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AIW: ultime sul lupo e sull’ipocrisia italiana

| 9 febbraio 2014 | 4 Comments

AIW: Brevi ultime sul lupo e sull’ipocrisia italiana

wildernessTanto per smentire chi non vuole credere alla crescita esponenziale del Lupo. Negli anni ’60 del secolo scorso il Lupo negli USA era solo più presente nel nord dello Stato del Minnesota (con gruppi nel Wisconsin e Michigan) con meno di 500 esemplari. Erano circa 1.000 nel 1974 quando il Lupo fu inserito tra le specie particolarmente protette (nel 1980 erano circa 1.200 nel solo Minnesota). Fino a circa 15 anni fa quella rimase l’unica popolazione in crescita negli USA. Dopo alcune sue reintroduzione fatte poco meno di vent’anni fa, la specie si è poi estesa in altri 6 Stati dove ha cominciato a riprodursi, tanto che tra il 2011 e 2012 l’amministrazione Obama ha deciso di toglierlo dalla lista delle specie particolarmente protette.
Ebbene, da allora ne sono stati legalmente uccisi 2.570! Ovvero, dicono gli amici del Lupo americano, circa la metà della popolazione nel suo complesso, di cui 1.611 solo tra Idaho, Montana e Wyoming (dove erano stati reintrodotti 66 esemplari nel 1995-96), e ben 562 nel solo Minnesota (ricordiamo che erano meno di 500 a metà anni ’60!). A contrasto: intanto si operano operazioni di reinserimento del Lupo messicano. E’ sta proprio in questo la serietà americana: tutela solo dove e quando serve, visto che il Lupo non può lasciarsi crescere indiscriminatamente proprio per i problemi sociali che comporta; non “un lupo qualsiasi pur che ci sia il Lupo“, come avviene da noi!
Stesso discorso si può fare per la vicina Francia, dove il Lupo “proveniente dall’Appennino”, si è espanso in maniera che non ha confronti in Italia (evidentemente, l’effetto “erotismo francese” ha inciso anche sulle capacità sessuali dell’animale!).
Per non dire della Spagna, o della Norvegia e Svezia, nonostante il veto che, secondo i “lupofili” italiani, l’Europa metterebbe (evidentemente, come tante altre direttive, esse sono interpretate “ad Statum”!).
Lupo-lunaCommento: solo in Italia il Lupo non “scopa”! Chissà, forse il fatto di averne fatto un Totem intoccabile ha finito per renderlo impotente!
Intanto, anziché fatti e dati (compresi i milioni di Euro di danni non pagati, pagati malamente e in ritardo o, peggio, che nessuno vuole pagare) da noi si continuano a proporre le solite trite soluzioni per affrontare il problema della sovrappopolazione del Lupo: smentire sempre e comunque (come insegnano certi avvocati ai fedifraghi!) la crescita della popolazione, ridurre l’ammontare dei danni non pagando quelli dubbi, possibilmente addossandoli il più possibile ai fantomatici cani inselvatichiti (oggi è di moda darla anche agli ibridi) e, in conclusione…, far mantenere il Lupo dagli allevatori!
Rischio di aggressioni all’uomo? Assolutamente negate nonostante le tante prove del passato e del presente (le ultime in Umbria nel 2013): un tabù anche solo parlarne (sembra di leggere dell’epopea partigiana di… “Pansiana” editoria). Auguriamoci solo che prima o poi non salti di nuovo fuori una “bestia” come quella dello Gevaudan francese del 1764 o di Pacentro (Majella) del 1839!
Sulla discussa origine della crescente popolazione nelle Alpi? Gli esperti se la stanno cavando nel modo più semplice: negare la validità della sottospecie appenninica, per cui: “oggi, grazie ai risultati di indagini genetiche, (gli studiosi ndr) sono più propensi a non considerare le popolazioni che vivono nell’area del Mediterraneo come sottospecie a parte, ma facenti parte di un’unica sottospecie, Canis lupus lupus che vive in Eurasia centrale e settentrionale con diverse varietà geografiche”. Ovvero, un giorno se la caveranno riconoscendo come a sé stante la varietà alpina (che, guarda caso, ha già caratteri comportamentali e fenotipici diversi da quelli appenninici, ma che sono negati, per evitare che possano essere riconosciute le sue origini francesi!).
Ecco, i soliti italiani: ipocrisia e mistificazione TANTA, ragionevolezza MAI. Ma ne subiremo presto le conseguenze, gli ambientalisti “lupofili” in credibilità, ed il Lupo… sulla sua pelle.
Purtroppo, il Lupo, come tutta la Natura, non si difende (o non si dovrebbe difendere) con le bugie, ma con la realtà dei fatti come fanno nei Paesi dove la serietà scientifica si unisce alla ragionevolezza.

Murialdo, 9 Febbraio 2014

F.to Franco Zunino
Segretario Generale dell’AIW

 

 

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Category: Lupo, wilderness

Comments (4)

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  1. Renzo scrive:

    Nulla di nuovo sul fronte occidentale. Siamo in Italia di cosa ci vogliamo meravigliare? Lasciamo le cose come stanno che fra non molto la gente verrà a conoscenza,finalmente, anche di queste deliranti pratiche dettate dall’animalismo becero e cieco; senza appoggio  culturale alcuno ,tanto meno intelligente, solo emotivamente lacrimevole :-| :-|  

  2. Peter scrive:

    Fino a quando non ci scapperà qualche morto sbranato dai lupi “tutta va bene madama la marchesa”, dopo è tutto da vedere e il rimballarsi delle responsabilità sasà tutto da ridere o………………piangere.

  3. giannirm scrive:

    Senza gridare “al lupo al lupo”,  il lupo continuerà a morire sotto banco per mano dei danneggiati e secondo me è giusto sia così, solo i lupi con questa “strana abitudine” di predare animali allevati vanno eliminati, con gli altri si può benissimo convivere.

  4. Bartoccini Mario scrive:

    Senza mezzi termini: demenza ed ignoranza faunistico/ambientale che compromette seriamente la reintroduzione dell’uomo nell’ambiente!
    Da noi in Umbria, fino gli anni ’50, la presenza umana nell’ambiente era di: n. 1 persona ogni n. 3 ettari! qualche esemplare di lupo sopravviveva ove ora insiste il parco dei monti Sibillini.
    Salvaguardare le popolazioni selvatiche pregiate che in qualche modo abbiamo ereditato, è compito imprescindibile del mondo venatorio. Fermo restando il presupposto che l’esistenza del lupo in assoluta selvaticità, deve interessare l’interno dei parchi.
    Per essere ancora più chiaro: l’interno di alcuni parchi!
    Affrontiamo a viso aperto quegli scienziati, che in preda a costrizioni esistenziali ed economiche, prefigurano l’invasione del lupo, il mancato controllo quindi, sfuggendo alla logica di compatibilità e reddito faunistico: sia selvatico, sia domestico.
    Cordialità, rispetto, complimenti, sodalità fraterna … esimio Zunino!     

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