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Comitato per la bioetica conferma utilita’ esperimenti animali

| 17 febbraio 2014 | 0 Comments

Esperimenti sugli animali, il comitato nazionale per la bioetica conferma utilità e necessità

Tra tante voci che si sono elevate a paladine di questo o quell’interesse nell’ambito del recepimento della nuova Direttiva europea 2010/63/EU sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici, finalmente viene inserito nella discussione un parere scientifico ed etico di importanza assoluta e oggettiva.

Il Comitato si è espresso, rispondendo ad un quesito posto dalla senatrice Elena Cattaneo, confermando l’importanza e la necessità degli esperimenti scientifici sugli animali e dicendosi preoccupato per la modalità di recepimento della Direttiva Europea da parte del Parlamento Italiano. In sostanza, dicono gli illustri componenti dell’organo consultivo istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, l’Italia sta dando troppo credito alle voci radicali dell’animalismo, dimenticando l’utilità storica e attuale della sperimentazione scientifica.

“La normativa italiana – si legge nella premessa al parere del Comitato Italiano per la Bioetica – ha suscitato un ampio e importante dibattito presso l’opinione pubblica, sui media, nella comunità dei ricercatori e nelle istituzioni politiche. Un dibattito in più occasioni divenuto aspro e fuorviante, con il rischio di avallare false idee e di creare disaffezione verso la ricerca scientifica, la sua metodologia e verso la riflessione bioetica che la concerne”. Per poi proseguire: “Da un punto di vista scientifico ed epistemologico, va ribadita la centralità della sperimentazione condotta sugli animali quale metodo conoscitivo per studiare gli organismi viventi e in particolare l’uomo.
Il progresso della conoscenza avanza attraverso l’uso di modelli, tra i quali hanno un posto di rilievo quelli animali. La questione da porsi riguarda quali modelli e quali strategie di ricerca adottare di volta in volta e come massimizzare il risultato scientifico, nel rispetto delle norme. Va osservato che scoperte scientifiche fondamentali sulle funzioni primarie del corpo umano sono dovute storicamente alla sperimentazione condotta su animali, così come alcune innovazioni biomediche basilari quali vaccini, trasfusioni, anestesia, trapianti e in generale procedure chirurgiche, circolazione extra-corporea, dialisi, pacemaker, risonanza magnetica, terapie geniche, utilizzo di cellule staminali per patologie degenerative e, naturalmente, la scoperta e messa a punto di farmaci e trattamenti per la larghissima parte delle patologie umane. Irrinunciabile, soprattutto, è stato e sarà il contributo alle conoscenze di base, comprese quelle che poniamo a fondamento della sensibilità etica verso gli animali e che sono dovute allo sviluppo scientifico e ai suoi risultati”.

Non si tratta comunque di scienziati slegati dalla realtà, altrimenti non si tratterebbe di un comitato “etico”, e infatti la questione del benessere animale non è dimenticata: “Da un punto di vista etico, come già affermato dal Comitato, è necessario contemperare, in modo equilibrato e condiviso, beni differenti tutti meritevoli di tutela, anche se di ordine diverso, quali la salute e il benessere degli uomini, la promozione della ricerca scientifica, la riduzione delle sofferenze per gli animali sottoposti a sperimentazione e il loro stesso benessere e interesse a ricevere cure, il rispetto delle intime convinzioni personali dei singoli ricercatori relativamente alla sperimentazione. Occorre cioè tenere sempre a mente che, nonostante la sperimentazione sugli animali sia scientificamente fondata e utile, essa deve essere un costante esercizio di mediazione tra valori diversi. (…) Ne consegue che la vita animale merita attenzione e rispetto. Infliggere agli animali sofferenze inutili e sproporzionate è dunque inaccettabile, in particolare se esistono e possono essere promosse strategie capaci di minimizzarle o annullarle.
Pertanto, gli animali devono sempre essere trattati come esseri senzienti e il loro utilizzo nelle procedure scientifiche deve essere limitato ai settori che fanno realmente progredire la scienza e producono beni fondamentali quali la salute degli uomini e quella stessa degli animali”.

Dopo queste premesse il Comitato va nel dettaglio delle proprie considerazioni in merito al recepimento della Direttiva UE e “prende atto della necessità scientifica dell’uso di animali per la sperimentazione di farmaci e trattamenti finalizzata all’avanzamento delle conoscenze e alla scoperta di terapie per la salute umana oltre che per la stessa salute animale; si dichiara favorevole alla limitazione dell’uso di animali nelle sperimentazione (riduzione del numero) e all’uso della sperimentazione animale solo se giustificata e scientificamente rilevante, con protocolli basati su criteri di proporzionalità e di riduzione della sofferenza, esaminati da comitati etici indipendenti; auspica l’incremento della ricerca delle c.d. metodologie alternative e l’uso di metodologie complementari alla sperimentazione animale (già peraltro prassi consolidata in tutti i laboratori di ricerca); ricorda che, sebbene i risultati che derivano dalla sperimentazione animale non siano automaticamente applicabili all’uomo, la comunità scientifica è d’accordo che questi risultati sono essenziali al fine di evitare che la sperimentazione abbia inizio direttamente sull’uomo; ribadisce una posizione favorevole alla sperimentazione animale solo nella misura in cui sia necessaria alla salute umana e all’aumento delle conoscenze anche nell’ambito della salute animale, ritenendo un dato condiviso nella bioetica e biogiuridica internazionale l’importanza della ricerca e la illiceità della sperimentazione diretta sull’uomo a prescindere da quella animale; esprime la condivisione dei principi bioetici contenuti nella Direttiva 2010/63/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 settembre 2010 sulla protezione degli animali a fini di ricerca; sottolinea che le disposizioni previste dalla Legge 6 agosto 2013, n. 96, intese ad assicurare una protezione più estesa degli animali rispetto alla Direttiva, sono bioeticamente discutibili; esse infatti introducono ulteriori restrizioni che suscitano, peraltro, criticità riguardo alla corretta applicazione giuridica della stessa Direttiva”.
Infine raccomanda: “1. di procedere rapidamente al recepimento della Direttiva europea 2010/63/EU in materia di protezione di animali a fini scientifici, senza creare le condizioni per una marginalizzazione del sistema di ricerca italiano, già fragile, e senza tradire l’obiettivo di ravvicinamento delle legislazioni nazionali perseguito dalle nuove norme UE; 2. di provvedere alla semplificazione dell’assetto regolatorio italiano e alla verifica della coerenza normativa della materia, al fine di garantire l’effettiva protezione degli animali; 3. di valorizzare i Comitati etici per la sperimentazione animale, in linea con la nuova Direttiva europea, garantendo la loro indipendenza e terzietà; 4. di consentire il concreto esercizio del diritto all’obiezione di coscienza alla sperimentazione animale ai sensi di legge; 5. di dare effettiva attuazione alla Circolare 14 maggio 2001 n.6 del Ministro della Sanità che, in applicazione del D.Lgs. 27 gennaio 1992, n. 116, introduce il principio della cosiddetta adozione delle cavie; 6. di promuovere all’interno della comunità scientifica una cultura di sempre maggiore attenzione alle problematiche connesse con l’utilizzo di animali a fini scientifici, sollecitando la creatività dei ricercatori finalizzata anche ad attenuare l’impatto delle sperimentazioni sugli esseri senzienti”.

Per passare poi ad un chiarimento importante sulle informazioni in materia: “Il Comitato sottolinea, infine, l’importanza di assicurare una maggiore accuratezza delle notizie e dei commenti sulla stampa non specialistica e fa un appello affinché i media contribuiscano a evitare il diffondersi di radicalismi e fanatismi quando si discuta di scienza, ad esempio non utilizzando termini fuorvianti quali vivisezione, e promuovendo viceversa valori interni alla scienza quali il ricorso alla logica e alla costante verifica dei fatti, il rispetto di requisiti di oggettività, di rigore e di chiarezza argomentativa e l’onestà intellettuale”. (Fonte Naturainmente.it)

http://www.ladeadellacaccia.it

 

 

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