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Arci Caccia Umbria: Atc Pg, chiediamo chiarezza e trasparenza

| 14 febbraio 2014 | 2 Comments

Atc di Perugia e richieste di indennità di fine rapporto
Arci Caccia Umbria: chiediamo chiarezza e trasparenza alle istituzioni e alla politica

Arcicaccia“Chiarezza e trasparenza” è quanto chiede l’Arci Caccia dell’Umbria in merito alla vicenda delle richiesta di indennità di fine mandato da parte dei presidenti degli Atc della provincia di Perugia. “Chiarezza la chiediamo – sostiene Emanuele Bennati, presidente regionale dell’Arci caccia – anche alla Provincia di Perugia che nel periodo di proroga concesso ai presidenti degli Atc avrebbe dovuto di vigilare e far si che le procedure regolamentari del comitati di gestione fossero svolte nella piena legalità e trasparenza”.

“Non sta all’Arci caccia decidere ciò che sia lecito o meno – continua Bennati – ma a tutela degli interessi dei nostri soci e di tutti i cacciatori abbiamo richiesto un parere pro veritate sulla vicenda e sulle richieste formulate.

Viene però da pensare sul fatto che a rivendicare cifre così ingenti di fine rapporto siano proprio coloro che in questi anni hanno gettato discredito sul ruolo degli Atc e sulla gestione della caccia come se non fossero già sufficienti i soldi presi equivalenti allo stipendio mensile di un sindaco con meno di cinquemila abitanti”.

“Bene abbiamo fatto . prosegue Emanuele Bennati – a lasciare il tavolo di confronto, invitati da Federcaccia e Cia, sul rinnovo dei comitati degli Atc poiché solo di poltrone erano condite le discussioni. Meglio fuori dai comitati di gestione degli Atc che rischiare di avallare possibili situazioni clientelari e fomentare lo scontro tra i cacciatori. Mai un progetto, mai una valutazione critica sulle negatività dei programmi di gestione del territorio e della fauna. Tantomeno ci siamo piegati ai ricatti e ai ricorsi al Tar, avanzati per tentare di eliminare quanti si frapponevano al loro disegno di potere”

“ E’ altresì assurdo ed ipocrita che la morale, oggi, la tirino coloro che hanno favorito questa situazione di ingovernabilità. La storia sarebbe stata diversa con posizionamenti associativi diversi”.

“A questo punto – dichiara Emanele Bennati – chiediamo che pure la politica faccia chiarezza sulla vicenda e concordiamo con le dichiarazioni del consigliere Regionale Barberini sul fatto che le istituzioni hanno il dovere morale di dare un segnale chiaro ai cittadini”.

Speriamo che questa brutta esperienza – conclude il presidente Bennati – sia l’occasione buona per tentare di costruire un dialogo con tutte le parti e ritrovare quell’unità d’intenti delle associazioni venatorie. Chiudiamo un capitolo e iniziamo a scriverne uno nuovo che riguardi la caccia e la gestione, quella vera libera da ideologie e dagli interessi se non quelli di perseguire il bene di cacciatori, degli agricoltori, degli amanti della natura e di tutta la comunità umbra.

Auspichiamo che il nuovo corso degli A.T.C. sia in grado di riportare serenità al mondo della caccia e a cancellare l’immagine sbiadita degli Ambiti per rilanciare la gestione, la caccia sociale e partecipata, la fauna bene comune quali baluardi contro possibili derive consumistiche e privastiche”

Perugia 14 febbraio 2014

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Comitato Regionale Arci Caccia Umbria
Via Antonio Gramsci, 58 06034 Foligno Perugia
E-mail: arcicacciaumbria@arcicaccia.it
Tel./Fax 0742 2354738

 

 

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Category: Arcicaccia, Umbria

Comments (2)

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  1. Bartoccini Mario scrive:

    Confermo e confermiamo il rispetto per tutte le Associazioni venatorie, ma … “chi è causa del suo mal, pianga se stesso”!
    Insieme a noi del Club “Le Torri” avreste dovuto rendere “pan per focaccia” a coloro che si sono impossessati dei nostri partiti politici, per far transitare le logiche più perverse, sia nella società, sia nel contesto venatorio.
    Gli ATC hanno sperperato il nostro danaro anche con la complicità di alcuni dirigenti ARCI CACCIA, sfuggendo al dettato ideologico/tecnico della 157/92, che imponeva il coinvolgimento fisico/operativo dei cacciatori sul proprio territorio.
    Noi l’abbiamo fatto!
    Gli ATC invece, hanno costruito castelli burocratici, che scelleratamente sono stati la causa dell’abbandono, della miseria faunistica, della distruzione della selvaticità, della perdita di una ricchezza importante per i cacciatori e per tutta la società.!
    Insistiamo: con circa un milione di €uro l’anno – sperperati senza costrutto in burocrazia sterile in Umbria – avremmo potuto rimborsare – poco più delle spese vive – circa 400 pensionati cacciatori, per curare e per esaltare autentiche SENTINELLE AMBIENTALI.
    Come dire: dalle teorie di salotto (ATC), alla cura dell’ecosistema e della fauna.   
    Cordialità.

  2. Stefano Tacconi scrive:

    Do atto a Giampaolo Zandrini, Dirigente umbro dell’Arcicaccia invitato al “parziale” tavolo di confronto citato da Bennati, di aver abbandonato la riunione non solo per l’assoluta mancanza di un programma chiaro e esaustivo sui problemi che attanagliano l’attività venatoria, ma anche per il mancato coinvolgimento al “Tavolo” di TUTTE le Componenti Agricole e Venatorie perché considerate dagli organizzatori “scomode” e non allineabili al palese progetto di spartizione delle cariche.
    Tutto il marasma che ne è seguito ha dato torto alla “cordata” dei supporter degli ex Presidenti, situazione per la quale il “Palazzo” dovrà assumere posizioni chiare e definitive.
    Ci sono tutti i presupposti affinché gli ATC Perugia 1 e 2 aprano un nuovo corso per la gestione di fauna e territorio con il coinvolgimento non solo di tutte le rappresentanze Agricole e Venatorie ufficiali, ma anche delle componenti di volontariato collegate al mondo venatorio-ambientale pronte a dare il proprio fattivo contributo.
     
     
     

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