale”, “migratoria”, predatori ed opportunisti! 
    PER CONSOLIDARE LIBERTA’ E RICCHEZZA!
    Cordialità. 

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