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Abruzzo: abilitazione alla caccia specialistica alla beccaccia

| 26 febbraio 2014 | 16 Comments

Abruzzo: Corsi per l’abilitazione alla caccia specialistica alla beccaccia

Il progetto di caccia specialistica alla beccaccia sta diventando realtà in Italia. L’idea, frutto dei comuni intenti e della proficua collaborazione tra Beccacciai d’Italia e Club della Beccaccia, prevede tra i tanti punti inerenti alla ricerca scientifica applicata alla caccia, quello della formazione di beccacciai-monitoratori della specie: a caccia aperta attraverso le indagini sul prelievo, così come a caccia chiusa attraverso l’attività di monitoraggio con l’impiego dei cani da ferma da effettuarsi fino alla fine del mese di marzo.

Obiettivo del progetto è quello di aprire la strada alla necessaria specializzazione per esercitare questo tipo di caccia, rendere sostenibile il prelievo della specie su tutto il territorio italiano e dare la possibilità ai cacciatori specializzati di diventare operatori del monitoraggio anche al di fuori del periodo venatorio. La formazione dei monitoratori passa attraverso la frequentazione obbligatoria dei corsi di specializzazione beccaccia che rilasciano apposita abilitazione.
La Regione Abruzzo è partita per prima in Italia inserendo la figura di cacciatore specialista-monitoratore beccaccia nell’attuale Calendario Venatorio (Del.G.R. n°561 del 29/07/2013). Tale abilitazione diventa obbligatoria nel territorio regionale per lo svolgimento delle attività di monitoraggio invernale e primaverile su apposite aree che saranno censite dagli organi territoriali in sinergia con gli Atc e le associazioni venatorie locali, prevedendo la possibilità di effettuare i monitoraggi anche nelle aree interdette all’attività venatoria, previa autorizzazione degli enti preposti. In futuro l’abilitazione potrebbe consentire anche l’eventuale prelievo venatorio oltre i normali periodi previsti dal calendario per la specie.
BeccacciaOccorre sottolineare che questo risultato è frutto della lungimiranza e della competenza della Regione Abruzzo, nelle figure istituzionali del presidente Giovanni Chiodi e dell’assessore alla caccia Mauro Febbo, dell’assidua mediazione di Giuseppe Savini, consulente dell’assessorato, del dirigente del settore Agricoltura Caccia e Pesca Luigi De Collibus e del funzionario dell’ufficio programmazione faunistico-venatoria Franco Recchia. Un’importante collaborazione tra istituzioni e governo difficile da reperire oggi in Italia.

Chieti ha aperto la strada
Così come è da riconoscere l’impegno e la volontà dell’Atc Chietino-Lancianese (nella persona del suo presidente Corrado Di Nardo e del suo staff), il primo Atc italiano che ha effettuato i corsi il 12 e 13 luglio scorsi. Corsi che sono stati validati e riconosciuti dall’ISPRA, all’interno di un nuovo percorso di piena collaborazione tra l’istituzione e le associazioni specialistiche per l’affermazione della caccia sostenibile, sulla base di un modulo di 16 ore minime, organizzate in almeno due giornate formative con lezioni mattutine e pomeridiane di 4 ore ciascuna.
L’ISPRA ha inoltre validato i nominativi dei docenti sulla base dei loro curricula e sulla rigorosità dell’organizzazione che ha previsto la registrazione dei corsisti in entrata ed uscita alle singole sessioni. Lo stesso ha riguardato i docenti che hanno redatto verbale sulle presenze, sugli argomenti trattati e sull’esito finale dell’esame composto da circa 20 domande a risposta multipla. I Corsi sono suddivisi in moduli:

Modulo A: biologia della specie ore 10 c.a. lezioni frontali in aula
I. Sistematica e distribuzione geografica; Popolazioni e DNA; Status della specie
II. MORFOLOGIA (Morfologia generale e variabilità dei principali caratteri; Piumaggio e muta; Apparato digerente; Sensi e modi di comunicazione; Anomalie di forma e di colore)
III. INDICI DI PRESENZA
IV. ECO-ETOLOGIA (Habitat – uso, variazioni, funzione ecologica specifica degli ecosistemi forestali, ruolo e importanza delle aree aperte; Area vitale; Fenologia – riproduzione, svernamento, migrazioni, orientamento; Alimentazione; Fattori limitanti – clima, variazioni dell’habitat, predazione, patologie e incidenti, Caccia; Struttura e dinamica delle popolazioni – mortalità e sopravvivenza in base ai dati di inanellamento)
V. RICONOSCIMENTO DEI SESSI E DELL’ETA’ (Maschio o femmina; Giovane o adulto; Analisi dei criteri utilizzabili; La “lettura” delle ali: nozioni di base * (NB)

Modulo B: studio e gestione della specie ore 5 c.a. lezioni frontali in aula
VI. STUDIO A SCOPO GESTIONALE (Raccolta e analisi di campioni biologici; Inanellamento; Radiotracking e altro; Conteggi (monitoraggi)
VII. PRELIEVI (Legge 157/92; Norme Comunitarie; Tipologie di caccia in Europa; Calendari venatori; Turismo venatorio; Entità dei prelievi; Caccia programmata e caccia su piano di prelievo; PMA e PMG)
VIII. CRITERI GESTIONALI (Teorici; Prudenziali; Applicati – gestione dell’habitat, gestione venatoria; Importanza delle aree protette; Protocollo ondate di gelo; Protocollo monitoraggio aree protette; Documenti vari di gestione UE, ISPRA, ONCFS)

Modulo C: tecnica venatoria e cinofilia ore 5 c.a. lezioni frontali in aula
I. ETICA VENATORIA E APPROCCIO ALLA CACCIA ALLA BECCACCIA (A caccia da soli; Il valore e l’espressione del binomio cane & cacciatore; Mezzi e strumenti “sostenibili”; il prelievo “discreto”)
II. LE ARMI (Basculanti; Semiautomatici; Calibri)
III. LA CARTUCCIA (Elementi di balistica della canna liscia – velocità, pesi, rosata, copertura e dispersione; Tipologie di munizioni idonee)
IV. IL TIRO (Tecnica ed esecuzione del tiro – pieghe e deviazioni del calcio, allenamento; Piazzamento; Sicurezza)
V. CINOGNOSTICA (Le razze da ferma e da cerca; Le razze da ferma – razze inglesi, razze continentali; Standard morfologici e di lavoro nelle razze da ferma – cerca, filata, ferma, guidata, consenso, riporto)
VI. CINOFILIA VENATORIA (Il cane “da beccacce” – cerca e collegamento, il lavoro “a singolo” e il lavoro “in coppia”; Campano e campano elettronico: caratteristiche e utilizzo sostenibile; Addestramento e allenamento; Le prove di lavoro – le prove di lavoro su beccacce; Criteri e principi di selezione; Allevamento; Alimentazione; Salute del cane – primo soccorso)

Presidente della Commissione e docente dei Moduli A e B è stato Paolo Pennacchini, coadiuvato da Camillo D’Onofrio. La parte del modulo C inerente la cinofilia e la tecnica venatoria è stata condotta da Raffaele Pozzi, quella sulle armi e la balistica da Antonio Mitelli. Alla fine del Corso sono stati abilitati 80 beccacciai-monitoratori ai quali è stato rilasciato apposito attestato.

Poi Teramo

Promosso da Arcicaccia Teramo, nella figura del suo presidente Massimo Sordini, il 13 e 14 settembre il corso di specializzazione si è svolto poi a Teramo appunto, con il patrocinio della Provincia. Il corso ha avuto come docenti per il Modulo A e B sempre Paolo Pennacchini, insieme a Giovanni Giuliani, mentre il modulo della cinofilia è stato svolto da Alberto Pellegrini, presidente del Club della Beccaccia. Sono stati formati 56 monitoratori.

Il bis di Chieti
Promosso da Federcaccia Chieti nella figura di Vincenzo Larizza, con la sapiente organizzazione di Gabriella Berardocco, nel palazzo ducale di Torrevecchia Teatina, il 19 e 20 settembre si è svolto il 2° corso rivolto ai beccacciai di Chieti.
La docenza è stata tenuta da Paolo Pennacchini e da Camillo D’Onofrio per i moduli A e B, da Giuseppe Caschera per la cinofilia e tecnica venatoria, e da Antonio Mitelli per le armi, balistica e munizionamento. A seguito degli esami sono stati formati altri 80 monitoratori.

Un modello messo a punto con i beccacciai di tutta Italia
E’ importante ricordare come i corsi di specializzazione beccaccia così costruiti siano stai il frutto di un modello di formazione che Beccacciai d’Italia ha sperimentato negli anni incontrando centinaia di beccacciai e gli uffici Caccia dal Trentino alla Puglia. Sono l’evoluzione delle lezioni tenute in provincia di Perugia per il monitoraggio della migrazione pre nuziale e la raccolta delle ali che là si svolge dal 2006, così come in provincia di Lecce dal 2010, culminate con la lezione magistrale presso la Facoltà di Agricoltura dell’Università di Firenze che ha attribuito dei crediti formativi ai laureandi del Corso Magistrale in Scienze della Gestione Faunistica. Il contributo del naturalista zoologo Giovanni Giuliani è stato decisivo nella strutturazione dei corsi secondo i requisiti indicati dall’ISPRA, così come il grande lavoro del presidente del Club della Beccaccia Alberto Pellegrini nel divulgare nel mondo della cinofilia le necessità improrogabili della ricerca scientifica applicata alla nostra amata specie.

Se la Regione Abruzzo è stata la prima ad attivare ufficialmente i corsi, un doveroso ringraziamento va al coraggio e all’intuizione di Giannicola Di Carlo che otto anni fa ha iniziato una serie di contatti sul tema beccaccia nella sua Ortona. Insieme all’amico Leo Papponetti hanno iniziato a diffondere i nuovi protocolli di ricerca basati sulla raccolta delle ali di beccaccia e promosso numerose iniziative sul territorio. Hanno fondato la delegazione Abruzzo di Beccacciai d’Italia e coinvolto molti giovani appassionati, interfacciandosi con le associazioni ambientaliste, senza pregiudizi e antichi rancori. Si tratta quindi di un messaggio molto positivo: laddove si incontrano ancora persone di buona volontà e iniziativa, si può costruire tutti insieme, senza schieramenti ideologici e divisioni ormai non più sostenibili, un futuro per la beccaccia e per la nostra caccia.

Beccacciai d’Italia e Club della Beccaccia

L’articolo è stato pubblicato sul n°6- 2013 di Beccacce che passione

http://www.caffeditrice.com/

 

 

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ATTENZIONE: l’articolo qui riportato è frutto di ricerca ed elaborazione di notizie pubblicate sul web e/o pervenute.
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Category: Abruzzo, Beccaccia

Comments (16)

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  1. alessandro federighi scrive:

    come diceva un anìmico?????:pippe per grilli :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

  2. eraldo martelli scrive:

    Ottima iniziativa, i nostri appassionati più aggiornamento fanno più migliora la qualità della caccia in Italia. Anche se  non è certo la prima esperienza, infatti come ricordato nell’articolo nella mia provincia di Perugia il monitoraggio al ripasso della beccaccia organizzato dalla Provincia, dal club e da tutte le associazioni venatorie viene effettuato dal 2006. Per i primi due anni ho  partecipato direttamente a tali censimenti.Sono organizzati veramente bene, il progetto Ali d’Italia è in linea con la ormai irrinunciabile ricerca scientifica sulle specie cacciabili che prevedono giustamente il coinvolgimento e la formazione dei cacciatori.
    Detto questo, rimango perplesso e molto scettico quando leggo ” In futuro l’abilitazione potrebbe consentire anche l’eventuale prelievo venatorio oltre i normali periodi previsti dal calendario per la specie”. Vi sembra plausibile una tale ipotesi viste le leggi restrittive vigenti nel nostro paese?
    Non vorrei che col tempo anche il prelievo  diventi solo esclusivo diritto degli iscritti al club o di chi è stato abilitato.
    Molti club  in Italia che rivolgono la  propria attenzione ad una singola specie mettono al primo punto la ricerca scientifica, e questo mi sta bene, subito dopo diventano troppo protezionisti e infine quasi rivendicano l’esclusività del diritto di cacciarla e questo certo non lo  condivido.

    • Springer scrive:

      Pienamente d’accordo con te…. Formare una nuova figura di cacciatore con corsi di specializzazione post gradum credo sia importante sia per il cacciatore stesso che per avvicinare la Caccia alla ricerca scientifica trasformando ( il cacciatore )  da semplice prelevatore a coadiuvatore utile a questa. L’esclusivita’ della forma di Caccia pero’ non mi piace. Questo deve essere lasciato alla volonta’ del singolo se farla in forma esclusiva , cosa che quasi tutti quelli che cacciano Beccaccia comunque fanno , oppure occasionale. L’importante e’ la formazione, la conoscenza approfondita del selvatico che si caccia ( cosa che durante il normale corso per l’ottenimento del porto d’armi a uso Caccia non avviene ) e il partecipare alla raccolta dati derivanti dal prelievo o dal monitoraggio a Caccia chiusa della specie in oggetto.

  3. Mari scrive:

    Altro metodo per succhiare altri soldi dalle tasche di noi cacciatori…….poveri noi!!!!!

  4. sergio scrive:

    sono e non sono totalmente d’accordo.

  5. Bernardo scrive:

    Si vuole arrivare come nei supermercati dove ognuno ti dà la tessera punti che non puoi usare per fare la spesa negli altri?  oww -o-

  6. ross scrive:

    questa è un’altra prova della fine della caccia !
    intendo caccia ! e noi naturalmente siamo sudito presi con la scusa
    di poter cacciare…perl il c…. detto fondelli….
    quindi diciamo per andare a caccia col mio cane qunti tesserini dovrò
    avere ! uno per la beccaccia, e per il fagiano ? e per il cinghiale in zona non vocata? e per i germani lungo il fiume? e per i tordi alla cerca ???
    basta !!!!!!

  7. ross scrive:

    la rabbia fà scrivere anche male !

  8. Giacomo scrive:

    Ho postate per due volte ma il post non mi esce, come mai ?   :-?   Salutiamo

  9. sergio scrive:

    Penso che quando ci si ostina a cercare il pelo nel uovo ci si ritrova con l uovo marcio e la gallina morta.
    Sono favorevole ad una caccia specializzata all beccaccia in quanto oramai unico o quasi selvatico cacciabile che risalti e remunera le doti del cane da ferma.
    Intanto però inizierei con una lotta senza quartiere e senza pietà alla posta alla beccaccia e eviterei anche il prelievo in battuta.
    Queste tre cose se applicate seriamente sarebbero gia un enorme contributo.
    Normare le cacce all estero( turismo venatorio)con criteri più restrittivi degli attuali i carnieri in particolare.
    Poi se non dovesse bastare si può sempre migliorare, intanto partiamo da qui.

    • Giacomo scrive:

      Sono favorevole ad una caccia specializzata all beccaccia in quanto oramai unico o quasi selvatico cacciabile che risalti e remunera le doti del cane da ferma
      ——————————————————————————————
      Io credo che se gli ATC dessero spazio ad un ripopolamento di fagiani, starne, pernici e coturnici (che sono tutti selvatici che risaltano le doti del cane da ferma e la passione di cacciarli), non ci sarebbe molto bisogno di riversarsi sulla beccaccia come unico selvatico cacciabile con il cane da ferma. Mi sembra ovvio no ? A buon intenditor….  :wink:   Salutiamo  

      • ennio scrive:

        concordo Giacomo….una volta una certa parte di cacciatori(pochi) andavano per beccacce….oggi mancando altro…tutti vanno a beccacce,alcuni addirittura come  mi è capitato di vedere senza cane,andando a calpestare  le zone  più comuni di  buttata!!!

  10. Pietro Pirredda - Arzachena (Sardegna) scrive:

    Ecco l’ennesima ca&&ata. Ma come si fa ad essere contenti di questa iniziativa da parte della categoria cacciatori?
    Ha ragione chi parla di succhiare soldi; dico io in aggiunta che non và pubblicizzata molto in altre regioni di Italia. Stiamo concedendo troppe divisioni e questa è l’ennesima……
     
    Vi prego ditemi che è una burlaAAAAAAAAA oww :twisted: oww :twisted:

  11. Pietro Pirredda - Arzachena (Sardegna) scrive:

    E non solo ci sono cacciatori stra contenti di tale iniziativa…….Però, domani dico ai miei cani che le beccacce che fino a quest’anno ho cacciato non sono state cacciate col patentino…..
    Ripeto, questo è un modo per dividerci, succhiare soldi e tutte le cose negative che ora non mi vengono in mente ma ci sono…e ce ne sono tante, troppe.
     
     

  12. Banzai scrive:

    Non c’è da preoccuparsi..si è solamente aperta la caccia al boccalone..! :wink: :wink: Buona caccia!  :mrgreen: :mrgreen:

  13. Donato Mazzenga scrive:

    Ma fatela finita!!!!! Continuate a farvi le pippe sulla beccaccia mentre in Europa si continua ad andare a caccia!!!!

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oww :wink: :twisted: :roll: :oops: :mrgreen: :lol: :idea: :evil: :cry: :arrow: :?: :-| :-x :-o :-P :-D :-? :) :( :!: 8-O 8) -o- (y) (up) (n) (f) (dw) (:n) (:i) (:-p)


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