Scarica l'opuscolo Sicurezza a Caccia

Il lupo: un problema irrisolvibile?

| 27 febbraio 2014 | 1 Comment

Il lupo: un problema irrisolvibile?
di Stefano De Vita

Stefano DevitaVoglio aprire questo articolo dicendo con forza che il “problema lupo” non è un problema del mondo venatorio. Ma un problema della collettività, e non sta ai cacciatori sanare questo.
Non passa giorno che leggiamo di un atto di bracconaggio perpetrato sul lupo fino a sfociare in atti macabri come è successo più volte in terra Toscana. Certo che ci viene da fare delle serie riflessioni sul perché di questo stato di cose che sembrerebbe in aumento. Voglio fare di proposito un paragone che certo sono lontani anni luce, ma coinvolgono solamente il buon senso e la vita pratica e reale di tutti i giorni: ci troviamo da anni in una crisi economica senza precedenti, migliaia di disoccupati, migliaia di precari, migliaia di persone al limite della povertà, decine di suicidi perché soffocati dai debiti e dalle tasse, migliaia di aziende che chiudono, credo che può bastare, e quale è stata la soluzione? Si sono succeduti grandi professori, grandi tecnici, luminari della finanza ed economia, Commissioni di studio, etc. etc. Cosa è successo? E’ sotto gli occhi di tutti e non c’è bisogno di commentare. Ma basta che viene intervistato un comune operaio e ci da la soluzione: diminuzione drastica della spesa pubblica, sburocratizzazione, diminuzione del costo del lavoro e diminuzione della pressione fiscale, diminuzione drastica dei super stipendi e super pensioni; basterebbe questo per rimettere in moto l’intero comparto economico e ripartire la ripresa.
Sul Lupo cosa si fa? Si continua ad investire in Commissioni tecniche e scientifiche, in studi sul comportamento, dinamiche delle popolazioni, monitoraggi, tesi gestionali, etc. etc., in pratica tanta carta portata da tecnici e luminari che il più delle volte il lupo in natura forse neanche lo hanno visto mai, e poi? Quali interventi? Solo una montagna di chiacchere comprese quelle di buona parte di un mondo animalista ed ambientalista che fino ad ora non ha prodotto soluzioni. Se invece si va ad intervistare un comunissimo contadino ed allevatore che vive da generazioni tra ambiente rurale e selvatico ti da subito la soluzione. E’ chiaro e necessario che bisogna avere in mano dati certi e da li pianificare e programmare interventi gestionali e quindi è importante la sinergia di chi studia sui libri e di chi non studia sui libri ma vive la realtà.

Un’altra cosa che ritengo una vera favola è la certezza di quanti lupi sono presenti sul nostro territorio, di fatto chi si occupa di monitoraggi faunistici sa perfettamente che i conteggi sono sempre sottostimati. Per monitorare e censire il lupo data la sua estrema elusività, gli ambienti forestali impervi e spesso inaccessibili in cui vive è uno dei mammiferi più difficili da censire. Tra i metodi diretti abbiamo senz’altro quello dell’ululato indotto (wolf-howling), conteggi di tracce sulla neve, e conteggi tramite telemetria e foto trappolaggio, ma anche stime tramite escrementi e/o tracce. Poi abbiamo i metodi indiretti quali comparazioni di indici di abbondanza tra zone e periodi diversi. Mi sembra talmente ovvio che in quell’aree come montagne impervie ed inaccessibili, dove per metterci piede devi farti calare da un elicottero non puoi avere certezze e mi sembra difficile poi che qualche luminare possa sentenziare che li sono presenti solo due o tre lupi oppure non ci sono, etc. etc.

Entrando nel merito in riferimento alla storiella dei tantissimi cani randagi che si ibridano a lupi oppure i tanti cani randagi rinselvatichiti vaganti in territori selvatici, evidentemente chi porta avanti questa tesi irreale lo fa per sminuire il problema lupo. Mi sembra di vederlo questo randagiotto meticcio vagare per impervie montagne e vallate alla cerca di sostentamento con prede e/o di compagni lupi con cui fare coppia e branco. Di fatto il cane randagio o rinselvatichito in un sistema naturale è solo un competitore alimentare e stante l’enorme presenza di lupi in determinati ambienti e luoghi se entrano malauguratamente nel territorio di un branco di lupi, i cani randagi o rinselvatichiti vengono subito cacciati via o meglio diventano preda dei lupi e quindi selezionati all’istante. Al contrario i cani randagi sono soliti vagare a ridosso delle aree antropizzate/urbanizzate, in quanto qui possono sfruttare al meglio il loro comportamento da opportunista, ma fuori da questo ambiente sono solo prede.

Problema Lupo: vorrei ricordare che il Lupo è inserito come specie particolarmente protetta dalla Legge Quadro 157/92 e Leggi regionali di recepimento, tutelato dalle norme Comunitarie e tutelato da Leggi internazionali compresa la Convenzione di Washington. A fronte di questo attuale quadro giuridico le Amministrazioni anche se volessero, non potrebbero materialmente operare nessun tipo di controllo sulla specie per i motivi di cui sopra, non è possibile farlo. Altro discorso sono gli interventi di controllo sugli ibridi e sui cani randagi rinselvatichiti. Però diciamo subito l’enorme difficoltà di controllare tramite abbattimento e verificare (prima dello sparo) se quel determinato canide molto somigliante fenologicamente ad un lupo, sia un ibrido od un soggetto puro, e questo è verificabile solo con un esame del DNA e quindi in questo caso prima dovrebbe essere catturato e poi eventualmente abbattuto se ibrido, se invece puro liberato. Altro caso se invece dovessimo riconoscere all’istante da lontano che è un canide meticcio, quindi si potrebbe operare l’eventuale abbattimento. Ma ecco che entra un altro freno legislativo, infatti i cani meticci o loro ibridi, etc. etc. sono tutelati dalle Leggi sul benessere degli animali d’affezione e relative Convenzioni Internazionali, in Italia non è più possibile abbattere i cani o i loro ibridi, infatti si incorre in sanzioni di carattere amministrativo che penale (come per il lupo). Quindi anche in questo caso le Amministrazioni sono impossibilitate ad effettuare dei controlli tramite abbattimenti, tutt’al più catture e ricovero presso canili, sterilizzazione dei soggetti: un costo per la collettività.

Fatta tutta questa premessa l’unico sistema per salvare il lupo da atti di bracconaggio è pagare istantaneamente il danno diretto ed indiretto agli allevatori che subiscono, senza lunghe ed esasperanti trafile burocratiche; attivare con incentivi tutti i sistemi dissuasivi che si conoscono, compreso i cani da pastore, di razze adatte ed in grado di tenere lontani i lupi nel panorama cinofilo ufficiale ce ne sono molte, ci sono razze che basta un soggetto per tenere a bada tre quattro lupi contemporaneamente. Questi semplici interventi sanerebbero di moltissimo il conflitto sociale che si sta vivendo, con buona pace degli ambientalisti, con la soddisfazione degli allevatori che vedrebbero risarciti e quindi tutelati dal punto di vista economico e quindi di impresa. Infine ma non per ultimo ne gioverebbe il lupo.

Però è chiaro ed indiscutibile che con il passare del tempo i lupi aumenteranno sempre più in virtù del fatto che ormai le popolazioni di ungulati in Italia sono esplose, e come tutte le cose naturali, i predatori aumentano in relazione all’aumento delle prede, a maggior ragione della facilità di predare anche animali domestici da fattoria.
Quindi il problema del controllo diretto sia del lupo ma anche dell’ibrido o cane rinselvatichito dovrà in ogni modo essere affrontato in un prossimo futuro, volente o nolente. Ma prima vanno cambiate le leggi e la specie lupo declassata a specie non particolarmente protetta, come anche cambiate le leggi sugli animali d’affezione cui rientra a pieno titolo la specie cane randagio vagante rinselvatichito.

di Stefano De Vita

 

 

***

COME RICEVIAMO E COSI’ PUBBLICHIAMO

ATTENZIONE: l’articolo qui riportato è frutto di ricerca ed elaborazione di notizie pubblicate sul web e/o pervenute.
La redazione del sito www.ilcacciatore.com, non necessariamente avalla il pensiero e la validità di quanto pubblicato. Declinando ogni responsabilità su quanto riportato, invitano il lettore a una verifica, presso le fonti accreditate e/o aventi titolo.
***

 

Tags: , ,

Category: Dite la vostra, Generale, Lupo

Comments (1)

Trackback URL | Comments RSS Feed

  1. Giovanni59 scrive:

    Ma prima vanno cambiate le leggi e la specie lupo declassata a specie non particolarmente protetta, come anche cambiate le leggi sugli animali d’affezione cui rientra a pieno titolo la specie cane randagio vagante rinselvatichito….ma qui? in italia???…ma quando mai!!!… nel caso saremo “NOI” ad essere abbattuti…

Leave a Reply


5 + 9 =

oww :wink: :twisted: :roll: :oops: :mrgreen: :lol: :idea: :evil: :cry: :arrow: :?: :-| :-x :-o :-P :-D :-? :) :( :!: 8-O 8) -o- (y) (up) (n) (f) (dw) (:n) (:i) (:-p)


Nota Bene: E' nostra intenzione dare ampio spazio a un libero confronto purche' rispettoso della persona e delle altrui opinioni. La redazione si riserva pertanto il diritto di non pubblicare commenti volgari, offensivi o lesivi o che non siano in tema con l'argomento trattato. Inoltre i commenti inviati, con il solo scopo di provocare, offendere o anche semplicemente dileggiare la caccia e i cacciatori, verrano cancellati d'ufficio. E' fatto divieto inoltre divulgare (all'interno dei commenti) email, articoli, etc. senza disporre dell'esplicito consenso dell'autore.


Avviso: LEGGERE ATTENTAMENTE
Ciascun partecipante si assume la piena responsabilita' penale e civile derivante dal contenuto illecito dei propri commenti e da ogni danno che possa essere lamentato da terzi in relazione alla pubblicazione degli stessi. La redazione del sito www.ilcacciatore.com si riserva il diritto di rivelare l'IP dell'autore di un commento e tutte le altre informazioni possedute in caso di richiesta da parte delle autorita' competenti, nell'ambito di indagini od accertamenti di routine o straordinari. La redazione del sito www.ilcacciatore.com non puo' in alcun modo essere ritenuta responsabile per il contenuto dei messaggi inviati dagli utenti e si riserva il diritto di cancellare e/o editare discrezionalmente e senza preavviso qualsiasi messaggio sia ritenuto inopportuno o non conforme allo spirito del sito senza tuttavia assumere alcun obbligo al riguardo.