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Luca Davide Enna ci ha lasciati.

| 10 febbraio 2014 | 57 Comments

Luca Davide EnnaLuca Davide Enna ci ha lasciati.

Nel pomeriggio di ieri, domenica 9 Febbraio, Luca ha lasciato questa vita terrena. Ci piace pensare che ora sia nelle grandi praterie del Paradiso, dove dall’alto proteggerà tutte le persone a Lui care

È difficile, in momenti così particolari della vita, trovare parole che non siano di rito.

Non è semplicemente mancato un uomo.

Non è semplicemente morto Luca.

È svanito un universo di simpatia a forma di cuore, un uomo buono e disponibile, un grande uomo.

Ci conforta il fatto che il giorno in cui è stato male, l’ha trascorso facendo la cosa che più gli piaceva, era a caccia: la passione più grande della Sua vita.

Ciao Luca Davide.

—-

Biografia Luca Davide Enna
Luca Davide Enna nasce a Sassari, in Sardegna, nel 1965 e vive a Alghero. Cacciatore, scrittore, giornalista, designer di coltelli da caccia e lavoro, esperto di politica venatoria e dirigente, cinofilo, pescatore, socio fondatore di un gruppo micologico nella sua città, socio del “Club dei Ventitré” ( il club degli estimatori di Giovannino Guareschi) e di altri club, cinofili e culturali. Inizia ad appassionarsi alla caccia a sei anni, quando il padre gli regala una fionda ad elastici . Alcuni anni dopo riceve in dono la sua prima cacciatora “maremmana”, a Montepescali, presso Grosseto e da lì proseguono le sue avventure venatorie.
Sostenitore del “diritto alla libertà di caccia” e delle cacce alla selvaggina migratoria “da Agosto a Marzo” nel rispetto delle leggi europee, ma anche del diritto al mantenimento delle tradizioni dei popoli.
E’ autore di numerosi articoli e pubblicazioni, su riviste di vario genere e su internet. A breve, sarà nelle librerie la sua recente fatica, il libro : “Storie di uomini e cani”, una raccolta di racconti che prendono spunto dalla caccia, per descrivere la vita della gente comune.  In “Storie di uomini e cani”, i diversi protagonisti sono persone normali che svolgono le loro attività con semplicità ma seguendo quei valori così radicati nella popolazione italiana, fino a pochi anni or sono. L’autore ha inteso riproporre un modo di vivere importante per la nostra società, poi accantonato anche in seguito agli sconvolgimenti sessantottini.
I riferimenti storici del libro partono dall’Italia bellica e post-bellica e raccontano l’esistenza di molte persone che, nonostante gli accadimenti, non hanno gli animi esacerbati tra loro né con altri. La solidarietà ed i valori possono definirsi il “filo conduttore” del libro. In alcuni dei racconti, i cani sono i protagonisti principali e la figura del padrone viene un pò messa in ombra, non per uno sfacciato animalismo, bensì per fare risaltare il rapporto affettivo e di collaborazione tra l’uomo ed il suo amico fedele. Attualmente l’autore è al lavoro per la preparazione di altre pubblicazioni.
Nasce a Sassari, in Sardegna, nel 1965 e vive a Alghero. Cacciatore, scrittore, giornalista , designer di coltelli da caccia e lavoro, esperto di politica venatoria e dirigente, cinofilo, pescatore, socio fondatore di un gruppo micologico nella sua città, socio del “Club dei Ventitré”(il club degli estimatori di Giovannino Guareschi) e di altri club, cinofili e culturali.
Inizia ad appassionarsi alla caccia a sei anni, quando il padre gli regala una fionda ad elastici . Alcuni anni dopo riceve in dono la sua prima cacciatora “maremmana”, a Montepescali, presso Grosseto e da lì proseguono le sue avventure venatorie.
Sostenitore del “diritto alla libertà di caccia” e delle cacce alla selvaggina migratoria “da Agosto a Marzo” nel rispetto delle leggi europee, ma anche del diritto al mantenimento delle tradizioni dei popoli. E’ autore di numerosi articoli e pubblicazioni, su riviste di vario genere e su internet.
A breve, sarà nelle librerie la sua recente fatica, il libro : “Storie di uomini e cani”, una raccolta di racconti che prendono spunto dalla caccia, per descrivere la vita della gente comune. In “Storie di uomini e cani”, i diversi protagonisti sono persone normali che svolgono le loro attività con semplicità ma seguendo quei valori così radicati nella popolazione italiana, fino a pochi anni or sono. L’autore ha inteso riproporre un modo di vivere importante per la nostra società, poi accantonato anche in seguito agli sconvolgimenti sessantottini. I riferimenti storici del libro partono dall’Italia bellica e post-bellica e raccontano l’esistenza di molte persone che, nonostante gli accadimenti, non hanno gli animi esacerbati tra loro né con altri. La solidarietà ed i valori possono definirsi il “filo conduttore” del libro.
In alcuni dei racconti, i cani sono i protagonisti principali e la figura del padrone viene un pò messa in ombra, non per uno sfacciato animalismo, bensì per fare risaltare il rapporto affettivo e di collaborazione tra l’uomo ed il suo amico fedele.
Attualmente l’autore è al lavoro per la preparazione di altre pubblicazioni.

I testi di Luca Davide Enna:
- Cleto e Bonaparte
- Il Profumo dell’aratro
- Il regalo di Filumena
- La Penna rossa e la Penna nera
- La vicenda dell’albero cavo
- L’Omino del ghiaccio

 

 

 

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Category: Sardegna

Comments (57)

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  1. Massimo scrive:

    Caro Luca riposa in pace, sentite condoglianze a tutta la sua famiglia, notizie che nessuno vorrebbe mai leggere…..

  2. Claudio S. scrive:

    Anche se non lo conoscevo personalmente, alla triste notizia mi sono scese alcune lacrime.Quando muore un cacciatore come Luca per ognuno di noi è come perdere una parte del proprio mondo.Condoglianze alla famiglia.

  3. Fabrizio Belardinelli scrive:

    Luca r.i.p. Sentite condoglianze alla famiglia. Grazie per le volte che abbiamo pescato insieme, che tristezza….

  4. Marco Efisio Pisanu scrive:

    Buongiorno a tutti,
    ieri sono stato al funerale di Luca, dopo la Santa Messa ho salutato la moglie e le ho riferito che sul web c’erano tanti messaggi per il suo Luca.
    La Signora Annamaria mi ha detto di ringraziare tutti quanti voi.
    Mep

  5. massimo scrive:

    cavolo mi dispiace tantissimo…voglio ricordarti così…con quel fuoristrada, ricordo sempre che quando mi vedevi mi dicevi sempre di fare il corso di caccia.

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