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Toscana: Confederazione dei Cacciatori risponde alla ANLC

| 28 febbraio 2014 | 8 Comments

La Confederazione dei Cacciatori Toscani risponde alla Libera caccia
Polemiche infondate , evidenti falsità e disinteresse per i reali problemi del mondo venatorio,
emblematico il caso del polverone sollevato sulla vicenda appostamenti. L’unità dei cacciatori
resta la via maestra per dare un futuro alla caccia in Toscana e nel Paese

CCTLa Libera Caccia, con le “Considerazioni sulla Confederazione Cacciatori Toscani” firmate dal suo Presidente regionale, dimostra una volta di più che la sua aspirazione non è difendere la caccia e possibilmente migliorarla per accrescere la soddisfazione dei cacciatori e riaffermare la dignità, il valore culturale, l’importanza economica e sociale di una attività essenziale per gli equilibri faunistici ed ambientali, ma semplicemente e soltanto tentare di screditare le altre Associazioni venatorie.

I cacciatori, per fortuna della caccia, sono più intelligenti di quanto i dirigenti della Libera credono, e dunque non è necessario spendere troppe parole per rispondere alle farneticazioni di Paolo Isidori: sanno perfettamente, i cacciatori (siamo convinti anche i Soci della Libera Caccia), che un mondo venatorio diviso in una molteplicità di sigle è meno forte, sanno che restare disuniti è un favore ai nemici della caccia, sanno che l’unità costruita su contenuti seri e responsabili è la strada giusta e sanno che non sarà mai troppo presto per conseguirla.

La Confederazione è nata per unire, non per escludere. La Libera Caccia della Toscana ha ritenuto di non rispondere all’invito che le era stato rivolto dalle Associazioni promotrici della Confederazione, e non ha neppure voluto partecipare all’incontro promosso per illustrarne le ragioni e discutere programmi ed obbiettivi.

Nonostante questo, la Confederazione non ha fino ad oggi speso una parola contro la Libera caccia, coerentemente con la volontà e l’intento di lasciare spalancate tutte le porte per l’auspicabile allargamento dell’unità: il nostro avversario non è una Associazione venatoria, il nostro avversario è una pseudocultura che vorrebbe togliere alla caccia la sua storia ed il suo futuro.

Non si può tuttavia evitare, di fronte alla pervicacia di questi giorni, di commentare e di notare che fanno solo sorridere e fanno francamente pena i tentativi della Libera Caccia di denigrare la Confederazione dipingendola, fra l’altro, come “succursale” di una parte politica.

La Confederazione ha dirigenti che appartengono a tutte le componenti politiche (basta leggere i nomi dei membri dell’Assemblea) e, soprattutto, “vuole” avere rapporto e confronto permanente con la politica, con tutta la politica, e con le Istituzioni, oltre che con tutte le componenti sociali: è così che si esprime l’assoluta indipendenza ed autonomia ed è così che si recupera ruolo, credibilità e capacità di incidere e contare del mondo venatorio, non certo rifugiandosi nell’isolamento e nel rifiuto di “sporcarsi le mani”.

La vicenda degli appostamenti è emblematica. La Confederazione, le Associazioni che vi aderiscono, hanno fatto quanto era possibile e doveroso nei mesi e nelle settimane passate per risolvere la questione degli appostamenti dopo la sentenza della Corte Costituzionale sulla legge del Veneto.

Lo hanno fatto rapportandosi, appunto, con la politica e le Istituzioni, che hanno risposto approvando in tempi rapidi una nuova normativa regionale nell’intento di dare certezze e mettere in sicurezza migliaia di appostamenti fissi: normativa che ha visto il voto favorevole, nel Consiglio della Regione Toscana, di tutte le componenti di maggioranza e di opposizione.

La Libera Caccia in questi stessi mesi è stata alla finestra, non ha fatto proposte, poi una volta che la nuova legge regionale è entrata in vigore ed ha superato l’esame del Governo (ricordiamo ai distratti dirigenti della Libera Caccia che il 27 dicembre 2013 il Consiglio dei Ministri ha deliberato di non ricorrere alla Corte) non ha trovato di meglio che tentare di dimostrarne l’illegittimità, “rubando il mestiere” alle varie leghe ed organizzazioni anticaccia: visto che il Governo non l’ha fatto, a questo punto c’è forse da aspettarsi che sia la Libera Caccia a proporre ricorso alla Corte contro gli appostamenti fissi Toscani.

Questa, purtroppo, sembra essere diventata l’ossessione della Libera Caccia: schierarsi comunque contro gli altri, non importa se gli altri sono i cacciatori.

Noi, la Confederazione dei Cacciatori Toscani, abbiamo altre ambizioni: per i cacciatori, per la caccia, per il nostro presente e per il nostro futuro.

Firenze, 28 febbraio 2014
CCT – Confederazione dei Cacciatori Toscani
(Federcaccia – Arcicaccia – ANUU)

 

 

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Category: ANLC, ANUU, Arcicaccia, Federcaccia, Toscana

Comments (8)

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  1. Giacomo scrive:

    La confederazione se mi posso permettere un suggerimento, adesso dovrebbe portare all’esaurimento dei cacciatori delle altre associazioni minori non facendo altro ( essendo più numerosa )  che dare un’assicurazione a risparmio con tariffa inferiore a quella che chiedono tutti gli altri, visto che avete dichiarato di fare un’unica tessera associativa. Così il vostro introito si baserà sul numero maggiore e le entrate saranno le stesse se non maggiori. Spero di non aver sbagliato i conti.   :wink:   Salutiaaamo

  2. Bekea scrive:

    Le divergenze di vedute e di comportamento fra AV toscane, hanno poca importanza rispetto al problema sollevato in altra sede da Ancl. La qustione capanni anche in Toscana come in Veneto non è ancora risolta se il ministro competente non fà un deecreto sull’abolizione del vincolo paesaggistico su quei capanni che stanno nelle aree a vincolo. Questa è la questione pratica che interessa i cacciatori,le diatribe su unità e come farla interessano solo i dirigenti delle AV che con la caccia si mantengono, e hanno solo benefici e favori dalle Afv che controllano.Perchè sui cacciatori incombono multe e denuncie penali solo per avere dei capanni in zone a vincolo ambientale. 

  3. poiana scrive:

    LA rgione TOSCANA NON LA PENSA COME VOI.SE NON ERA PER LIBERA CACCIA IL PRIVVEDIMENTO NON SAREBBE ANDATO IN DISCUSSIONE E IL CONSIGLIERE SPINELI DICEVA CHE TUTTO ERA APPOSTO COME VOI LA REGIONE VI A SMENTITO METTEVATE A RISCIO TUTTI I CACCIATORI AVETE CAPITO E NON SIAMO L’UNICA ASSOCIAZIONE A NON ADERIRE PER IL BENE DELLA CACCIA STATE A COSA A curare lorto che fate meglio o CCT

  4. Giovanni Roberto Bagnolesi scrive:

    Il male della caccia in Italia sono purtroppo le associazioni venatorie, tutte comprese. Già a un po’ di tempo non ho più fiducia in nessuna.

  5. Bepi scrive:

    Il male della caccia oltre ad essere colpa delle AV incompetenti e anche nostro che quando è ora di elezioni non abbiamo mai nessun cacciatore serio da mettere al posto giusto dove vengono fatte le leggi, dire di non mettere la politica sulla caccia è pura utopia in quanto le leggi le fanno i politici.

  6. Terfiro scrive:

    Il male della caccia in Italia è il cervello dei cacciatori e la loro autodistruzione.

  7. hunter scrive:

    Caro terfiro sono proprio daccordo con te!!!!! A me quando sento cose come : ” non siamo l’unica associazione ad aderire per il bene della caccia” mi ci viene da ridere, poi da piangere, e poi mi viene il rigetto a pensare di aver avuto anche io la tessera liberacaccia anche io!

  8. PRESIDENTE PROV.LE ANLC SIENA scrive:

    CONFRONTO, SEMPRE! FUSIONE, MAI!
    Abbiamo sempre difeso la caccia dall’arroganza dell’ISPRA e dal fanatismo degli ambientalisti, fino ad arrivare un molti tribunali. Oggi le minacce tornano a manifestarsi anche all’interno del mondo venatorio e quindi siamo impegnati a difendere la Libera Caccia da chi vorrebbe farla “scomparire” insieme alla sua gloriosa tradizione e alla sua preziosa SPECIFICITA’ Vogliamo la certezza assoluta dei calendari, con tempi congrui prima dell’apertura, senza aspettare provvedimenti dell’ultimo minuto, destinati ad essere impugnati “gratuitamente” da animalisti e ambientalisti anticaccia.VOGLIAMO CERTEZZA SU TUTTE LE NORME CHE REGOLANO L’ATTIVITA’VENATORIA, COME LE ABBIAMO CHIESTE PER L’APPOSTAMENTI FISSI. SE SMONTARE I FALSI PROCLAMI CHE RASSICURANO I CACCIATORI  E CHIEDERE CHIAREZZA E SICUREZZA E’ DA ANTICACCIA,  LO DEVONO VALUTARE I CACCIATORI.
    AbiamoE COMU

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