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Cinofilia è green economy. Se ne discute a Norcia

| 26 febbraio 2014 | 1 Comment

Cinofilia è green economy. Se ne discute a Norcia sabato 1 marzo

ArcicacciaE’ nella forza di un territorio e delle sue tradizioni che l’Italia deve far leva per guardare al futuro con rinnovata fiducia. E’ con queste premesse che l’Arci Caccia dell’Umbria , con il patrocinio del Comune di Norcia, organizza per sabato 1 marzo, a partire dalle ore 15, nella Sala Ottobeuren del Complesso monumentale San Francesco, un convegno dal titolo “Cinofilia è green economy, Made in Italy nel mondo”. Si discuterà di gestione , cinofilia e di utilizzo equilibrato delle risorse faunistiche. Nel corso dell’iniziativa aperta dal saluto del sindaco di Norcia, Gian Paolo Stefanelli e presieduta da Emanuele Bennati, presidente dell’Arci Caccia dell’Umbria sarà illustrato da Giorgio Filippucci, responsabile cinofilo dell’Arci caccia, un ambizioso progetto finalizzato a coniugare conservazione, cultura venatoria e opportunità d’impresa per quanti scommetteranno sulla cinofilia e la sua pratica. Si tratta di mettere in rete strutture pubbliche e private, imprenditori e associazioni e nel corso dell’iniziativa saranno illustrate proposte e modalità.

Diversi gli interventi programmati. Da quello del prof. Bernardino Ragni, docente di zoologia ambientale e gestione faunistica dell’Università di Perugia a quello di Marco Ciarafoni, presidente nazionale del centro Sport e delle Attvità Ambientali, da quello di Antonino Morabito, responsabile Fauna e Benessere Animale di Legambiente a quello di Fernanda Cecchini, assessore agricoltura, aree protette, caccia e pesca della regione Umbria.

Una parte del convegno è riservata al dibattito e al confronto e non mancheranno gli interventi, già annunciati, dei rappresentanti delle istituzioni locali, delle forze politiche e sindacali, degli enti parco e degli Atc, delle associazioni venatorie e ambientaliste e delle organizzazioni professioni agricole e dell’imprenditoria umbra.

Le conclusioni saranno affidate a Osvaldo Veneziano, presidente nazionale dell’Arci Caccia.

Perugia, 26 febbraio 2014 l’Ufficio Stampa

 

 

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Category: Arcicaccia, Cinofilia, Umbria

Comments (1)

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  1. Bartoccini Mario scrive:

    Auguro buon lavoro!
    Sarà il caso che, come ARCICACCIA, “prendiate di petto” due argomenti di gran rilevanza tecnico/amministrativa che risultano sconcertanti per l’Umbria.
    Numero 1 – giornale LA NAZIONE sabato 1 marzo, pagina 3 della cronaca umbra “notizia bomba”:
    IL CASO “La Procura gli ha notificato un invito a dedurre per spese ingiustificate. Danno ipotizzato: UN MILIONE”
    “PROFUMI E CENE DI PESCE, RISCHIA GROSSO PRESIDENTE ATC”.
    L’articolo termina: “L’ultima contestazione è relativa (dice il magistrato) “a compensi corrisposti a tecnici esterni per consulenze, spese per il personale dipendente assunto a tempo indeterminato” – prosegue “Il danno erariale ipotizzato è di oltre un milione di euro (aggiunge il magistrato) “nel totale e colposo silenzio della Regione e della Provincia di competenza a cui era demandato il controllo”.
    “Spese per l’acquisto di profumi, regali, strenne natalizie, cibi e bevande” prosegue l’accusa!
    In merito ai profumi c’è da aggiungere: ma puzzavano davvero tanto i Consiglieri ATC???    
     
     Numero 2 – La partecipazione del Prof. Bernardino Ragni, ci ricorda un sua ricerca sulla presenza della volpe fatta negli anni ’90, che concludeva accusando di “SINDROME DA FRUSTRAZIONE VENATORIA” la richiesta di qualsiasi intervento di contenimento fuori dal periodo cacciabile.
    La nostra contestazione continua con determinazione, perché il Professore trasse una conclusione sulla presenza del “macromammifero”: IGNORANDO LA PRESENZA STORICA DELLA VOLPE SUL TERRITORIO DELLA REGIONE.
    Di fatto, la ricerca storica fatta dal Club “Le Torri”, dimostrava senza ombra di dubbio che la presenza media negli ultimi duecento anni in Umbria era di: n. 1 VOLPE OGNI 1.000 ETTARI.
    Il dato riguardante le presenza della volpe sul territorio umbro elaborato dal Club nel 1988, combaciava perfettamente con la statistica esternata del Professore alla sala rossa del comune di Perugia , cioè: n. 1 VOLPE OGNI 28 ETTARI.
    Chissà se la ricchezza economica persa – un volpe consuma ogni anno oltre 150 Kg. di carni – ed il grave impatto sulla biodiversità, hanno stimolato ripensamenti??
    Cordialità.

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