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La piccola selvaggina stanziale tra difficoltà e speranze

| 5 febbraio 2014 | 11 Comments

La piccola selvaggina stanziale tra difficoltà e speranze

Le Associazioni Venatorie Comunali ARCI CACCIA e FEDERAZIONE ITALIANA della CACCIA
di COLLE DI VAL d’ELSA (Siena)

sono liete di invitare tutti i cacciatori

martedì 11 febbraio 2014  – ore 21,00

nella Sala riunioni dell’A.T.C. 17
c/o il Teatro del Popolo in Piazza dell’Unità/via Oberdan, 1

ad un dibattito su:
La piccola selvaggina stanziale tra difficoltà e speranze

nel corso della serata verrà presentato
dall’autore Roberto Mazzoni della Stella il libro:
La gestione faunistica e venatoria del fagiano

Scarica la locandina: colle11

 

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Category: Arcicaccia, Federcaccia, Incontri/Dibattiti, Toscana

Comments (11)

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  1. beccaccio scrive:

    Buonissima inizitiva, almeno proviamo a parlarne. Ottimo libro,  veramente fatto bene. 

  2. Massimiliano scrive:

    io ci sarò !
     un’occasione per sapere e conoscere ….ed in più un’occasione per riascoltare Roberto Mazzoni della Stella,artefice e portatore della caccia di Selezione in provincia di Siena.
     

  3. Springer scrive:

    Il libro l’ho acquistato….. Completo in tutto e ricco di nozioni alcune delle quali in netta controtendenza a quelle sentite dire da sempre da chi sostiene di ” capirci ” di Fagiano. Faro’ leggere con la speranza ( vana ) prendano spunto… :wink:
    Alla fine di tutto si desume quanto sia importante CONOSCERE LA SPECIE , l’ HABITAT piu’ adatto al suo sostentamento e riproduzione ( di conseguenza le pratiche agricole che incidono su questo) e quanto si debba fare in tal senso se si vuol tornare ad avere una sua popolazione selvatica . Quindi quanto sia importante dirottare i soldi da acquisto di selvaggina da ripopolamento che per la maggior parte morira’ ( 60 e oltre % non la troveremo all’apertura ) a riqualifica del suo habitat ; oltre a cacciarlo ne piu’ ne meno come la ” nobile alpina ” in base a censimenti e prelievo ( conservativo ) basato sulla sua effettiva presenza senza azzerarla nelle zone riservate alla caccia. I ripopolamenti servono per reintegrare parte delle perdite dovute a prelievo venatorio ..non per ricostituire da zero anno dopo anno una popolazione cacciata senza alcun criterio . Sottile ma sostanziale differenza  :wink:. E questi ” reintegri ” devono essere fatti con soggetti di cattura provenienti dalle ZRC e non acquistati da allevamenti . Altra sostanziale differenza…. :wink:
     Le cose da farsi ormai si conoscono. ….bisognerebbe iniziare a farle…..Certo , molto piu’ semplice andare avanti cosi’ come fatto fino a oggi acquistando selvaggina da lanciare ” poi quel che succede succede ” piuttosto che trovare accordi con agricoltori , controllare le popolazioni di predatori opportunisti, imporre regole di prelievo conservativo che la maggior parte dei cacciatori non vogliono. Che poi sono gli stessi cacciatori che si lamentano che c’e’ poca selvaggina….che chiamano i Fagiani ” polli colorati “…..che gli ATC non funzionano…..etc….etc…..etc….. 
    W l’ Italia….  :wink:

    • Massimiliano scrive:

      disamina molto ferrata la tua (sua) Springer.Pur nn praticando l’attività venatoria alla nobile stanziale sono stra-curioso nel sentir il contenuto dell’incontro di martedì con l’autore del libro.
      Sul prelievo selettivo dicervidie bovidi,il sig.Mazzoni della Stella ha segnato una svolta nella nostra provincia.Positiva ? Negativa ? ai posteri l’ardua sentenza….
      Posso solo dire che allora vi era un senso e un nesso scientifico con un obbiettivo da raggiungere……..inizio anni ’90 !  Adesso si è completamente rovesciato 1
       

      • Springer scrive:

        Diamoci tranquillamente del tu Massimiliano…. 
        In effetti , se e’ quello a cui ti riferisci , oggi chiamarla caccia di selezione nel senso originario del termine , e’ errato. Quale ” selezione ” si fa oggi….? Soggetti deboli e malati….? Non li vuole nessuno. Maschi con un palco scadente…? Non li vuole nessuno…. Quindi oggi e’ una caccia di contenimento di specie in forte aumento numerico ed espansione causa di danni a patrimonio boschivo / agricolo ( e incidenti stradali )  nel rispetto di numero di soggetti – sesso e classi d’eta’ per non destrutturarne la popolazione. Popolazioni forti….sane…..numerose grazie anche a un habitat a loro negli anni sempre piu’ favorevole. La ” selezione ” la fanno i predatori ( Lupo ) , le avversita’ climatiche . Non piu’ noi….  :wink:
         

        • Massimiliano scrive:

          Springer ..nulla da aggiungere a quanto tu dici…..se non un grazie per il “tu” 
          Comunque io continuo a credere in quel che a suo tempo mi fu insegnato anche da Roberto Mazzoni della Stella.A mio modesto vedere,il vero senso del prelievo selettivo.
          Son proprio curioso di sentirlo nuovamente “al pezzo”………..

  4. beccaccio scrive:

    La cosa che mi fa più dispiacere , da fagianaio incallito, è che quando si parla di fagiano e di lepre ci sono 6-13 persone al massimo, qualora si parlasse di cinghiale  ci sarebbero facilmente 90- 100 persone. Badate bene che i cacciatori di penna e lepre sono molti di più numericamente rispetto ai cinghialai ( basta vedere gli iscritti atc totali e quelli delle squadre). La differenza sta nel fatto che i cinghialai sono tra di loro organizzati mentre gli altri ( e mi ci metto anche io) siamo degli egoisti del cazzo che non organizzandosi non riescono mai a portare un punto di vista. Guardate cosa succede nelle associazioni venatorie: per il cinghiale magari si arriva alle mani però alle fine  viene fuori una posizione,  su altri argomenti se    ci sono 50 persone ci sono 70 visioni differenti e tutte motivate da egoismi personali, morale della favola da anni non c’è  niente di innovativo. Che ne pensate? 

  5. Ezio scrive:

    Bello notare che ogni tanto c’è chi scopre …l’acqua calda!!  :roll:

  6. Ezio scrive:

    Caro Beccaccio, i primi a snobbare fagini e pernici sono proprio molti atc, il cui compito primario sarebbe proprio quello di garantire quanta più biodiversità possibile. Invece quote aggiuntive per il cinghilale, quote per i caprioli e cercare di garantire più possibile l’esistenza di un organismo nato come di servizio e diventato di potere.

  7. Massimiliano-colombaio senese scrive:

    Riassumo di ieri sera, in sala riunioni ATC SI 17 per la presentazione del libro in questione:
    presenti 20 persone..forse !? non le ho contate(ero più interessato nell’ascoltare i contenuti del libro)compresi i 2 validi presidenti colligiani FIDC-ARCI.
    90% cinghialai-selecontrollori-3 colombacciai,3 e mezzo vai,(anchessi inclusi in lista cinghialai-selecontrollori) 1 tecnico faunistico- 4 passionisti cinofili di minuta selvaggina stanziale,in pratica i diretti interessati.
    A loro sopratutto era/è indirizzato il libro in questione…….
    che dire ? non c’è male come pathos partecipativo !!
    Permettetimi una nota colorita : poi non ci lamentiamo se altri prendon le decisioni che dovrebbero spettare a noi………..di nostra competenza !
     ps:Danielone caposbruff la tua presenza era altresì gradita…….. :twisted:

  8. Ezio scrive:

    Permettetimi una nota colorita : poi non ci lamentiamo se altri prendon le decisioni che dovrebbero spettare a noi………..di nostra competenza !
     
    Non fa una grinza. Pensa che nel “mio” atc uno dei pochissimi che si sbatte per cercare di ottenere ancora qualcosa con il fagiano è un …cinghialaio. Grande Beppe82!! Anche se mi martella  di telefonate e mi coinvolge nei suoi progetti entusiastici però massacranti!! :lol:

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