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Atc Bn – Aceto protagonista del cambiamento

| 14 febbraio 2014 | 44 Comments

Il presidente Aceto atc Bn protagonista del cambiamento

SVIQuando si tennero le elezioni per la nomina della presidenza dell’ATC di Benevento molte furono le critiche mosse nei confronti del dott. Gianluca Aceto, etichettato come anticaccia per i suoi trascorsi che lo legavano a movimenti ambientalisti. Essere ambientalista non significa a priori essere contro la caccia.
L’estremismo non appartiene a tutti, per nostra fortuna, e di questo noi dello SVI ne eravamo più che coscienti e, conoscendo l’uomo, sin dalla prima ora esternammo la nostra favorevole posizione, sostenendone la candidatura, apertamente, con nostri comunicati.
In certi ambienti parlare in modo chiaro ed assumere posizioni alla luce del sole non è di prassi né, spesso conveniente ma noi non siamo né politici né azzecca garbugli di professione e quindi dicemmo ciò che pensavamo assumendocene la responsabilità e la paternità, con tutti gli annessi e connessi, comprese le critiche rivolteci anche da esponenti che attualmente gestiscono altri ATC.
Ebbene, l’operato del dott. Aceto, alla lunga, ci ha dato ragione.
Quest’uomo (teoricamente nostro nemico, a dir loro) ha aperto ad un nuovo scenario, con la partecipazione diretta, senza se e senza ma, di tutti i cacciatori alla programmazione venatoria del territorio provinciale, incrementando quantitativamente e qualitativamente la selvaggina da ripopolamento e permettendone il radicamento in situ. Abbandonando le fallimentari esperienze del passato con semine fatte a macchia di leopardo e buone si e no a far sfogare qualche sparatore con selvaggina che assomiglia più a polli da cortile che ad animali selvatici e mortificando, finalmente, tutte quelle gestioni associative-clientelari che si giocavano su lanci “mirati” non per incrementare i selvatici ma solo per accontentare questa o quella parte di iscritti a determinate associazioni, alla faccia della gestione e programmazione del territorio venatico.
L’imparzialità, preparazione, competenza sua e dei presenti alle operazioni di rilascio della selvaggina, la sua attenzione affinché tutti i cacciatori partecipassero alla gestione venatoria, ivi compreso il coinvolgimento degli stessi alla stesura delle schede per l’individuazione delle zone vocate, ove effettuare le immissioni, l’attenzione alla tempistica nelle immissioni, onde garantire il radicamento ed il ripopolamento degli animali liberati, hanno fatto e stanno facendo la differenza, creando un solco tra le passate gestioni e quella odierna.
A tali operazioni il dott. Aceto, uomo lungimirante, a chiesto e preteso che partecipasse anche il Sindacato Venatorio Italiano sia come parte attiva, con la compilazione delle schede per stabilire la vocazione degli habitat, e partecipando alle operazioni di rilascio per il tramite del nostro responsabile provinciale e dei nostri iscritti al Sindacato Venatorio Italiano presenti nell’ambito dell’ATC BN, sia come organo imparziale e terzo degno di garantire e certificare la regolarità e la trasparenza delle operazioni di rilascio.
Con la nuova gestione, finalmente ed era tempo, si parla anche di reintroduzione di altre specie di pregio, come la starna e della produttività delle zone di ripopolamento e cattura una volta riportate ai criteri minimi di superficie. Su questo ultimo punto lo SVI, chiamato nuovamente in causa e sempre pronto a dare il suo fattivo contributo, ha presentato un proprio progetto al Presidente Aceto, il quale lo ha valutato con interesse ed attenzione.
Alla faccia dell’ambientalista nemico della caccia!!

IL PRESIDENTE NAZIONALE SVI
Mauro PANELLA

SINDACATO VENATORIO ITALIANO
Legalmente costituito in Quarto (NA), Via Pantaleo, 99 in data 26.11.2012 – C.F. 96029660634

 

 

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Category: Campania

Comments (44)

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  1. Giacomo scrive:

    Ma a Salerno ATC1 e ATC 2 aree contigue non vi hanno chiamato ? Ne io ne molti altri cacciatori non abbiamo visto volare mai ne un fagiano ne una starna, anche avendo dei cani all’altezza della situazione. Per quanto riguarda le lepri, queste sono diventate selvaggina fantasma per chi le vuole vedere basta andare in edicola.   :mrgreen:    La lepre adesso è solo selvaggina prelevabile in ATC 2 aree contigue diventato ambiente sacro della caccia solo per residenti. Per non dire poi degli ATC della Basilicata dove si pagano 100  Euro ( quest’anno c’e stato l’aumento, forse per far fronte all’aumento del prezzo del grano nel NORD-EST ) per cacciare solo migratoria, la stanziale è vietata ai fuori regione, o mi sbaglio ?  :-?  :wink:  Salutiaaamo  

  2. luigi da sorrento scrive:

    Bravo Mauro e complimenti al Dr.  Aceto….quattro chiacchiere con il suo collega Dr. Sorrentino potrebbe farle….per migliorare giusto un poco la situazione del nostro ATC di Napoli…
    Per risolvere il problema dell’ ATC SA2 si sta muovendo qualcoa, mi dicono…e’ vero?

  3. luigi scrive:

    Vorrei muovere un appunto: prima di ripopolare bisognerebbe disinfestare: volpi, cornacchie e gazze ladre e quant’altro è di nocivo per leprotti, starnotti e fagionotti c’ompa u pede e fico.

  4. Giacomo scrive:

    Quest’anno prevedo un’ecatombe di tessere per ogni associazione Campana. Se per l’apertura non saranno messi i paletti per il rispetto del territorio vietato alla caccia mi sa che saranno in molti a non rinnovare, in aggiunta a quelli che già hanno dato le dimissioni l’anno scorso. Le aree contigue dell’ATC 2 sono quelle che bisogna in primis regolare, comunque staremo a vedere, i sei mesi di tempo dati per fare questo stanno per scadere alla fine di Febbraio e non ci manca molto.     :twisted:     :wink:    Salutiaaamo
      

  5. luigi scrive:

    Non mi lamento, annoto e vi porgo la realtà, d’altronde ora che sta in discussione un po’ tutto ( vedi i vari articoli che il SVI ci propone sul sito, non ultimo quello sui siti natura 2000 ), sarebbe opportuno prendere anche questo provvedimento, cioè quello di dare la possibilità ai cacciatori, perché penso che siano gli unici interessati, a debellare la piaga delle volpi, delle cornacchie e delle gazze ladre; certamente io sarei uno di quello che si attiverebbe per ammazzare questi nocivi, ma ci vuole l’ok di qualche organo istituzionale, non so per es. l’atc, a darci la facoltà di poterlo fare, perché come ben si sa, se ti acchiappa qualcuno con il fucile per ammazzare i nocivi, beh si sa come va a finire. Quindi alla fine le decisioni devono essere prese sempre da chi ci comanda, noi ( piccoli umani ) possiamo solo presentare il problema. Una volta, sto parlando di quando ero piccolo, quindi ancora senza PdA, i cacciatori prima ancora che la caccia si aprisse andavano a caccia di volpi e le sezioni dei cacciatori davano un qualcosa di simpatico a chi portava le orecchie di volpe in  sezione. Questo tanto per dirne una e quindi capire come siamo messi oggi.

  6. dino scrive:

    La legge regionale nell’emanazione del calendario venatorio prevede l abbattimento dei nocivi, infatti la Cornacchia può essere sempre abbattuta e addirittura gli ultimi dieci giorni di febbraio sono “dedicati a lei. Conosco persone che nel casertano e nel napoletano ne ammazzano tantissime usando stampi e richiami. Poi per la volpe la provincia concede per tutto il mese di gennaio autorizzazioni alla battuta alla volpe per gruppi di cacciatori. Allora chi li deve ammazzare questi nocivi… i cacciatori o Aceto…   troppe chiacchiere e inefficienze  dei cacciatori che parlano parlano… ma l impegno dev’essere di tutti.
     
     
     
     
     
     
     
     
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  7. luigi scrive:

    I dieci giorni di febbraio sono sufficienti? così come gennaio per la volpe? fermo restando che a gennaio i cacciatori invece di dedicarsi ad altri tipi di caccia come per es. il tordo ( sassello quello che è aperto fino alla fine di gennaio ) vanno a caccia di volpi? come  a febbraio che c’è la possibilità di andare a colombacci, vai a cornacchie? Tu, come tutti i cacciatori, in questo periodo ( gennaio e febbraio ) a cosa vai? Come è bello dire le cose  ma poi la realtà è un’altra qui si fanno tutti belli e maestri poi alla fine stringi stringi ognuno pensa ai ca..hi suoi. Comunque io mi riferivo di poter cacciare le specie nocive tutto l’anno, perché forse solo così si addiviene a capo della situazione, o se non si vuole ammazzarle con il fucile, mettere in atto altre pratiche che altrove si utilizzano e tutto ciò solo per il bene della caccia!!!

  8. dino scrive:

    Ma che fai rigiri la frittata. .. tu hai parlato di nocivi e io ti ho detto che le possibilità ci sono… spetta ai cacciatori l organizzazione di tali cose e molti lo fanno… sono scelte nessuno è obbligato… ma è giusto che si sappia che queste cose si possono fare con un po’ di buona volontà. .. certamente se poi uno vuole andare sempre a caccia di non nocivi non si può imputare altri o dare colpe perché c’è ne sono tanti. Infine aggiungo… che quella che ognuno pensa ai cazzi suoi non te la posso far passare.. in primis perché conosco tante persone che si impegnano e inoltre perché tu neanche su di me sei aggiornato e quindi faresti meglio a tacere… ho partecipato ha tante battute alla volpe e negli anni passati e tutt’ora nella zona Volla ammazziamo all imbrunire gazze e corvi in Buon numero. 
     
     

  9. Giacomo scrive:

    E’ comunque sempre bene che se ne parli ! Io penso che non debba essere facoltà del singolo di cacciare i nocivi dannosissimi per gli altri selvatici, in special modo i pennuti che fanno nidi alla luce del sole, in quanto questi nocivi mangiano non solo le uova ma anche i piccoli del nido, sia sugli alberi che a terra. Visto comunque che ci sono tanti volontari perche non fare in ogni ATC una programmazione annuale estesa a tutto il territorio dello stesso ATC in special modo a caccia chiusa ?  Secondo me visto che nei vari paesi di ogni ATC della Campania ci sono i guardiacaccia volontari, perche non incominciare a dare un incarico a questi ? E ove non bastassero aggiungere volontari cacciatori. Secondo me la difficoltà comunque non manca ed è sempre il fattore protezionistico che forse si opporrà allo sparo nei giorni di caccia chiusa cercando sempre le solite vie più dispendiose di energia ed economiche  che tutti sappiamo. Comunque alla fine dei ragionamenti siamo sempre al solito capoverso, ATC e associazioni caccia tutte sono quelle che devono impegnarsi con regioni e province per discutere sulle cose da fare e sui possibili permessi da avere, io direi più per optare ad usare l’archibugio economico ed incisivo. Non possiamo dimenticare mi sembra che in Toscana per dare il permesso di cacciare la volpe ed i piccoli in tana successe l’ira di Dio con i protezionisti. Comunque in Toscana ed in altre regioni anche queste cose molto importanti cercano di farle ma da noi in Campania mai sentito di programmare bonifiche di nocivi prima di fare i lanci.  :-?   :wink:   Salutiamo 

  10. luigi scrive:

    Da quando non ci frequentiamo più, conosco poche cose di te, ti chiedo scusa se ho detto delle cavolate e ti auguro buone cose e tanta fortuna sia nell’attività sindacale che in quella venatoria e di prevenzione. 

  11. luigi da sorrento scrive:

    Mi si dice che un artefice di questa nuova politica di ripopolamento sia il Sign. Venditti dell EPS……E’ vero?……saluti

  12. Carmine Sanzari Coordinatore Provinciale SVI (BN) scrive:

    Per l’amico Luigi da Sorrento. Non voglio mettere in dubbio nulla, ma giusto per precisare ed informare correttamente e fare chiarezza: il Sig. Venditti EPS si candidò contro l’attuale Presidente Aceto nella lista dell’uscente presidente Ricciardi colui il quale ha fatto non certo gli interessi del territorio disseminando qua e là polli colorati e buttando centinai e centinai di starne ed inventandosi la pronta caccia, che ricordo, vanno effettuate nelle aziende faunistiche venatorie (cfr PFVR). I territori invece degli ATC vanno gestiti correttamente facendo funzionare le ZRC appositamente istituite a tale scopo per ivi catturare la selvaggina da rimpiazzare successivamente. Giusto per precisare, le ZRC non produttive, causano due danni: 1) la non produttività della selvaggina autoctona (starna e lepre); 2) hanno sottratto territorio al cacciatore già pesantemente limitato per la presenza di tantissime zone parco etc. Da oggi in poi si inizia finalmente a parlare di “gestione” della caccia e di progetti di reintroduzione come per esempio la starna, di cui il SVI ha presentato propria idea progettuale; insomma finalmente il nuovo Presidente l’ATC di BN è degno di rappresentare i cacciatori, quelli veri naturalmente, anche se pochi rispetto alla massa che si definisce tale.  Questi sono i fatti. 

  13. luigi da sorrento scrive:

    Ti ringrazio Carmine sei preciso e conciso come sempre.
    saluti.

  14. Giacomo scrive:

    Visto che si ha vopglia di fare le cose giuste per avere un habitat decente compreso la regolamentazione dei nocivi, io direi per quanto riguarda i ripopolamenti di tenere conto anche della PERNICE che sul territorio attecchisce molto più dei fagiani, per non dire poi della coturnice di cui non si sente proferire parola dovunque si parli di ripopolamento. Non dimentichiamoci che gli ATC possono sopravvivere solo se danno il resoconto per cui sono stati creati altrimenti per quello che ci costano meglio toglierli dalla circolazione. Salutiamo  :wink:  

  15. luigi scrive:

    Giacomo il territorio della coturnice, come ben sai, è quello dell’alta montagna, in particolare dove esso è composto da pietraie, cioè dai duemila metri in su.In provincia si Sa cioè dove vivi tu il Parco del Cilento esclude il ripopolamento, perché non penso che tu puoi andare a caccia nel Parco, anche sulla montagna dove vivo io il posto delle coturnice è ottimo ma è parco, non solo ma in questa montagna ci stavano anche le starne perché in collina, giù, c’erano i coltivi, ora è tutto deserto!!! ci serviva della famosa scopaiola che stava quasi in montagna, pascolava giù dove vi erano le granaglie e poi se ne saliva su a vivere, perciò si chiama scopaiola, perché viveva verso gli ultimi arbusti dove poi salendo comparivano le coturnici.

  16. Giacomo scrive:

    Caro Luigi sono d’accordo sul fatto che la coturnice vive in alta montagna nelle pietraie e giustamente poi, si sa, che i parchi hanno preso molto territorio montuoso in special modo in Campania si potrebbe dire pertanto che la coturnice come caccia sia finita per mancanza di territorio, ma non è così. Innanzitutto non sappiamo nel parco del Cilento lo stato di riproduzione di questo magnifico selvatico e questo è uno dei tabù dei parchi. Da quanto ne so io e mi posso anche sbagliare non viene mai monitorato un selvatico per farci sapere come stanno le cosa nei parchi, eppure credo che ne abbiamo pieno diritto noi cacciatori, perche anche se non li possiamo cacciare a noi interessa sapere che un selvatico è in buono stato di conservazione, o mi sbaglio ? Perche altrimenti un parco o una parte di esso non avrebbe ragione di esistere, meglio darlo in mano ai cacciatori, che sicuramente ne aiuterebbero lo stato naturale sia come habitat che come riproduzione dei selvatici. Comunque voglio dirti che ancora esistono in provincia di Salerno alcuni picchi montuosi ( si contano sulle dita di una mano) liberi alla caccia dove sarebbe possibile cacciare la coturnice, purtroppo non se ne vede nemmeno l’ombra,  è questo penso sia molto grave. La coturnice è un selvatico come ben sai difficile da cacciare per cui i cacciatori che la inseguono sono rarissimi, ma ciò non ostante essa è sparita e credo che questo comunque dovrebbe avere un riscontro in Campania da parte di chi di dovere sia regionali, provinciali, che dei parchi e oasi varie. Fare un censimento di questo selvatico sia nei parchi che fuori sarebbe il minimo che si possa fare per una specie così importante. Non so dalle nostre parti se queste iniziative vengono fatte, ma farebbe molto piacere a tutti , credo, se qualcuno dentro o fuori dai parchi Campani potesse darne notizia.  :wink:   Salutiamo

    • Carmine Sanzari Coordinatore Provinciale SVI (BN) scrive:

      La coturnice non’è specie cacciabile nella nostra regione a causa della diminuita consistenza, ciò quanto ha dichiarato e prescritto il nostro CV 2013-2014. La gestione di questo esemplare, così come la starna, è in capo agli ATC che si devono adoperare affinché si garantisca una presenza ottimale di questa nobile selvaggina di pregio. Domanda: chi gestisce gli ATC?; chi dovrebbe indurre l’ATC a fare bene l’interesse dei cacciatori? chi dovrebbe pretendere che ciò si compia? Semplice, siamo noi cacciatori in grado di ottenere tutto ciò, ma si sa, ognuno simpatizza per l’una o l’altra associazione, trascurando le finalità della vera caccia. Per quando riguarda l’ATC BN, noi come SVI abbiamo consegnato al Presidente una proposta progettuale per la reintroduzione della starna positivamente accolta e il quale Presidente è un uomo fermo e innovativo, poichè non deve fare gli interessi di nessuna bandiera ma quello di tutti i cacciatori. Oltre a ciò, stiamo lavorando per presentare un progetto di reintroduzione della coturnice, progetto ambizioso ma fattibile al pari passo della starna. E’ vero che la maggior parte delle aree vocate ricadono nei parchi, ma è pur vero che sono i gestori dei parchi stessi a doversene preoccupare, e allora chi li sollecita? sono sempre i cacciatori a dover pretendere tutto ciò attraverso chi si è fatto carico di rappresentarli. Molti cacciatori dovrebbero rendersi conto che bisogna rinnovarsi affinché chi li vuole rappresentare sia veramente in grado di fare la vera gestione del proprio territorio, ma molti cacciatori, non sono nemmeno come S. Tommaso.      

  17. luigi scrive:

    Atc cosa significa? c’è una c per lo mezzo penso significhi caccia, cosa deve fare l’atc ? l’atc deve ripopolare nei parchi dove a caccia non si può andare! Bella questa, ma che nobiltà di animo ritrovo in questi commenti!!! C’è una visione tutta particolare, già siamo mazziati noi cacciatori, alla fine come dice il proverbio siamo anche cor…ti. Non so fino a dove si spingono le umane vedute. Penso che la dobbiamo smettere di fare i belli, poi si possono pure fare, ma fate e combattete per le cose serie e cioè la liberazione dei Parchi, dove poi è vero si può reintrodurre, tutto.

    • Carmine Sanzari Coordinatore Provinciale SVI (BN) scrive:

      Mi dispiace che sei sempre polemico e fraintendi. Tra l’altro sto sempre aspettando che dai il tuo contributo al SVI, altrimenti resterai sempre e soltanto una voce nel deserto. Io HO SPIEGATO, che anche i territori parco vanno gestiti, e si devono adoperare per la ricostituzione, anche se la caccia non’è consentita, per la coturnice. Ti ho parlato del progetto di reintroduzione della starna e manco ti sta bene. Caro Luigi, parli proprio tu che oggi puoi usufruire di una porzione del parco ove abiti grazie a chi allora si battè per consentirti oggi di cacciare, o meglio quando deciderai di rinnovare il p.a.. Non lamentarti sempre. Con affetto e stima. 

  18. luigi scrive:

    Caro Carmine, cerco di essere propositivo non polemico, infatti dai miei scritti compaiono solo proposte, non ultima questa qui, allora o sono io che fraintendo ed probabile che lo sii , ma dalla tua lettera ho capito queste cose: il ripopolamento della coturnice deve essere fatto dall’atc nel Parco, ora l’atc cioè l’ambito territoriale di caccia si deve occupare di una superficie che è destinata ai cacciatori non bensi di un’area in cui c’è il divieto; avrei potuto pure capire che si vuole ripristinare tale specie, ma l’obbligo in tal caso spetterebbe all’ente Parco non certo ai cacciatori attraverso l’atc. Per quanto riguarda l’iscrizione al SVI niente in contrario, ci mancherebbe, basta ammirare la vostra volontà di costruire un qualcosa, ma sai, io ero abituato ad andare a caccia in modo diverso da come si va oggi, nel mio territorio e ciò mi inibisce a tal punto che io ho perso mordente, infatti l’anno scorso non ho rinnovato, quest’anno l’ho fatto ma quasi mai sono andato a caccia: mi prendo il cane e senza fucile vado al mio solito posto per divertirmi. a scovare beccacce. Continua

  19. luigi scrive:

    Per il progetto della reintroduzione della starna, bene, che ben venga, non ho proprio accennato al progetto starna, ho detto semplicemente che le starne autoctone, quelle vere, vivevano in un certo ambiente che oggi non è possibile più frequentare a causa del parco: va beh, ma le starne possono vivere altrove, la coturnice no, quella deve essere reintrodotta nel suo ambiente naturale, l’alta montagna. Quel poco di montagna che è libera, lo è, così come hai accennato tu, proprio perché ci furono delle persone che si batterono, non so però se sei a conoscenza che tra quelle persone c’ero anche io, se non lo sapevi adesso la sai: è stato un bene o è stato un male questo non so: si riversano tutti in quel poco di territorio; se invece tutti i cacciatori di tutti i comuni afferenti al Parco avessero fatto quello che facemmo noi allora, beh le cose starebbero diversamente. Continua

  20. luigi scrive:

    Infatti ci fu data la possibilità della riperimetrazione a causa del fatto che la vecchia legge regionale sui parchi fu dichiarata incostituzionale, perché fatta a tavolino e non tenendo conto delle popolazioni locali ovvero delle amministrazioni comunali. Ora noi a Solopaca con Dino e qualche altro creammo il circolo dei cacciatori per fare pressione sull’amministrazione per farci concedere quel poco di territorio che tu conosci. Questa è la storia. Ora capisco benissimo che ci si deve associare, l’unione fa la forza, ma io vorrei sapere tra le varie cause del SVI se c’è anche quella della riorganizzazione del parco, perché per me solo questo mi interessa, io fuori non ci vado a caccia, sono troppo legato ai miei luoghi nativi in quanto in essi rivivo la mia vita fatta  di affetti non solo di caccia, infatti in questa montagna i miei noni , zii papà vi ci hanno passato una vita intera ed in parte pure io, poi…doveva uscire il parco; vedi la caccia è anche questo o meglio soprattutto questo. Termino, dicendoti che non è mai troppo tardi, nel senso che potrò sempre iscrivermi al SVI, deve rientrare tra le sue proposte però quello che sopra ti ho detto.

  21. Carmine Sanzari Coordinatore Provinciale SVI (BN) scrive:

    Caro Luigi, ti dice qualcosa il ricorso al TAR contro il parco eolico a s.lupo? Se ciò ti dice qualcosa, di conseguenza noi agiamo a 360° e per tutto il territorio regionale e per tutti i cacciatori. Il tuo discorso è un po troppo egoista, e francamente, noi non guardiamo con interesse i cacciatori che la pensano in questo modo. Se sei al corrente, il SVI a interpellato i capi gruppi del consiglio regionale affinché intervengano sulla proposta di legge sul riordino della gestione dei parchi e dei siti della rete natura 2000 poichè la nostra categoria non’è rappresentata a proporre indirizzi per una corretta gestione. Se la legge dovesse passare, noi come SVI saremo pronti ad impugnare la legge se avremmo la forza economica per poterlo fare, altrimenti non sarà nostra colpa se subiremo altre limitazioni. Ti dico solo per esempio che il ricorso al TAR contro il parco eolico su s. lupo, ci è costato solo di contributo unificato € 2.000,00, senza contare poi le spese legali le quali per quanto riguarda il SVI, ci possiamo ritenere fortunati poichè nella nostra associazione è presente l’Avv. Alberto Messina tra l’altro cacciatore con il cane da ferma. Come vedi siamo attenti a tutto, è questo lo spirito dello SVI. Ti saluto.

  22. luigi scrive:

    Carmine, mi rendo conto che sono egoista e che dagli scritti questo trapela, ma io sono singolo e porto alla vostra attenzione i problemi dei cacciatori che vivono intorno a queste realtà ( i Parchi ), voi viceversa siete sindacato e come tale dovete rivolgervi a tutti, dovete cercare di risolvere, nei limiti delle vostre forze i vari problemi di tutti i cacciatori. Se io mi iscrivo allo SVI continuerò a dire queste cose cioè a combattere per il Parco riorganizzato, cioè da iscritto dirò comunque sempre le stesse cose. Voi, invece sindacato, dovete accogliere le istanze generali dei cacciatori e cercare di risolverle, questa è la differenza del singolo o del singolo iscritto nei confronti di chi invece rappresenta e nel caso specifico, tu sei un rappresentante e non ti puoi comportare da egoista, come me, che non sono un rappresentante. Del fatto che avete interpellato i capi gruppo del consiglio regionale per i siti natura duemila dove dite che deve essere rappresentata anche la nostra categoria per la gestione dei parchi e delle aree natura 2000 beh fa piacere che la nostra categoria sia presente, ma da ciò che deriva? io mi chiedo: se sono presenti i rappresentanti dei cacciatori per gestire i Parchi cambia qualcosa ai fini dello svolgimento dell’attività venatoria’ guarda che gira e rigira andiamo sempre a finire sulla liberazione dei parchi all’attività venatoria e non mi sembra che attraverso la rappresentanza dei cacciatori in questi enti dia via libera per andarci a caccia.

    • Carmine Sanzari Coordinatore Provinciale SVI (BN) scrive:

      Luigi, con tutto il rispetto, non comment. Ti saluto affettuosamente, e allora, vai a cercare le tue risposte altrove. 

  23. luigi scrive:

     A dir la verità io le domande non te le ho mai poste, in senso ampio commento le situazioni della nostra realtà, sei stato tu che mi hai chiesto di iscrivermi al SVI e in base a ciò ho chiesto che il sindacato deve risolvere il mio problema che poi è quello di tutti i cacciatori che vivono intorno ad esso. E se tanto lo vuoi sapere io la mia risposta l’ho già cercata!!!

    • Carmine Sanzari Coordinatore Provinciale SVI (BN) scrive:

      Senti Luigi, fammi la cortesia allora, visto che dici che non hai a me rivolto domande, e cerco comunque di darti qualche risposta che a te non va mai bene, non intervenire più su quanto io scrivo. Grazie.   

  24. Giacomo scrive:

    E’ da un pò di tempo che ho saputo tramite il presidente di sezione del mio paese su mia richiesta riguardo l”ATC 2 Salerno aree contigue che il presidente provinciale Fidc Luigi Spera si sta battendo come un leone, sia alla regione che con i rappresentanti dell’ATC 2 aree contigue, i quali avendo ricevuto per grazia degli dei romani il loro ATC paradise, sembra non vogliano essere disturbati  per via delle lepri che loro lanciano e gestiscono. Molta difficoltà si trova per questi motivi a far aprire le porte di questo paradiso che vergognosamente per la legge 394 sui parchi ha fatto distinzione (per quanto riguarda la caccia) dei cittadini Salernitani in due categorie : quelli di serie A e quelli di serie B pur appartenenti agli stessi uffici pagatori, Stato,Regione e ATC Sa1 e Sa2 e assicurazioni varie. Certo che avendo a disposizione ogni cacciatore dell’ATC2 aree contigue mediamente circa 4 – 5000 e dico mediamente perché qualche comune ne ha anche 8000 ettari di territorio per ogni comune, rispetto ai circa 1200 ettari di quelli dell’ATC Sa1 si sta belli larghi anche perché non si ammettono cacciatori esterni a queste aree (sempre per la legge sui parchi), per non dire poi che hanno a disposizione il miglior territorio di caccia del Salernitano. Da quanto si dice sembra che il presidente in questa battaglia non abbia molto aiuto da parte di quelli che stanno ai vertici della Fidc sia regionale che nazionale. Comunque quello che voglio dire io e che è inammissibile che una legge regionale nuova di zecca abbia dato 6 mesi di tempo con scadenza fine Febbraio di quest’anno 2014 e ancora non si sa niente per far rientrare nel 30% il territorio vietato alla caccia in Campania dove ne stiamo subendo di tutte e di più. Cosa stanno facendo per far rispettare la legge le varie associazioni disunite in Campania, si ! Perche quelle unite stanno solo in Toscana, anche se in Toscana non è che si danno molto da fare per modificare la legge nazionale sui parchi. Comunque vada a queste condizioni non è possibile migliorare la caccia solo chiacchiere e tanto per non essere da meno il bel paese segue a ruota politicamente. Un cordiale in bocca al lupo al presidente Spera al quale mi permettoi di suggerire : se la questione è per le lepri si potrebbe anche optare per noi stranieri in terra propria di cacciare solo la migratoria e pace sarebbe fatta, o mi sbaglio ?   :wink:   Salutiamo

  25. Giacomo scrive:

    Dimenticavo : iscriversi allo SVI sarebbe il minimo che si possa fare per la caccia  e non solo in Campania ma in tutta la penisola isole comprese. :wink:   Salutiamo 

    • luigi da sorrento scrive:

      IO DICO DI PIU’…..E SAREBBE BENE PRECISARLO: SE IL SINDACATO QUEST’ ANNO NON RAGGIUNGE PERLOMENO 1000 ISCRITTI E’ INUTILE LAMENTARSI POICHE’ NON CI SAREBBE LA CONSISTENZA ECONOMICA PER FAR FRONTE LEGALMENTE AI MOLTEPLICI SOPRUSI DI CUI SIAMO OGGETTO NOI CACCIATORI…..QUINDI LAMENTARSI MENO E METTERE MANO ALLA TASCA….!!!

  26. Carmine Sanzari Coordinatore Provinciale SVI (BN) scrive:

    Informazione per il Sig. Giacomo e per chiunque ne avrà bisogno: per la caccia alla migratoria è già consentito in area contigua PER I NON RESIDENTI ai sensi del Decreto Dirigenziale n 199 del 24.01.2014, il quale Decreto su citato, prende atto delle “Disposizioni attuative dell’art 36, comma 3 della legge regionale sulla disciplina della caccia n. 26 e s.m.i., e le cui disposizioni sono state approvate con deliberazione della Giunta Regionale. Le anticipo che l’ATC aree contigue deve ospitare n. 500 cacciatori senza residenza venatoria inclusi quelli di fuori regione, e 900 cacciatori solo esclusivamente per la caccia alla migratoria. Se vuole il succitato decreto, nonchè la delibera di giunta, mi contatti l’indirizzo email: info@sindacatovenatorioitaliano.com, e le manderò la documentazione se ne avrà bisogno. Cordiali Saluti.  

  27. Giacomo scrive:

    Caro Sig. Carmine Sanzari mi sembra di averti già detto che puoi darmi del tu. Comunque mi riferiscono dalla mia associazione  che quel decreto dirigenziale che hai citato serve solo a dimostrare la capienza dei cacciatori nell’area contigua. Resta comunque il fatto che per noi non residenti in ATC Sa 1 non c’è niente da fare, non c’è trippa per gatti come si suol dire. Questo mi hanno riferito nel citargli il decreto. Cito le testuali parole  < nell’ area contigua ATC Sa 2 i non residenti non ci possono andare, punto >. Nel ringraziarti dell’interessamento un cordiale, salutiamo.       

    • Giacomo scrive:

      x Carmine : ho appena rintracciato il Decreto Dirigenziale n 199 del 24.01.2014 sul sito Campaniacaccia e legendolo con attenzione si rileva chiaramente che nelle aree contigue non è concesso a nessuno andarci se non ai residenti. Lo specchietto riportato lo rileva chiaramente per cui niente da fare. Comunque atendiamo sempre che si risolva la questione del rientro nel 30% di territorio protetto, per la quale se non sbaglio l’assessore alla caccia ha fino a fine Febbraio di tempo, se questo non avvenisse mi sa che qualcuno debba prendere seri provvedimenti. :wink:   Salutiamo 

  28. Carmine Sanzari Coordinatore Provinciale SVI (BN) scrive:

    Un Vero Inganno. L’area contigua è un ATC e quindi regolato ai sensi delle 157/92 e che deve prevedere i cacciatori totali ammissibili distinti in quelli di residenza venatoria e garantire a quelli non residenti e per quelli fuori regione delle percentuali di diritto. Mentre, essendo la stessa area contigua circoscritta in base alla legge quadro sui parchi coincidente poi con il perimetro dell’ATC, ne vieta di fatto l’esercizio venatorio per gli altri; su questo bisogna molto riflettere. Mi dispiace per quei cacciatori in seria difficoltà.
    Giacomo, resta il fatto che è una vera ingiustizia, ed i nostri Sindacati delle AA.VV. (di cui io non ne faccio parte da un po’) dovrebbero unitariamente fare forte pressione affinchè si agisca sulla legge 394 e far diventare residenza venatoria, poiché stiamo parlando di un ATC regolato dalle 157.  

    • Giacomo scrive:

      Il colmo poi è rappresentato dal fatto che : guardando le graduatorie dell’ATC aree contigue di questanno esse potevano contenere un numero di cacciatori pari a 9000, guardando poi il numero reale dei residenti iscritti cioè quelli privilegiati, il numero arrivava a circa 3500 se non sbaglio. Sono rimasti vuoti in questo ATC circa 5000 posti, e noi SALERNITANI non residenti in queste aree siamo rimasti a guardare. Caro Carmine quà non si tratta solo di ingiustizia si tratta di discriminazione che per la dignità di una persona è ancora più grave. Spero che i cacciatori Campani si capacitano che visto che le associazioni non si danno una mossa ( non fanno sapere niente ) per quanto il rientro nella percentuale del30% come dicevo sopra non possiamo fare altro che dare atto iscrivendoci tutti al SVI perchè su questo prenda i dovuti provvedimenti alla scadenza del termine dei sei mesi concessi. Forse solo così possiamo salvare capre e cavoli.  Salutiamo   :wink:     

  29. luigi da sorrento scrive:

    LA LEGGE SUI PARCHI CHE DEFINIVA LE AREE CONTIGUE E’ DEL1991, QUINDI SI POTERBBE RITENERE SUPERATA DALLA 157 DEL 1992 CHE REGOLAMENTA E PROGRAMMA TUTTA L’ ATTIVITA’ VENATORIA NELLE ZONE VICINE E LONTANE DAI PARCHI….BASTEREBBE INSISTERE SU QUESTO PER OTTENERE QUALCOSA…..SE QUALCUNO CI AVESSE FATTO CASO PRIMA DI ME……ragazzi stiamo inguaiati!!!!!!

  30. luigi scrive:

     Carmine, se noti bene la mia” risposta” a quanto tu hai affermato “sull’attività dell’atc, chi gestisce l’atc, chi dovrebbe indurre l’atc” etc, in effetti non è una “domanda”, io non ti ho mai chiesto niente, tu hai chiarito delle cose, che d’altronde conoscevo e altre di cui io non ne ero a conoscenza, tipo quella che l’atc deve ripopolare nei Parchi ed in base al tuo esposto ti ho risposto poi il dialogo è proseguito, penso, nei binari della correttezza. Ti sei sentito offeso? non era nella mia intenzione e comunque me ne scuso se qualche mio intervento non ti è stato gradito, non accadrà più perché non ti risponderò più, così come tu vuoi, anzi ti dirò di più non commenterò, d’ora in avanti, nessuno dei vari articolo che il SVI propone, in modo da evitare ogni interferenza con te e altri.

    • Carmine Sanzari Coordinatore Provinciale SVI (BN) scrive:

      Senti Luigi, qua non si tratta di offendersi, si tratta che tu non capisci quello che ho detto agli altri, la coturnice, se leggi bene, è in capo all’ente parco per quei territori vocati e che rientrano all’interno del parco stesso. Poi ci possono essere territori non rientranti nell’area parco, e allora sono gli ATC a doversene preoccupare di ricostituire una presenza faunistica ottimale ed autoctona. Spero di essere stato chiaro.  

  31. Giacomo scrive:

    Tanto per dire la mia : a parte il fatto che la legge sui parchi 394 deve essere modificata, i confini territoriali delle aree contigue li deve definire la REGIONE su proposta però della provincia in cui ricadono, vedere la legge regionale Campana. Con le aree contigue del Salernitano hanno preso a mio avviso senza nessuna logica interi comuni confinanti con i parchi ed anche non confinanti (vedasi il comune di Caggiano). in modo talmente eccessivo che dando un’occhiata agli iscritti nel sito regionale CampaniaCaccia si può facilmente rilevare ( e lo ridico per l’ennesima volta) che l’ATC 2 aree contigue può ospitare 9000 cacciatori, mentre gli iscritti sono stati circa 3500 per cui sono rimasti circa 5500 posti vuoti è CHIAROOOO !  Da questo si può dedurre che con l’impegno della provincia di Salerno questi confini si possono restringere ove la provincia stessa li ridisegnasse mandandoli alla regione per l’approvazione. Ho già scritto una volta come si potrebbe fare in modo sbrigativo a ridefinire questi confini è lo ripeto : basta liberare la parte a Nord- Est dell’autostrada A1 Salerno Reggio Calabria la quale facilmente potrebbe senza equivoci fare da confine divisorio. Ora tutto sta alla provincia dove bisognerebbe battere il chiodo ed in questo caso secondo il mio modesto avviso il problema diventa politico ma anche legale. Mi sembra di avere dato il mio parere e la mia proposta senza fare solo chiacchiere, poi chi di dovere faccia quello che deve fare, c’è secondo me un controsenso che facilmente ( forse) chi tiene le palle legalmente lo potrebbe risolvere, ma forse mi sbaglio.   :wink:    Salutiaaamo

    • luigi da sorrento scrive:

      Giacomo penso che l’ organo preposto a ridisegnare il perimetro delle aree contigue sia la regione, non la provincia. Noi come cacciatori della penisola sorrentina abbiamo consegnato alla dr. Nugnes uno scritto in cui si peroravano i problemi che affliggono noi cacciatori campani….Si e’ impegnata a fare il possibile soprattutto su una data ragionevole per la pubblicazione del calendario venatorio e per la risoluzione del problema dellì atc sa2……

      • Giacomo scrive:

        Luigi a me sembra di averlo detto che è la regione che deve definire il perimetro delle aree contigue. Comunque forse con il DEFINIRE io volevo intendere dare l’approvazione finale, forse non ho chiarito bene questo passaggio chiedo venia. Comunque vi ringrazio per l’impegno che avete messo voi Sprrentini nello scrivere alla dr. Nugnes, spero che basti, ma non ne sono sicuro.  :wink:   Salutiamo  

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