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Umbria: Indennità ATC, Ciofini smentisce: “Mai chiesto gli arretrati”

| 8 febbraio 2014 | 5 Comments

cacciatore tramontoIndennità ATC, Ciofini smentisce: “Non ho mai chiesto gli arretrati e mai li chiederò. Sono stato l’unico a restituire la buona uscita, con tanto di interessi.”

Il presidente dell’Atc1, “Qualcuno teme di perdere la poltrona e vuole screditarmi in vista del rinnovo vertici Federcaccia”

“Cercano solo di screditarmi”. Sono queste le prime parole di Quartilio Ciofini alla lettura degli articoli apparsi questa mattina sulla stampa locale, in merito alla polemica sulle indennità dei presidenti Atc, sollevata in consiglio regionale dall’esponente Pd Luca Barberini.
“Non ho mai preteso nulla che non mi spettasse, anzi, sono stato l’unico dei presidenti Atc che una volta ricevuta la buona uscita di 8 mila euro circa l’ha subito restituita, con tanto di interessi, affinché non ci fosse nessuna ombra sul mio comportamento, in attesa di sapere se ci spettasse veramente o no”.

Non ci sta Ciofini a farsi additare come un personaggio avido e di dubbia moralità, che avrebbe trasformato il suo impegno nell’ambito venatorio in un mero strumento per arricchirsi: “Provengo da una famiglia onesta, quello che ho fatto, di giusto o di sbagliato in questi anni è stato fatto con grande passione e con trasparenza.
La lettera che ho inviato era per chiarire che chiederò solo quello che mi spetta e se mi spetta, ma era riferita soltanto alla buona uscita di circa 8 mila euro che peraltro come detto ho restituito in attesa di chiarimenti”.
E ancora: “Quando alla verifica di bilancio sono state poste delle perplessità sul fatto che ai presidenti spettasse l’indennità di fine mandato, l’ho immediatamente restituita in attesa di sapere se fosse o meno un nostro diritto”.
Da ultimo: “Per quanto riguarda gli arretrati, non ho mai avuto e ne avrò mai intenzione di chiedere gli oltre 200 mila euro di cui parlano oggi i giornali. Nelle mie tasche non è mai entrato e mai entrerà un euro in più se non eventualmente l’indennità. Se qualcuno ha presentato un conto sconsiderato, non bisogna fare di tutta un’erba un fascio.
I miei legali stanno già verificando se esistono o no gli estremi per un’azione legale, verso quella che mi pare ovvio sia una manovra per screditarmi in vista del rinnovo degli organismi di Federcaccia. Forse qualcuno teme la mia candidatura ed ha paura che sia a rischio la sua poltrona”.

 

 

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Category: Umbria

Comments (5)

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  1. Bartoccini Mario scrive:

    Il signor Quartilio Ciofini non dice la verità!
     
    Forse il signor Quartilio Ciofini non ha mai detto la verità!
     
    Con il preciso scopo di nascondere la verità, il signor Quartilio Ciofini, forse ha abusato del bilancio ATC Perugia n. 1 alla voce “CONSULENZE LEGALI”, per consolidare denunce - azioni legali – contro Mario Bartoccini ex presidente del Club Cacciatori “Le Torri” portatore di verità e degli interessi dei MILLE Soci del Club.
    Per non far conoscere la VERITA’ non ha più voluto le assemblee dei Soci ATC Perugia n. 1.
    Non sappiamo nemmeno, nella veste di soci ATC, quanti cinghiali sono stati abbattuti dalla “famiglia Ciofini” all’interno della Zona di Ripopolamento Castel del Piano sostenuta con denaro di tutti i cacciatori, che ha come Direttore Tecnico il cognato: DICA LA VERITA’!!  

  2. Bartoccini Mario scrive:

    La Legge “fa sapere” che … chi lavora in determinati contesti e si appropria furtivamente di denaro restituendolo dopo “averlo colto sul fatto”:
    Ha sempre consolidato un reato!
     
    Estrapoliamo dal giornale IL MESSAGGERO (8 febbraio 2014):
    “L’assessore all’agricoltura – ha affermato Barberini – ha spiegato che la giunta regionale si è limitata ad adottare esclusivamente atti di propria competenza e quindi a stabilire soltanto i compensi mensili spettanti ai presidenti ATC per lo svolgimento della loro funzione. Il parere tecnico dell’ufficio legale della Regione ha poi evidenziato che la normativa regionale in materia NON LEGITTIMA IN ALCUN MODO IL PAGAMENTO DI INDENNITA’ DI FINE MANDATO, STABILENDO QUINDI UN PUNTO FERMO SECONDO IL QUALE GLI EX PRESIDENTI ATC DOVREBBERO RESTITUIRE I 15MILA EURO CHE SI SONO GIA’ ATTRIBUITI COME COMPENSI AGGIUNTIVI DI FINE MANDATO”.
    Or ora sulla porta ho trovato una lettera anonima chiusa con all’interno copia di fax con data 17 gennaio 2014 ore 13,50 da CIOFINI QUARTILIO     ID:ATC PERUGIA1.
    omissis …”In riferimento all’importo restituito in data 10.01.2014 (€8.445,25), con la presente sono ad invitare l’intestato A.T.C. a far si che la Mia posizione fiscale per l’anno 2013 venga aggiornata alla luce della suddetta restituzione”. Omissis …  “PER DOVEROSA INFORMZIONE SONO INFINE A RAPPRESENTARE CHE, ESSENDO PIENAMENTE CONVINTO DEL FATTO CHE SIA DOVUTA IN MIO FAVORE LA CORRESPANSIONE DELLA INTEGRAZIONE DELLA INDENNITA’ MENSILE PREVISTA DAL COMBINATO DISPOSTO DALLA DELIBERA DELLA GIUNTA REGIONALE UMBRIA N. 1649 DEL 23/11/2009 E DEL DECRETO MINISTERIALE  N. 119/2000, ED ESSENDO STATA TALE CONVINZIONE CONFORTATA DA MOLTEPLICI PARERI DI PROFESSIONISTI QUALIFICATI, NONCHE’ DAL COLLEGIO SINDACALE DELL’ATC 3 TERNANO-ORVIETANO, CONFERIRO’ APPOSITO INCARICO PER PROCEDERE ALL’ATTIVAZIONE DI UN’AZIONE LEGALE VOLTA AD OTTENERE NON SOLO IL RECUPERO DELLE SOMME DA ME RESTITUITE IN VIA MERAMENTE CAUTELATIVA, MA ANCHE L’EVENTUALE PAGAMENTO DI ULTERIORI QUOTE DI INDENNITA’ MENSILI E DELLE INTEGRAZIONI DELLE STESSE MATURATE DALLA DATA IN CUI E’ STATO DA ME RICOPERTO PER LA PRIMA VOLTA L’INCARICO DI PRESIDENTE DELL’ATC PERUGIA N. 1″             
    Conclude il consigliere regionale Barberini sul IL MESSAGGERO: “Sarà la magistratura a giudicare – ha concluso – ma credo che la classe politica e le istituzioni regionali abbiano il dovere morale di dare un segnale chiaro ai cittadini, adottando iniziative specifiche che dicano con fermezza che tali somme non sono dovute e che la politica umbra non avallerà mai richieste simili”.  
    Dov’è la VERITA?????????

    • Peter scrive:

      La verità dovrebbe stare sempre nel mezzo (dovrebbe); poichè oggi nessuno la dice più e praticamente tutti si tenta di stravolgerla e volgerla a proprio favore o per gli intenti più strani, essa purtroppo non emerge manco se la tiri con le tenaglie. Ma questi aa.tt.cc. cosa sono diventati? Che cavolo ci stanno a fare più? E possibile che i cacciatori devono continuare a pagare per lo scempio ch’è sotto gli occhi di tutti? E’ ora di finirla, o no?

  3. Sergio Gunnella scrive:

    Non conosco a fondo i particolari esposti in calce, se non raccogliendoli da quanto si legge qua e là. A stabilire dove sta la verità, semmai, saranno coloro che verranno chiamati in causa per ‘dare a Cesare ciò che è di Cesare’. Tuttavia, in attesa dell’ ardua sentenza, nella convinzione che la locuzione repetita iuvant abbia un suo valore intrinseco, posto anche qui la nota pubblicata su queste stesse pagine il 4 febbraio:
     <Quando a Terni, nell’ ormai lontano 2010, firmammo in 608 la petizione popolare che chiedeva il commissariamento dell’ ATC n° 3 Ternano/Orvietano esponendone sprechi e incapacità gestionali, il Consiglio regionale dell’ Umbria (ivi compresa l’ opposizione!!!) pensò bene di archiviarla. Alla fine dello scorso anno, fatalmente, la Guardia di Finanza di Terni, nel corso delle indagini finalizzate al chiarimento di presunti illeciti contestati all’ ATC n° 3, ha finito per ‘riesumare’ dal fondo dei cassetti regionali quella stessa petizione che pareva ormai dimenticata. Coinvolta dall’ istruttoria, la Procura Regionale della Corte dei Conti, all’ interno della propria memoria investigativa, menziona per ben due volte la nostra petizione. E datosi che essa esponeva illo tempore più o meno le stesse mancanze gestionali contestate oggi dagli inquirenti, ai cacciatori firmatari solleticati da mera curiosità, non resta altro che attenderne i risultati. Le contestazioni e le perplessità espresse nei confronti delle amministrazioni pubbliche dall’ organizzazione che ha siglato l’ articolo sopra pubblicato, sono senz’ altro degne di nota. Tuttavia, ciò che i 608 ‘firmatari in proprio’ non comprendono, è il perché la sottoscrizione della petizione, pur se inviata in copia alle sedi provinciali di tutte le associazioni venatiche affinché fosse supportata anche dalla loro firma, rimase poi ‘lettera morta’. Così come, i cacciatori firmatari, continuano a chiedersi dove erano i propri rappresentanti sindacali (leggi: associazioni venatorie) quando in regione Umbria si decideva che ‘l’ elezione del presidente dell’ ATC spetta al Comitato Direttivo, ma a stabilirne gli emolumenti è delegata la Giunta Regionale’ –nda-! Amen.>
    Sergio Gunnella

  4. scolopaxperugia scrive:

    Ex-Presidente Ciofini, la domanda è una soltanto, anzi due:
    - E’ proprio sicuro di aver fatto nel bene o nel male il suo lavoro? Lei ha ereditato al momento della sua nomina 15 anni fa un ambiente dove nelle ZRC c’era selvaggina quasi sufficiente al fabbisogno e nel territorio libero pochi si lamentavano.  LE RAMMENTO UNA SUA INTERVISTA SU DIANA DEL 1996 O 1997 DOVE L’ARTICOLO PARLAVA DELL’ATC PG1 E IN PARTICOLAR MODO DELLA ZRC DI CASTEL DEL PIANO DOVE IL GIORNALISTA LA DEFINIVA LA FABBRICA DEI FAGIANI!!!! 
    Aspetto con ansia lo scoperchiamento del Vaso di Pandora: CINGHIALE, SETTORI E ASPETTI NOTTURNI, lì i nuovi componenti dell’ATC ho tanto paura che si spaventeranno
     

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