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Anlc: Toscana, la chiarezza e la cagnara

| 3 marzo 2014 | 6 Comments

La chiarezza e la cagnara

ANLCIl comunicato sugli sviluppi della questione “appostamenti fissi” in Toscana ha suscitato una cagnara tanto esagerata quanto palesemente vuota e pretestuosa.
Cercando di fare il punto sulla situazione dei capanni, la Libera Caccia lucchese ha solo fornito un riepilogo breve e semplificato (peraltro assai simile a quello pubblicato dalla Nazione il 26 febbraio) e soprattutto corretto, dei rischio reale corso dai cacciatori toscani titolari di appostamenti fissi.
In questo riassunto si è accennato (crediamo con assoluto garbo e senza alcun eccesso) alla diverso approccio da parte di Cct, Fidc, Anuu e Arcicaccia alla complessa problematica.
Purtroppo, al garbo di una normalissima dialettica di politica venatoria, si è risposto con accenti di un’asprezza inaudita, al limite delle offese personali, e con una arroganza che ricorda molto da vicino quella di un certo schieramento politico i cui capi non solo non accettano critiche e confronti ma espellono “democraticamente” chi si permette di ragionare con la propria testa.
Al di là delle tanto sbandierate “certezze” sulla assoluta legittimità della legge 65 e, soprattutto, di là dei toni sopra le righe, la verità è una sola: se non si fossero ottenuti tre mesi di proroga, il primo marzo avrebbe potuto rappresentare l’inizio della fine per 25.000 capanni! Tutto il resto, come al solito, sono solo chiacchiere e giochetti politici.
D’altra parte, per chiarire definitivamente la questione, evitando il protrarsi di una sterile e dannosa polemica, basterebbe chiedere i pareri degli Uffici Legislativi di Giunta e Consiglio e, intanto, lavorare di buona lena per risolvere il problema alla radice sollecitando una modifica della legge nazionale che definisca gli appostamenti da caccia non più strutture soggette ad autorizzazioni amministrative ma manufatti rientranti nell’edilizia libera.
Detto questo, è però doveroso ribadire un concetto fondamentale:
La Libera Caccia non ha alcuna intenzione di “rubare il mestiere” alle varie organizzazioni anticaccia. Il solo pensarlo non solo è insulsamente offensivo, ma dimostra una profonda ignoranza sul ruolo avuto da questa associazione in oltre mezzo secolo di grandi lotte sindacali.
No, la Libera Caccia ha sempre e solo avuto a cuore i legittimi interessi dei cacciatori, per i quali ha lottato e continuerà a lottare, senza appiattirsi e senza rinnegare i suoi principi statutari. Principi sacrosanti e irrinunciabili sui quali, purtroppo, qualcuno ancora cerca di fare della ridicola ironia, giocando su quell’aggettivo “LIBERA” che non significa anarchia bensì indipendenza intellettuale prima ancora che politica.

L’UFFICIO STAMPA

 Associazione Nazionale Libera Caccia – Via Cavour, 183/b – 00184 Roma
Telef. verde  800270148  e-mail: anlc@libero.it

 

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Category: ANLC, Toscana

Comments (6)

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  1. Giacomo scrive:

    e, intanto, lavorare di buona lena per risolvere il problema alla radice sollecitando una modifica della legge nazionale che definisca gli appostamenti da caccia non più strutture soggette ad autorizzazioni amministrative ma manufatti rientranti nell’edilizia libera.
    ——————————————————————————————
    Fatelo voi da soli a cercare di modificare la legge nazionale, vediamo cosa siete capaci di fare !  :-?   Salutiaaamo

  2. Giovanni Roberto Bagnolesi scrive:

    Amico Giacomo premetto che non faccio parte della Libera Caccia ne lo farò in futuro ma un conto è voler cercare di cambiare una legge nazionale non solo sugli appostamenti ma anche per altre cose ed un’altra è remare contro o cercare di cambiarla solo a parole come fanno le consorelle associate. Chi è che ha voluto 22 anni fa questa legge venatoria che non ci sono termini per come definirla? A me risulta due fra le tre nuove consociate e se il CPA non prenderà le distanze da Anuu, nel quale è confluito, quest’anno perderà non solo un consigliere comunale ma anche un associato. Attualmente non so quale sia l’associazione venatoria più vicina agl’interessi di noi cacciatori.

  3. Giacomo scrive:

    Caro Bagnolesi neanche io so quale sia l’associazione venatoria più vicina ai cacciatori, so che lo dovrebbe essere la Confederazione Cacciatori Italiani cioè le associazioni ( spero tutte ) unite e su questo staremo a vedere comer andrà a finire. Fino ad ora tutti sparpagliati e tutti lamentano che siamo messi male, Salutiamo     

    • Giovanni Roberto Bagnolesi scrive:

      Amico mio non sono per niente contrario alla nascita di una casa unica dei cacciatori. Vorrei credere che ciò possa diventare realtà e ne sarei non felice ma di più. Dubito comunque che questo possa accadere anche perchè non vorrei che il nuovo soggetto ricalcasse quello che in tempi non troppo remoti ha fatto la vecchia unavi. Le guerre intestine tra associazioni penso siano visiibili agli occhi di tutti e questo non fa il bene della caccia. Un soggetto unico ed apartitico avrebbe più voce invece di molteplici referenti. Credo purtroppo che questo in Italia non accadrà mai e mi dispiace perchè vedo che in quelle nazioni dove i cacciatori parlano con una unica voce riescono ad ottenere fatti concreti. Per esperienza estera potrei citare la Romania che conosco benissimo dal punto di vista venatorio dove ho la residenza e dove sono riuscito a prendere il permesso per andare a caccia in quanto la mia donna è rumena. La caccia la viene gestita dall’associazione cacciatori che fa capo ad una contea (regione) ed è l’unico soggetto al quale ti devi rivolgere per qualsiasi problema venatorio. Perchè noi italiani non riusciamo a dotarci di leggi simili?

  4. Terfiro scrive:

    Una domanda mi viene spontanea : ma la Libera caccia, oltre che criticare in modo poco costruttivo ed aspettare che si adoperino altri alla ricerca della soluzione, per risolvere il problema capanni cosa ha fatto????
    Fateci vedere quanto siete bravi ed avrete tutti gli onori e riconoscimenti del caso.
    Grazie

  5. poiana scrive:

    a terfio se non cera la libera caccia ora eravamo tutti nei guai . Ma vedo che non vuoi capire questa prologa si deve al lavoro svolto dalla libera a terfio

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