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Ma chi ha detto che l’Italia è in ginocchio ?

| 4 marzo 2014 | 11 Comments

cacciatore fucileMa chi ha detto che l’Italia è in ginocchio ? Chi ha detto che non c’è lavoro, che l’euro ci ha ammazzati tutti, che siamo all’interno di un buco nero, che non sappiamo né come, né quando uscirne ? Ma quando mai, chi racconta queste sciocchezze ? La verità è che le imprese assumono continuamente personale e vanno a gonfie vele, il mercato interno tira come non mai, il settore delle costruzioni, da sempre trainante per tutta l’economia, va alla grande.

Deve aver pensato questo l’On.le Brambilla, grande e lungimirante politico tanto caro alla sinistra per i voti dei cacciatori che fa perdere a Berlusconi, quando ha presentato il disegno di Legge di abrogazione dell’art. 842 del codice civile il quale fa divieto al proprietario di un fondo di negare l’accesso a chi in quel fondo vuole esercitare la caccia.

Detto in altre parole, si tratta del disegno di Legge per chiudere definitivamente la caccia in Italia.

Ora dico io, sarà che in Parlamento c’è poco da fare per gli italiani, ma prima di occuparsi dell’art. 842 del codice civile non sarebbe meglio pensare ad una Legge elettorale che renda il Paese governabile, ad una riforma del titolo V della Costituzione che, tra le altre cose, ci liberi dall’usurato bicameralismo perfetto, di una riforma del mercato del lavoro che renda più facile le assunzioni; non sarebbe meglio che il Parlamento si occupi di esodati, di italiani sprofondati nella povertà, di brillanti giovani ricercatori costretti ad espatriare; non sarebbe più opportuno ……. .

No, per l’On Brambilla prima di tutto viene l’art. 842 del codice civile, poi occorrerà affrontare l’annosa questione della pesca alle alici che ancora oggi, purtroppo, finiscono in scatola, ed infine, non ultimo per importanza, occorre varare una Legge che vieti agli agricoltori di produrre latte: latte consumato dagli italiani a scapito di quei poveri
vitellini.

Cari amici, così è; si salvi chi può.

Viagrande, il 3 marzo 2014

Giovanni Di Giunta

SINDACATO NAZIONALE CACCIATORI
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Comments (11)

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  1. peppol@ scrive:

    arrivera il momento in cui cacceremo per mangiare

  2. Baghy scrive:

    Fino a qualche tempo fa noi viicentini  venivamo definiti i” Magnagatti” per eccellenza, adesso non siamo più gli esclusivisti del piatto gastronomico, sembra che oltre  ai gatti abbiano trovato estimatori culiniari anche altre specie da a noi  da sempre definite domestiche, vuoi vedere che con il fare il conto con la crisi qualche animalaro dovrà rivedersi nelle sue convinzioni???? Baghy

  3. IO scrive:

    L’abolizione dell’art. 842 e della proprietà della fauna,consentirebbe  un risparmio per lo stato che non pagherebbe più i danni. Che sarebbe la fine della caccia  è una pura utopia, tutt’altro. E’ addirittura possibile che aumenti perchè i proprietari avrebbero tutto l’ interesse  a far cacciare dietro compenso.

  4. gianni scrive:

    MAGARI,COSI’ I SOLDI CHE PAGO ALLO STATO E CHE LUI SPEROERA,LI DARO’ AGLI AGRICOLTORI CHE MI FARANNO CACCIARE.

  5. Giovanni59 scrive:

    C’è ancora qualcuno convinto che la brambilla agisca senza l’assenso del cavaliere….SVEGLIA eh!!!! che è da un pezzo che si è fatto giorno :-x :(

  6. Bartoccini Mario scrive:

    Coloro che hanno “passione” per la caccia a pagamento, si sfoghino pure nelle AATV!
    Se Costoro hanno la convinzione che i problemi della mancanza di selvaggina stanziale si risolvono privatizzando la stessa, sfuggono alla complessità della gestione degli animali veramente selvatici!
    Chi vuole pollastri liberati alla rinfusa; chi vuole uccidere definitivamente la prospettiva del cacciatore “Sentinella Ambientale”; chi vuole costringere ancora di più donne e uomini “nell’ambiente” dei centri commerciali; chi pensa che la “funzione sociale della proprietà” non è più d’attualità; chi non ricorda i tanti milioni di €uro che escono dalle nostre tasche – sia come cittadini, sia come cacciatori – e giustamente finiscono nelle tasche degli agricoltori sotto la voce “funzione sociale della proprietà”; si lavi alla fonte dei “bamboccioni” per espiare egoismo ed arroganza.
    Cordialità … perché caccia è libertà!      

  7. IO scrive:

    Bartoccini,ha fatto un bel sermone ,nulla  eccepire. Ma appunto un sermone.Io non voglio i pollastri rilasciati alla rinfusa ,ma  avere quelli selvatici costa,è inutile girarci attorno. Un anziano biologo e cacciatore , al quale facevo osservare come il problema delle starne fosse irrisolvibile,mi rispose che era solo una questione di soldi, ma tanti soldi.

  8. Bartoccini Mario scrive:

    Signor “IO”, provengo da esperienze di gestione sociale che non lasciano trapelare dubbi in merito alla qualità e quantità della selvaggina.
    A cuore aperto e con tal fiducia nei risultati che non ho mai preteso un minimo rimborso! Per ricordare, insomma, che l’ipotesi da Lei sostenuta è caldeggiata da alcuni come eventuale toccasana.
    Io dico: senza considerare che il lavoro di gestione della fauna selvatica è decisamente meno remunerativo per l’agricoltore: sia delle produzioni agricole, sia dell’allevamento zootecnico!  
    E qui, ambiente, tradizioni e sostegno all’agricoltura, hanno interesse assolutamente prevalente.
    Come dire che un male c’è! E parlo dei ritardi del mondo venatorio nella gestione delle impensabili risorse economiche che la Legge 157/92 ci ha carpito dalle tasche!
    Dal 2000 ad oggi, ad esempio, gli ATC dell’Umbria hanno gestito malamente e nel peggiore dei modi ben 33milioni di €uro! Sfuggendo al volontariato e all’immensa ricchezza di “manodopera a basso costo” rappresentata dai cacciatori pensionati.
    Nel nostro Club, ricordo ancora, oltre 5.000 ore l’anno di volontariato a costo zero. 
     
    Dal 2000 ad oggi in Italia?
    Oltre un miliardo di €uro gettati per la maggior parte in pasto a burocrazia e  malgoverno!
    L’invito? Proviamo in tutti i modi a mettere in funzione la “macchina”! Cordialità.
     
     

  9. IO scrive:

    Bertoccini, la sua  passione  è sicuramente autentica ,ma si scontra con la realtà.Il volontariato è quasi scomparso,per mille ragioni compreso l’invecchiamento di noi cacciatori. Ho dedicato per molti anni ,tutti i sabati e domeniche ai miglioramenti ambientali ,conosco quindi il problema. Ora sarei disposto a rifarlo,ma non perchè altri, che non hanno dedicato un briciolo del loro tempo alla fauna,ne godano. E questo sono in tanti a pensarlo. E’ ora di cambiare per continuare nella nostra passione. Guardare indietro non è cambiare, è solo un malinconico sogno.

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