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l’opinione: Sono pazzi questi italiani…

| 17 febbraio 2014 | 7 Comments

SDC_2014_02l’opinione: Sono pazzi questi italiani…

Vi ricordate Beppe Bigazzi, il giornalista che, nel 2010, passò dei guai per aver citato in una diretta televisiva il proverbio toscano “a berlingaccio chi non ha ciccia ammazza il gatto”? Aggiungendo d’aver mangiato carne felina in diverse occasioni. Si scatenò il pandemonio e le associazioni animaliste ne ottennero la cacciata dalla trasmissione “La prova del cuoco”. Si trattò di un’epurazione in piena regola, in fondo per avere enunciato una verità storica e cioè che, in tempi di miseria, anche l’impiego di una carne non convenzionale poteva servire a sbarcare il lunario. Quello che oggi ci fa orrore (personalmente ho cinque gatti e tre cani: adoro tutti e otto e mai mi sognerei di mangiarli!), in altri momenti può essere ammesso, può, addirittura, salvarti la vita. Vorrei che tutti gli estimatori a scatola chiusa della civiltà contadina riflettessero un poco, anche su fame, analfabetismo, violenze e prevaricazioni (altro che i femminicidi di cui oggi tanto si parla: la donna, nella civiltà contadina, è un essere inferiore, pur avendo interamente sulle sue spalle il peso della casa e della famiglia!) che ne costituivano il corollario. Ecco, certe cose vanno storicizzate e se un uomo schietto e rustico come Bigazzi dice pane al pane e vino al vino, davvero non sembra il caso di scandalizzarsi. In una trasmissione, oltretutto, che di attentati all’estetica e al buon gusto ne arreca ben altri…
Ma l’Italia è ormai questa e dobbiamo rassegnarci. Eppure, fino a quando si parla di mangiare i gatti, la reazione dell’opinione pubblica e della stampa è comprensibile.
Quello che è successo ora, nel 2013, allo stesso Beppe Bigazzi, reintegrato dopo un periodo di Purgatorio nella medesima trasmissione condotta da quella sobria gentildonna di Antonellina Clerici, è veramente sconcertante! Siamo al reato d’opinione. E’ un caso da manuale in cui si tocca con mano quella classifica mondiale sulla libertà d’informazione di cui abbiamo tutti sentito talvolta parlare alla Radio o in TV, e vede l’Italia in posizioni di bassa, troppo bassa classifica per sembrare vera. Dopo Ghana e Burkina Faso, con tutto il rispetto… l’Italia… Cosa ha detto Bigazzi di nuovo, di tanto grave? Semplice, quando la Clerici gli ha chiesto cosa avesse fatto il giorno prima, anziché rispondere “i cazzi miei” – che sarebbe stato giudicato un fine aforisma e una risposta di gran classe – ha detto “sono stato a caccia di caprioli e cinghiali, per il bene dell’umanità”.
D’accordo, avrà esagerato nel ritenersi una sorta di Madre Teresa di Calcutta: a caccia c’è andato per divertirsi e non per fare del bene! Ma, soprattutto, non pare ci sia nulla, nella sua affermazione, addirittura di sconveniente per “l’area protetta”. Un’utenza RAI di fanciulli abituati alla visione della Clerici, o alla violenza dei manga giapponesi, dovrebbe turbarsi all’idea che qualcuno vada a caccia di cinghiali? Esercitando un’attività regolata dalla legge, legittimata da una ventina di referendum (tutti vinti) e menzionata addirittura dalla Costituzione?
Siamo tutti impazziti: TV, giornali, mezzi d’informazione vari che ancora sparano su Bigazzi perché ha osato dire che gli piace la caccia. Ne stanno facendo un martire della libertà d’espressione. E pensando alla faccia di Bigazzi e alle sue sparate, viene proprio da ridere…

Felice Modica, Sentieri di Caccia febbraio 2014

 

 

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Category: Libri/Riviste

Comments (7)

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  1. faganeo scrive:

    Che dovremmo dire noi vicentini che ci chiamano tuttora “magnagatti”.Con tutta probabilità i miei nonni per sfamarsi li avranno pure mangiati,e non solo i miei nonni.Comunque sia stanno spostando l’attenzione sul mondo animale e al contempo dimenticano i valori ed il rispetto nei confronti dell’essere umano.
     

  2. Renzo scrive:

    A questo punto non credo più che sia un allontanamento dai veri problemi, bensì una sorta di maleficio , un rito tribale di magia nera , una caccia alle streghe tanto nefasta quanto pericolosa . 

  3. hunter scrive:

    Ma a sanremo, palcoscenico del malcostume e del cattivo gusto, pare che andra’ in scena nientemeno che un cantante blasfemo che potra’ quindi tranquillamente deridere coloro che come me, conservano quei valori anche di fede. I bambini li faremo assistere in questo caso?

  4. Ezio scrive:

    Cari Signore e Signori, infatti chi può ….SCAPPA!!!  :cry:

  5. Bepi scrive:

    Faganeo guarda che i gatti in tempi di miseria non solo i Vicentini gli hanno mangiati, quei signori che si scandalizzano devono pensare che nelle città dove vivevano i loro avi avevano debellato anche i topi e non con il topicida..pertanto se sono venuti grandi è merito anche dei mici!!!!!!!!

  6. emilio scrive:

    A Genova, nell’ultima guerra erano spariti i piccioni dal porto e i gatti venivano a volte spacciati per conigli Finita la guerra ritornano i gatti e i colombi.
    Questi vengono però catturati e dirottati sui tiri a volo e quindi agli ospizi, mentre per i gatti e cani randagi arrivano gli accalappiacani (maxin) con un sorte diversa. Proibiscono il tiro a volo e sparisce l’altro mestiere. Ritornano gatti e colombi.Arrivano le taccole e infine gli anticoncezionali….Progresso.   

  7. emilio scrive:

    Poco fa ho visto un bel documentario, dove, tra l’altro veniva evidenziato che le rondini sono in diminuzione anche perchè, in Africa, venivano mangiate (causa
     la fame), però con accordi vari erano riusciti a farle vietare per scopi alimentari.
    Faccio una precisazione: sono d’accordo sulla salvaguardia delle specie, ma…
    Altra precisazione: ogni riferimento a quanto asserito in prececedenza dal Sig:Ezio è puramente casuale.

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