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in difesa della caccia tradizionale al colombaccio

| 28 febbraio 2014 | 12 Comments

Un libro di Oliviero Bocchini per scongiurare la fine della caccia tradizionale al colombaccio

CopertinaRecentemente il Club della Palomba a Cecanibbi di Todi è stato sede di una tavola rotonda per la presentazione del libro “S.O.S. Caccia tradizionale al colombaccio. Forma di caccia a rischio di morte dopo oltre 5 secoli di immutata ed affascinante esistenza. Nuove regole subito o estinzione assicurata per una delle più antiche e storiche forme di caccia

Sono intervenuti insieme all’autore il sindaco di Todi Carlo Rossini, il consigliere regionale Massimo Buconi, Gianni Zaganelli del Consiglio Internazionale della Caccia ed il presidente del club della palomba Aldo Tracchegiani.

“La profonda e crescente convinzione che una delle più antiche forme di caccia, quella tradizionale al colombaccio, ha imboccato la via dell’estinzione, mentre va considerata un tipo di caccia che la saggezza umana è riuscita a salvaguardare nei suoi principi fondamentali per oltre cinque secoli, ma che la cosiddetta civiltà moderna in meno di 50 anni sta portando alla sua fine: o facciamo qualcosa subito o questa caccia sparirà per sempre”. Con questa affermazione Oliviero Bocchini, aprendo la presentazione del suo libro, ha inteso concentrarne l’intero contenuto.

Documenti storici e bibliografici, dati e statistiche degli ultimi cinquecento anni per dimostrare che con il cambiare degli usi, delle armi e più in generale della tecnologia, sono stati via via adeguati i regolamenti sulla caccia della palomba (colombaccio). Negli ultimi 50 anni, invece, venuto a mancare un razionale adeguamento normativo si è registrata la rottura di quell’equilibrio, salvaguardato per oltre 4 secoli, tra il cacciatore ed il selvatico che – secondo Bocchini – è la causa che sta portando alla morte questa storica forma tradizionale di caccia..

Il contenuto del libro, secondo l’autore, con le sue analisi e proposte anche provocatorie ha l’ambizione di stimolare e far riflettere il lettore, dal cacciatore ai vari esponenti del mondo venatorio, dal pubblico amministratore fino al semplice cittadino non cacciatore, sul significato e sui valori della caccia e per un ragionamento assai più ampio su tradizione, cultura e filosofia di vita.

La manifestazione si è conclusa con un gesto significativo: l’omaggio del libro a Marcello e Edo Beati ed a Roberto Cardinali, discendenti di famiglie con antenati per tre generazioni di quei bravi cacciatori di palombe che hanno quella notorietà al paesino di Cecanibbi da essere conosciuto come “università delle palombe”.

Todi, 26 febbraio 2014.

Oliviero Bocchini

 

 

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Category: Colombaccio, Cultura, Umbria

Comments (12)

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  1. Stefano Tacconi scrive:

    Non capisco da quali studi e considerazioni è alimentata la forte preoccupazione del rischio di “morte” della caccia tradizionale al Colombaccio.
    Copio e incollo…ogni tanto l’ISPRA non ci penalizza…….
     

    Ispra: colombaccio in crescita dell’88%

    venerdì 28 febbraio 2014

      

     
     
     
    Il colombaccio è una delle specie che ha fatto registrare il maggiore incremento negli ultimi anni, sia in termini di popolazione (+360%), che di areale conquistato. Rispetto al 1984, quando occupava il 57% del territorio, nel 2012 il colombaccio ha raggiunto l’88% dello stivale. Dati questi usciti dalla conferenza (ancora in corso a Roma) di presentazione del Rapporto sulla direttiva Habitat, durante la quale Lorenzo Serra dell’Ispra ha anticipato anche anche alcune cifre che saranno oggetto del Rapporto sulla Direttiva Uccelli, di prossima uscita.

     

  2. leonardo scrive:

    La caccia va difesa tutta.

  3. Giovanni59 scrive:

    Non sarà ne l’ispra ne gli ambientalisti a decretarne la morte, ma bensì il “clima” con la perdita secca dei mesi cosidetti invernali che di inverno non hanno ormai più niente. 

  4. ugo scrive:

    Il problema è l’uso dei piccioni,se gli animalisti continuano la loro lotta contro i richiami vivi ,è finita.Cosa ci facciamo sul palco o al campo senza i nostri amati?   

  5. Picchio scrive:

    Nella premessa si parla di ” nuove regole subito “, qualcuno mi può spiegare quali nuove regole sono necessarie per la salvezza della caccia “tradizionale” al colombaccio ?
    Grazie, attendo risposte.

  6. Bartoccini Mario scrive:

    Conosciamo bene, e ce ne vantiamo, la tensione intellettuale e morale che caratterizza il Club della Palomba – Cecanibbi di Todi – che di fatto onora tutti i cacciatori umbri.
    E’ bene ricordare, però, che nella nostra Regione sono numerose le “cacce” in cui si pratica la “tradizionale”. Sia per il gran valore dell’amplificazione emozionale nell’avvicinamento e nel sorvolo, sia per ammirare … a denti stretti …”il branco”, lì … gabbato dall’arte e dal crepitìo.
    Tanto si dice e tanto si trema pensando all’addio, ma non sarà certo l’attimo, il guizzo del tiro a volo, a mortificare la specie.
    Noi sapevamo… lo sapeva anche Stefano, ma ora l’ISPRA da modo di scacciare gl’indugi. Il colombaccio è forte e numeroso … evviva!        
    Cordialità.

  7. Bartoccini Mario scrive:

    Come ulteriore riflessione menziono l’Atlante Ornitologico dell’Umbria – “La distribuzione regionale degli uccelli nidificanti e svernanti 1988/1993″.
    A quella data, Columba palumbus, ricopre il 31,6 % del territorio regionale, sia al momento della nidificazione, si al momento dello svernamento (nel caso la consistenza della popolazione si riduce però di circa il 15 %).
    Che dire, allora, del  88 % attuale? Forse la limitazione del prelievo nel momento pre- nuziale? O meglio, forse, le “zone rifugio” a caccia aperta?
    Silvestri (1893), testimoniano i ricercatori Armentano e Magrini, “fa riferimento esclusivo all’abbondante presenza della specie durante le migrazioni, sottolineando il grande interesse venatorio: in un sol giorno, nei dintorni di Amelia se ne sono presi 6.000″. “Simile cronaca è riportata in una lapide del Castello di Paganzano presso Assisi – 1889. In questa caccia, vocabolo Le Vaglie, fu fatta preda di N° 4.100 Palombacci in un sol giorno. 16 marzo”.
    Sarà? Chissa? Speriam che durerà! … Cordialità.       

  8. tortoioli claudio scrive:

    Complimenti al Sig. Oliviero Bocchini per il dinamismo e la passione che mette nelle sue iniziative, ricordo una riunione a Perugia di vivi l’ambiente.
    Ma complimenti anche al colpo di” tacco magistrale ” del Presidente della Libera Caccia Stefano Tacconi.
    Sig. Oliviero vorrei tanto leggere il suo libro per capire meglio,e anche rassicurarlo della grande salute del colombaccio sia in Italia che nel resto d’Europa.
    In alcuni paesi viene cacciato tutto l’anno per contenere la sua presenza smisurata e dannosa per l’agricoltura, io non condivido ovviamente, tutto l’anno è veramente troppo.
    Il colombaccio resta una specie selvatica di assoluta eccellenza e patrimonio di tutto il mondo venatorio, certamente la caccia dal palco è bellissima e coinvolgente va salvaguardata e rispettata come tutte le altre forme di caccia senza egoismi e allarmismi di sorta.
    Colgo l’occasione per invitare tutti ad impegnarsi con determinazione per risolvere i veri problemi della caccia Italiana senza divisioni di sorta.
    Claudio Tortoioli Associazione venatoria ambientale Nata Libera Perugia

  9. Roberta scrive:

    Salve

    Dove trovo il libro? Chi è l’editore? Vorrei ragalarlo a mio padre

    Grazie

  10. Roberta scrive:

    Salve

    Dove trovo il libro? Chi è l’editore? Vorrei ragalarlo a mio padre

    Grazie mille

  11. NICOLA scrive:

    salve dove posso trovare il libro sos caccia tradizionale al colombaccio?

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