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OT: Animalisti: “La tesi di Ayusya e la realtà dei fatti”

| 4 febbraio 2014 | 1 Comment

Animalisti: “La tesi di Ayusya e la realtà dei fatti”

Da Gianni Luigi Neuhold riceviamo e pubblichiamo

vergognaMi permetto nuovamente di entrare nel vostro notiziario, questa volta per controbattere quanto da voi pubblicato a firma Associazione Ayusya Onlus.

Che alcune associazioni animaliste fossero solite “piegare” un po’ la realtà lo sapevamo, ma in questi giorni si sta veramente superando la soglia del ridicolo. Qualcuno infatti sta cercando di far ricadere la colpa della mega-multa che l’Italia si appresta a ricevere dall’Europa per non aver recepito in tempo la Direttiva Europea sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici (150.000 € al giorno, pari a 4.500.0000 € al mese) sui ricercatori (definiti dall’On. Brambilla con l’epiteto di “lobby dei vivisettori”, cosa di cui si dovrebbe vergognare) invece che sui veri colpevoli che sono le associazioni animaliste e i politici che, come l’On. Brambilla, hanno tentato di fare una cosa che non si può fare, cioè stravolgere la direttiva.

Facciamo quindi, ad uso di chi non è informato, una breve cronistoria di cosa è successo.

La precedente direttiva europea sugli animali da laboratorio risale al 1986 ed è stata recepita dall’Italia con il D.Lgs.vo 116/92 (parliamo quindi di una direttiva vecchia 28 anni). Qualche anno fa si è provveduto quindi a riscrivere la direttiva, per aggiornarla alle nuove conoscenze scientifiche e assicurare quindi un maggior grado di tutela agli animali. La riscrittura della direttiva è stata fatta di concerto con la più grande federazione di associazioni animaliste europee, l’Eurogroup for Animals, di cui anche la Lav fa parte (1). Quindi quella direttiva è stata firmata ed approvata anche dalle associazioni animaliste, LAV compresa (2) . Giova anche notare che l’Eurogroup for Animals chiede a gran voce, sul proprio sito web, proprio un’approvazione corretta della direttiva (“we are calling for Member States to apply the Directive correctly”). Ma forse per l’On. Brambilla sono anche loro parte della fantomatica “lobby dei Vivisettori”? Anche la LAV che dell’Eurogroup ne fa parte?

La direttiva, infatti, assicura un maggior grado di tutela agli animali rispetto alla direttiva del 1986 e, al contempo, non blocca la possibilità di trovare cure per le malattie che ancora ne sono prive.

Allora ci si chiede perché, se la direttiva è stata approvata anche dalla Lav, siamo a questo punto? Sarà veramente colpa dei ricercatori come sostengono l’On Brambilla e l’Enpa oppure è l’ennesimo caso di disinformazione?

L’On Brambilla forse dimentica le sue dichiarazioni del 31 luglio scorso (3) in cui afferma chiaramente di essersi opposta in ogni modo al recepimento della direttiva 63/2010? E le è sfuggita anche la lettera firmata da Leal, Equivita ed altre associazioni animaliste (4) che chiedevano di non recepire la direttiva?

La direttiva è bloccata perché il parlamento in luglio ha fatto una cosa che non poteva fare: rendere la direttiva più restrittiva.

E questa è una cosa che viene espressamente vietata dalla direttiva stessa, nell’articolo 2, comma 1, che proibisce chiaramente l’introduzione di misure più restrittive non in vigore al 9 novembre 2010 (5). Quindi, tutto quello che si doveva fare, in questo caso era di prendere la direttiva e di approvarla così com’era stata scritta dall’Europa (e così come era stata approvata anche dalla Lav).

Invece il parlamento ha scelto di non seguire i pareri delle Commissioni di merito (che avevano già fatto notare in luglio che la direttiva non si poteva modificare in senso più restrittivo) e ha deciso di introdurre in Senato alcune modifiche. Modifiche che poi non si sono potute togliere alla Camera, nonostante il parere negativo delle Commissioni a riguardo, perché il provvedimento è stato approvato in un tour-de-force che non ha permesso NESSUN emendamento (6) . Adesso, appena arrivato il testo del decreto legislativo, si sono riproposti gli stessi identici problemi, come fatto egregiamente notare dalla Commissione Politiche Comunitarie (7), che ha evidenziato che i punti introdotti dalla legge delega sono in contrasto con la direttiva stessa e quindi ci porterebbero ad una (ennesima) sanzione.

Quindi la “colpa” della sanzione che stiamo per ricevere (e di quella che riceveremo se il testo viene approvato con queste modifiche) è tutta dell’On. Brambilla e di chi, come lei, ha cercato di stravolgere una direttiva che non lasciava spazio per le modifiche. Può anche cercare di affermare il contrario (oramai siamo avezzi alle uscite “sui generis” che l’On. Brambilla fa sul campo della Sperimentazione Animale) ma questo non cambia la realtà dei fatti: noi stiamo per essere sanzionati perché non abbiamo fatto ciò che la quasi totalità dell’Europa ha invece fatto in tempo: recepire la direttiva così com’è uscita dal Parlamento Europeo (unico modo in cui poteva essere recepita).

E se la Direttiva viene recepita stravolta come vorrebbe l’On. Brambilla verremo sanzionati nuovamente! Ma forse all’On. Brambilla importa poco di questa sanzione?

Un’ultima nota la facciamo per l’Enpa, che chiede fondi per le ricerche di metodi alternativi. Quanti soldi del suo cospicuo bilancio (e lo stesso discorso si può porre per la Lav e per tutte le associazioni di questo tipo) sono stati destinati per borse di studio e per finanziamenti dedicati alla ricerca e allo sviluppo di metodi alternativi all’utilizzo degli animali in laboratorio? Lo chiediamo perché a noi non risulta nessun progetto di questo tipo, ma è possibile che l’informazione sia talmente nascosta nei lori siti web e che noi non siamo stati capaci di trovarne evidenza, nel qual caso saremo felici di essere smentiti. (vedi anche www.po-test.it).

Ringrazio Levante News per l’ospitalità

Tratto da http://www.levantenews.it

 

 

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Comments (1)

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  1. Peter scrive:

    Da qui la evidente falsità degli animalari. Fanno prima le stro…..te e poi addossano la colpa ad altri; in sostanza, buttano la pietra, si ritirano la mano e gli altri sono i responsabili. D’altra parte da gente come quella che cosa ci si può aspettare? Questi fatti devono essere sempre sviscerati e portati costantemente avanti l’opinione pubblica in modo che chiunque possa rendersi conto da quale parte stànno le falsità e dove le verità.

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